Sagrada - Come diventare un mastro vetraio - Nerdando.com
Giochi da tavolo

Sagrada – Come diventare un mastro vetraio

Sagrada

Recensione

Dopo il grande interesse suscitato dall’annuncio di questo board game di dice placement, finalmente grazie a Cranio Creations ho potuto mettere le mani (e i dadi) sulle coloratissime vetrate della Sagrada Familia.

Scopo del gioco, tanto semplice quanto accattivante, è quello di costruire la vetrata più bella della cattedrale, in competizione con altri artigiani, allo scopo di aggiudicarsi il titolo di Mastro Vetraio.
I pezzi di vetro sono rappresentati da dadi a sei facce, disponibili in cinque colori e dalla diversa qualità, rappresentata dal numero presente sul dado.
Dopo dieci turni di gioco, non resta che sommare i punti e scoprire chi ha vinto.

Dinamica di gioco

La prima cosa a colpire è senz’altro la plancia del giocatore, che rappresenta una delle vetrate della cattedrale. Nella parte inferiore della plancia è presente un alloggiamento in cui andare ad inserire una delle carte schema che si ricevono casualmente (si può scegliere a piacere una delle quattro facciate delle due carte ricevute a inizio partita). Gli schemi contengono le indicazioni sulla composizione da creare: un certo numero di colori o di qualità (ovvero di numeri) che devono essere esposti. In base alla complessità dello schema, il giocatore riceve un determinato numero di “favori”, utili per attivare delle speciali carte “utensili” di cui vi parlerò a breve.

Le regole del piazzamento sono molto semplici: si inizia da un bordo e, oltre a dover rispettare i vincoli riportati dallo schema, il giocatore deve collocare ogni dado adiacente (in orizzontale o verticale) ad uno degli altri dadi già piazzati. Non può, però, piazzare ortogonalmente due dadi con lo stesso colore o con lo stesso numero.

Il turno inizia con un lancio di dadi pari al doppio del numero di giocatori più uno. A quel punto il primo di mano colloca a scelta uno dei dadi estratti e/o usa una delle carte utensili, quindi passa la mano. Poi tocca al secondo giocatore e così via fino all’ultimo, che eseguirà due azioni e farà proseguire il turno in senso inverso fino a tornare al primo di mano, che piazzerà l’ultimo dado e userà quello rimanente per far segnalare l’avanzamento dei turni di gioco.
Tutte le azioni sono facoltative: nel caso un giocatore non voglia o non possa collocare un dado, non è obbligato a farlo.

Sagrada

Per fare punti non basta, però, riempire la propria vetrata. Occorre cercare di massimizzare il punteggio raggiungendo l’obiettivo privato (che corrisponde alla somma dei valori di un particolare colore di dado, anche questo estratto a sorte) e gli obiettivi pubblici: tre carte valide per tutti i giocatori che regalano punteggi extra a chi riesce a raggiungerli. Un esempio è quello di collocare quante più coppie possibile di valori, inserire combinazioni di colori, creare colonne con valori o colori diversi e così via.

Le carte utensili garantiscono mosse bonus che possono essere acquistate con i favori a disposizione. In ogni partita ne vengono estratte tre, che costano un favore al primo utilizzo e due favori dal secondo in poi, a prescindere dal giocatore che le ha usate. Un esempio sono la possibilità di spostare i dadi già collocati o ignorare le restrizioni di numero e colore.

Terminati i dieci turni, non resta che contare i punti e decretare chi si è aggiudicato il titolo di Mastro Vetraio.

Materiali

Sagrada regala un colpo d’occhio davvero eccezionale: i dadi, di dimensione ridotta rispetto a quelli standard, con i loro colori brillanti ricordano davvero il vetro e veder crescere la propria vetrata turno dopo turno è molto soddisfacente.
Ottima anche la plancia: in cartone spesso, ho apprezzato moltissimo la possibilità di inserire le carte schema al suo interno.
Nonostante i classici sacchetti ziplock, nella scatola ho trovato due ottimi sacchetti in stoffa per i dadi e i favori (rappresentati da perle trasparenti in simil vetro): davvero una gradita sorpresa.

Tutti gli elementi di gioco sono arricchiti da splendide illustrazioni gotiche e da colori brillanti, una combinazione che fa risplendere vivacemente il tavolo da gioco.

In conclusione devo dire che ho davvero apprezzato Sagrada: rapido, intuitivo ma non banale. Uno di quei classici board game in cui una partita tira l’altra e con la scusa di ingannare qualche minuto di tempo libero, si finisce col riempire la serata di dadi colorati.
A mio avviso la forza di questo titolo risiede nella capacità di abbinare un meccanismo collaudato e di facile apprendimento come il draft dei dadi, ad un senso di urgenza crescente turno dopo turno: se all’inizio, con l’intera plancia libera, le possibilità di manovra non mancano, col passare del tempo diventa sempre più difficile incastrare i dadi secondo le restrizioni delle regole.

Nulla che impedisca di godersi il gioco anche ai propri figli, ma già arrivati al quinto turno, collocare i dadi diventa operazione non banale e che richiede un certo grano salis per non trovarsi poi con le ali tarpate nei round successivi.
Il tutto senza mai dimenticare gli obiettivi da raggiungere, pena una sicura sconfitta.
Davvero una riuscita alchimia che raramente ho trovato in altri titoli.

Unboxing

Nerdando in breve

Sagrada è gioco di dice placement che ci porta a vivere l’esperienza di diventare grandi mastri vetrai.

Nerdandometro:
(4,4 / 5)

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