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South of Midnight – Una favola del profondo Sud

Recensione

Folklore caratteristico, musiche, acqua, creature mitologiche e coccodrilli. In South of Midnight c’è tutto lo scibile del profondo sud degli Stati Uniti, compreso uno slang quasi inintelligibile (nonostante possa dire di cavarmela con l’inglese).
Scenari mozzafiato, spettri, figure pittoresche (umane o meno) e tantissima lore: eccovi South of Midnight, di Compulsion Games, che ringraziamo per la possibilità di giocarlo in anteprima.

Trama

South of Midnight ci vede nei panni di Hazel Flood (nomen omen, come scopriremo), una bellissima ragazza del Sud che deve affrontare non solo i normali problemi di tutte le giovani donne, ma anche il vivere in una terra figlia di profonde divisioni sociali.
Man mano che esploreremo il viaggio della protagonista, non mancheranno occasioni per assistere a scene davvero difficili da mandare giù: l’orrore della schiavitù, l’assurda ideologia della supremazia bianca e naturalmente l’incolmabile divario tra i ricchi (bianchi) e i poveri (eredi di un social divide ancora lungi dall’essere colmato).

In questo contesto così complesso, Hazel e la madre devono prepararsi ad affrontare un uragano di straordinaria potenza, la cui forza distruttrice sembra quasi scomparire di fronte ai profondi drammi sociali della propria famiglia: un padre scomparso prematuramente, una nonna ricca distaccata (o tenuta a distanza) e una madre impegnata nel sociale che sembra non trovare più tempo per la figlia.
Quando Hazel si trova sola (no spoiler) scoprirà di poter vedere alcuni strani fili di una trama spiritica che permea tutto il mondo. Comprende quindi di essere la nuova incarnazione della Tessitrice: una figura mitica capace di percepire la trama del mondo e ripararla quando i suoi fili si aggrovigliano.

Inizia quindi un viaggio in cui passato e presente si mescolano, in cui al di là della meta, è ogni singolo passo che aiuta la protagonista (e noi giocatori) a gettare luce sulle ingiustizie della nostra società (presente e passata) e, per quanto possibile, riparare a qualche torto ma, soprattutto, crescere e diventare la versione migliore di noi stessi. Sarà un viaggio ricco di emozioni, di scoperte e di comprensione: soprattutto dell’immensità del dolore che l’essere umano può provare e causare ai propri simili (a volte senza rendersene conto, altre per puro egoismo).

Non sarà sempre facile affrontare le pagine di questi capitoli ma l’importanza della conoscenza viene sempre al primo posto.

Gameplay

South of Midnight combina diverse meccaniche di gioco: un po’ di platform e tanta esplorazione per un fantasy ricco di immagini evocative. Nei panni di Hazel impareremo ad usare gli strumenti della tessitrice, che ci consentiranno non solo di sbrogliare i nodi della trama, ma affrontare e sconfiggere gli spettri con una classica combo di attacchi e difese potenziabili tramite apposito ramo delle abilità.

Con le stesse abilità, però, potremo anche manipolare la realtà, riportando indietro dal passato elementi ambientali che ci consentiranno di aprire nuove strade, spostare oggetti, distruggere ostacoli e così via.
L’esplorazione è abbastanza lineare, con piccole variazioni dal percorso principale per andare a caccia di collezionabili e upgrade. Nulla di particolarmente complesso ma, anzi, piccole variazioni che, con la giusta combinazione dei poteri, aprono nuove strade estremamente soddisfacenti e premianti. Non abbiate quindi timore di esplorare, perché ne vale davvero la pena.

Gli scontri contro i nemici si concretizzano in posizioni prefissate in cui, sostanzialmente, veniamo chiusi in un’arena con un certo numero di avversari da abbattere prima di poter procedere. Oltre ai poteri (spingi, tira, blocca, ecc.) le arene presentano anche oggetti curativi di grande beneficio: anche se i combattimenti non sono proibitivi a difficoltà media (quella suggerita) è facile cadere sotto i ripetuti colpi delle ondate di nemici.

Pur non essendo un open world (deo gratias), il titolo è abbastanza lungo senza essere eccessivo: ho calcolato sulle 20/25 ore per completarlo andando a caccia di collezionabili. Naturalmente molto dipende dal livello di difficoltà impostato che può rendere gli scontri anche particolarmente ostici. Ma la cosa che merita un plauso è sicuramente la capacità di centellinare le meccaniche di gioco, che vengono introdotte poco per volta e rendono il gameplay mai noioso e sempre vario.
Non guasta, infine, un pizzico di evoluzione delle abilità, che non stravolgono ma potenziano le capacità di Hazel.

Comparto tecnico

Compulsion Games, lo studio canadese acquisito tra gli Xbox Game Studios, ha fatto un grandissimo lavoro sull’universo di gioco, sia quello narrativo (di cui ho già parlato) che quello sonoro che quello visivo.
Avevo già apprezzato il loro lavoro in ContrastWe Happy Few, ma qui il passo avanti è notevole: sganciandosi dallo stile Art Deco a loro tanto caro, dipingono il mondo di South of Midnight in modo sublime: tutto è bellissimo, assolutamente immersivo e capace di portarci dritti dritti tra gli acquitrini infestati da coccodrilli, il tutto al ritmo di musica calda e coinvolgente.

Dovendo trovare un po’ il pelo nell’uovo, ho trovato un pelo legnosi i comandi: soprattutto mentre si corre, Hazel non è particolarmente precisa nei salti e nei movimenti. Mi è capitato, giusto per fare un esempio, di cadere per un salto sbagliato o perché il personaggio non riusciva ad infilarsi sulla rampa in modo corretto.
Niente che rovini l’esperienza di gioco e, anzi, ho trovato i combattimenti molto soddisfacenti, con la giusta combinazione di tecnica e sfida per essere superati.

Capitolo animazioni: abbiamo visto girare un trailer (che poi è l’intro del gioco) realizzato in motion capture (lo trovate qui sotto) con veri pupazzi e tecniche di animazione classica. Questo richiamo lo abbiamo anche durante le cutscene e nelle fasi di gioco, proprio per richiamare l’effetto dello stop motion. L’opzione è comunque modificabile tramite i setting sull’accessibilità, che devo dire essere davvero ricchi di possibilità per personalizzare al massimo l’esperienza di gioco ed essere fruibile davvero da chiunque (è possibile anche saltare alcune sequenze).

Deluxe Edition

Non sono un grande fan dei contenuti digitali aggiuntivi. Per intenderci: non credo nemmeno di aver sbloccato tutti i modelli di The Last of Us nonostante il mio amore incondizionato per il gioco. Però devo dire che sono davvero rimasto colpito da quelli di South of Midnight. Oltre a un documentario interessantissimo sulla sua realizzazione, è disponibile un doppio album con la colonna sonora e le canzoni (originali) del gioco stesso: le ho apprezzate molto durante le fasi di gioco (intervengono nei climax quando si sciolgono i nodi dei boss) ma riascoltarle con calma mi ha fatto apprezzare l’incredibile lavoro creativo alle sue spalle.

Se siete appassionati di musica folk, merita sicuramente un ascolto.

Conclusioni

South of Midnight mi ha semplicemente rapito: non è perfetto tecnicamente, ma è ricchissimo di contenuti. Ho amato l’ambientazione, la trama sottesa che oscura quella principale (non particolarmente originale) e soprattutto l’incredibile lore del profondo Sud, di cui ignoravo l’esistenza.
Non griderò al capolavoro, ma questo titolo (disponibile su Game Pass come tutti i titoli di Xbox Game Studios al Day 1) è capace di intrattenere a lungo e soprattutto di divertire senza annoiare mai.

Se siete amanti del genere fantasy, dell’avventura e della mitologia, dovete assolutamente dedicargli il vostro tempo.

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Nerdando in breve

South of Midnight è una favola fantasy di folklore del profondo Sud degli USA.

Trailer

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