Giochi da tavolo

Jamaica – Pirati, arrembaggi e tesori!

Recensione

Ci sono alcune cose, nella vita, che sono sempre belle: i dinosauri, ad esempio, o i pirati.

Ecco, i pirati personalmente mi fanno impazzire. Quindi se esce fuori un gioco da tavolo sui pirati dove si fa caciara, si combatte, si ruba e si corre (a bordo della tua nave pirata, chiaramente), che fai, non lo recensisci? E certo che lo recensisci.

Quest’oggi vi presentiamo la nuova edizione di Jamaica, un classichetto del gioco da tavolo ad opera del magico Bruno Cathala, assieme a Malcolm Braff e Sébastien Pauchon, che torna a fare bella mostra di sé sui nostri tavoli grazie a SPACE Cowboys e ad Asmodee Italia, che lo ha appena ripubblicato in Italia.

Pronti a veleggiare e a cannoneggiare nell’azzurro mare di Jamaica?

Componenti

La prima cosa che salta all’occhio quando si prende in mano la scatola di Jamaica è la bellezza delle illustrazioni di Mathieu Leyssenne, che rendono questo titolo una vera gioia per gli occhi.

Aprendo la scatola, che a dispetto della forma rettangolare della passata edizione ora è diventata quadrata, non si può che applaudire per la qualità dell’organizzazione della stessa e della componentistica: l’organizer interno è uno spettacolo, e permette di far stare comodamente ed in ordine tutti i componenti: prendete tutti esempio, per favore.

Ciò che troviamo all’interno della scatola è quanto segue:

  • 1 tabellone
  • 66 carte Azione in 6 colori diversi
  • 80 Dobloni
  • 45 gettoni Cibo
  • 45 gettoni Polvere da Cannone
  • 9 gettoni Tesoro
  • 12 carte Tesoro
  • 6 Navi
  • 6 plance personali
  • 1 Bussola
  • 2 dadi Azione
  • 1 dado da Combattimento/dado Penuria

I componenti sono tutti ottimi, con l’eccellenza toccata dalla carte azione, magnificamente illustrate, che hanno la chicca di poter essere messe una di fila all’altra per formare un panorama. Plauso anche per il manuale, diviso comodamente in sezioni, chiarissimo (anche se le regole non è che siano così difficili, va detto) e molto ben illustrato.

Dal punto di vista materiale, dunque, nulla da eccepire: Jamaica è un gioco che fa un figurone, una volta tirato giù dallo scaffale.

Piccola chicca: dei pirati che interpreteremo è presente una breve biografia sul retro del manuale, e sono tutti realmente esistiti.

Come si gioca

Veniamo alla parte cicciosa: Jamaica è per 2-6 giocatori dagli 8 anni in su, dalla durata media di 45 minuti.

È certamente un titolo per famiglie, molto semplice nel regolamento, che si basa sul meccanismo “della corsa”: il manuale ci dice che il pirata Henry Morgan, divenuto governatore della Jamaica, ha indetto una regata intorno all’isola invitando i suoi vecchi “colleghi” a parteciparvi.

Tecnicamente, si tratta di arrivare primi al traguardo; ma suvvia, siamo pirati, quindi nel frattempo dovremo accumulare ricchezze saccheggiando, combattendo e arrembando contro gli altri. Proprio per questo motivo, l’obiettivo non è tanto quello di tagliare il traguardo per primi, quanto quello di arrivare al traguardo con le stive cariche di dobloni!

Per la spiegazione approfondita dei meccanismi, che non è lo scopo di questo articolo, vi rimandiamo al manuale disponibile sul sito di Asmodee. Per il resto, vi do una infarinata.

La gara inizia nella casella di Port Royale, e va avanti grazie a dadi e carte: il primo giocatore del round (chiamato “Governatore” lancia due dadi da 6, e li assegna uno al giorno e uno alla notte. Poi, ciascuno pesca tre carte dal proprio mazzo di carte azione e ne sceglie una da eseguire. Sulle carte azione avremo ben due mosse da poter fare: una del “giorno”, la cui potenza sarà legata appunto al dado “giorno” e una della “notte”, legata al dado “notte”.

I dadi, quindi, decideranno quanto potenti saranno le azioni che eseguiremo: i passi della nostra nave e la quantità di merci che caricheremo nelle nostre stive.

Proprio le stive saranno un elemento fondamentale da gestire durante le nostre scorribande: potremo caricare cibo, polvere da sparo e dobloni, e la gestione di essi sarà un piccolo elemento gestionale molto gradito.

Più dobloni ci sono nelle stive, meglio è!

Il mare intorno all’isola è diviso in caselle da percorrere, che sono di tre tipi:

  • caselle di mare: quando ci si arriva, bisogna consumare la quantità di cibo richiesta
  • caselle di porto: bisogna pagare la quantità di monete indicate
  • caselle covo: se ci si arriva per primi, si può prelevare un tesoro dal mazzo dei tesori.

Se non avremo le risorse necessarie per pagare quanto dovuto, lanceremo il dado della penuria, che ci darà delle penalità.

Quando finalmente capiterà di incontrare un altro giocatore sulla propria rotta, sarà il momento di dare fuoco alle polveri!

Il combattimento è molto semplice, ed è gestito tramite l’apposito dado da combattimento, drogato con la quantità di polvere da sparo che decidiamo di utilizzare per migliorarne il risultato. Chi vince, può rubare il contenuto di una stiva, un tesoro, o mollare un tesoro maledetto a chi ha perso.

Già, perché tra i tesori trovabili ci sono anche quelli che abbassano il punteggio, quindi cercate di buttarli addosso agli avversari, e avete risolto.

Come dicevamo, il gioco finisce quando un giocatore taglia il traguardo: in quel momento si sommano i punti dati dai dobloni nelle stive e dal valore della casella in cui ci siamo fermati. Chi fa più punti, vince!

Le meccaniche sono più o meno tutte qui, il resto è il divertimento che Jamaica riesce a regalare ad un gruppo eterogeneo di gente che si riunisce attorno ad un tavolo: si intavola con tutti, si impara in un lampo e fa quello che un ottimo gioco deve fare: divertire.

La dose di strategia richiesta è ovviamente commensurata al target cui Jamaica si rivolge, ma vi assicuro che è un titolo da non snobbare con qualsivoglia compagnia: d’altronde un po’ di caciara e di interazione diretta a cannonate non hanno mai fatto male, anzi.

L’indicazione sulla scatola circa l’età è perfetta, e più si è, meglio è; la modalità a 2 giocatori utilizza la “nave fantasma”, mossa dal giocatore che è il capitano in quel round. Sinceramente, pur ribadendo che Jamaica brilla di più al crescere dei giocatori, l’abbiamo trovata una modalità nient’affatto male, e la suggeriamo anche in caso il numero di persone a giocare sia meno di 6: in questo tipo di giochi il caos è sempre il benvenuto!

Espansione

Jamaica, nella sua precedente edizione, ha goduto di un’espansione molto apprezzata e benvoluta chiamata The Crew; purtroppo la nuova edizione non la contiene al suo interno, e per ora non è stata annunciata; attendiamo fiduciosi.

In conclusione

Jamaica è un titolo perfetto per il target cui si riferisce: quello delle famiglie, e riesce nel compito tutt’altro che semplice di far giocare tutti e farli divertire senza distinguo di esperienza ludica.

Le meccaniche sono semplici da spiegare e recepire, l’accento è tutto sul divertimento e l’aspetto grafico stupendo non fa altro che essere la ciliegina sulla torta di un titolo che non può mancare in una ludoteca che miri a divertire chiunque si ospiti in casa.

E poi, oh, sono pirati, piacciono per definizione!

La versione testata è quella distribuita in italiano da Asmodee Italia, quindi scatola e manuale sono nella nostra lingua; in generale, però, il gioco è indipendente dalla lingua.

Nerdando in breve

Jamaica ci propone una regata piratesca intorno all’omonima isola; sono tutti i benvenuti, grazie a regole semplici, alla magnifica grafica e al divertimento che sa regalare.

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