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RIDE 6 – Un compendio definitivo delle corse su due ruote

Ride 6

La primavera si avvicina, le temperature diventano più piacevoli, i vari mondiali di motociclismo stanno per entrare nel vivo e inevitabilmente sale la voglia di scorrazzare in moto. Se ancora non sei tornato sulla tua sella analogica, arriva in tuo soccorso Milestone con RIDE 6, l’ultima iterazione della versione a due ruote di Gran Turismo. C’è molto da discutere, quindi accendiamo i motori ed entriamo subito nel vivo della recensione. Ti anticipo solo che il team di Milestone ha fatto un ottimo lavoro e che RIDE 6 è un compendio definitivo delle corse su due ruote.

Recensione

Ho testato in lungo e in largo RIDE 6 su Xbox Series X, dove gira in 4K a 60 fps. Nella mia lunga prova non ho incontrato rallentamenti o bug durante le fasi di gioco. Mi duole ammettere però che, mentre navigavo tra i menu, il videogame si è riavviato più di una volta. Ringrazio il publisher per avermi fornito una copia pre-release per la recensione.

Ride 6

Novità

I titoli sportivi generalmente soffrono di una visibile e, francamente, comprensibile stanchezza uscita dopo uscita. D’altronde risulta difficile apportare novità sostanziali su formule già rodate nel corso del tempo. Eppure RIDE 6 riesce a compiere un passo in avanti considerevole rispetto al precedente RIDE 5, includendo novità non di poco conto.

Menzionerei, prima di tutto, l’introduzione delle corse off-road. Per la prima volta in questa serie non ci si limita a correre solo su asfalto e si potranno affrontare sterrati anche sulle nuove Maxi Enduro. Parlando di nuove motociclette, vorrei citare anche l’introduzione delle Bagger, altra novità per la serie, e un focus più strutturato sugli scooter.

Altro cambiamento che ho molto apprezzato investe la carriera. Non mi riferisco tanto al “Ride Fest”, sorta di festival motoristico sulla falsariga di quanto visto in Forza Horizon o The Crew Motorfest. Sicuramente dona un contesto coeso alla modalità, ma non è di certo l’aspetto più importante. Quel che conta è che ora, finalmente, la progressione lineare vista in RIDE 5 non è più obbligatoria. Si può quindi affrontare la scalata in maniera più flessibile e libera, e non posso che essere felicissimo di tutto ciò.

Prima di discuterli negli appositi paragrafi, cito brevemente alcuni degli altri cambiamenti, più o meno grandi, come il passaggio a Unreal Engine 5, l’introduzione di leggende dello sport, l’ampliamento del catalogo di mezzi e il Dual Physics System.

Ride 6

Gameplay

Un gioco come questo vive soprattutto del suo gameplay e, in questo senso, Milestone ci delizia da anni con sistemi di guida su due ruote estremamente profondi e soddisfacenti. La software house italiana ha però spesso peccato nell’onboarding dei nuovi giocatori, che spesso si sono trovati di fronte a titoli troppo ostici per i novellini. In RIDE 6 è stata quindi compiuta un’operazione molto simile a quanto già fatto sul precedente titolo MotoGP con il Dual Physics System. Il gioco ora offre, quindi, non solo un preset di guida per chi come me ama governare ogni aspetto del mezzo, ma anche uno chiamato Arcade. Quest’ultimo farà la gioia di chi vorrà buttarsi in pista senza dover contare sull’esperienza dei precedenti capitoli.

Le già citate nuove tipologie di moto, Bagger e Maxi Enduro, si comportano in maniera chiaramente differente rispetto a quanto siamo abituati. RIDE 6 in tal senso diventa così un’enciclopedia della motocicletta che non solo appaga gli appassionati ma, soprattutto, sa mantenere freschezza per svariate ore. Aggiungerei, tra l’altro, che il meteo dinamico è stato rivisto e ulteriormente perfezionato. Prova una gara endurance per avvertire chiaramente come tutto ciò si rifletta sul comportamento delle moto.

L’introduzione della Bridgestone Riding School va anch’essa inserita nella volontà di rendere il gioco più comprensibile per i nuovi arrivati. Fa inoltre un buon lavoro nello spiegare le tecniche di guida per le nuove tipologie di motociclette inserite. Non è nient’altro che una serie di tutorial interattivi e sfide, simili in linea di principio alle celeberrime patenti di Gran Turismo, che hanno lo scopo di aumentare le skill di noi aspiranti piloti.

Ride 6

Feeling di guida

Rispetto al precedente capitolo, trovo la fisica di RIDE 6 ancora più raffinata ma, al contempo, più permissiva in altri aspetti. Il tutto, a mio parere, concorre nel creare una giocabilità più divertente, in chiara mentalità sim-cade. Pad alla mano, ho avvertito un peso maggiore nelle moto e una difficoltà più pronunciata nei cambi di direzione repentini, come se il pilota facesse più sforzo fisico nel rialzare la moto. Mi ci è voluta qualche gara per abituarmi a questo aggiornamento fisico ma devo ammettere che, dopo una manciata di chilometri, tutto mi è sembrato più naturale e fluido. Mi è sembrato, inoltre, che le collisioni con gli avversari risultino, molto meno che in passato, in una caduta. Bene così! Il divertimento ne giova sicuramente, così come si riduce la tentazione di abusare del tasto rewind che, anche per un appassionato come me, rimane un must.

Le nuove tipologie di moto, da sole, meriterebbero paragrafi a parte, ma questa recensione rischierebbe di diventare infinitamente più lunga di quanto già non sia. Mai però mi sarei aspettato di diventare così appassionato di Bagger, moto enormi americane distinte da un grande cupolino frontale e borse rigide laterali. Questi sorta di SUV di lusso a due ruote vantano una coppia formidabile e sono sorprendentemente divertenti da guidare in RIDE 6. Mi rendo ben conto che lo sviluppatore probabilmente preferirebbe che un recensore si concentrasse di più sull’introduzione delle più modaiole maxi enduro. E non capirmi male, anche queste ultime sono molto soddisfacenti da governare, soprattutto nel posteriore. Sto semplicemente rimarcando quanto sia rimasto inaspettatamente scioccato da una tipologia di moto che mai avrei affiancato alla sportività, come le bagger.

Vorrei chiudere la mia analisi sul feeling di guida parlando dell’intelligenza artificiale dei piloti avversari. In primis, ho notato che gli altri piloti sono ancora più proni all’errore, a volte anche grossolano. Mi ha fatto immensamente piacere notare come questo doni imprevedibilità alle gare. Inoltre, la funzione di difficoltà adattiva dinamica, che permette all’intelligenza artificiale di adattarsi alle tue prestazioni, mi ha pienamente convinto. Le gare mi sono sempre sembrate “difficili il giusto” senza mai risultare frustranti o troppo semplici.

Ride 6

Modalità di gioco

Se sei arrivato fino a questo punto della recensione, ti sarà sicuramente chiara la grande varietà di situazioni di gioco che RIDE 6 sa imbastire. Aggiungi a tutto questo che la già citata carriera compie un ottimo lavoro nel dare un senso a tanta abbondanza. Gli eventi, raggruppati in sezioni tematiche più o meno stringenti, sono meglio organizzati rispetto al passato. E, come dicevo prima, non posso che sposare la volontà di rendere il tutto più flessibile e personalizzabile. So che a molti non andrà a genio questo utilizzo (decisamente iper-sfruttato nel genere) del tema del festival come collante per la carriera. Io invece vedo in modo molto positivo questa volontà di donare una personalità estetica a RIDE 6. Spero che Milestone si inventi anche qualcos’altro per il settimo capitolo, così da rendere unico e riconoscibile ognuno di questi titoli.

La carriera è ulteriormente impreziosita dalle 10 leggende del motociclismo presenti nel gioco. Questi rider, riprodotti nelle loro fattezze, fungono da veri e propri boss di fine livello per la loro disciplina e contribuiscono a definire in modo netto e personale la modalità principale di RIDE 6. Gareggiare spalla a spalla con maestri indiscussi della disciplina come Troy Bayliss, Guy Martin e il leggendario Casey Stoner mi ha fatto emozionare non poco.

Chiudono il pacchetto ludico un garage che comprende oltre 340 moto (includendo quelle del Season Pass) e un parco circuiti di ben 45 tracciati, tra quelli di fantasia e reali. Aspettati ovviamente la consueta presenza di modalità per creare gare veloci, un editor di livree, caschi e tute approfonditissimo come sempre, tante parti di ricambio per le moto e una componente online finalmente pienamente cross-platform. Non ho riscontrato alcun problema nelle gare online, con lobby veloci e partite fluide, ma ovviamente mi riserverò di ri-testare questo aspetto nel corso delle prossime settimane.

Ride 6

Comparto Tecnico

Non si può affrontare questo argomento senza citare il passaggio a Unreal Engine 5. Un motore grafico che nel recente passato si è guadagnato non poche critiche, ma che trova nelle sapienti mani di Milestone qualcuno che sa come gestirlo a dovere. La fedeltà visiva di quanto proiettato su schermo è davvero impressionante, sebbene la serie RIDE ci abbia abituati a comparti grafici di tutto rispetto.

Continuo a non essere felice solo dei modelli poligonali dei volti sebbene, devo ammettere, sia stato fatto comunque un buon lavoro sui visi delle 10 leggende presenti. A volte le texture dei tabelloni pubblicitari si sono caricate in visibile ritardo e trovo un’occasione sprecata la mancanza di sporco e fango sui piloti nelle gare off-road ma, a parte questi appunti decisamente minori, sarebbe stupido lamentarsi di quanto ho avuto modo di constatare giocando RIDE 6. I riflessi delle carene sono convincenti e riflettono il materiale con cui sono prodotti, così come l’illuminazione risulta persino più realistica che in passato. Ti basterà imbatterti in una corsa al tramonto per renderti conto di come sia convincente, e se vogliamo anche emozionante, il comportamento della luce naturale.

Ed è con altrettanto piacere che ti comunico l’assoluta graniticità delle performance video di RIDE 6, altro fattore non da sottovalutare parlando di Unreal Engine 5. La mia Xbox Series X non ha mai mostrato un momento di cedimento nel renderizzare tale tripudio di poligoni e riflessi. Immagino pertanto che PlayStation 5 si comporti nello stesso modo, oltre a poter contare sul mai abbastanza decantato feeling aptico del DualSense.

Quanto detto sulla parte visiva interessa, in egual modo, il sound design che trovo eccezionale anche in questa sesta iterazione. Il campionamento dei motori mi è sembrato convincente e curato in ogni istanza di gioco. Inoltre, è stato un assoluto piacere fare la conoscenza dei nuovi rombi delle debuttanti bagger e maxi enduro. Anche la reazione sonora al passaggio su terra e ghiaia è stata ottimamente campionata mentre mi duole ammettere che il rumore emesso dagli scooter è fastidioso in RIDE 6, tanto quanto lo è nella vita reale.

Versioni e prezzi

RIDE 6 è disponibile esclusivamente su console current gen (PlayStation 5 e Xbox Series X|S) e per PC tramite gli store digitali Steam ed Epic Games. Presenta 3 versioni differenti tra cui la Standard Edition, oggetto della recensione, proposta al prezzo di €69,99 su console. Qualora non ti bastasse potrai scegliere di accaparrarti una copia della Deluxe Edition, al costo di €89,99 o, ancora meglio, la Ultimate Edition proposta a €109,99 che include, tra le altre cose, i Season Pass Vol. 1 e 2.

Ride 6

Concludendo

RIDE 6 va ben oltre il “compitino” che un seguito dovrebbe apportare e porta novità sostanziali che mantengono il gameplay fresco anche dopo svariate ore. Diventa inoltre, finalmente, davvero e completamente approcciabile dai neofiti. Forte di un comparto audio/video sbalorditivo, una fisica convincente, un numero di motociclette e tracciati eccellente, presta il fianco a davvero pochissime critiche minori e rappresenta quanto di meglio possano volere gli appassionati di motociclismo. Al momento mi risulta davvero difficile immaginare come Milestone possa migliorare tutto ciò in un ipotetico RIDE 7.

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Nerdando in breve

RIDE 6 è l’ultimo titolo nella celebrata serie motociclistica di Milestone, un’autentica enciclopedia della motocicletta digitale.

Trailer

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