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20 anni di Donnie Darko – Le curiosità sul film

Donnie Darko

Il cult che non c’era

È incredibile pensare che sono trascorsi già 20 anni dall’uscita nelle sale di Donnie Darko. Soprattutto se si considera che, al suo esordio, nessuno lo aveva calcolato! Questo film oggi cult, in grado di conquistare (e mandare fuori di testa) gli spettatori di tutto il mondo, è in realtà partito in sordina e solo grazie all’home video e al passaparola è stato riconosciuto come il capolavoro che in effetti è.
Una trama ingarbugliata, un’atmosfera sinistra e sognante, un cast perfetto e un giovane regista visionario e ispirato (che, a dirla tutta, mai riuscirà a replicare la magia di questo primo film).

Non vi sto a spiegare la trama né tantomeno il finale dalle mille interpretazioni (nonostante dopo trent’anni direi che abbiamo ampiamente superato il pericolo spoiler) perché se volete potete comodamente recuperare questo gioiellino su Amazon Prime Video. Vi racconto invece qualche curiosità sulla pellicola che, sono sicura, non potrà che incuriosirvi ulteriormente.

Per esempio, come dicevamo poche righe fa, Donnie Darko non è stato un immediato successo e non solo per la sua trama così complessa. A creare non pochi problemi, infatti, sono stati gli attentati alle Torri Gemelle di New York. Il film è infatti arrivato nei cinema americani il 26 ottobre 2001 e, dato che parlava tra le altre cose del motore di un aereo che cade su una casa, ai produttori non è sembrato esattamente il caso di pubblicizzare troppo la loro pellicola, distribuita in appena 58 sale.

E in Italia? Beh, da noi Donnie Darko è stato completamente ignorato. Almeno fino al 2004, quando è stato presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia. A quel punto, il 26 novembre 2004, è stato distribuito finalmente nelle sale italiane ma anche da noi il successo è arrivato solo grazie all’home video.

L’attore giusto

Donnie Darko vanta un cast pazzesco e in parte ma è innegabile che funzioni alla grande soprattutto grazie al suo protagonista. L’interprete dell’inquieto Donnie è Jake Gyllenhaal, allora sconosciuto al grande pubblico e desideroso di esordire al cinema con una grande interpretazione. Il giovane Jake era riuscito a sbaragliare la concorrenza di Mark Wahlberg, Jason Schwartzman e perfino Vince Vaughn (che si considerò troppo grande per la parte) e si impegnò al massimo per rendere la cruciale figura del protagonista: è merito suo se nel cast troviamo la sorella Maggie Gyllenhaal e sono sue intuizioni alcune caratteristiche di Donnie.

Quello di Jake Gyllenhaal, comunque, non è l’unico esordio: nel cast possiamo riconoscere anche un giovanissimo Seth Rogen, per la prima volta nel ruolo di un “cattivo” e una Ashley Tisdale in miniatura. A completare il cast, anche Patrick Swayz, che per l’occasione sfoderò capi anni Ottanta direttamente dal suo guardaroba e Drew Barrymore, che prese talmente a cuore le sorti del film da renderlo di fatto possibile, occupandosi di trovare molti dei fondi necessari.

Questione di numeri

Che Donnie Darko sia un film criptico non c’è bisogno di sottolinearlo e i numeri che appaiono nel film non sono certo scelti a caso. La sequenza di numeri che Frank pronuncia all’inizio del film (28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi) ricorre in più di un’occasione nella pellicola e, guarda caso, se andiamo a sommare le cifre otteniamo 88, l’anno in cui è ambientato il film (ma anche il numero necessario a viaggiare nel tempo secondo Ritorno al futuro).

Il motore che colpisce la stanza di Donnie, inoltre, appartiene al volo 2806, decollato dal gate 42 alle 12.00.  Tutta la trama del film, inoltre, si svolge in 28 giorni e, in generale, il 28 e l’8 ricorrono spessissimo all’interno della pellicola.

Seguendo il coniglio

Il personaggio di Frank è uno dei più iconici (e cruciali) di tutto il film. Se l’immagine del coniglio ci riporta subito alla mente Alice nel Paese delle Meraviglie, dobbiamo ricordare che sono molteplici le ispirazioni dietro il suo costume. Richard Kelly ha ricordato di aver preso spunto da un suo sogno, ma il look di Frank è un omaggio anche a La collina dei conigli, caposaldo della fantascienza scritto da Richard Adams. E infatti, nella director’s cut, è proprio l’adattamento animato del romanzo quello che la professoressa interpretata da Drew Barrymore mostra alla classe.

Diritti d’autore

Girare Donnie Darko non è stato semplice poiché, come abbiamo visto, i finanziamenti scarseggiavano. Per fortuna, alcuni autori sono venuti in soccorso della produzione, concedendo l’uso gratuito dei propri prodotti.
Come ha fatto l’autore dei Puffi, Pierre Culliford, entusiasta della scena che comprendeva le sue creature.

Ma anche Sam Raimi sembrava credere in Richard Kelly, tanto da concedere l’utilizzo gratuito di alcune scene del suo cult La Casa: il film che Rachel e Donnie guardano insieme al cinema.

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