Lost Sphear - L'RPG vecchio stampo - Nerdando.com
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Lost Sphear – L’RPG vecchio stampo

Recensione

Da sempre amante del genere dei JRPG, ho colto al volo l’occasione di provare l’ultima fatica di Tokyo RPG FactorySquare Enix, infatti, ha portato su Playstation 4, Nintendo Switch e Microsoft Windows un’avventura che, immediatamente, si presenta particolare.

Pur ammettendo la mia iniziale perplessità una volta accesa la console, devo dire che presto mi sono trovato nella condizione di ricredermi: una grafica apparentemente semplicistica, composta da pochi poligoni e con un’impronta visiva in grado di richiamare alla memoria maggiormente titoli del calibro dei primi Final Fantasy o dei vecchi giochi dedicati ai Pokémon nasconde, ad una più attenta analisi, molto più di quanto si potrebbe pensare.

Non resta quindi che porci una fondamentale domanda: può Lost Sphear, un titolo fondamentalmente low budget e di impianto assai tradizionale, dire qualcosa al giocatore moderno?

Trama

Il giovane orfano Kanata, insieme ad i suoi amici Locke e Lumina, vive nel tranquillo villaggio di Elgarthe.
Quando, in seguito a misteriosi avvenimenti, però, una strana nebbia inizia ad avvolgere il suo villaggio, il giovane eroe si ritrova nel bel mezzo di una corsa contro il tempo e, in seguito alla strabiliante scoperta di insospettate capacità, è costretto ad ergersi a paladino degli uomini.

Con la conoscenza del misterioso Van, dunque, i tre ragazzi apprendono che il medesimo fenomeno che ha sconvolto la loro città natale si verifica anche in altri paesi della regione e decidono di partire all’avventura per riportare l’armonia nel loro magico mondo.

Comparto grafico

Partiamo proprio dall’aspetto che più colpisce il giocatore nell’immediato impatto con questa avventura.
La grafica, diciamocelo, non è certo un elemento che fa gridare al miracolo (soprattutto su PS4). Nonostante questo, i personaggi e gli ambienti, abbastanza stilizzati, nascondono, in realtà, una grande attenzione al dettaglio. Oltre l’ottima caratterizzazione di tutti i personaggi principali, stupisce l’impegno utilizzato nel cercare di ideare scenari particolari, diversi e mai ripetitivi.

Anche il design dei personaggi secondari o dei mostri che si affronteranno nel corso della storia risulta ispirato (sebbene si possa facilmente notare una generale ripetitività estetica) e i grandi e potenti boss risultano sempre convincenti e dettagliati.

Nota dolente risulta, invece, la poca originalità dei dungeon: spesso, infatti, ci si trova di fronte a semplici stanze in mattoni grigi collegate da lunghi corridoi sempre uguali.

Gameplay

In un titolo del genere ha ovviamente molta importanza la gestione dei combattimenti, con un bilanciamento tra velocità e profondità che risulta spesso difficile da ottenere da parte degli sviluppatori. Lost Sphear se la cava egregiamente in questo campo e, personalmente, trovo che le scelte effettuate permettano alla gestione delle lotte di divenire uno dei fiori all’occhiello del titolo.

Snello, chiaro e semplicissimo da padroneggiare, il menu con il quale è possibile selezionare le diverse azioni è in grado di rendere il giocatore immediatamente padrone della situazione. Se all’inizio risulta piuttosto semplice farsi strada tra le orde di nemici ricorrendo ai semplici attacchi di base, presto, con la comparsa di diverse tipologie di antagonisti, oltre che dei boss disseminati nelle mappe, risulta indispensabile approfondire il ventaglio di possibilità offerte al giocatore.

A questo proposito, molto interessante risulta l’inserimento di speciali armature in sitle cyber-punk che possono essere utilizzate durante le diverse situazioni di gioco. Ovviamente il loro utilizzo, in grado di semplificare di molto l’esperienza, deve essere centellinato, in quanto la loro attivazione è subordinata a particolari condizioni.

Come in ogni RPG, poi, grande importanza riveste lo studio dell’equipaggiamento dei propri personaggi. Oltre che ad aumentare le diverse statistiche, infatti, i diversi oggetti dispongono anche di proprie e peculiari prerogative, in grado di avvantaggiare o, al contrario, porre in una situazione sfavorevole il giocatore.

Non va poi trascurata l’importanza delle magie e degli oggetti che, come da tradizione del genere, divengono sempre più indispensabili con il progredire del gioco e possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Ultima, ma non per importanza, mi ha colpito la possibilità di selezionare il livello di difficoltà della sfida. Personalmente mi è capitato molto di rado di avere l’opportunità, in un gioco di stampo così classico, di tale lusso e credo che la mossa possa risultare vincente anche nell’ottica di avvicinare la fetta di pubblico che normalmente si distacca dal genere, anche a causa dell’eccessiva difficoltà e della poca immediatezza di certi passaggi.

In conclusione

Lost Sphear si dimostra un’avventura in grado di stupire. Ad un’apparente semplicità fa da contraltare una grande cura (quasi maniacale) al dettaglio. Tutto ciò che viene a trovarsi riconducibile al poco budget messo a disposizione degli sviluppatori viene poi compensato dal perfetto studio degli elementi che si uniscono nel finire per realizzare un titolo più che buono.

Personalmente lo trovo molto più convincente di altri titoli del genere apparsi recentemente su console, oltre che un ottimo modo di approcciarsi a giochi di questo stampo.

Certo, non stiamo parlando di un titolo perfetto. I difetti ci sono e, a volte, risultano anche piuttosto fastidiosi.
Uno su tutti la lentezza e, soprattutto, la lunghezza dei dialoghi. Molto frequenti all’interno dell’avventura, i momenti in cui il parlato la fa da padrone risultano spesso fastidiosi, in quanto indispensabili per capire come procedere ma anche eccessivamente prolissi nel loro svolgersi. Oltre a questo, non si può non evidenziare la ripetitività delle musiche, che, però, non risultano mai alienanti (c’è da dirlo) e l’eccessiva semplicità visiva della mappa attraverso la quale è possibile raggiungere le diverse città.

Alti e bassi, dunque. Ciò nonostante mi sento di affermare che l’ultima produzione Square Enix è riuscita, almeno in parte, a centrare l’obiettivo, regalando un gioco divertente, poco impegnativo e comunque curato.

Nerdando in breve

Lost Sphear è la classica avventura fantastica che ci si aspetta da una produzione Square Enix.
Magie, armi e mostri condiscono una storia lineare ma ben scritta e la grande immediatezza dell’esperienza contribuisce a regalare al giocatore un buon esempio di titolo ben studiato, calibrato e divertente.

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Trailer

 

 

 

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