Tutorial di Pittura - Runewars: Golem di Rune - Nerdando.com
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Tutorial di Pittura – Runewars: Golem di Rune

Tutorial pittura Runewars Golem di Rune

Tutorial

In occasione dell’uscita del nuovissimo Runewars – Il Gioco di Miniature, prodotto da Fantasy Flight Games ed edito in Italia da Asmodée Italia, ci siamo dedicati alla pittura delle miniature di questo ottimo gioco e abbiamo deciso anche di mostrarvi come abbiamo dipinto queste riproduzioni, passo per passo. Cercheremo di realizzare una guida che permetta di capire le tecniche necessarie a dipingere ogni tipo di modello, iniziando a utilizzare il Golem di Rune come “cavia”, proseguendo poi con il dipingere anche il Lanciere su Necroverme.

In questo tutorial ho voluto utilizzare tecniche e materiali accessibili a tutti, anche a chi non è avvezzo alla pittura delle miniature, cercando di spiegare nel miglior modo possibile come applicare e gestire il colore nella pratica. Andrò dal dirvi come muovere il pennello sulla superficie della scultura fino alla teoria che c’è dietro ad ogni scelta, sperando di darvi le basi per poter poi andare ad usare tutta la vostra fantasia anche con modelli o colori diversi. Niente aerografo o altre soluzioni avanzate, quello che voglio fare è rendervi in grado di dipingere senza investire troppo e senza usare tecniche particolari.

Iniziamo con le azioni preliminari: pulite la miniatura da eventuali linee residue dello stampo. Per farlo, “sbucciate” gentilmente la plastica in eccesso con un taglierino affilato. Il mio consiglio è di non impazzire troppo sulle linee poco visibili, ma di accertarsi che le parti più in risalto siano uniformi. Ad esempio braccia, mantelli, teste e così via. L’importante è che quando guardate la miniatura poggiata sul tavolo, non si vedano brutte sbavature in risalto.

Strumenti

È il momento di fare l’inventario! Oltre a pennelli e vernici, di cui vi parlerò fra poco, avrete bisogno di un piattino o un altro contenitore di plastica o di vetro. Ad esempio, l’interno delle confezioni regalo di cioccolatini è solitamente una soluzione perfetta che permette di dividere i colori in tanti piccoli “vasetti”. L’importante è che non sia in un materiale che assorbe i colori, come la carta. Una volta trovata la vostra tavolozza, vi serve un vecchio bicchiere, o un altro recipiente, pieno d’acqua per pulire i vostri pennelli. Ovviamente non utilizzate quelli che usate normalmente a tavola! Prendete poi un vecchio panno e/o un foglio o due di carta assorbente, vi serviranno per asciugare rispettivamente i pennelli dall’acqua e dalle vernici, nel caso dobbiate utilizzare la tecnica detta del “pennello asciutto”. Una vecchia maglia da buttare o una federa sono la soluzione ideale, in quanto sono riutilizzabili e non sono da buttare nel cestino dopo due asciugature, come invece succede alla carta, che però può essere comoda quando bisogna usare il pennello asciutto.

Per evitare bastonate da partner e familiari assortiti, se dovete lavorare su una scrivania o un tavolo da pranzo, assicuratevi di avere una protezione adeguata sulla superficie dove dipingerete! Cartone, cartoncino, plastica, quello che volete. Vi consiglio anche di avere una lampada da tavolo, possibilmente orientabile, in modo da vedere in modo chiaro la miniatura da ogni angolazione.

Colori e pennelli

Passiamo alla parte più importante: i pennelli. Su questo aspetto vi consiglio di fare come fa la nonna con i piatti, ovvero di tenere un servizio “buono” e un servizio da usare “tutti i giorni”. Infatti, a lungo andare i pennelli si rovinano e si “spettinano” diventando molto meno precisi. Spesso dovrete dipingere zone abbastanza grandi con una precisione minima; questo però succede ad ogni livello di grandezza, quindi potreste dover stendere un colore di fondo su una zona grande quanto un mantello, o una zona delle dimensioni di un braccio. Questo richiede pennelli di dimensioni diverse, ma quando andrete a realizzare i dettagli su quelle stesse zone, vi serviranno pennelli precisi, oltre che delle dimensioni giuste. Avere quindi pennelli in “doppia copia” è sempre utile in modo da utilizzare un set per i lavori “pesanti” e un set per i lavori di precisione.

Che dimensioni e forme utilizzare? Il minimo sindacale è una serie di 3 pennelli: piccolo, grande e piatto. I primi due, con una forma a punta e a base circolare, il piccolo con una base del diametro di 1 – 1,5 millimetri, e il grande con un diametro sui 2 – 2,5 millimetri. Ogni azienda produttrice utilizza delle denominazioni simili ma non sempre uguali. Soprattutto per quanto riguarda i pennelli più piccoli, andate ad occhio: il pennello deve essere facile da utilizzare per voi e per la vostra mano, nessuno vieta di utilizzare pennelli più grandi per lavori di precisione, se vi trovate bene. Il pennello piatto dovrebbe avere una larghezza di 3 – 4 millimetri e servirà soprattutto per eseguire il pennello asciutto.

Quale materiale? In commercio esistono pennelli in peli di animale (martora, bue, scoiattolo) e in materiale sintetico. Per un discorso economico, ma anche a livello etico e ambientale, tendo a preferire i secondi, che sono solitamente anche più resistenti e adatti ai colori acrilici che utilizzeremo.

Passando alle nostre vernici, io ho acquistato per l’occasione questo set di acrilici di Army Painter, che contiene pigmenti normali, metallici e inchiostri, oltre a un set di 3 pennelli piccolo/grande/piatto.

Fondamentale è anche la scelta del primer, ovvero il colore di fondo da applicare tramite bomboletta spray sui modelli. Solitamente si utilizzano nero o bianco, o il colore più utilizzato sulla miniatura. Quest’ultima soluzione è consigliabile solo quando le zone da dipingere con un colore diverso non sono molte, o molto estese. Quale usare quindi? Il bianco si copre meglio con le mani di vernice successive, ma il nero è un colore che “perdona” di più. Cosa significa? Che se non riuscite a coprire bene il nero in una zona poco raggiungibile (e visibile!) lasciarlo così com’è non risalterà come una macchia di bianco brillante! Stessa cosa vale per i bordi, le insenature, eccetera: il nero lascia più margine d’errore. Inoltre, il nero è la base obbligatoria per i colori metallici, o per certi dettagli, quindi dovrete comunque avere delle zone con una base nera. Un’ottima tecnica è infatti quella di dare un primer bianco e dipingere di nero successivamente le parti che lo necessitano.

Come vanno utilizzate queste preziose attrezzature? Cercate sempre di essere gentili con le punte dei vostri pennelli e non mettete troppa pressione sulla superficie che andate a dipingere. Meno ne applicherete, più preciso sarà il vostro tratto. Non inzuppate troppo le setole e togliete dalla boccetta sempre il minimo indispensabile di colore!

Per pulirli fra un colore e un altro, basta mettere i pennelli nel recipiente d’acqua e scuoterlo energicamente per pulire via il colore. Mi raccomando: mai, MAI, lasciare un pennello con le setole verso il basso, è il modo migliore per rovinarli. Se li riponete in un portapenne, assicuratevi sempre che siano rivolte verso l’alto!

Finita questa noiosa, ma necessaria parte preliminare, tuffiamoci a capofitto nella pittura del nostro Golem di Rune!

Colorazioni di base

Cominciamo dipingendo di grigio le rocce del golem. Per ogni base cerco di utilizzare una tonalità “di mezzo”, ovvero un colore a cui si possano applicare ombre e luci in modo che risaltino nel modo giusto. Questo significa non usare un colore troppo chiaro o troppo scuro. Nei set di colori più grandi è immediato identificare la vernice da utilizzare come base, ma in quelli più piccoli non avrete altri colori con cui confrontare. In questo caso, tranquilli, normalmente i colori inclusi sono sempre quelli corrispondenti ai vari primer, e quindi adatti a fare da base.

Piccola dritta: non incollate subito le parti delle miniature più grandi, dipingere i pezzi a parte è sempre una cosa molto comoda!

Successivamente, coloro anche i drappi legati alla cinura. Qui sono necessarie un paio di mani per coprire perfettamente, perché, come dicevo, dipingere sul nero può avere delle controindicazioni. Per fare questo utilizzo un pennello abbastanza grande e non sono particolarmente preciso: le correzioni possono essere fatte in qualsiasi momento, e soprattutto le zone che andranno dipinte in seguito verranno comunque coperte da una nuova mano di colore.

Il motivo per cui vedete la stessa immagine con due illuminazioni diverse è perché ho voluto fotografare i modelli con e senza luce diretta. Questo perché nelle foto a luce ambientale la resa è più fedele a quella che si ha a occhio nudo, sul campo da gioco, mentre una forte luce evidenzia meglio gli incavi e la copertura effettiva della vernice, permettendo di mostrare nel minimo dettaglio come va steso il colore.

Aggiungo la seconda mano su rocce e drappi e coloro anche gli spallacci. Come vedete, adesso la pittura è molto più uniforme.

Colori usati:

  • Uniform Grey per le pietre.
  • Crystal Blue per i tessuti e gli spallacci.

Oro e dettagli

Adesso tocca a una delle parti più delicate: l’oro. Le vernici metalliche dorate non sono facili da stendere, non coprono molto bene e quindi hanno bisogno di parecchie mani su una base nera. Se invece volete prima stendere una base bianca o marrone chiara il lavoro si fa più semplice, ma attenzione! Dovrete assicurarvi che l’interno degli anelli delle catene sia ben oscurato a fine pittura, e considerare che a seconda della base che preparate per l’oro, avrete delle rese diverse.

Ho deciso di utilizzare uno schema di colori a tema Nerdando, con gli elementi metallici tutti dorati, che danno un tocco di calore, in modo molto simile al golem che vediamo sulle scatole di Runewars. Voi potete sbizzarrirvi, e magari invertire le tonalità e quindi dipingere con colori caldi spallacci e tessuti, e con dei colori metallici grigi le altre parti dell’armatura. L’oro però, va detto, risalta molto bene sul grigio della roccia e con il metallo della lama delle spade.

Per spandere il colore metallico vado ad usare un pennello più piccolo, ma scelto sempre fra quelli destinati ai lavori di volume.

Colori usati:

  • Greedy Gold per catene, cintura spallacci ed else delle spade.
  • Matt White per i pendagli della cintura.

Inchiostratura

Una volta che abbiamo applicato tutte le basi sul modello passiamo alla fase di inchiostratura! L’inchiostro per le miniature è una vernice speciale, molto liquida, che tende a depositarsi gradualmente nelle zone meno in rilievo, facendo risaltare i bordi con quella che potremmo chiamare un’ombra “artificiale”. L’inchiostro, oltre a dare profondità, ha il vantaggio di rendere più vissute le superfici, rendendole “sporche”.

Per inchiostrare ho utilizzato il pennello più grande che avevo. L’inchiostro si dà più o meno senza ritegno, cercando solo di non lasciare zone eccessivamente bagnate. Esistono anche dei prodotti per l’inchiostratura veloce, ovvero barattoli in cui si immerge direttamente la miniatura, e che, oltre a ombreggiare, lascia una patina protettiva. Io preferisco usare il pennello per due motivi: si ha maggiore controllo sulle zone da inchiostrare, ed è più semplice aggiungere dettagli a posteriori. È innegabile però che la tecnica del tuffo nell’inchiostro sia più appetibile, soprattutto per i modelli più piccoli e numerosi.

Assicuratevi di aver dipinto bene ogni zona, altrimenti si noterà il divario fra zona “pulita” e “sporca”. Nelle foto qui sotto si vede bene nella parte con luce diretta come alcune zone non siano state inchiostrate.

Ovviamente le avevo lasciate per fare la foto, mica me le sono perse… suvvia, ma cosa andate a pensare!

Colori usati:

  • Dark Tone per l’inchiostratura.

Una volta asciugato l’inchiostro (non abbiate fretta, ed evitate di usare l’asciugacapelli, rischiate di spostare le gocce di liquido) possiamo passare ai dettagli!

Qui sotto vediamo Il risultato dell’inchiostratura e come la miniatura appaia dopo aver passato le rocce a pennello asciutto.

Rocce

Come si fa il pennello asciutto? È molto semplice: preparate un poco di colore leggermente più chiaro della base, qui ad esempio ho usato come base il Dark Stone e lumeggiato (cioè ho aggiunto delle zone di luminosità maggiore) con dell’Ash Grey. Fatto ciò, prendete un poco di vernice non diluita con il vostro pennello a punta piatta e pulite il pennello su un panno o della carta. Deve rimanere pochissimo colore sulle setole, giusto il necessario per sporcare leggermente. A questo punto passate velocemente e senza premere troppo sulla superficie del modello. Osserverete che i rilievi delle pietre raccoglieranno il colore, dando un effetto realistico alla miniatura, conservando però le ombre date dall’inchiostro. Questa tecnica vi sarà utile anche più avanti, sulle spade.

Colori usati:

  • Ash Grey per le lumeggiature sulle pietre.

Linee di energia

Una volta lumeggiate tutte le pietre andiamo a realizzare l’effetto più spettacolare di questo Golem di Rune, ovvero l’energia che pulsa al suo interno. Iniziamo identificando tutte le linee fra le rocce dalle quali vogliamo “emettere luce”. Prendiamo il nostro miglior pennello a punta fine e stendiamo una linea di bianco puro all’interno di queste linee, degli occhi e delle rune sul petto e sulla testa. Questa sarà la base per qualsiasi colore vorrete dare all’energia. Non serve che sia una linea che andrete a coprire con estrema precisione, in quanto il bianco serve per dare luminosità alla mano di colore successiva, e una copertura non uniforme rende ancora di più l’effetto di una luce viva. Attenzione solo a non dipingere le rocce intorno, nel caso succeda, pulite velocemente con il dito o inumidite un pennello e cercate di “lavar via” lo sbaglio.

Ed ecco il golem tutto illuminato! Volendo, potete fermarvi qui con il lavoro sulle rune, se volete un aspetto più nitido e definito delle zone intorno alle linee di energia, oppure potete aggiungere un tocco in più, che riproduca la diffusione della luce sulle rocce.

Per aggiungere quello che viene chiamato spesso “glow”, basta utilizzare la tecnica del pennello asciutto intorno alle rune che vogliamo rendere ancora più brillanti. Utilizziamo un colore della stessa tonalità delle linee, anche leggermente più chiaro o leggermente più scuro a seconda anche della base che avete utilizzato per le rocce. Asciughiamo il pennello dal colore e passiamo velocemente immaginando di portare verso l’esterno un po’ di colore della linea che state illuminando, senza coprire troppo la pietra e senza estendere troppo il glow.

Nel mio caso ho preferito mettere il glow solo su testa e petto e alcune delle linee più grandi, per non sfumare troppo il resto del corpo e per dare un senso di potere maggiore sulle rune scolpite nella pietra.

Colori usati:

  • Matt White per lo sfondo della luce delle rune.
  • Voidshield Blue per la luce delle rune e l’effetto “glow”.

Lumeggiature

È arrivato il momento di fare due importanti operazioni: lumeggiare i drappi e dipingere le spade. Per la prima, partite prendendo un po’ dello stesso colore che avete utilizzato per la base e schiaritelo leggermente. Dipingete le pieghe con la tonalità ottenuta, coprendo solo le parti in cui la luce arriva meglio, e quindi senza addentrarvi troppo nelle insenature più profonde. Una volta asciugata questa mano, proseguite aggiungendo un poco di bianco al colore appena usato e proseguite con la stessa logica di prima, solo coprendo ancora meno superficie. Questo è il colore che va a rappresentare una zona ancora più illuminata di prima. Andate avanti così, aggiungendo poco bianco per volta, fino ad arrivare a 3 – 4 step sopra il colore di base. Con la tonalità più chiara dovrete stendere poco più di un filo sui bordi e sui rilievi più luminosi. Fate un po’ di prove, e se sbagliate, potete sempre ripartire coprendo con il colore di base, e a voler essere precisi, con l’inchiostro, ma questo richiederebbe ridipingere tutta la parte di tessuto, o vi ritrovereste con delle brutte chiazze, quindi cercate di fare correzioni minime… o vedete di non sbagliare proprio!

Sugli spallacci sono stato meno veemente, e ho dato solo un paio di passate, la prima in modo normale, per dare luminosità e la seconda, più chiara, a pennello asciutto per far risaltare le scalfiture. Una volta fatto ciò ho strofinato velocemente il dito al centro per creare un effetto “consumato”

Per le spade la cosa è più semplice: basta correggere eventuali errori sulla lama ricoprendoli con del nero. Se non avete ancora dipinto la lama di nero, fatelo adesso! Poi prendiamo un po’ di colore metallico, quello che volete voi, e stendiamolo a pennello asciutto su tutta la spada. Questa volta possiamo passare più volte. Più passaggi rendono la spada più luccicante ma anche un poco meno realistica, a mio parere. Anche qui andate a piacere, in ogni caso basta tornare con del nero sopra e ripartire da capo.

Come diceva Giovanni Muciaccia, fffffatto??? Perché adesso dovremo ovviamente passare l’inchiostro sulle nostre spade! Come prima, andate a tutta birra, e assicuratevi di stendere l’inchiostro su tutte le superfici. Se vi sembra poco ombreggiata potete provare ad aggiungere altro inchiostro o usarne uno più scuro. Io ho usato quello “di mezzo” fra quelli disponibili, ovvero il Dark Tone. Lasciate asciugare; una volta avvenuto ciò, potete dare un effetto di usura lumeggiando con il pennello più sottile tutti gli spigoli delle spade.

Colori usati:

  • Voidshield Blue con aggiunta graduale di Matt White per le lumeggiature dei drappi.
  • Plate Mail Metal per le spade.
  • Dark Tone per le inchiostrature delle spade.

Gemme

Si passa ora a dipingere una delle parti più delicate, ovvero le gemme sull’elsa delle spade. Spiegare la teoria a parole è noioso e rischia di confondere le idee, ecco perché utilizzerò invece un meraviglioso schema! Partiamo ovviamente con una base, in questo caso un rosso scuro, che si può ottenere miscelando nero e rosso puro, o scegliendo una tonalità vicina al bordeaux.

Ed ecco come ho realizzato questo effetto sul nostro golem:

Siamo arrivati alla conclusione! Controllate di aver fatto tutto, e soprattutto assicuratevi di essere soddisfatti della resa ottenuta! Aggiungete qualche dettaglio se volete, ad esempio del sangue sulle spade, o dei simboli sugli spallacci. Io ho dipinto la N di Nerdando su uno di essi, ma non dovete essere per forza così ossessivo-compulsivi! Esistono in commercio anche piccoli trasferibili ad acqua che possono essere applicati sulle miniature con un risultato decisamente più pulito e professionale. Insomma, sbizzarritevi a personalizzare la vostra miniatura!

Colori usati:

  • Pure Red con aggiunta di Matt Black per la base scura.
  • Pure Red per la zona centrale.
  • Lava Orange per la zona più luminosa.
  • Matt White per i riflessi.

Basetta

Pensate che sia finita qui? Beh, non lo è. Dobbiamo ancora decorare basetta e piedistallo! In ogni tutorial cercherò di mostrare una tecnica diversa per realizzare il terreno. In questo caso ho voluto creare un semplice terreno erboso, con piccoli ciuffi d’erba e cespuglietti qua e là. Per realizzare la basetta esistono moltissimi prodotti appositamente creati, ma nulla vieta di ottenere un bel risultato anche con materiali trovati in natura, ad esempio con sabbia, cortecce d’albero, legnetti, muschio, licheni e sassolini! Ricordate sempre che potete usare qualsiasi cosa, a patto che non si deteriori con il tempo e che sia scalabile, ovvero che si possa utilizzare un rametto come se fosse un tronco o un sassolino come se fosse, beh… un sasso più grande!

Iniziamo preparando la superficie. Ricordate che i lati di basetta e piedistallo dovrebbero restare puliti per far sì che si incastrino correttamente.

Scegliamo un colore di fondo da dare alla base. Questo sarà il colore della terra che sta sotto all’erba che piazzeremo, e può essere utile nel caso si vada ad intravedere sotto ad essa. Poi stendiamo della colla vinilica con un vecchio pennello in modo che copra tutto e che ne resti abbastanza su tutta la superficie, senza rendere lo stato troppo sottile.

Colori usati:

  • Leather Brown per la base.

Una volta fatto ciò, ricoprite il tutto con il materiale che avete scelto. Ce ne sono tantissimi a disposizione, come sabbie colorate o meno e segatura. In questo caso, ho usato un prodotto, credo sughero tritato e colorato, che ricorda l’erba verde per far risaltare i colori delle miniatura. Purtroppo non è stata la scelta migliore perché, sebbene il risultato finale sia suggestivo, questo materiale fa a pugni con la colla vinilica e va premuto a mano su di essa.

Una volta asciutto, ho piazzato delle gocce di colla in punti strategicamente o esteticamente buoni e vi ho messo sopra dei ciuffi di erba statica già costruiti o dei ciuffi di spugna colorati. Entrambi si possono trovare in commercio, o potete crearli da voi se davvero siete pazienti e avete tanto tempo!

Dove piazzarli? Beh, se ad esempio alcuni punti non sono stati coperti correttamente dal terreno che avete preparato, quello è un buon punto dove piazzare cespugli, sassi o altri elementi. Altrimenti potete metterli qua e là, specialmente nei punti più vuoti della basetta, in modo da rendere la scena più piena. In questo caso, piazzare dei ciuffi d’erba accanto ai piedi del golem può dare l’effetto che stia davvero camminando in mezzo alla vegetazione!

Eccoci arrivati alla fine, il nostro Golem di Rune è pronto per combattere! Un ultimo consiglio: procuratevi una vernice protettiva opaca e coprite tutto il modello. Nel caso sia una vernice spray, sarebbe meglio farlo prima di realizzare la basetta, in quanto solventi e vernice potrebbero rovinare o modificare l’aspetto dei vari elementi scenici piazzati su di essa.

Per qualsiasi chiarimento, consiglio o domanda non esitate a lasciare un commento su questo articolo, sarò a vostra disposizione per ogni dubbio, insulto e condivisione!

A presto con il prossimo tutorial!


Colorando in breve

Stendete le basi: grigio per le pietre, blu per i drappi e oro per le parti metalliche. Inchiostratura e pennello asciutto sulle rocce. Azzurro su bianco per le rune e per le linee fra le pietre, pennello asciutto intorno ad esse, con lo stesso colore, per simulare la brillantezza. Lumeggiate i tessuti e dipingete le gemme con una gradazione dal rosso scuro all’arancione e fate i riflessi bianchi con un pennello sottile. Basetta erbosa per fare contrasto con il grigio e il blu.



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