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5 motivi per vedere Dunkirk

Dunkirk

Abbiamo già parlato di Dunkirk con il bell’articolo di Giakimo. Se però siete ancora titubanti di fronte alla possibilità di vedere l’ultima fatica di Christopher Nolan ed i trailer visti al cinema non sono riusciti ad incuriosirvi al punto da concedere una chanche al regista de “Il Cavaliere Oscuro“, ecco qui 5 motivi che potrebbero spingervi a riconsiderare le vostre posizioni.

Ricostruzione storica

Ogni occasione è buona per narrare della Seconda Guerra Mondiale: questo sembrano pensare i registi. Ebbene, Dunkirk è un film per certi versi diverso. L’ambientazione storica c’è e si fa sentire, ma essa diventa soltanto un mero scenario per indagare qualcosa di più profondo: la psicologia umana. Il modo minuzioso in cui vengono riprodotti i costumi ed i mezzi dell’epoca potrebbe inizialmente fuorviare, tanto è accurato. Gli aerei, le navi e, in generale, tutto quanto viene visto durante il film è letteralmente uscito dal 1940, ma il tutto diventa soltanto il necessario contesto per meglio identificare la narrazione.

Non il solito film di guerra

Per quello che si vede, non credo che l’ultima fatica di Nolan potrebbe essere realmente considerata come appartenente al genere dei film di guerra. Come detto sopra, la guerra non è altro che un mezzo per mostrare l’uomo durante la criticità del momento. Attraverso le tre storie che vengono a comporre i vari aspetti della trama, il regista ha voluto mostrare la reazione umana ai momenti di crisi e lo ha fatto maledettamente bene. Le scelte, le reazioni ed i comportamenti non fanno altro che evidenziare i diversi modi di affrontare l’orrore della guerra, con le debolezze, i traumi e le paure che inevitabilmente accompagnano chiunque e rischiano di far dimenticare chi si è davvero.

La suspense

Nolan si mostra maestro dell’attesa. Nella pellicola, per una precisa scelta, il nemico non viene mostrato eppure fa sentire la propria costante presenza. Allo stesso modo, lo spettatore sa e si aspetta quello che succederà, ma non riesce ad evitare di trattenere il fiato nelle scene di più alta tensione. Una regia sapiente quanto basta regala momenti di adrenalina pura, ben più di molti film horror in circolazione, con salti sulla poltrona, partecipazione emotiva e immedesimazione psicologica da parte dello spettatore che di certo non mancano. A tutto questo, poi, contribuisce la scelta di mostrare un’ambientazione spoglia di qualsiasi elemento superfluo. La messa in scena di una spiaggia così vuota non fa altro che enfatizzare l’incredibile solitudine che si potrebbe provare nello stare lì, ad attendere un destino che ancora non si conosce, in compagnia di persone che si conoscono e, allo stesso tempo, non si conoscono.

Le interpretazioni

Il cast vanta grandi nomi quali Kenneth Branagh, Cillian Murphy e Tom Hardy, che sono già una garanzia per qualsiasi esigente cinefilo. Tuttavia non sono soltanto loro a reggere sulle proprie spalle il peso di una pellicola molto incentrata sulla caratterizzazione dei personaggi. Fionn Whitehead regala al pubblico una grande interpretazione nei panni di Tommy, pur restando praticamente muto per gran parte del film, così come un insospettabile Harry Styles (membro dei One Direction, per capirci) mostra una maturità attoriale notevole in un ruolo niente affatto facile. Un cast che, quindi, la fa da padrone e costituisce senza alcun dubbio uno dei punti di forza di tutta la pellicola, che, con attori meno capaci o meno ispirati, avrebbe perso molta qualità e, in fondo, anche molto senso.

Premi Oscar

Un film che potrà piacere o non piacere ma che, per quanto riguarda la realizzazione, ha qualcosa da dire. Sono quasi certo che troveremo Dunkirk tra le diverse candidature (soprattutto nelle categorie tecniche) dei prossimi Academy Awards. Ho già detto della minuziosa ricostruzione che ha accompagnato  la realizzazione della pellicola, ma anche la fotografia e (a tratti) la regia sono in grado di regalare emozioni. Non sono un grande fan di Christopher Nolan, quindi non posso osannarne la direzione, tuttavia, il regista ha delle frecce nel proprio arco e, in questa occasione, non esita ad usarle.

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