Ci sono momenti rari nel mondo dei giochi da tavolo, quando entri in una scatola e senti subito che qualcosa funziona. Bloops, ad opera di MontiBearnar, è uno di questi giochi. È semplice, è veloce, è pura adrenalina concentrata in carte e regole minimaliste. Un party game che non pretende di essere profondo, ma che con poche mosse riesce a trasformare il tavolo in un campo di battaglia dove memoria, intuizione e un pizzico di fortuna si scontrano a ogni turno. Andiamo a scoprire questa novità targata Asmodee (che ringrazio per la copia con cui ho scritto questo articolo)!
Recensione
L’ambientazione è leggera, affidata alle illustrazioni simpatiche di Mathieu Lidon: personaggi – o meglio pesci rossi – goffi che sembrano usciti da un universo colorato e senza pretese, perfetti per mettere tutti a proprio agio prima di iniziare la carneficina. Bloops ruota intorno a un’idea elegante: ogni giocatore ha davanti a sé sei carte coperte. All’inizio, osserva le tre più vicine (segretamente) cercando di memorizzarle. Poi inizia il caos. A ogni turno, pescate una carta dal mazzo e decidete: la scartate per applicarne l’effetto, oppure la scambiate con una delle vostre carte (che poi andrà scartata comunque, attivando il suo effetto). Gli effetti sono il vero fuoco di questo gioco.
La bellezza di Bloops sta in questa danza costante tra ciò che ricordi, ciò che gli avversari cercano di farti dimenticare, e ciò che si cerca di nascondere. Perché la vera sfida non è solo ricordare le tue carte: è capire cosa stanno facendo gli altri, anticipare le loro mosse, e proteggere quello che rimane. Quando si ha la convinzione di avere il punteggio più basso (obiettivo del gioco), gridare “BLOOPS” innesca l’ultimo giro: gli altri giocatori avranno ancora un turno per cercare di ribaltare tutto. È il momento di tensione massima, quello che ti farà urlare dal tavolo. E a me è successo, girando una carta da 20 totalmente inaspettata!
Meccaniche
Il flusso di gioco di Bloops è ridotto all’essenziale, eppure straordinariamente efficace. Ogni turno segue una struttura ristretta:
- Pescare una carta;
- Decidere se scartarla (attivando l’effetto) o scambiarla con una delle proprie;
- Se la scambiate, la carta che esce dalla vostra zona attiva comunque il suo effetto.
Questa semplicità è ingannevole. La decisione è costantemente difficile perché non sai esattamente cosa convenga fare. Scartare una carta significa attivare un effetto di cui conosci il contenuto, ma rinunci al valore numerico che avresti potuto prendere. Scambiarla significa non sapere quale carta ti toccherà in cambio.
Ti dicevo che gli effetti erano il cardine di Bloops. Qui entra in gioco la vera strategia. Le carte hanno effetti differenti che permettono di:
- Sbirciare carte coperte (proprie o altrui);
- Scambiare carte tra giocatori;
- Forzare gli altri a pescare carte dal mazzo, senza ovviamente poterle vedere a meno che non si peschi una carta con l’effetto “sbirciare”.
Ogni effetto è una leva tattica. Sbirciare permette di ridurre l’incertezza, cosa fondamentale in un gioco di memoria. Scambiare aiuta a sbarazzarsi di valori alti, ma potrebbe regalare carte utili ai nemici, o far cadere in un’imboscata. Forzare gli altri a pescare carte è puro sabotaggio, il tipo di mossa che scatena risate al tavolo.
La genialità è che gli effetti non sono mai squilibrati. Nessuno è troppo forte, nessuno è inutile. Ogni effetto trova il suo momento, la sua situazione giusta in cui brillare. Questo mantiene la partita aperta fino all’ultimo turno. A differenza di molti giochi di memoria che diventano noiosi dopo poche partite perché la memoria è tutto, Bloops usa la memoria come elemento principale ma non esclusivo. Sì, dovete ricordare tutti le vostre carte. Sì, dovete osservare tutti quelle degli altri. Ma la vera partita è l’interazione costante che costringe a dimenticare, a riconsiderare, a dubitare di quello che si pensa di ricordare. Un giocatore con una memoria eccezionale ha un vantaggio, naturalmente. Ma un giocatore che sa leggere gli altri, che sa quali effetti attivare al momento giusto, che sa sacrificare una carta per far perdere il controllo a un avversario, può benissimo vincere. È un bell’equilibrio.
Con 65 carte nel mazzo, ogni partita è differente. Non è una variabilità infinita, ma è sufficiente. Le partite veloci (che spesso finiscono in 5-7 minuti) permettono rivincite immediate, e scoprirai che la strategia di una partita potrebbe rivelarsi completamente inetta nella successiva.
Materiali
Bloops è un gioco di sole carte. Nella scatola troverete:
- 65 carte, di buona qualità;
- 1 regolamento sintetico e chiarissimo.
Nient’altro. Nessun organizer interno, nessun tabuliere, nessun segnalino. Questo potrebbe sembrare minimalista, e lo è, ma è la scelta giusta. Bloops non ha bisogno di nulla di più. Le carte sono il gioco, il resto è conversazione e risate. Le carte hanno un formato standard, facili da mescolare, da maneggiare durante il gioco. Non si deformano facilmente, resistono bene anche a sessioni lunghe di uso. Da bravo giocatore di Magic, però, suggerisco sempre qualche bustina protettiva!
Mathieu Lidon ha creato uno stile visivo che è il punto di forza del materiale. Le illustrazioni sono simpatiche senza essere stucchevoli, colorate senza essere caotiche. I personaggi hanno personalità, i numeri sono leggibili in un istante, gli effetti delle carte sono rappresentati con chiarezza visuale oltre a quella testuale. Il design complessivo della carta è funzionale: effetto in alto (se presente), numero del valore al centro, illustrazione in basso. Less is more!
Concludendo
Bloops è uno di quei giochi che sa esattamente cosa vuole essere e lo fa bene senza compromessi. Non è profondo come Agricola, non è coinvolgente narrativamente come Gloomhaven, non ha la complessità strategica dei cinghialoni. Ma in quello che si propone—essere un party game veloce, divertente e rigiocabile—è semplicemente eccellente.
La memoria è il tema, l’interazione il cuore, la velocità la sua firma. Funziona con due giocatori (anche se è meno caotico), esplode con quattro o cinque (il numero consigliato). Ogni partita è una micro-sessione adatta a ridere, a maledire gli avversari gentilmente, a urlare “BLOOPS!” senza inibizioni.
Se cerchi un filler, un party game per iniziare la serata prima di passare a giochi più pesanti, oppure semplicemente vuoi mezz’ora di divertimento puro senza dover pensare troppo, Bloops è un acquisto consigliato. Non è un capolavoro, ma non pretende di esserlo. È un gioco che funziona, che torna in tavola facilmente, che non richiede spiegazioni lunghe e che garantisce risate sincere. Una bella sorpresa, davvero!
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Nerdando in breve
Bloops è il party game veloce che conquista col caos controllato: memoria e cattiveria leggera per serate senza freni.
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