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Non puoi non averlo visto: Il grande Lebowski (1998)

Per questo week end in solitaria, ho abbandonato Netflix in favore di Amazon Prime Video, incappando nell’intramontabile Grande Lebowski. Il film del 1989 non ha fruttato da subito ai suoi registi, i fratelli Coen, che hanno dovuto aspettare ben dieci anni prima che la critica ne riconoscesse i pregi. Nel 2008 è infatti stato inserito nella lista dei 500 migliori film della storia stilata dall’Empire, dando a Drugo e ai suoi amici la fama che meritavano.

Vi anticipo già che, oltre a un cast di tutto rispetto (da Jeff Bridges a John Goodman, da Steve Buscemi a Julianne Moore), il film mi ha colpito per la quantità di immagini e di contenuti, che sono stati poi citati nei prodotti recenti della cultura pop. Con calma, però, prima un po’ di trama.

Trama

Sorprendentemente, ho trovato più facile e lineare la trama di Via col Vento rispetto a quella del Grande Lebowski. Nella storia sono coinvolti Jeffrey “il Drugo” Lebowski, Jeffrey “il magnate” Lebowski, Bunny e Maude, (rispettivamente la seconda moglie e la figlia di quest’ultimo).

Bunny è una donna che ama condurre una vita dissoluta, pertanto si riempie di debiti con tutti, soprattutto con il famigerato Jackie Treehorn, un pornografo. Costui manda due dei suoi scagnozzi a intimorire il marito della donna, affinché saldi il suo debito. Essi però sbagliano Lebowski, menando il Drugo e orinando sul suo tappeto. Proprio l’essersi ritrovato con il tappeto imbrattato di pipì, è ciò che dà il via a tutta la storia. Il protagonista va infatti a protestare a casa del ricco magnate, sperando di guadagnarci un nuovo tappeto, ma per sua sfortuna da lì a pochi giorni Bunny viene rapita e lui si ritrova invischiato nella faccenda.

Per una serie di motivi che non vi sto a spiegare, Lebowski “ricco” ingaggia Lebowski “povero” per ritrovare la moglie, ma quest’ultimo incontra non poche difficoltà nel portare a termine la missione. Viene a contatto con Maude, la figlia del signorotto, con Jakie Treehorn in persona e con i nichilisti, una banda di amici di Bunny che non sembra troppo ben disposta nei confronti del Drugo. Ciascuno di questi incontri lo porterà a dover affrontare lotte, altri rapimenti, stati confusionali e la macchina distrutta (più volte).

Per fortuna, però, alla fine tutto si risolverà nel migliore dei modi (quasi per tutti) e il nostro eroe potrà ritornare ai suoi white russian e alle sue partite di bowling.

Dude

Io vi auguro di aver trovato (o di trovare il prima possibile) un “vostro Drugo” nella vita reale. Perché il protagonista della storia non è un supereroe, un omaccione, un tipo tosto o chissà che: Lebowski è un antieroe, l’amico “sciallo” della compagnia che porta tranquillità nel gruppo.

Nel film in lingua originale, al posto di “Drugo”, viene usato il termine “Dude” che significa “tipo, tizio [qualunque]”, una persona generica non ben definita che però tutti hanno in mente.

È l’amico che vai a chiamare nel momento del bisogno, quello un po’ originale che ti sorprende per la naturalezza con cui vive la sua stravaganza, quello la cui opinione è altamente quotata ma che esprime solo su richiesta.

Nel Grande Lebowski la sua essenza viene messa in risalto anche dalla peculiarità di ciascun altro personaggio. In particolare è interessante osservare le dinamiche fra lui, Walter e Donald: il primo è un pacifista che vive con poco e si accontenta di poco, ma quel poco non va assolutamente toccato; il secondo è un sopravvissuto alla guerra del Vietnam, dalla quale è rimasto pesantemente traumatizzato e che non smette mai di ricordare, e poi c’è Donald. Donald è tipo il bimbo speciale del gruppo, quello più fragilino e delicatino per il quale tutti hanno un occhio di riguardo in più.

Sia Jeffrey che Walter lo trattano con i guanti di velluto, ma ciascuno a modo suo: uno  considerandolo e assicurandosi sempre che sia inserito, ma senza essere apprensivo; l’altro, zittendolo. Per tutto il film può sembrare che Walter non abbia alcun rispetto né considerazione per il povero Donnie, ma da un certo punto in poi risulta evidente quanto forte fosse il legame, anche se nascosto sotto un’armatura pesantissima.

Quindi, come disse il cowboy straniero, “Drugo sa aspettare. Non so voi ma personalmente la cosa mi conforta, è bello sapere che lui è in giro. Il Drugo, che la prende come viene per noi peccatori.”

Il drugo nella cultura pop

Ora che ho visto Il Grande Lebowski, ho potuto finalmente apprezzare una serie di citazioni e meme che da sempre ho trovato sparsi per la rete.

Tanto per cominciare, ora so che il tizio con la pistola generalmente accompagnato dalla scritta “Am I the only one around here that […]” è Walter del Grande Lebowski e non un americano qualunque estrapolato da una trasmissione di compravendita (perché sì, nella mia testolina piena di stereotipi, pensavo che l’occhialuto pistolero provenisse da Affari al buio o da un programma affine).

Inoltre, in Avengers: Endgame, Iron Man si rivolge a Thor appellandolo come “Lebowski” ed effettivamente direi che come soprannome è proprio azzeccato. (Nella foto poco sopra possiamo vedere il Drugo a sinistra e il Dio del Tuono sulla destra: praticamente uno il cosplay dell’altro).

Infine, se siete appassionati di serie tv commedy, sappiate che una scena del film viene citata anche nella quarta stagione di How I met your Mother, nell’episodio “Il patto dei single”. Marshall fa scoprire a Barney le comodità di una camicia da notte da uomo, al posto del suo suit-jama. Nel descrivere le meraviglie del poter dormire in totale comodità, inizia a nuotare nel cielo con la stessa musichetta in sottofondo, e nello stesso modo in cui il Drugo “vola”, dopo essere stato colpito da uno degli scagnozzi di Maude.

Conclusioni

Il Grande Lebowski è un film molto apprezzabile, pieno di chicche sparse qua e là, articolato, ricco, eppure non mi ha particolarmente stregata. Mi è piaciuto, per carità, però non mi ha fatto impazzire, ecco tutto.

Sarà che ho apprezzato più il personaggio in sé che la sua storia, o forse l’ho semplicemente guardato nel momento sbagliato. Magari più avanti lo riguarderò e cambierò opinione, chissà. Comunque se vi piacciono i film un po’ onirici e imprevedibili, allora penso possa fare al caso vostro. Se avete consigli da darmi per apprezzarlo di più, sono tutta orecchi.

Per concludere, ruberò le parole del cowboy: “Con questo direi che abbiamo concluso, è praticamente tutto. […]. Beh io spero che vi siate divertiti e che ci vedremo ancora, lungo il cammino.”

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