Wolfenstein II: The New Colossus - A caccia di Nazi - Nerdando.com
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Wolfenstein II: The New Colossus – A caccia di Nazi

Wolfenstein II: The New Colossus

Sono passati ormai più di sessant’anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale, eppure ci sono poche cose che continuano ad affascinare le menti ed ammaliare la comunità quanto la perversa ideologia nazista. Ne rimase colpito anche il celebre autore Philip Dick, al punto da dare vita ad uno dei più celebri romanzi ucronici, The Man in the High Castle (La svastica sul sole), in cui ipotizzava come si sarebbe evoluta la nostra società se le cose fossero andate diversamente, con la vittoria della Svastica.

La celebre serie di videogame Wolfestein, iniziata nel lontano 1981, fa della lotta ai nazisti il proprio cuore pulsante; mentre a partire dal reboot The New Order del 2014, a farla da padrone è proprio l’ucronia: ambientato in una timeline differente in cui la Germania ha vinto la guerra, seguiamo le vicende di William “B.J.” Blazkowicz, nella propria opera di annientamento del regime nazista.

Recensione

Anno 1961. Wolfenstein II: The New Colossus parte là dove avevamo abbandonato il nostro eroe. Sfuggito miracolosamente alla morte e trasportato in un sottomarino della Resistenza chiamato Martello di Eva, ripercorreremo grazie ad un lungo filmato iniziale le vicende di The New Order, a vantaggio di quanti non lo avessero mai giocato, riproponendo oltretutto la scelta morale su chi sacrificare e salvare tra Fergus o Wyatt. La scelta non è puramente narrativa, infatti da qui si dipanerà una diramazione imponente, con impatti sui dialoghi, vicende e armamento.

Scopriremo quindi come B.J. sia sfuggito alla morte, ma costretto su una sedia a rotelle; condizione che tuttavia abbandoneremo presto, una volta acquisito un esoscheletro che ci consentirà di mietere nuove vittime in tutta libertà.

Gameplay

Iniziamo subito col dire che Wolfenstein II: The New Colossus è un’esperienza squisitamente single player, una rarità ormai per quanto riguarda gli fps. Personalmente la considero una scelta davvero coraggiosa, dato che ormai la tendenza è quella di confezionare titoli interamente improntati al multiplayer o in cui la campagna giocatore è poco più che una palestra per prepararsi al massacro online.
Data questa premessa, era facile aspettarsi un lavoro di fino eccezionale e i ragazzi di MachineGames non hanno deluso le aspettative, confezionando un titolo eccezionale.

Wolfenstein II: The New Colossus

Wolfenstein II: The New Colossus è un gioco frenetico, fatto di sangue, morte e violenza. Se la combinazione vi ricorda il celebre Bastardi senza gloria di Tarantino, la citazione non è per niente casuale. Armato di tutto punto, e con la novità di imbracciare due armi differenti, il nostro bad boy mieterà tonnellate di vittime in lungo e largo per l’America occupata.
Ma sebbene la frenesia la faccia da padrona, non aspettativi un banale corridor shooter in cui scaricare un caricatore via l’altro. La bellezza di questo titolo consiste nella libertà di approccio al gioco: se siete amanti dello stealth avrete pane per i vostri denti; alcune sezioni infatti possono essere quasi interamente superate facendo affidamento a percorsi alternativi e uccisioni furtive con la nostra fida accetta. Anzi: l’uso dell’ascia vi farà accedere a sequenze spettacolarmente brutali nello stile Glory Kill di Doom.
Insomma: amputazioni e smembramenti saranno all’ordine del giorno, per una spirale di sadismo e violenza che crescerà dentro di voi minuto dopo minuto.

In perfetto stile Bethesda avremo modo di potenziare le abilità del nostro equipaggiamento e del nostro personaggio. Grazie a kit trovati lungo la strada potremo modificare rispettivamente caricatore, precisione, potenza, ecc.
Per quanto riguarda B.J. invece, sono i Talenti a definire come il nostro eroe evolverà: tutto dipende dal tipo di approccio che vorremo dare al gioco, prediligendo tattica, furtività e caos. Per migliorare i talenti sarà sufficiente (un po’ come nella serie Elder Scroll) utilizzare quelle stesse abilità lungo l’avventura.

Completa il quadro il sistema di collezionabili: a bordo del Martello di Eva, che fungerà anche da hub di gioco, avremo modo di interagire con molti compagni della resistenza, approfondendo la loro conoscenza e soprattutto accedendo a missioni secondarie grazie alle quali rintracciare i codici Enigma e avere accesso ad ulteriori gustosissime missioni.

Una volta completato il gioco è possibile mettere alla prova le nostre abilità con il livello Mein Leben (a cui è dedicato anche un obiettivo da sbloccare): in pratica occorre riaffrontare tutto il titolo in un’unica sessione senza l’uso di salvataggi né checkpoint, con molti più nemici e il gioco settato alla difficoltà massima.

Comparto tecnico

Come accennato, un titolo prettamente improntato sull’esperienza single player, deve essere eccelso sotto molti punti di vista, soprattutto quello tecnico.
Nei miei test ho vissuto esperienze frenetiche con i celebri 60fps quasi costanti, nonostante alcuni cali di tanto in tanto. A fronte di questa pecca, tuttavia, il motore id Tech 6 (lo stesso di Doom e Dishonored 2) fa un lavoro assolutamente egregio: gli ambienti sono caratterizzati alla perfezione, uno spettacolo da vedere ed esplorare. L’ambientazione ucronica ha decisamente ispirato i game designer che hanno dato vita ad un affascinante connubio tra reminiscenze anni ’40 e “innovazioni” anni ’60.

Wolfestein 2

Il comparto audio, le cui musiche sono state composte dal celebre Mick Gordon (Doom), è di primissima qualità. Anche il doppiaggio italiano svetta per immedesimazione e accompagna le oltre 40 ore di filmati nei quali ben 100 attori si sono prestati a sessioni di motion capture per regalare una trama profonda ed emozionate, da seguire dall’inizio alla fine.

Conclusioni

Uno dei classici nei degli fps è la longevità del titolo. Una volta terminata l’avventura, difficilmente si torna a rigiocarla ancora.
Wolfenstein II: The New Colossus si completa mediamente, in base alla difficoltà scelta, in una quindicina di ore. Tuttavia, come ricorderete dall’inizio della recensione, durante il flashback viene fatta una scelta morale fondamentale: questo ci assicurata un’intera nuova run per gustarsi il diverso arco narrativo.

Ma non è tutto: la trama, che spesso viene ad essere l’anello debole, qui è curata con grandissima attenzione e l’approfondimento psicologico di B.J. è una vera perla nel mare magnum dei personaggi stereotipati a cui si ispira; ma non solo: nonostante sia un titolo votato al massacro, le sequenze narrative sono ricche di ironia e umanizzazione, non un semplice riempitivo, quasi un film da gustarsi tra un livello e quello successivo.

Wolfenstein II: The New Colossus è un titolo classico, quasi remoto rispetto a quelli a cui siamo abituati in questi ultimi anni.
Il lavoro fatto da MachineGames e Bethesda dà nuova vita a questo genere, apre le porte per un seguito che inizierete ad aspettare nel momento stesso in cui lo completerete e riesce nell’impresa di unire una trama avvincente ad un gameplay da shooter frenetico. Il tutto anche grazie ad un villain davvero ben riuscito: Frau Engel sarà capace di farvi prudere le mani ad ogni apparizione.

Nerdando in breve

Wolfenstein II: The New Colossus è il degno successore di The New Order, un fps dannatamente divertente.

Nerdandometro:
(3,8 / 5)

Trailer

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