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Picnic a Hanging Rock – Tra sogno e realtà

Picnic a Hanging Rock

Picnic a Hanging Rock

Grazie al catalogo di Amazon Prime Video, sempre più ricco di grandi classici cinematografici, ho potuto assaporare la visione di un film ormai datato ma che non avevo prima mai avuto l’occasione di reperire.
Inutile dire che ne sono rimasta affascinata talmente tanto da mettermi a scavare nella sua storia, scoprendo una serie di interessanti retroscena.
Quella che state leggendo, quindi, non è una vera e propria recensione (non avrebbe troppo senso, per un film uscito nel 1975) ma la condivisione delle mie scoperte riguardo la pellicola.

Il film

Picnic a Hanging Rock è stato diretto nel 1975 da Peter Wier (che si sarebbe successivamente imposto come nome di punta tra i registi del periodo, grazie a pellicole come L’attimo fuggente o The Truman Show) e vanta il merito di aver portato il cinema australiano all’attenzione internazionale.
Interpretato per lo più da giovani attrici alla prima esperienza lavorativa, il film si rifà all’omonimo romanzo di Joan Lindsay e racconta una storia “vera” (sul perché di queste virgolette torneremo tra poco).

Il grande pregio della pellicola è quello di saper ricreare un’atmosfera statica e sognante, dipingendo un ritratto impietoso della società australiana dei primi del Novecento, i cui esponenti sono rappresentati, moderni tableaux vivents, cristallizzati nella loro attenzione all’apparenza e alle consuetudini.
In un panorama di figure pompose e imbalsamate, spiccano i personaggi “diversi”, come la tormentata Sara, mai del tutto accettata dalla società a lei contemporanea o l’eterea Miranda, immagine evanescente come quella di un dipinto antico.

Peter Wier è bravissimo a tratteggiare un mistero che appare irrisolvibile, mettendo allo stesso tempo in risalto le contraddizioni della società australiana di inizio secolo e mantenendo l’atmosfera generale ovattata e impalpabile, come quella di un sogno o una visione che non siamo certi sia reale.

Trama

Australia, 1900. Nel giorno di San Valentino, come è consuetudine, le allieve del prestigioso collegio femminile Appleyard vengono condotte da due insegnanti dell’istituto presso le montagne Hanging Rock, per l’annuale picnic.
Quattro di loro, guidate dall’affascinante Miranda (la ragazza più ammirata della scuola e compagna di stanza di Sara, segretamente innamorata dell’amica e rimasta all’istituto in punizione), ottengono il permesso di avventurarsi in cima al complesso roccioso per raccogliere dei campioni. Solo una di loro farà ritorno, in stato di shock e senza memoria alcuna di quello che è successo alle sue compagne.

Immediatamente le forze di polizia si mobilitano, aiutate dai privati cittadini, per avviare le ricerche delle tre ragazze disperse e dell’insegnante di matematica, che si era avventurata alla ricerca delle allieve e di cui si sono perse le tracce.

Il romanzo

Prima che essere un elegante pellicola cinematografica, Picnic a Hanging Rock è un romanzo: scritto dall’autrice australiana Joan Lindsay e pubblicato nel 1967.
Oltre per la trama, il romanzo è interessante anche per la sua storia editoriale e per le scelte dell’autrice.
Come lo stesso romanzo (e poi il film) racconta, infatti, Joan Lindsay ha dichiarato di essersi ispirata a un fatto di cronaca e ha aperto la sua narrazione riportando articoli di giornale.
Naturale che questo abbia scatenato un vero e proprio interesse per il complesso roccioso di Hanging Rock e abbia portato molti lettori a setacciare i giornali dei primi del Novecento per rintracciare cenni alla sparizione di un gruppo di ragazze in quella zona.
Le ricerche di notizie, proprio come quelle delle ragazze nel film, tuttavia, non hanno mai dato esiti e non poteva essere altrimenti: la storia narrata in Picnic a Hanging Rock, infatti, è totalmente dovuta alla fantasia dell’autrice e nessuna ragazza è sparita misteriosamente nella zona nel giorno di San Valentino del 1900.
Joan Lindsay, quindi, ha sdoganato con successo (e anni prima che i fratelli Coen rendessero l’espediente noto al grande pubblico con il loro Fargo) la falsa ispirazione reale per coinvolgere il lettore in una avvincente caccia all’indizio.

Ma i segreti riguardo il romanzo non si esauriscono qui: come chi abbia visto il film può facilmente immaginare, la forza di Picnic a Hanging Rock sta tutta nel mistero centrale, apparentemente privo di qualunque soluzione.
In realtà, la soluzione non solo esiste ma l’autrice aveva inizialmente scelto di rivelarla nel 18° e conclusivo capitolo del suo libro. Fu un’idea dell’editore quella di rimuovere l’ultimo capitolo per lasciare il mistero insoluto e aumentare così il successo del romanzo. Si è trattato senza dubbio di un editore lungimirante, perché Picnic a Hanging Rock è stato un successo clamoroso. L’autrice, tuttavia, era intenzionata a ripubblicare il suo scritto con l’aggiunta del capitolo che dipanava il mistero. Il proposito fu abbandonato proprio dopo l’uscita del film di Peter Wier, di grandissimi successo anche grazie al mistero sospeso che raccontava.
A quel punto, dunque, Joan Lindsay decise di lasciare disposizioni affinché il fantomatico 18° capitolo venisse pubblicato solo dopo la sua morte.

E così, nel 1987, le sue volontà sono state eseguite ed è stato pubblicato The Secret of Hanging Rock (mai tradotto in Italia), che conteneva il 18° capitolo con la conclusione della storia (conclusione che non vi anticipo ma che potete leggere in forma ridotta su Wikipedia). Se invece volete leggere prima (e ve lo consiglio) il romanzo, lo trovate in italiano pubblicato da Sellerio.

La serie TV

Ma il fascino di Picnic a Hanging Rock non si esaurisce certo qui: nel 2018, infatti, ha visto la luce la miniserie televisiva Picnic at Hanging Rock, trasmessa nel nostro paese su Sky Atlantic e interpretata da Natalie Dormer.
Io non l’ho ancora vista ma mi riprometto di guardarla, per poterla confrontare agli altri due media.

Curiosità

Picnic a Hanging Rock conserva un indubbio fascino che gli ha permesso di conquistare i media più disparati. È stato infatti trasposto anche a teatro, sotto forma di piece e anche in quella di balletto.
Le atmosfere del film di Wier e l’aspetto e l’abbigliamento delle protagoniste, inoltre, hanno ispirato a Sofia Coppola la sua opera prima, Il giardino delle vergini suicide.

Picnic a Hanging Rock infine ha ispirato anche il mondo del fumetto: nello specifico l’albo 124 di Dylan Dog (Il picco della strega) e l’Almanacco del Mistero 1996, in cui Martin Mystere risolve l’enigma.

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