Parsec - Age Of Colonies: i pareri redazionali - Nerdando.com
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Parsec – Age Of Colonies: i pareri redazionali

Le scatole di Parsec - Age of Colonies

Le scatole di Parsec – Age of Colonies

Abbiamo avuto modo, in occasione del Play e del Romics, di provare Parsec – Age of Colonies: ecco le nostre impressioni!

jedi.lord: Un’attività che mi piace moltissimo, quando giro per fiere, è quella della caccia alle anteprime. Dare uno sguardo anticipato alle novità, poterle provare e parlarne magari anche con l’autore è uno dei motivi che mi fa apprezzare molto di più questo tipo di eventi.

Come avrete certamente letto da queste parti, siamo stati al Play di Modena e pur essendo io un novellino dei giochi da tavolo, passando per i colorati stand della kermesse, un titolo mi ha attratto sin dal primo istante, col suo cartellone pieno di astronavi. Si tratta di Parsec – Age of Colonies, un gioco da tavolo strategico creato da BACK2BRAIN attualmente in fase di crowdfunding su Kickstarter e, se la campagna di finanziamento dovesse risultare in un successo, come speriamo, prossimamente edito da Cosplayou. Il designer ha tenuto a rimarcare il fatto che il gioco sia effettivamente completo al 100% e che quindi la campagna su Kickstarter sarà decisiva per la sola fase di pubblicazione.

Io e Morgana abbiamo avuto l’opportunità di giocare una partita per provarlo (con tanto di membro del team a spiegarci le regole, consigliarci nei momenti importanti e farci notare tante particolarità e meccaniche) e vogliamo raccontarvi perché secondo noi è un titolo da supportare e da tenere d’occhio.

Partiamo dalle formalità: Parsec – Age of Colonies è, come già detto, uno strategico ad ambientazione spaziale che ha la particolarità di essere modulare: ogni futura scatola permetterà di giocare da 2 a 4 giocatori, ma unendone più insieme si può arrivare a giocare fino in 8. I creatori ci hanno assicurato che l’esperienza cambierà in base al numero di giocatori fino a sembrare quasi un altro gioco. Il tabellone si presenta come composto da una serie di pannelli quadrati che riproduce un settore di spazio diviso in esagoni che contiene pianeti, asteroidi o il porto spaziale; quest’ultimo è unico in tutto il tabellone e serve per una meccanica di commercio della quale parleremo in seguito e si pone generalmente al centro del tabellone. La dotazione di gioco è formata, per ciascun giocatore, da una flotta di veicoli sia civili che militari (colonie, cargo, caccia, trasporti e incrociatori), un dado da 8 e una scheda tecnica riassuntiva con i costi e le statistiche delle navi (bonus di attacco e di difesa, velocità ed eventuali abilità speciali); alla dotazione personale si aggiungono le carte risorsa (Energia, Oro e Titanio), le carte fazione e le carte evento, tutte ben curate visivamente.

La nostra partita di prova si è svolta in cinque giocatori: gli altri tre erano parte di una associazione ludica e piuttosto esperti e veterani di giochi strategici ad ambientazione spaziale; mi hanno detto che di solito si tratta di titoli piuttosto complicati e lunghi da giocare, in virtù di una profondità strategica importante non per tutti i gusti (io non ho mai giocato ai boardgame da lui citati, quindi perdonate la mia ignoranza in materia).

Dopo aver scelto le fazioni in modo casuale pescando la relativa carta (ogni fazione garantisce bonus diversi e secondo me va a caratterizzare il tipo di strategia che andremo ad usare), il gioco comincia.

La fase di setup iniziale riguarda il piazzamento delle prime colonie e dei cargo, determinato tramite tiro di dado. Ogni pianeta ed asteroide, infatti, reca un numero da 1 a 8 che sarà importante anche in fase di raccolta risorse (esattamente come l’analoga fase de I Coloni di Catan).

La prima fase di gioco vero e proprio sarà caratterizzata dall’espansione e dalla colonizzazione verso gli asteroidi non occupati (che possono essere sfruttati piazzandovi un cargo sopra) e verso i pianeti, sui quali possono sussistere colonie di più giocatori finché vi siano esagoni disponibili liberi.

Il turno di gioco, per ciascun giocatore, si svolge così:

  • Lancio del d8: in base al numero uscito, chiunque abbia una colonia su un pianeta o un cargo su un asteroide con il numero corrispondente, prende una o più carte risorsa prodotte da quel pianeta/asteroide. Ogni asteroide produce un solo tipo di risorsa, il pianeta ne produce di due tipi. Avere due colonie su uno stesso pianeta, ad esempio, raddoppia la quantità di risorse accumulata.
  • Movimento delle navi: ciascuna nave ha una sua velocità espressa in parsec sulla scheda tecnica; banalmente, 1 esagono = 1 parsec. Particolare carino è che per passare nell’esagono compreso tra due navi di un altro giocatore, si debba chiedere il “permesso di passaggio”, altrimenti si è costretti a deviare la rotta. In questa fase si svolgono anche le eventuali battaglie.
  • Utilizzo carte evento: se si hanno carte evento che possono essere utilizzate solo nel proprio turno si giocano in questa fase; le carte evento sono di differenti categorie, contraddistinte da un simbolo in alto a sinistra. Quelle con il simbolo dell’infinito sono bonus permanenti conferiti a chi le utilizza (es. ogni volta che esce “2”, si accumula il doppio della risorsa, oppure tutti i caccia costano una risorsa in meno e così via). Altri eventi invece movimentano la partita e ce ne sono di parecchio divertenti.
  • Costruzione/Spendere le risorse: l’ultima fase riguarda la costruzione delle navi o delle colonie. Le colonie possono essere costruite quando un cargo “atterra” su un pianeta con esagoni liberi, spendendo la quantità di risorse indicata nella scheda tecnica; alternativamente un cargo può essere convertito in colonia. Il team ci ha però consigliato di costruire le colonie ex-novo mantenendo i cargo che sono navi fondamentali per l’espansione e la colonizzazione perlomeno all’inizio, quando anche le risorse scarseggiano. Inoltre, è possibile spendere 2 carte oro per pescare una carta evento.

Altra regola che ho trovato azzeccata è quella relativa alla “corsa agli armamenti”: praticamente all’inizio potremo costruire solamente navi civili ed espanderci in giro per la galassia; non appena però si avranno quattro colonie, oppure uno dei giocatori non avrà messo in gioco la sua prima nave militare (cosa che può avvenire anche grazie ad una carta evento), i giocatori saranno liberi di costruire la propria flotta militare e si darà il via alle guerre.

Purtroppo non abbiamo avuto modo di approfondire molto la parte di combattimento, ma grazie al piccolo assaggio si è potuto constatare che anche in questo ambito le meccaniche risultano semplici ma al contempo profonde. Il combattimento si svolge di base lanciando il d8 e sommando al risultato il bonus di attacco o di difesa, con la possibilità di effettuare contrattacchi e manovre evasive. È possibile però effettuare attacchi di più navi contro un singolo obiettivo (sommando i bonus), oppure, solo per quanto riguarda le colonie, sommare i propri bonus di difesa se posizionate adiacenti su di un pianeta. Interessante anche la possibilità, durante guerre insieme agli alleati, di poter attaccare obiettivi in modo coordinato. A differenza di molti altri giochi, inoltre, distruggendo navi nemiche andremo ad ottenere le risorse spese per la costruzione della stessa: perdere una battaglia quindi favorisce doppiamente il nemico!

Il porto spaziale, struttura presente in genere al centro del tabellone, consente, piazzandovi sopra un cargo, di commerciare risorse in un rapporto fisso 3:1; è inoltre possibile effettuare scambi con gli altri giocatori, secondo accordi verbali, mettendo due navicelle cargo l’una accanto all’altra.

Quasi dimenticavo: per vincere la partita esistono due condizioni, la vittoria economico/coloniale e quella militare:

  • Vittoria economica: avere per primo 10 colonie e 6 carte risorsa di ciascun tipo;
  • Vittoria militare: avere il predominio sul 50% dei settori della mappa adiacenti senza che vi siano presenti navi di altri giocatori

Quella che vi ho fornito è una prima infarinatura degli aspetti principali del regolamento; se volete approfondire, dirigetevi sul sito ufficiale del gioco, dove potrete leggere integralmente il regolamento e trovare molte informazioni e fotografie.

Come vi dicevo prima, non ci è stato possibile terminare la partita per una serie di coincidenze. Abbiamo però potuto apprezzare la snellezza del sistema di gioco nonché l’ampio spettro di strategie elaborabili per poter tentare la vittoria; il team ci ha detto che in un anno di partite di test il fattore casualità dovuto alla pesca di carte evento e al tiro di dado non è mai risultato troppo determinante per la vittoria finale; al nostro tavolo abbiamo però assistito ad un raro concatenarsi di pesca e tiri positivi per un giocatore che lo hanno messo in posizione di predominio in pochi turni; classico bersaglio, secondo me, di una coalizione di tutti gli altri giocatori per riequilibrare le sorti della partita.

In definitiva, Parsec – Age of Colonies mi ha lasciato molto soddisfatto perché secondo me centra un obiettivo non da poco: essere strategicamente non banale, ma al contempo snello nelle regole, non troppo dispersivo come tempi per affrontare una partita (ci hanno parlato di 45 minuti – 1 ora) e soprattutto divertente! Aggiungeteci un bel tabellone componibile a piacere con stelle e pianeti dai colori vivi, delle navicelle molto ben fatte così come le carte… direi che non possiamo fare altro che incrociare le dita e sperare di poter comprare Parsec quanto prima!

Morgana: Il nostro jedi.lord è stato più che esaustivo nella descrizione di Parsec – Age of Colonies, per cui mi limiterò a raccontarvi le mie impressioni. Mi ha attirato fin da subito il tabellone, con i suoi pianeti ed asteroidi colorati; poco dopo ho notato i sacchetti pieni di piccole astronavi colorate: a quel punto non potevo non provarlo, dato il mio amore per la fantascienza! Il team e l’autore del gioco sono stati molto gentili e ci hanno spiegato le regole, oltre a seguirci per tutta la durata della partita. È un gioco di strategia, ed ho apprezzato molto la sua originalità: non mi era ancora mai capitato di incontrare il tipo di meccaniche descritte sopra. La partita scorre rapidamente ed è molto divertente, e non ammette distrazioni: bisogna fare ben attenzione al risultato dei dadi degli altri giocatori altrimenti si rischia di lasciarsi scappare risorse utili. Purtroppo non abbiamo potuto esplorare completamente la fase di armamento e combattimento, che sembra proprio la più divertente, soprattutto grazie alla possibilità di creare coalizioni e alleanze. Auguro agli autori di riuscire a pubblicare presto Parsec perché ho davvero voglia di rigiocarci. Un consiglio ai futuri giocatori: cercate di accaparrarvi presto le carte evento, potrebbero cambiare le sorti della vostra flotta!

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