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Duel – 50 anni di un piccolo cult che lanciò la carriera di Steven Spielberg

Duel

50 anni di un cult

Ci sono storie che sembrano fiabe un po’ macabre e quella di Duel è davvero una di queste. Il primo lungometraggio di un certo Steven Spielberg compie infatti 50 anni proprio oggi, essendo uscito per la prima volta il 13 novembre del 1971. All’epoca il giovane aspirante regista di belle speranze era un signor nessuno con una valigia piena di idee geniali e grinta da vendere. Esattamente quello che serve per trasformare un film per la TV in uno per il cinema.

Proprio così perché Duel inizialmente era un film per la televisione, di quelli semplici e senza pretese. Una storia semplice, un solo protagonista, quasi nessun dialogo: nessuno ci avrebbe scommesso sopra. Eppure, a partire da quella prima messa in onda il 13 novembre 1971, Duel si è rivelato un autentico successo, tanto che due anni dopo Spielberg girò nuove scene per aumentarne il minuataggio da 74 a 90 minuti e presentarlo così al cinema nel circuito europeo. Dove, nemmeno a dirlo, convinse proprio tutti aprendo la strada al regista per il successivo cult, Lo Squalo.

La storia

Lo abbiamo detto: Duel è un film semplice. Il che non vuol dire certo banale. Il film si rivela un serrato duello on the road tra David, un tranquillo automobilista e una mastodontica autocisterna fino all’inevitabile confronto finale. La colpa di David? Aver ingenuamente sorpassato il vendicativo camionista, naturalmente.

Se questa trama vi evoca atmosfere familiari, potrebbe essere perché alla sceneggiatura c’è un certo Richard Matheson, scrittore di fantascienza particolarmente ispirato e autore di più di un titolo famoso in televisione (Io sono leggenda, The Box ma anche diversi episodi di Ai confini della realtà), la cui cifra stilistica è ben riconoscibile nella prima prova da regista di Steven Spielberg.

Curiosità

Di Duel si potrebbe parlare davvero per ore. La cosa migliore da fare, comunque, è sicuramente gustarselo in prima persona. Vale però la pena ricordare qualche piccola curiosità sul film, soprattutto se consideriamo che il maestro del brivido Stephen King in persona lo ha definito come “uno dei cento film che hanno dato un peculiare contributo al genere horror“.

Tra le più divertenti, il fatto che alcune scene del film siano state riutilizzate in un episodio della serie TV L’incredibile Hulk, quella con Lou Ferrigno dipinto di verde. Eh già, non si buttava via niente all’epoca…

Ma tanti sono anche gli inside jokes, tipici del cinema di Steven Spielberg. Come la berlina parcheggiata che si intravede in Duel, che reca sulla fiancata il nome della fantomatica ditta di disintestazione Grebleips, il cognome del regista al contrario. O come gli attori feticcio: Lucille Benson, che appare nel ruolo di una benzinaia, ricoprirà la stessa parte anche in 1941 – Allarme a Hollywood mentre l’anziana coppia di coniugi sarà presente anche in Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Eredità

Duel è un cult e, naturalmente, non sono mancati negli anni omaggi e riferimenti a questo masterpiece. Tra i molti, i più rappresentativi provengono dal cinema horror successivo. Jeepers Creepers – Il canto del diavolo si apre proprio con i protagonisti tamponati da un enorme camion. Ma l’omaggio più dichiarato viene senza dubbio da Radio Killer, che ricalca quasi in tutto e per tutto la trama di Duel.

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