Far Cry New Dawn - Ricostruire dopo l'apocalisse - Nerdando.com
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Far Cry New Dawn – Ricostruire dopo l’apocalisse

far cry new dawn

Che Far Cry sia uno dei miei franchise preferiti, non è certo una novità. Non è un caso se il mio primo articolo per Nerdando.com, ormai 4 anni fa, fu dedicato al viaggio in Kyrat. A partire dal terzo capitolo, scoperto quasi per caso, sono rimasto affascinato dal tema della follia, che declinata in modo diversi, faceva da collegamento tra le diverse ambientazioni della serie.

Ho molto apprezzato anche il capitolo Primal, sperimentale quanto volete, ma tecnicamente perfetto e, da amante dalla linguistica, incredibilmente pregevole dal punto di vista dell’uso delle lingue protoindioeuropee.
Sono rimasto un po’ deluso invece dal finale di Far Cry 5, che per forza di cose sto per spoilerare in questa recensione, ma al di là di quello avevo apprezzato i quattro villain e la follia religiosa che permeava il capitolo.

Oggi mi trovo tra le mani New Dawn e sinceramente non sapevo cosa aspettarmi: nuovo capitolo o spin-off? La conclusione di Far Cry 5? In realtà tutto questo e anche altro: la verità, come sarà chiaro a breve, è che Far Cry New Dawn rappresenta un trait d’union tra il passato e il futuro, rimane fedele al franchise ma traccia ben netta la linea che verrà seguita nei prossimi capitoli della serie.

Recensione

Sono passati diciassette anni da quando il Montana è stato devastato dall’esplosione nucleare scatenata dal folle Padre Joseph Seed, antagonista principale dello scorso capitolo.
Dopo anni, finalmente, la vita ricomincia a fiorire in superficie, ma il mondo come lo conoscevamo è andato perduto per sempre. E gli uomini, in condizioni disperate, fanno quello per cui sono nati: si rimboccano le maniche e iniziano a costruire.
O a rubare quello che altri hanno costruito.

Nella Hope Country sorge quindi Prosperity, nuovo eden costruito sulle ceneri del vecchio. Un luogo di pace, troppo bello per non destare l’interesse delle gemelle Mickey e Lou, le nostre nemesi in New Dawn.
In un concentrato di follia distruttiva che ricorda molto le dinamiche di Mad Max, i Guerrieri della Strada sono una banda ben organizzata e ben armata pronta a prendere con la forza quello che desiderano. Il tutto sotto la guida selvaggia e crudele delle gemelle.

Il nostro personaggio (personalizzabile ad inizio partita) fa parte del gruppo di Thomas Rush, un ex soldato che ha dedicato la propria vita a far rifiorire l’America, aiutando chi lo chiama in soccorso. Tra questi c’è Carmina Rye, diciassettenne che ha conosciuto la vita sotterranea fino al sorgere di Prosperity e che sarà la nostra guida nella Hope post apocalittica.
Il nostro convoglio viene però attaccato dalle gemelle ed ecco che, come da tradizione, ci troviamo catapultati in mezzo al fuoco nemico, da cui fuggire per iniziare la nostra avventura.

far cry new dawn

Gameplay

Ne abbiamo parlato molte volte discutendo del presente, passato e futuro di Assassin’s Creed. Qual è l’equilibrio tra tradizione e innovazione? Qual è la cosa giusta da fare per rivitalizzare un franchise di vecchia data senza snaturarlo? Per Ubisoft, la risposta sembra essere: RPG. Esattamente come per AC: Odyssey anche New Dawn sembra virare nettamente verso le dinamiche da gioco di ruolo.
Intendiamoci: tutto ciò che rende il gameplay di Far Cry quello che è, rimane ben saldo: rampino, tuta alare, mezzi di terra e d’aria, piante medicinali, caccia e pesca. Tornano anche gli avamposti da liberare e le missioni secondarie a caccia di tesori nascosti e alleati. Però ecco che aprendo il menù del personaggio si scoprono le prime novità.

Il pannello dei tratti è nettamente più piccolo che in passato, ma le abilità si possono sbloccare a più livelli, così come l’abilità nelle armi. Il crafting è potenziato, andando ad affiancare alle armi convenzionali altre che lo sono decisamente meno: a partire da uno spara seghe con cui mieteremo le nostre prime vittime. Per poter potenziare la nostra base di Prosperity, avremo bisogno di un materiale dedicato: l’etanolo, che potrà essere investito per nuove costruzioni, nuovi livelli della base o per confezionare utili consumabili durante le nostre esplorazioni.

Come se non bastasse, vengono introdotti i livelli di complessità e abilità. Prendendo di mira i nemici vedremo comparire sulle loro teste la barra di energia e il livello (come in Borderlands, per intenderci) e se tenteremo di affrontare avversari troppo difficili per il nostro livello, le nostre armi semplicemente faranno loro il solletico. Fa un po’ ridere pensare di prendere a fucilate in testa un cinghiale e vedere la sua energia non scendere minimamente, ma è esattamente quello che succederà se affronterete avversari (umani o animali che siano) al di là della vostra portata.

Torna la meccanica degli specialisti, che potremo assoldare dopo aver svolto delle missioni dedicate. Stavolta, però, potremo averne solo uno per volta e non due assieme.
Novità sono invece le spedizioni: missioni esterne ad Hope a difficoltà crescente, utili a grindare un po’ il personaggio, cosa di cui si sente un grande bisogno andando avanti con l’avventura.

Una piccola nota per quanto riguarda il multiplayer che con questa serie sembra non riuscire a trovare una vera anima: dopo gli insipidi comparti visti in Far Cry 3 e 4, con lo scorso capitolo c’era stata l’interessantissima introduzione della modalità Arcade, che mi aveva sinceramente convinto.
In New Dawn il multiplayer vede un host, protagonista, ed un compagno di supporto che partecipa per dare una mano (magari nelle spedizioni più complesse) ma che non vede procedere la propria avventura personale, che poi andrà riaffrontata nuovamente.

Comparto tecnico

Mappa più piccola e più vuota del precedente, ma ricca di cose di fare. Per uno spin-off non manca la ciccia per restare attaccati al controller almeno una ventina d’ore.
A colpire è sicuramente l’aspetto grafico: colori brillanti, leggermente sbagliati, frutto del fallout nucleare che ha devastato il Montana, arricchito anche da una strana aurora boreale nel cielo. I colpi d’occhio sono fenomenali, davvero, soprattutto quelli diurni.

Fanno la loro comparsa animali mutanti: niente a che vedere con le follie di Fallout, ma comunque creature con qualcosa di “sbagliato” che dovremo cacciare per raccogliere materiali di costruzione.
Ottimi i modelli, compresi quelli umani, così come le animazioni e il loro doppiaggio italiano (davvero ispirato). Tecnicamente siamo sui livelli precedenti, con alcune sbavature nei campi lunghi su cui possiamo chiudere un occhio.

Interessanti gli abbigliamenti post-apocalittici che ricordano un po’ le ambientazioni di Mad Max, come detto precedentemente: i Guerrieri della Strada sono una sorta di punk motorizzati armati fino ai denti.
Meno riuscite invece le gemelle Mickey e Lou: poco caratterizzate sia graficamente che nello storytelling. Forse il punto più debole dell’intero titolo.

Per quanto riguarda il design del Montana post apocalittico ci sono da fare due ragionamenti: da un lato è gradevole la sensazione di deja-vu e cercare di riconoscere nelle distorsioni atomiche le lande pacifiche che abbiamo imparato a conoscere in Far Cry 5. Così come è piacevole ritrovare vecchi amici come il folle Hurk. Da un altro punto di vista, però, l’immaginario collettivo sul fallout nucleare è abituato ad altri tipi di standard: la polvere che si alza c’è, gli arsenali di fortuna anche, ma è tutto troppo pulito e brillante. Questo è una fondamentalmente un’apocalisse pop, che a tratti ricorda quanto visto nei trailer del prossimo venturo RAGE 2.

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Conclusioni

Molto, molto difficile trattare questo titolo: i suoi confini sono labili, affonda le radici nel passato ma guarda decisamente al futuro. è questa la direzione che prenderà Far Cry 6? O siamo davanti ad una sperimentazione (come per Far Cry 3: Blood Dragon e Far Cry Primal) e poi si tornerà su canoni consolidati?
Molto lo deciderà la reazione del pubblico che, per ora, è stata purtroppo abbastanza tiepida.

A non convincere a pieno sono stati alcune sbavature tecniche, problemi con la hit box e con l’effetto popup dei modelli a distanza. Tuttavia io valuto sempre in modo molto positivo il tentativo di sperimentare nuove strade, di sondare il terreno e azzardare scelte anche difficili e rischiose.
Ci siamo lamentati per anni che non veniva introdotta alcuna novità nei franchise più datati, perché lamentarsi ora che questo viene fatto?
Ovviamente non si può accontentare tutti, ovviamente ci sarà sempre qualcuno che storcerà il naso.
Personalmente non ho nulla da obiettare dalla direzione RPG, piuttosto ho trovato poco carismatiche le villain.

Una delle cose che amo di più di Far Cry è lo storytelling: se quello è solido, per me può anche essere declinato in forma di platform o di RPG con attacchi a turni, ma deve esserci una storia intensa, emotiva e passionale. Le scelte devono essere difficili, e bisogna pagarne le conseguenze anche molto tempo dopo essere state prese.
Qualcosa che, dai tempi di Citra, purtroppo non ho più trovato. Ma voi ricordate il pathos del momento in cui dovevamo scegliere se tagliare la gola alla nostra fidanzata e unirci a Citra o se rinnegare tutto quello fatto nelle lunghe ore di gioco e salvare gli amici?

Questo è quello che voglio dal prossimo Far Cry: spegnere la console chiedendomi se ho fatto la scelta migliore.

Far Cry New Dawn è disponibile per PC, Xbox One e Playstation 4.

Grazie ad Ubisoft per avermi fatto testare il loro titolo.

Nerdando in breve

Far Cry New Dawn è il seguito e la conclusione degli eventi di Far Cry 5, stesso franchise ma netta sterzata in direzione RPG.

Nerdandometro:
3.6 out of 5 stars (3,6 / 5)

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