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Rainbow Six: Siege – La storia siamo noi

I protagonisti di Siege

I protagonisti di Siege

Disclaimer n.1: ringrazio tantissimo Davide Tosini ed Ubisoft per la copia di Siege.
Disclaimer n.2: questo articolo contiente stralci di fastidiosa nostalgia di un vecchio videogiocatore.

Ci sono dei videogiochi che fanno la Storia, quella con la S maiuscola, quella di tutti.
Ci sono altri prodotti che fanno un’altra storia, quella con la s minuscola, la nostra, ma non per questo sono meno importanti, anzi, sono proprio quelli a cui siamo più intimamente legati poiché ci hanno emozionati di più.
Uno di questi – che riguardano una storia, la mia – è SWAT 4, giocato per serate (e nottate) intere insieme a due fedelissimi amici (ah, uno di questi è Falloppa), quando i lan party si facevano nella mia cameretta, spostando fisicamente i computer; quante emozioni ho provato arrestando criminali in compagnia e quante volte mi sono arrabbiato quando una missione andava male a causa di un’ingenuità.

Perché ho preso il discorso così alla lontana? Lo scoprirete leggendo quest’articolo.

Rainbow Six: Siege non è un gioco semplice.
Dopo i primi due minuti di gioco balzano subito agli occhi due elementi: mi trovo di fronte ad uno sparatutto tattico in cui non è possibile giocare alla Rambo, sparando a caso senza subirne le conseguenze, e che è assente una modalità campagna in giocatore singolo.

Partiamo quindi dal menù: le modalità di gioco a disposizione sono Simulazioni, Caccia ai terroristi e Multigiocatore; per quanto riguarda la prima, vi consiglio di portare a termine le 10 missioni proposte per imparare a padroneggiare tutti i comandi, le armi ed i gadget di Siege e poter finalmente iniziare a giocare come si deve (partecipando anche all’ultima missione Articolo 5 per provare un primo assaggio di multiplayer cooperativo).
Caccia ai terroristi si può giocare da soli o con altri 4 compagni e vi troverete con dei particolari compiti da portare a termine contro degli avversari mossi dall’intelligenza artificiale che, è il caso di puntualizzarlo, è piuttosto scostante: certe volte sparano con la stessa – pessima – abilità di uno Stormtrooper di Star Wars, altre volte sono degli autentici cecchini.

La modalità più corposa è Multigiocatore, divisa in due: Partita Libera e Classificata ma quest’ultima è a disposizione solo dopo aver raggiunto il livello di autorizzazione 20 (ovvero dopo aver acquisito parecchia esperienza).
Prenderò in considerazione soltanto la Partita Libera in quanto, come spiegato nel podcast di qualche settimana fa, ormai non sono più un pro player e perché penso che sia la modalità più divertente e godibile di Siege.
Ci sono tre tipi di missioni a disposizione, si gioca in squadra di cinque giocatori al meglio delle 5 partite in cui – a turno – una volta si difenderà ed una volta si attaccherà:

  • Presidio in cui chi attacca dovrà assaltare un contenitore di biorischio, protetto dalla squadra che difende.
  • Artificieri che ricorda parecchio Counter-Strike: sono presenti due bombe, i difensori devono proteggerle mentre gli attaccanti devono disinnescarne almeno una.
  • Ostaggio in cui una squadra deve salvare un ostaggio mentre l’altra dovrà uccidere gli attaccanti.

Inutile specificare che è possibile vincere la partita anche semplicemente eliminando tutti gli avversari.
Un elemento interessantissimo è costituito dalla fase di setup iniziale, della durata di 45 secondi, nel corso della quale i difensori potranno barricare la zona da difendere e gli attaccanti portanno scansionarla con l’utilizzo di alcuni droni.
Sarà possibile sbloccare 20 operatori tra le 5 squadre disponibili, ognuno di questi costerà determinati punti prestigio, acquisibili alla fine di ogni match in base alla nostra prestazione: la quantità di armi e di gadget presenti in ogni team permette di preparare diversi approcci ad ogni missione; parlando di questi ultimi, posso affermare che il catalogo di accessori è piuttosto variegato: si va dal filo spinato alle granate a gas, dai martelli per distruggere le barricate ai rinforzi di metallo per rendere quasi indistruttibili le pareti.
Sì, perché tutti gli oggetti di gioco sono distruttibili e quindi sarà praticamente impossibile camperare (per i non esperti, con camperare si intende nascondersi in un angolo ed attendere l’arrivo degli avversari per ucciderli – in maniera subdola – alle spalle).

Vi ricordate l’inizio dell’articolo? Sostenevo che Rainbow Six: Siege è destinato sicuramente a riscrivere la storia (e – molto probabilmente – anche la Storia).
La base di questo assioma è molto semplice: ho giocato – senza i miei soliti compagni – per circa 20 ore in pochi giorni e mi sono SEMPRE divertito, nonostante gli sparatutto di squadra, quando giocati senza amici, siano generalmente frustranti. È ovvio che, partecipando a match con persone che si conoscono e con cui c’è affinità, il divertimento triplica, ma potete tranquillamente provarlo anche con estranei senza sentirvi addosso quella fastidiosa sensazione che vi fa essere avulsi dall’azione e dalla partita grazie alla chat vocale.
Il motore grafico è più che soddisfacente e la possibilità di rompere qualsiasi oggetto da una parte genera un piacere immenso, dall’altra tiene costantemente in ansia perché non esistono angoli sicuri in cui potersi appostare.

Ci sono però un paio di tasti dolenti: ogni volta che inserisco il disco nella console, all’apertura del gioco, ho un costante problema di connessione che svanisce tentando per la seconda volta il login e non ho trovato apprezzabile la possibilità di acquistare, con denaro vero, la valuta di gioco per comprare oggetti in-game.

Avendo amato SWAT e – per un breve periodo – Counter-Strike, non potevo non adorare Siege che va a colmare quel vuoto che, per troppi anni, era rimasto presente e che aspettava di essere riempito: non serve essere dei pro per poterlo giocare e, accompagnati dagli amici, si vivono quelle sensazioni piacevoli e goliardiche che anche un videogioco può far provare.
Ah, ovviamente, se siete dei professionisti, buttatevi nella modalità Classificata: avrete pane per i vostri denti.



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