Recensione
Sono un’appassionata di gialli e, se ne vedo uno che appare intrigante e sfidante, non so proprio resistere. Nel mese in cui ricorre il cinquantennale della scomparsa di uno dei nomi di punta del genere, Agatha Christie, Giunti sceglie di celebrare “la regina del giallo” con la pubblicato di La strana morte dell’ammiraglio.
La scrittrice è infatti uno degli autori di questo romanzo, che vanta la curiosità di essere scritto da ben 12 penne, tutte appartenenti al Detection Club. Inutile dire che mi sono subito incuriosita: un sentito grazie a Giunti per avermi trascinato in un mondo di intrighi e misteri da cui non sarei più voluta uscire.
Trama
Nella tranquilla cittadina di Whynmouth una mattina il fiume porta alla deriva una barca al cui interno c’è il fu ammiraglio Penistone, apparentemente assassinato da colpo di pugnale dritto al cuore. Le circostanze del ritrovamento, l’assenza dell’arma del delitto e numerose incongruenze, però, rendono il caso tutt’altro che facile da risolvere. L’ispettore Rudge, incaricato delle indagini, cerca di districarsi tra le reticenze di familiari e conoscenti della vittima e gli oscuri misteri del passato dell’ammiraglio.
Stile
La strana morte dell’ammiraglio è un romanzo davvero particolare, che intriga già per la sua genesi: non c’è un unico autore, infatti, a dare vita alla narrazione ma ben dodici diversi, che si alternano capitolo dopo capitolo.
Un’idea più che mai originale, che porta le penne coinvolte ad accettare la sfida di dare vita a una storia coerente e logica, prendendo le redini del racconto laddove lo ha lasciato il predecessore ma senza sapere quale soluzione avesse in mente.
Potrebbe finire tutto in caciara? Sicuramente, se le scrittrici e gli scrittori coinvolti fossero dei dilettanti. Per fortuna, qui parliamo di mostri sacri del giallo classico, che non solo accettano di buon grado la sfida ma riescono ad aggiungere ciascuno del proprio, pur restando coerenti ai personaggi e alle vicende per come sono stati caratterizzati nei capitoli precedenti.
Il risultato finale è un gioco di incastri avvincente, che lascia con il fiato sospeso e con la curiosità di scoprire la soluzione finale (o le soluzioni: in appendice troviamo la conclusione immaginata da ciascun autore, consegnata in busta chiusa insieme al capitolo assegnato). Quest’ultima parte, lo ammetto, è stata gustosa quanto il romanzo vero e proprio: è stato bellissimo scoprire come ciascuno ha immaginato il finale, in base al proprio stile e alle proprie caratteristiche letterarie (ma, devo confessarlo, su tutti avrei amato leggere quello pensato da Agatha Christie).
Il Detection Club
La strana morte dell’ammiraglio nasce dal lavoro, oltre della già citata Agatha Christie, di G.K. Chesterton, Canonico Victor L. Whitechuch, G.D.H. e M. Cole, Henry Wade, John Rhode, Milward Kennedy, Dorothy L. Sayers, Ronald A. Knox, Freeman Wills Crofts, Edgar Jepson, Clemence Dane e Anthony Berkeley.
Insieme, formavano l’allora neonato Detection Club, un circolo di appassionati ed esperti del giallo che aveva l’obiettivo di divertirsi a creare storie collettive.
Fondato nel 1930, è tuttora in attività e ha dato finora alle stampe 16 romanzi collettivi. La strana morte dell’ammiraglio, pubblicato nel 1931, è la terza opera a vedere la luce e, come tutte le altre, segue le regole di cui il club stesso aveva scelto di dotarsi. Le autrici e gli autori si alternano nella narrazione, a ognuno viene assegnato un capitolo. Tutte le penne coinvolte devono partire dal capitolo immediatamente precedente per portare avanti la storia in maniera coerente e, se scelgono di aggiungere un nuovo indizio o mistero, devono fare in modo che sia armonico con il quadro finale. Chi ha il compito di chiudere il libro, dovrà riannodare tutti i fili disseminati nei capitoli precedenti, senza lasciare nulla di insoluto. Inoltre, insieme al capitolo assegnato, tutti sono chiamati a consegnare in busta chiusa anche il finale che avevano in mente mentre scrivevano.
Edizione
La strana morte dell’ammiraglio è pubblicato in Italia da Giunti a partire dal 14 gennaio scorso. L’edizione, curata e caratterizzata da una immagine di copertina che a me è piaciuta davvero molto, è in formato morbido con alette segnapagina e contiene il testo integrale completo di prefazione, introduzione e appendici.
È disponibile al prezzo di copertina di 16,90€.
Un grande grazie a Giunti per avermene inviato copia!
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Nerdando in breve
La strana morte dell’ammiraglio è un’interessante narrazione gialla collettiva scritta da maestre e maestri del genere.
Contenuti








