Il Risveglio Dalla Sbronza - Il bello e il brutto di Star Wars: Episodio VII - Nerdando.com
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Il Risveglio Dalla Sbronza – Il bello e il brutto di Star Wars: Episodio VII

Il motivo principale per cui abbiamo creato questa rubrica (credo) è che eravamo stufi di sentire critiche e apprezzamenti ai vari film di Star Wars basati su una cieca emozione o sul ripetere a pappagallo quello che è il senso comune senza una valutazione critica. E quindi, per celebrare la fine della saga, ecco la nostra valutazione critica, priva di affetto o emozione, su uno dei franchise che più amiamo e ci emoziona!

Furbi, no?

Il bello

Il Risveglio Della Forza è stato uno dei film più attesi, e poi odiati, dopo Episodio I, probabilmente. Il motivo di questo è da ricercare nella brutta bestia dell’aspettativa. Proprio come per La Minaccia Fantasma, una marea di fan già cresciutelli cercava qualcosa di difficilmente ottenibile: un film che fosse allo stesso tempo una perfetta avventura per un bambino cresciuto nei magici anni ’80, pieni di cliché rassicuranti, e una pellicola più violenta, cruda e complicata, che permettesse loro di identificarsi con la poco entusiasmante vita adulta.

In pratica, qualcosa in grado di rassicurare e far identificare la vita di un’intera generazione al suo interno. Ma il tempo passa, non si possono far felici solo i fan di vecchia data, bisogna evolvere il proprio linguaggio narrativo e dato che la Storia, come Star Wars, si ripete, eccoci per la terza volta in quarant’anni dentro una nuova avventura, che inizia su un pianeta desertico con nuovi personaggi.

Episodio VII ha demolito gli animi di coloro andato al cinema speranzosi di trovare qualcosa che colmasse le loro aspettative. Questo perché si sono sentiti traditi a favore di una generazione alla quale non sono collegati.

E questa è la cosa più bella del film.

Ma non è la sola. Intanto, questo è il primo film della saga con una resa tecnica impeccabile, grazie anche alle tecniche di effetti speciali che utilizzano modellini e pupazzi. La recitazione è anch’essa diverse spanne sopra la media della saga, così come la fotografia e la regia (e grazie al Wookiee, c’è J.J. Abrams dietro la macchina da presa!). I nuovi personaggi sono interessanti fin da subito, Kylo Ren in primis, che è il villain perfetto per i nostri tempi: un giovanotto rabbioso e frustrato che imita i fasti delle generazioni precedenti per darsi un tono.

Dopo Luke e Anakin, Rey è il nuovo Eroe della saga, inteso come archetipo che, come da manuale di narrativa, si trova alla prima parte del suo viaggio. E infatti si troverà davanti al richiamo dell’avventura e all’incontro con il suo mentore (i due passi successivi dovrebbero comprendere rispettivamente la prova che definisce il personaggio, mettendolo in dubbio e la sua figurativa morte e resurrezione come eroe completo… spoiler?).

Il personaggio di Rey è una donna molto forte, che sa combattere fin da quando era giovanissima e che salva i personaggi maschili dalle difficoltà. Questo ha fatto ovviamente uscire di testa gli spettatori più retrogradi e… smemorati (Leia e Padmé vi dicono niente?). Altro punto a favore del film.

Un’altra sovversione che ho apprezzato molto è la distruzione della Base Starkiller grazie al “duro lavoro”. Se in Episodio IV la Morte Nera veniva distrutta per un cavillo e un pizzico di magia… pardon, di Forza, in Episodio VII la Resistenza studia i punti deboli della stazione spaziale e comincia un attacco che riesce solo grazie all’intelligenza, all’audacia e alla collaborazione degli eroi e anche delle varie “comparse”. Non ci sono condotti miracolosi messi da simpatizzanti della Ribellione, solo una disperata lotta fra due fazioni.

Una lotta che per quanto ricordi quella della guerra fra Impero e Alleanza Ribelle, ha tutta un’altra tematica, decisamente attuale: il ritorno del pensiero dell’odio e della dominazione violenta. In un contesto di pace come quello della Nuova Repubblica, il male si fa strada in una società sempre più pacifica, ma anche senza memoria, che non vede più così tanto di cattivo occhio la violenta autorevolezza del Primo Ordine e lascia attecchire la dominazione di questi rigurgiti neo-imperiali.

Quando dicono che Il Risveglio Della Forza è uguale a Una Nuova Speranza (tipo il mangiasushi teatino qua sotto) hanno ragione, ma per i motivi sbagliati! Non è l’intreccio (che se vogliamo è molto più simile a quello di Episodio VI), ma è il ruolo che ricopre a livello narrativo e artistico a renderlo simile al quarto episodio della saga.

Anche qui, ci ritroviamo in un universo nuovo, da scoprire, da esplorare insieme ai personaggi. Il salto di trent’anni ha reso nuovamente misteriosa e ricca di domande una galassia ormai fin troppo conosciuta. Immaginate di essere un ragazzino di dieci anni che vede per la prima volta Episodio VII. Sentite parlare di Luke Skywalker, della Forza, dell’Impero come se fossero delle leggende.

Sì, un po’ come la Guerra dei Quoti di Obi-Wan o la storia di Anakin ne Il Ritorno Dello Jedi. Siamo stati tutti quei ragazzini, la prima volta che abbiamo visto uno Star Wars. E questo film è solo un nuovo tassello del mosaico che un po’ ci appartiene e un po’ no.

E se Il Risveglio Della Forza è un buon film per conto suo, rivedere Leia, Han, Luke, Chewbacca, R2-D2, C-3PO e il Millennium Falcon dopo tanti anni è un’emozione, sì anche nostalgica, ma comunque meravigliosa.

Ecco, avevo detto senza affetto o emozione. E invece.

FrankieDedo

Il brutto

Episodio VII è l’unico film di Star Wars che posso dire di non riuscire ad apprezzare nemmeno un po’. Il perché è presto detto e probabilmente è quello che vi aspettate: è la copia malfatta di Episodio IV. Se per qualche ragione non accettate questa profonda verità, vi spiegherò ancora una volta perché è così e perché è un male atroce. E questo è solo uno dei due difetti colossali che ha.

Dicevamo che Episodio VII riprende il IV in tutto e per tutto. Partiamo dall’idea alla base della storia: il protagonista isolato su un pianeta desertico che vive una vita banale, ma con grandi ambizioni, si ritrova coinvolto in uno scontro più grande e scopre di avere grandi poteri magici non confinati in un minuscolo spazio vitale.

Conosce un mentore, protagonista di una guerra del passato ed in una sorta di esilio forzato che lo introduce a tali poteri, prima che venga ucciso da una figura con cui aveva un rapporto letterale o quasi di padre-figlio.

Il tizio che lo uccide è un cavaliere nero, che non è esattamente il capo dei cattivi, ma è quello che va a farsi vedere in giro. Ah, tra l’altro tale cavaliere nero inizia attaccando i buoni alla ricerca di droidi con informazioni celate, che vengono trovate dal nostro protagonista sul pianeta desertico.

L’eroe si unisce quindi al gruppo di partigiani ribelli che si oppone alle forze devastanti dei nazisti dell’impero malvagio e nonostante sia l’ultimo arrivato si ritrova a svolgere un ruolo chiave nel distruggere l’arma di distruzione planetaria dei cattivi. Viene aiutato da un mezzo fuggiasco che all’inizio ha occhio solo per i propri interessi personali, ma con l’andare del film si unisce per davvero ai buoni.

Basta o devo andare avanti? Vogliamo parlare di come la scenografia in alcune scene sia del tutto identica? Della scena della cantina?

Come ho detto in precedenza in questa serie di articoli, conosco Episodio IV praticamente a memoria e durante Episodio VII ero praticamente in grado di recitare in anticipo le battute di un film che non avevo mai visto.

Questa cosa è disgustosa. Qualunque cosa pensiate dei prequel, è impossibile negare che andavano in una direzione del tutto diversa rispetto alla trilogia originale. Erano film che cercavano di raccontare una nuova storia, non erano la brutta copia dei precedenti.

Il motivo di tutta questa irritazione è per me che Episodio VII sembra essere la risposta a tutti quelli che piagnucolavano perché “nguè nguè I, II e III non sono come i film di quando eravamo bambini”.

È come se la Disney avesse usato per dieci anni un calice magico per raccogliere tutti i piagnistei del fandom ed avesse usato l’energia negativa ivi accumulatasi per congiurare il più bagnato dei loro sogni.

È una produzione così disgustosamente orientata alla sola soddisfazione del pubblico e per niente all’ambizione artistica che la trovo quasi offensiva e mi porta a considerare J.J. Abrams come uno dei peggiori registi viventi, motivo per cui sono terrorizzato all’idea di cosa possa aver combinato con Episodio IX (ah, sono cosciente che questo ragionamento si potrebbe applicare anche a Rogue One, ma in quel caso l’obiettivo era esplicitamente quello, non si stava aprendo un nuovo capitolo nella storia, solo riempiendo un buco).

Come detto però, questo è solo uno dei due motivi che rende Episodio VII un obbrobrio. Il secondo è la profonda mancanza di chiarezza sugli avvenimenti tra la fine della trilogia originale e l’inizio di questa nuova.

Episodio VI finiva con la distruzione dell’Impero e la restaurazione della Repubblica. Questo ovviamente non significava automaticamente la distruzione di tutti i sostenitori dell’Impero o che la Repubblica avrebbe vissuto una vita tranquilla.

Ci sta tutto che possa venir fuori un rigurgito neonazista neo-imperiale e che il Senato si mostri ancora una volta incapace di fronteggiare adeguatamente la situazione. Ma pesava così tanto spiegare cosa fosse successo? Mettere tre righe nel crawl iniziale?

No, perché Episodio IV era la storia di un gruppo di rivoltosi contro una forza più grande ed Episodio VII doveva essere lo stesso. Si fotta tutto il resto, siamo di nuovo punto e a capo con Ribelli Resistenza e Impero Nuovo Ordine.

Posso sentire l’eco delle parole dalla splendida Pisa che insistono come ci siano spiegazioni in libri, fumetti e scene cancellate. Sì, tutto bello, ma parliamo di un punto cruciale del film, non di un dettaglio. Per dire, come sia stata trovata la spada di Anakin è una storia che si può lasciare agli altri media dell’universo di Star Wars.

Non questo, anche perché tanto sappiamo bene che è stato fatto perché, non mi stancherò mai di ripeterlo né in questo articolo né se aveste mai l’immane sciagura di essere a portata delle mie parole, J.J. Abrams o chi per lui avevano deciso che Episodio VII doveva essere uguale al IV e quindi sticazzi di tutto il resto.

Vogliamo poi parlare di Han? Le cose non sono andate bene tra lui e Leia. Vabbè, ci sta. Ma non ci è dato sapere per quale assurdo motivo torni a fare il contrabbandiere. Dopo tutto quello che ha passato e la crescita che ha avuto ci si aspetterebbe che si dedichi a qualcosa di più nobile, anche se non necessariamente legale. Harrison Ford stesso sembra stufo di dover fare l’avventurosa canaglia dal buon cuore e ci regala un’interpretazione decisamente rivedibile.

Infine, anche se tralasciassimo tutto ciò, il film ha alcune idee del tutto idiote e scene terribili.

La Starkiller Base è qualcosa di così stupido da essere paragonabile al muro attorno al Pacifico in Pacific Rim o all’idea di un certo medico-fotografo in una campagna di Sine Requie.

Essendo Star Wars un fantasy, la scienza è sempre stata molto relativa, ma esistono limiti a tutto. Come può un raggio laser andare da un sistema solare ad un altro, quando ci vorrebbero anni, se non millenni. Non solo: una volta usato, la stella è consumata e quindi la stella è inutile. Sul serio? Tutto questo casino per poter sparare una volta?

Però eh, Episodio IV aveva una Morte Nera, quindi andava messa pure qui.

Ah, e tra l’altro: viene usata, vari pianeti vengono distrutti. A qualcuno interessa? Ai personaggi? Agli spettatori? Vi ricordate per caso quanti o quali pianeti vengono distrutti? Vi ricordate qualcuno parlarne in Episodio VII o VIII? E dubito che anche nel IX la cosa verrà mai menzionata.

La Starkiller Base è il peggio, ma non è l’unica idea del tutto priva di senso. Per dire, lo stormtrooper con un’arma fatta apposta per combattere contro le spade laser a cosa serviva esattamente? Nessuno le usava da decenni. È un po’ come se oggi qualcuno andasse in Siria con uno scudo di metallo perché in Siria c’è Damasco, quindi magari qualcuno ha una spada.

Per quanto mi sforzi, riesco a trovare veramente poco di positivo in Episodio VII, come le musiche ed i costumi. È stata una delusione su tutti i fronti personalmente, che mi aveva lasciato del tutto frustrato alla prospettiva della vittoria completa dei nostalgici che vogliono la stessa roba ogni volta. Fortunatamente Episodio VIII, con tutti i suoi difetti, ha saputo mostrarsi diverso e speriamo che lo stesso si possa dire del IX, nonostante Abrams.

LC

Siamo arrivati al penultimo appuntamento di questa serie. Il prossimo articolo sarà una bella patata bollente. Per riscaldarvi, fateci sapere quanto ci odiate nei commenti!

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