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#NerdandoConsiglia: La saga dei Pirati dei Caraibi

Pirati dei Caraibi Norrington vs Will

Norrington vs Will nell’immagine tratta dalla gallery ufficiale

Introduzione

Ho visto il DVD di La maledizione della prima luna (il primo Pirati dei Caraibi) un milione di volte. Mi ricordo che per l’epoca poter mettere l’audio in inglese era una rivoluzione super tecnologica. Così, univo l’utile al dilettevole: vedevo un gran film pop e al contempo lo facevo in lingua originale. Spiegarlo mi fa strano, ma è così che funzionava nel 2003/2004.
Avevo un ricordo positivo della trilogia; mentre del quarto capitolo assolutamente no, tanto che non avevo mai guardato il quinto. Visto che ora ho Disney Plus, ho deciso di recuperarmi questa saga anche per capire che effetto fa nel 2025.

Premesse

Non farò spoiler principali, cioè non ti dirò che l’assassino è il maggiordomo! Però, menzionando e analizzando i personaggi, ti darò implicitamente qualche anticipazione su chi tornerà e su come si comporterà. Poi comunque, tranne il quinto e ultimo titolo, si tratta di film usciti da un po’. Possiamo iniziare col Nerdando Consiglia dedicato alla trilogia!

La maledizione della prima luna: Il primo Pirati dei Caraibi

Non mi dilungherò sul film in sé, visto che su questo sito trovate già un approfondito Nerdando Consiglia dedicato proprio al primo capitolo della saga.
Ti dirò che Jack Sparrow, soprattutto grazie all’interpretazione di Johnny Depp, ebbe un grande impatto; questo perché era un personaggio non convenzionale per l’epoca. Fascino alimentato anche dalle storie (al limite della leggenda, ma sostanzialmente vere) sul capo della Disney di allora, che, per usare un eufemismo, non lo apprezzava affatto.
Poi come non menzionare il bellissimo personaggio di Elizabeth Swann?
Secondo me dovrebbe essere usato nelle scuole di cinema per insegnare come si scrivono i personaggi femminili indipendenti senza esposizione forzata, bensì attraverso “il mostrare” e non “il dire”, che allo spettatore sembrerà sempre innaturale. Elizabeth Swann parte da un contesto che la imbriglia e si evolve nel corso di tre film fino a un punto cruciale altamente simbolico.
Mi soffermo su di lei, visto che torneremo sull’argomento personaggio femminile.
Per me il primo Pirati dei Caraibi ha tutto quello che un blockbuster dovrebbe avere. A livello personale, il migliore della saga e, come me, anche i grandi aggregatori (IMDb, Rotten Tomatoes e Metacritic) lo premiano come il migliore tra i cinque.

Pirati dei Caraibi entrata in scena di Jack Sparrow

L’epica entrata in scena di Jack Sparrow

La maledizione del forziere fantasma: “Ma è veramente un film del 2006?!?”

In questo film appare Davy Jones, uno dei personaggi iconici della saga, capitano dell’Olandese Volante, oltre che nemico di Jack Sparrow e di Will Turner. La CGI di Davy Jones oggi è incredibile, visto che si tratta di una pellicola del 2006! Anche l’altro antagonista introdotto nel secondo capitolo, Lord Cutler Beckett, funziona alla grande!
Nonostante ci sia un abbassamento dei voti degli aggregatori, ti dico che il film fa benissimo quello che deve fare, cioè preparare il campo al terzo capitolo. Infatti non finisce, un po’ come Spider-Man: Across the Spider-Verse, ma a differenza di quanto avviene per l’amichevole supereroe di quartiere, in questo caso il terzo film uscì un anno dopo. Poi Elizabeth Swann fa una cosa che non avrebbe mai fatto all’inizio del primo capitolo e va benissimo così, visto che il personaggio ha avuto un’evoluzione coerente e ben scritta: lo ripeto, visto che è importante per dopo.
Questa è anche la pellicola della saga che ha incassato di più: oltre un miliardo di dollari! Ecco perché Disney ha continuato a spremere i Pirati dei Caraibi!

Pirati dei Caraibi Davy Jones

Che ti dicevo? Davy Jones è perfetto!

Ai confini del mondo: si chiude la trilogia dei Pirati dei Caraibi

Ai confini del mondo è la conclusione della saga e fa quello che deve fare. Nonostante tutti i suoi difetti, ritengo che Rotten Tomatoes (tramite il Tomatometer) e Metacritic siano stati troppo pesanti con questo film. Infatti, se le valutazioni dei critici sono abbondantemente sotto la sufficienza, va notato come i voti degli utenti su RT e IMDb siano sul 7. A prescindere da quello che dicono gli altri, riportato solo per avere un quadro d’insieme, per me comunque è un ottimo finale per una fantastica trilogia.

Perché guardare la trilogia dei Pirati dei Caraibi

I primi tre film nel loro complesso sono invecchiati benissimo. Hanno una CGI migliore di molti film che escono oggi, colonna sonora firmata da Hans Zimmer che rimane in testa, personaggi ben scritti che evolvono in un universo narrativo con regole sempre affascinanti e coerenti.

Oltre i confini del mare: è giusto essere cattivi col quarto

Qui non c’è nulla da salvare. Jack Sparrow, con l’interpretazione magistrale di Johnny Depp, funzionava benissimo, invece qui appare spremuto fino a risultare eccessivo tanto da sapere di parodia di se stesso. Anche i poteri di Barbanera, il nemico del film, non sono giustificati e sembrando lì giusto per… Invece la trilogia sapeva sapientemente bilanciare ironia, azione, epica, miti e anche momenti cupi.
Di Oltre i confini del mare non salvo nulla, se non a livello visivo, aspetto, questo, probabilmente anche figlio dell’investimento da più di trecento milioni di dollari.

La vendetta di Salazar: lo stereotipo delle produzioni Netflix?

Oggi si discute molto della notizia secondo cui Netflix chiederebbe agli sceneggiatori di far annunciare ai personaggi cosa stanno facendo, visto che si presume la visione a doppio schermo dove quello principale è lo smartphone. Ecco: La vendetta di Salazar incarna proprio questa filosofia, nonostante sia del 2017. Quando dico che Disney dovrebbe tornare a essere pioniera e innovativa non mi riferivo a questo!
Il primo film mostrava come Elizabeth Swann fosse soffocata dal suo ruolo sociale non tramite l’esposizione, bensì tramite il metaforico svenimento a causa del corpetto troppo stretto. Qui, invece, non c’è questa finezza: Carina Smyth e il film sbattono in faccia allo spettatore il suo essere donna ogni due per tre in modo forzato.
Inoltre, se nella trilogia ritornava tutto ed era tutto coerente, qui le regole dell’universo narrativo introdotte in precedenza vengono totalmente ignorate.
Per me, l’unico motivo per guardarlo è che alcuni personaggi troveranno, comunque, una conclusione.

Breve giudizio sul quarto e quinto capitolo

Non è per fare quello nostalgico, cosa che non mi appartiene e, anzi, non approvo, visto che la intendo come una scorciatoia che ha trovato l’industria dell’intrattenimento per riproporci sempre le stesse cose. Qui, invece, si tratta della qualità dei film che è crollata, come dimostrano i voti a picco degli aggregatori.

Per approfondire

Retrospettiva di Caleel sui cinque film della saga qui;

Articolo (in inglese) sull’evoluzione di Elizabeth Swann qui;

Johnny Depp su quello che pensava Disney qui e qui, ma articoli in inglese;

Netflix chiederebbe agli sceneggiatori di far annunciare ai personaggi cosa stanno facendo qui e qui (secondo articolo in inglese).

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Concludendo

La trilogia dei Pirati dei Caraibi è una delle mie preferite e visto che la trovi su Disney Plus consiglio di guardarla!

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