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Observer – La mente è sotto hack

Observer

Observer, o di come ti entro nella testa

Ultimamente è tornato di moda il cyberpunk, basti pensare all’adattamento live action di Ghost in the Shell o al venturo sequel di Blade Runner e Observer non è da meno. Videogioco ad opera del Bloober Team – già autori del “folle” Layers of Fear – ed edito da Aspyr Media, da noi provato su PlayStation 4, Observer ci catapulta in un distorto futuro che entra appieno nel cyberpunk, ma con una tinta horror che vi lascerà stupefatti. Il tutto condito dalla meravigliosa prestazione vocale di Rutger Hauer, co-protagonista proprio di Blade Runner, che darà voce al protagonista di Observer. Pronti per l’hack cerebrale?

Recensione

Siamo nel 2048, e l’intro del gioco ci spiega come negli anni ci sia stata prima un’epidemia e poi una guerra civile che ha cambiato il mondo, facendo salire al potere la Quinta Repubblica Polacca. Tant’è che siamo a Cracovia, e vestiamo i digitali panni dell’Observer di nome Daniel Lazarski. Cos’è un Observer? Si tratta di un detective con biopotenziamenti che ha la capacità di entrare nelle menti – o meglio nei chip neurali – delle persone, di modo da avere accesso ad indizi altrimenti irraggiungibili per risolvere i casi più complessi. Sembra una cosa “facile”, ma man mano che andremo avanti nell’avventura scopriremo come la mente nasconde numerose insidie, e a volte anche pericolose presenze. Nelle prime battute di gioco riceveremo una chiamata da nostro figlio Adam, che non sentivamo da anni, il quale ci chiede inaspettatamente aiuto. Una volta tracciata la chiamata, entreremo in un poco raccomandabile condominio e troveremo una scia di cadaveri seguendo gli indizi, e dovremo iniziare a farci largo nelle menti di testimoni più o meno collaborativi. Il resto è tutto da scoprire!

Gameplay e atmosfera

Observer, proprio come il sopracitato Layers of Fear, è un gioco interamente in prima persona, cosa che lo rende già più inquietante di partenza. Essendo il gusto dell’avventura totalmente votato al cyberpunk, protesi robotiche ed elementi cibernetici la fanno da padrone, anche se la Cracovia che scorrerà sotto i nostri occhi è quella degli strati più bassi della società, caratterizzata da edifici fatiscenti e da un clima di terrore per i ricordi dell’epidemia o della guerra, mai completamente risolta. L’avventura di Daniel Lazarski è sostanzialmente un susseguirsi di fasi esplorative, investigative e di hack mentali.

L’investigazione mi ha ricordato molto i giochi della serie Arkham di Rocksteady, in quanto avremo due visori cibernetici ad aiutarci. Con la pressione dei tasti dorsali potremo infatti passare al visore “digitale”, che ci rivelerà tutti gli oggetti elettronici/informatici attorno a noi, che potremo scansionare per ottenere prove. Lo stesso si può fare con il visore “biologico”, che ci servirà per analizzare tutte le tracce organiche sulle scene del crimine come ad esempio ferite e sangue, e a trovare le fiale di Sincrozine. A tal proposito, il Sincrozine è un farmaco che di tanto in tanto ci dovremo iniettare per non perdere il controllo a causa dell’enorme stress che il nostro sistema neurale deve sopportare durante gli hack mentali.

Parlando proprio degli hack, queste sezioni ci catapultano nella mente dei testimoni, ed è qui che il gioco si stravolge completamente. Entriamo infatti in un mondo distorto ed onirico, dove l’ambiente attorno a noi si trasforma letteralmente ad ogni passo, e ci sentiremo spesso spaesati e completamente persi in qualcosa di folle. Durante queste sezioni – che a me hanno ricordato moltissimo quei livelli di Max Payne dove eravamo nei sogni – dovremo cercare di esplorare il percorso, risolvere alcuni enigmi e, a volte, anche evitare oscure presenze. Il tutto mentre ascoltiamo frammenti di discorsi, in cerca di indizi. Queste sezioni sono necessariamente molto confusionarie, a volte anche troppo, e potevano probabilmente essere anche un po’ più brevi perché a volte camminare e basta – mentre saltiamo di ambiente in ambiente – può stancare un po’. Però, è chiaro, è tutto molto funzionale al mantenere la tensione alta, del resto non abbiamo certo comprato il nuovo gioco dei Miei Mini Pony. Perché, esiste?

Observer

La soddisfazione del primo trofeo dopo il primo hack

Audio e Video

La parte audio di Observer, tutta in inglese, è dominata dalla profonda e roca voce di Rutger Hauer, che come vi accennavo poc’anzi ha prestato volto e voce al protagonista Daniel Lazarski. Essendo questo gioco molto votato alla trama, ci saranno molti dialoghi con testimoni ed indiziati; fa molto piacere notare quanta cura sia stata riposta nel doppiaggio e nell’interpretazione – spesso sentiremo solo voci da dietro una porta, eppure ci sembrerà ogni volta di avere davanti una persona diversa, che non faticheremo ad immaginare. Effetti sonori inquietanti quanto serve, da manuale.

Dal punto di vista video, la grafica dà il suo massimo nelle ambientazioni, molto dettagliate, e nella resa delle estensioni cibernetiche del nostro detective che useremo per scansionare le scene del crimine. Magari meno affascinanti i modelli dei personaggi, ma non è un grande difetto. Le sequenze oniriche sono spesso e volentieri avvolte da una nebbia che serve a coprire alcuni limiti grafici. Nota negativa per quanto riguarda la versione PS4 è che ogni tanto ci sono stati dei crolli nel framerate, con comparsa di movimento a scatti, teoricamente ingiustificato dal fatto che il titolo è stato giocato su PS4 Pro, quindi anche più performante.

Concludendo

Observer è un grande “film” interattivo in prima persona che alterna diverse fasi e che può divertire una vasta fetta di pubblico – specie chi ha apprezzato titoli come Amnesia o Layers of Fear. La componente action è quasi assente, ma qui si gioca con trama e atmosfera, unite alla voce di Hauer che ci accompagna lungo l’avventura, che dura all’incirca 6 ore. La parte degli hack mentali è alienante com’è giusto che sia, anche se a volte un po’ troppo lunga e fine a sé stessa, quasi fosse un esercizio di stile. In ogni caso, un titolo che diverte e che può essere un ottimo “filler” per gli amanti del genere, purché per loro non sia obbligatoria la presenza di una pistola sullo schermo!

Nerdando in breve

Observer ci proietta in un futuro cyberpunk dove dovremo farci strada nella mente delle persone per risolvere il nostro caso più difficile.

Menzione d’onore: se davvero entrando nella mente di qualcuno ci si trova tutto quel casino, beh, io mi farei decisamente i fatti miei!

Trailer

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