Giochi da tavolo

Visconti del Regno Occidentale – Al servizio del Re!

Recensione

È l’anno del Signore 980. Dopo aver prosperato a lungo ed essersi difeso da potenti nemici, il Regno (quello Carolingio, praticamente) è in declino. Il nostro caro Re ha donato territori ai nemici per garantire una pace duratura, ma ora la povertà attanaglia la popolazione e alimenta il malcontento. Chi potrà cercare di risollevare la situazione, se non i leali visconti di Sua Maestà, che nel frattempo non disdegnano anche di uno sguardo agli affaracci propri?

No, non sto per parlarvi di un romanzo storico, ma del nuovo gioco da tavolo di Garphill Games, ovvero Visconti del Regno Occidentale, terzo ed ultimo capitolo di una trilogia ambientata appunto in questo Regno Occidentale, che arriva in Italia grazie a Fever Games, che ha curato la traduzione italiana e la distribuzione di tutta la trilogia, e che ringraziamo per il materiale che ci permette di scrivere questa recensione.

A quanto pare l’autore, Shem Phillips (in questo gioco in coppia con SJ Macdonald), ha la fissa per le trilogie neanche fosse George Lucas. Prima di questa del Regno Occidentale, i cui altri due titoli principali sono Architetti del Regno Occidentale e Paladini del Regno Occidentale, infatti, ne aveva creata un’altra sui Norreni e nota come trilogia del Mar del Nord.

Di questa trilogia precedente in italiano è uscito solo l’ultimo capitolo, Raiders of the North Sea.

Prima di tuffarci a capofitto nelle meccaniche di gioco, vi piazzo un piccolo disclaimer: se cercate su internet altre recensioni su questo titolo, troverete un fattore che le accomuna: tutti mettono in risalto il confronto con gli altri due titoli della trilogia, Architetti e Paladini, infarcite e non delle espansioni.

La nostra invece è differente: io non ho giocato gli altri due titoli della Trilogia, perciò sono completamente scevro da qualsivoglia influenza o tendenza a volerli confrontare a tutti i costi. Mi sono certamente informato, ma non voglio trarvi in inganno dicendovi il contrario, perché mentirei. Quindi il mio sindacabilissimo giudizio verterà esclusivamente su questo Visconti.

Grafica e componentistica

Visconti del Regno Occidentale è il perfetto esempio per il detto “Nella botte piccola c’è buon vino”. In una scatola di dimensioni ridotte (formato 7 Wonders Duel, per capirci, e le nostre librerie ringraziano), che caratterizza tutti i titoli della Trilogia, troviamo moltissimo materiale di ottima qualità. Se volete farvi un’idea, date un’occhiata al nostro unboxing.

A colpire l’occhio è immediatamente la plancia componibile molto colorata e ricca di simboli, con il suo castello in plastica semplice ma scenografico, soprattutto quando sarà affollato di meeple nel corso della partita.

Nulla da dire sul colpo d’occhio!

Troviamo abbondanza di risorse di legno e cartone sagomato, di edifici e meeple anch’essi di legno, nei quattro colori disponibili, nonché il segnalino visconte, molto carino, che rappresenta il nostro “avatar” a cavallo con la bandiera.

Il pezzo forte del materiale è però, a mio avviso, la grafica curata da Mihajlo Dimitrievski – in arte The Miho – che impreziosisce il titolo con le sue straordinarie illustrazioni. Le carte cittadino, cuore pulsante del gioco, sono infatti illustrate con uno stile peculiare ed azzeccatissimo, che contraddistingue anche tutti gli altri titoli della Trilogia, di cui si mantiene la comune impostazione grafica: dal punto di vista visivo il gioco è veramente e senza dubbio di alto livello.

Ecco come si presenta la plancia giocatore, con edifici e carte cittadino.

La ricchezza di simboli, sia sul tabellone principale che sulle plance giocatore, può spaventare al primo impatto: dopo un paio di turni, però, ci si rende conto di come in realtà essi rendano tutto molto più semplice da giocare e donino fluidità al flusso di gioco.

Le plance sono lucide e forse bisogna far attenzione a non urtarle per non scompigliare tutti i componenti che vi sono sopra; d’altro canto, favoriscono lo scorrimento delle carte, azione che ci troveremo a compiere spesso.

Insomma, dal punto di vista della mera componentistica, Visconti è decisamente promosso; ma va fatto notare, purtroppo, che vi sono alcuni errori all’interno del manuale, che inficiano leggermente la comprensione del regolamento: Fever Games ha prontamente pubblicato sul suo sito un Errata&FAQ che risolve tutti i problemi.

Meccaniche di gioco

Dopo tutto questo parlare, non abbiamo ancora detto come si gioca a Visconti del Regno Occidentale: si tratta di un gioco da 1 a 4 giocatori, dai 12 anni in su, la cui durata media si attesta sui 60-90 minuti.

Visconti non è caratterizzato da una singola meccanica, bensì da un mix di tante di cose da fare e ciò che sorprende davvero risiede in quanto bene sia riuscito questo amalgama.

Infatti, all’interno del nostro turno di gioco, avremo un sacco di cose da fare per poter accumulare i punti necessari per portare a casa la gratitudine del regno e, più prosaicamente, la vittoria.

Non voglio annoiarvi eccessivamente con il regolamento dettagliato (che potete scaricare, in italiano, dal sito di Fever Games), ma vi racconto per sommi casi come funziona il flusso.

Il cuore del gioco risiede nel mazzo di carte personale, contenente vari cittadini, ognuno con proprie abilità, che metteremo in gioco ad ogni turno per un massimo di tre carte presenti in gioco in contemporanea. Alcuni di loro avranno un’abilità che si attiva solo all’ingresso in gioco, altri quando ne escono, altri ancora mentre sono in gioco. Tutti ci forniranno simbolini validi per attivare l’azione principale del nostro turno. Se vorremo, alcuni di essi saranno dei poco di buono, che ci forniranno segnalini crimine, una sorta di jolly che va bene (quasi) per tutto.

La costruzione del mazzo e il far ruotare le carte che più ci interessano sono il fondamento della strategia, senza alcun dubbio. Ma non è tutto qui, perché, dopo aver messo in gioco un nuovo cittadino, potremo muovere il nostro Visconte in giro per la mappa, per poter poi compiere l’azione principale, tra quattro diverse:

  • costruire un edificio;
  • trascrivere un manoscritto;
  • piazzare lavoratori nel castello;
  • commerciare.

Ciascuna di queste azioni diventa eseguibile spendendo un adeguato numero di simboli (che devono essere presenti sulla nostra plancia e corrispondono a ciascuna delle azioni), relative risorse ed eventualmente monete.

La cosa bella è che ciascuna azione funziona in modo differente e porta differenti tipi di bonus e punti.

Ad esempio, costruire edifici porta punti vittoria, sblocca azioni bonus sulla nostra plancia e dà diritto ad altri bonus in base a dove li piazziamo. Commerciare permette di ottenere risorse e monete in base alla zona del tabellone nella quale si troverà il visconte. Trascrivere manoscritti ci permetterà di azionare il bonus del manoscritto che sceglieremo, e di collezionarne set, che daranno punti vittoria a fine partita.

Il piazzamento dei lavoratori è, infine, quello più particolare: senza addentrarmi nel dettaglio, che trovate comunque nel regolamento, vi accenno come funziona. In pratica, il castello è costituito di tre zone concentriche: piazzeremo i nostri meeple a partire dalla zona esterna e più ne metteremo, più essi si propagheranno verso l’interno, come un effetto valanga, attivando nuovi bonus e dandoci più punti alla fine del gioco. Detta così non rende, ma l’effetto in gioco è veramente intrigante ed è quasi un minigioco a sé!

Mucchio selvaggio!

A parte l’azione principale, molto importante da tenere d’occhio è un altro aspetto: il legame tra reputazione e corruzione. Infatti, in base alle azioni scelte ed ai cittadini che lavoreranno per noi, andremo ad accumulare l’una e l’altra: quando le rispettive pedine si scontreranno sull’apposita plancia, andremo a risolvere degli effetti, come l’acquisizione di debiti (se avremo più corruzione) o di contratti (se avremo una reputazione migliore).

Reputazione e corruzione sono concetti fondamentali durante la partita

Debiti e contratti sono un ulteriore meccanismo del gioco da non sottovalutare: i debiti insoluti a fine partita ci toglieranno punti vittoria, mentre i contratti sottoscritti ce ne faranno vincere.

Proprio ai debiti e ai contratti è legato il fine partita: infatti dall’inizio del gioco saranno disponibili un tot di debiti e contratti in numero fisso (in base al numero di giocatori): una volta che un giocatore prenderà l’ultimo di una delle due pile, la partita sarà conclusa e si conteranno i punti vittoria, provenienti letteralmente da qualsiasi cosa avremo fatto, tanto che i punteggi spesso supereranno il 100. Chi ha più punti risulterà il vincitore, ovviamente.

Molto carina l’idea di poter risolvere la partita inseguendo la prosperità (quindi terminando la pila dei contratti) o la ricchezza personale, provocando quindi la povertà del popolo (terminando la pila dei debiti). In base a quale delle due termineremo prima, saranno conteggiati solo quei punti!

A parte questo, però, e il magnifico aspetto grafico, Visconti del Regno Occidentale non è uno di quei titoli dove la tematica sia preponderante e si senta in modo eccelso,  anche se comunque le azioni che compiremo e il legame tra i cittadini e le azioni sono legate con l’ambientazione.

Nonostante questo, il gioco ci è risultato molto, molto divertente e lascia assolutamente voglia di intavolarlo di nuovo, anche grazie al setup variabile, alla gran quantità di carte e alla grande quantità di strade che si possono seguire per pervenire alla vittoria. Longevità ottima, dunque!

Anche la scalabilità mi sembra molto buona: in due non abbiamo riscontrato alcun problema, e la plancia è assemblata in base al numero dei giocatori, così come i componenti e il calcolo dei punteggi.

Modalità Solitario

Da segnalare la gradita presenza di una modalità solitario, con carte automa che metteranno in campo un Rivale sfidante in base alla difficoltà scelta.

Questo Rivale, che si può scegliere tra quattro diversi, si concentra su una delle strategie principali e dà priorità a quelle: questa cosa non mi convince a pieno, perché non sembrerà comunque di sfidare un giocatore umano, ma è di sicuro un bonus che permette di godere di Visconti anche in un periodo particolare come questo.

Modalità campagna e cooperativa

Con l’espansione Cronache del Regno Occidentale si ha la possibilità di giocare in sequenza i tre titoli della Trilogia del Regno Occidentale, in una vera e propria modalità campagna; tale espansione permette inoltre di giocare degli scenari cooperativi per ciascuno dei tre titoli, anche separatamente, e contiene carte extra per tutti e tre i titoli, utilizzabili in qualsivoglia modalità.

Non ho provato Cronache, quindi non posso esprimere un mio giudizio: mi limito a riportarvi però le informazioni in merito, perché possiate godere dell’esperienza della Trilogia a pieno.

In conclusione

Che dire, Visconti del Regno Occidentale mi ha proprio stupito! Non avendo giocato i due capitoli precedenti della Trilogia, non avevo aspettative ed arrivavo scevro di qualsivoglia influenza alla prova di questo capitolo conclusivo.

Il primo aspetto che colpisce è quello grafico: la parte visiva e tattile del gioco è promossa a pieni voti, Visconti è una gioia da guardare, una volta intavolato. La scelta della scatola compatta, che riesce a contenere senza problemi tutto il materiale, è poi la ciliegina sulla torta.

Oltre che bello da vedere, trovo che Visconti sia un titolo fresco, molto divertente e ben costruito. Non è un entry level, ma neanche uno spaccacervelli: se vi piacciono i titoli di gestione risorse, è molto probabile che vi garberà parecchio.

Paradossalmente, l’unico scoglio iniziale che abbiamo riscontrato si trova nel fare l’abitudine alla moltitudine di simboli che affollano le plance, le carte e il tabellone principale: comunque, una volta fattoci l’occhio, nel giro di qualche turno il gioco gira fluido, rapido e senza impedimenti di sorta.

Non posso fare confronti con Paladini e Architetti, quindi non aspettatevelo: non so dirvi quale sia migliore, quale più difficile o robe simili, ma ora ho sinceramente la curiosità quanto meno di provarli, perché se sono belli come questo Visconti meritano di certo il vostro tempo.

In conclusione, uno dei titoli più belli e con cui mi sono più divertito questo anno, una vera e propria sorpresa!

Nerdando in breve

Visconti del Regno Occidentale è, per me, uno dei giochi da tavolo più belli dell’anno: se amate i titoli gestionali, dovete assolutamente provarlo!

Nerdandometro: [usr 4.2]

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