Lucca Comics & Games 2018: incontro con Miltos Yerolemou - Nerdando.com
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Lucca Comics & Games 2018: incontro con Miltos Yerolemou

Miltos Yerolemou

Incontro con Miltos Yerolemou

Game of Thrones è una serie ricchissima di personaggi affascinanti e coinvolgenti. Da buona spadaccina, però, ammetto di aver avuto sempre un debole per Syrio Forel, il “maestro di danza” di Arya Stark e Prima Spada di Braavos.

Quando lo staff di Lucca Comics & Games 2018 ha inserito in cartellone un incontro riservato alla stampa con Miltos Yerolemou, interprete di Syrio Forel, non potevo certo lasciarmelo scappare!

Lucca Comics & Games

Yerolemou ha esordito parlando della fiera che lo sta ospitando: non ha mai visto niente di simile al Lucca Comics e si è detto molto felice di partecipare. Secondo lui la fiera è unica nel suo genere, diversa da ogni altra, ricca di persone, colori e costumi. Nonostante abbia visitato fiere in tutto il mondo, non si è mai trovato davanti a qualcosa di simile.

Il Trono di Spade

Come era prevedibile, la conversazione verte subito su Game of Thrones e sulle speculazioni fatte dai fan riguardo il destino del personaggio di Syrio Forel, oltre che sul suo rapporto col personaggio di Arya Stark. Yerolemou ha dichiarato di seguire con interesse gli sviluppi dello show e di parteggiare per alcuni personaggi: Arya chiaramente, ma anche Jaime Lannister. Per lui è stato eccitante vedere crescere Arya come personaggio e trasformarsi nel killer letale che è diventata, si è rivelata un personaggio complesso e sfaccettato, che vive uno sviluppo completo, in lei convivono più anime.
Riguardo la serie, è sicuro che gli sceneggiatori non renderanno le cose semplici e sicuramente le possibilità sono ancora infinite.

Sull’esperienza di interpretare un maestro di spada come Syrio Forel, Yerolemou si è detto molto fortunato nell’aver conosciuto la persona che si stava occupando dei casting: in quel periodo l’attore non recitava solo a teatro ma anche nei pub, come si usa in Inghilterra, ed è così che è stato “scoperto” dalla produzione. Ha fatto il casting per diversi ruoli, inizialmente era stato considerato per la parte di Lord Varys ma poi gli è stata assegnata quella di Syrio Forel perché aveva dichiarato di avere già abilità con la spada, cosa che, ha confessato, non era esattamente vera al 100%.

Aveva però una grande esperienza con la danza, appresa in teatro, e questo gli rendeva più semplice imparare le coreografie e i movimenti scenici, cosa che gli è stata utile per il personaggio: in un certo senso, Shakespeare lo ha aiutato ad interpretare Syrio Forel.

Una volta avuta la parte, ha avuto la fortuna di lavorare con William Hops, già autore di coreografie in moltissimi film, tra cui “I duellanti” di Ridley Scott: insieme hanno passato due settimane intense di allenamento e poi è stato lo stesso Yerolemou ad insegnare le mosse a Maisie Williams, interprete di Arya Stark: così come avviene poi nella serie, ci hanno lavorato insieme quotidianamente fino ad arrivare alla perfezione.

L’attore ha ricordato che mentre giravano non erano pienamente consapevoli dell’enorme successo mediatico che Game of Thrones avrebbe poi avuto, anzi, inizialmente erano anche un po’ perplessi perché gli sembrava di stare girando I Soprano nella Terra di Mezzo.

L’aspettativa c’era ma non era paragonabile a tutto quello che poi è seguito alla messa in onda de Il Trono di Spade. Effettivamente c’erano già dei fan dei libri che aspettavano l’uscita della serie, ma nessuno di loro si sarebbe aspettato che Game of Thrones sarebbe poi diventato il fenomeno culturale che è ora.

Dopo le prime due stagioni, ha ricordato Yerolemou, gli è stato detto che Game of Thrones era lo show televisivo più di successo in tutto il mondo: non se lo aspettavano, ma è accaduto perché tutti hanno lavorato bene.

Esordi teatrali

Ricordando l’inizio della sua carriera, iniziata sul palcoscenico, Yerolemou ha dichiarato che non sempre i produttori televisivi sono felici che i ruoli teatrali che ha interpretato influenzino quelli televisivi, non apprezzano il suo essere molto teatrale.
Lui però ha bisogno di portare energia nei suoi ruoli e, in questo, l’esperienza a teatro è stata preziosa, oltre che ad averlo aiutato, in gioventù, a superare la timidezza.

Interpretare ruoli teatrali, in particolare Shakespeare, è piuttosto difficile perché richiede uno studio approfondito, in particolare sui movimenti del corpo. Dall’amore per Shakespeare in lui è poi scaturito quello per la poesia e per il linguaggio. Non si stancherebbe mai di recitare Shakespeare, anche perché questo autore gli ha permesso di imparare a mettere in contatto il pubblico con l’opera. Un retroterra del genere gli è stato utilissimo anche in Game of Thrones, perché gli ha permesso di creare autenticità, che è la base per ogni storia, anche in un mondo immaginario e di fantasia.

L’amore per Shakespeare spicca anche nel successivo discorso, incentrato sul quesito se nel mondo dell’intrattenimento attuale ci sia o meno un’influenza shakesperiana.
Secondo Yerolemou il cinema è più incentrato sui grandi eventi, in particolare i grandi franchise, il che lo avvicina molto all’immaginario Shakespeariano, mentre le serie TV stanno migliorando questo aspetto solo di recente, con una maggiore attenzione all’aspetto storico.
Tantissime produzioni televisive sono adesso ambientate nel mondo contemporaneo e, sempre più spesso, gli ricordano più le soap opera come stile ma, ultimamente, c’è un tentativo di creare mondi più grandi: in questo senso, probabilmente, è possibile notare l’influenza di Shakespeare.

In passato ci si affidava meno al visivo per recitare una storia, era sufficiente l’interpretazione dell’attore per trasportare lo spettatore in un mondo altro, ora invece si fa molto affidamento sugli effetti speciali e l’aspetto strettamente visivo.

Sull’Italia

Riflettendo sul nostro Paese, secondo Yerolemou l’Italia sarebbe una location ideale per ambientare un fantasy perché è ricchissima di scenari favolosi. La stessa Lucca, secondo lui, renderebbe davvero bene come ambientazione per un film, già solo per le mura ancora intatte, che sono una vera rarità.

La scelta della location per una produzione, però, non dipende solo dalla bellezza ma da una miriade di fattori diversi: in questo momento negli Stati Uniti esistono alcuni posti più popolari di altri per girare ma non solo, è necessario anche scegliere una location in cui la vita quotidiana non interferisca troppo con le riprese e viceversa.

Yerolemou ha detto di non conoscere la situazione attuale in Italia ma sa che il nostro Paese ha una grandissima tradizione artistica, a partire dalla Commedia dell’Arte: sostiene che per valorizzare le nostre stupende location servirebbe anche una volontà politica che incentivi le produzioni a spostarsi nella nostra penisola.

La location, in ogni caso, è importantissima in un film: ha ricordato di aver girato anni fa un film in Alaska, ambientato nell’Era Glaciale e, una volta arrivati, la neve non c’era. Scherzando, l’attore, ha considerato che sarebbero potuti restare in Scozia: non solo avrebbero risparmiato moltissimi soldi ma avrebbero anche avuto più neve.

Star Wars

Yerolemou è apparso anche in Star Wars: il risveglio della Forza e ha ricordato l’esperienza sul set, definendola incredibile. Durante le riprese, ogni attore conosceva solamente la sua parte e c’era una grande atmosfera di segretezza, lui stesso non sapeva quasi nulla della storia completa. È stato divertente, per questo, andare per la prima volta sul set, dove si trovavano sia persone che robot.

Non può ovviamente parlare dei nuovi film, perché tanta segretezza è una caratteristica base della lavorazione della saga. Secondo lui, però, si è andati un po’ oltre con il numero dei film, si è un po’ esagerato. La sua filosofia è che, quando si crea qualcosa, meno è sempre meglio che più, per lui non è un bene eccedere, non rende le cose più interessanti. Detto questo, se gli venisse chiesto di lavorare alla saga, risponderebbe sempre di sì.

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