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Nerdando Awards 2014

Nerdando Awards 2014

Nerdando Awards 2014

Siamo sul finire dell’anno e mi sembra giusto festeggiare l’avvento del 2015 con i nuovissimi ed appena fondati “Nerdando Awards“!
Ogni membro dello staff andrà ad elencare il fumetto, la serie TV, il film, il boardgame ed il videogame ritenuti migliori, non necessariamente usciti durante il 2014, ma con i quali si è venuti a contatto durante l’anno in corso.

Rullo di tamburi, si inizia!


Clack

Fumetto: Scott Pilgrim
Negli ultimi anni, il tempo che riesco a dedicare alla lettura, non solo di fumetti ma anche di libri, è sempre meno di quello che vorrei e decisamente troppo poco. Per questa ragione, avendone purtroppo sfogliati veramente pochi, non ho avuto moltissimo materiale tra cui scegliere per individuare il miglior fumetto letto nel 2014. Tra quei pochi, il migliore dell’anno è una “riscoperta”: Scott Pilgrim. I 6 volumi che compongono la storia sono stati pubblicati in Italia (precisamente da Rizzoli Lizard) nel 2010 ma io ho avuto la possibilità di sfogliarli sono quest’anno. E le strampalate avventure inventate da Brian Lee O’Malley mi hanno letteralmente rapita. Originale, deliziosamente sopra le righe e spiccatamente pop: gli ingredienti che mi piacciono ci sono tutti. Avevo già adorato il film e questo, forse, ha in minima parte influenzato il mio giudizio, ma nel fumetto la storia, pur presentandosi più intricata, mantiene la stessa verve e freschezza che il film ha saputo così bene riprodurre. Il vincitore, per me, è lui. E, a questo punto, cercherò di completare l’opera procurandomi il videogioco e provando pure quello.

Serie TV: True Detective
Le serie TV, durante questo 2014, sono state il mio pane quotidiano: complici l’elemento della serialità e la relativa brevità di una singola puntata, mi sono ritrovata a guardarne a chili, molte delle quali, devo ammetterlo, si sono rivelate non solo all’altezza delle aspettative ma molto molto interessanti. Per questo, scegliere la migliore del 2014 non è stato un compito semplice, in quanto ci sono stati diversi prodotti in grado di contendersi il primato. Alla fine, però, non poteva che prevalere su tutte una sola: True Detective. La serie ideata e scritta da Nic Pizzolatto ha saputo conquistarmi ed avvincermi, grazie ad atmosfere noir, una storia interessanete ed una regia all’altezza, una colonna sonora particolarmente ispirata e squisitamente folk-sudista, perfetta cornice delle dinamiche della storia, e due protagonisti (un superbo Matthew McConaughey e Woody Harrelson) in stato di grazia. Ma a convincermi più di ogni altro aspetto è stata la componente metafisica dell’intera serie e le sue riflessioni ciniche e lucidamente dotte, estrinsecate nei bellissimi monologhi del detective Rust Cole (McConaughey). Unica pecca? Un finale, a mio avviso, affrettato e che non rende giustizia a quanto delineato nelle puntate precedenti. Questo, tuttavia, non intacca gli aspetti positivi del lavoro considerato nel suo insieme.

Film: Guardiani della Galassia
Nessuna incertezza in questa categoria: se si tratta di scegliere il film nerd del 2014, il vincitore indiscusso sarà sempre “Guardiani della Galassia”. Perché? Per un fantastilione di motivi. La pellicola a cui mi sono avvicinata nella maniera più scettica possibile è stata anche quella che mi ha conquistata di più quest’anno. Perché ha saputo innovare. Perché ha saputo essere un film originale e scanzonato e, allo stesso tempo, incalzante e serrato. Perché ha saputo discostarsi dall’Universo Marvel finora apparso sul grande schermo, creando qualcosa di autonomo e nuovo. Perché è stato ben realizzato, girato in maniera accurata e diretto con mano sicura da Kevin Fiege. Perché è stato in grado di ricordarmi (e non era affatto facile), come atmosfera e ritmo, il Guerre Stellari del 1977. Insomma, il miglior film nerd del 2014 è lui!

Boardgame: Ticket to Ride
Anche in questa categoria, con la mia scelta, facciamo un tuffo nel passato: precisamente, torniamo indietro di ben dieci anni, quando uscì Ticket to Ride. Io l’ho giocato per la prima volta solo quest’anno e mi è subito piaciuto. Le regole? Ogni giocatore ha degli obiettivi (assegnatigli in base alle carte che ha pescata casualmente all’inizio) che riguardano la costruzione di linee ferroviarie. Ovviamente, la tipologia di percorso che riuscirà a creare permetterà che ottenga più o meno punti. Vince il giocatore che, al termine dei turni di gioco, è riuscito a completare più obiettivi e a totalizzare più punti. Il gioco è intuitivo e le regole sono semplici, il che è un vantaggio perché si può iniziare la partita velocemente, senza soffermarsi in interminabili e macchinose spiegazione. Ma questo è solo uno dei punti che mi hanno portata a selezionarlo come mia scelta per quanto riguarda il Boardgame dell’anno. La componente strategica, la presentazione fisica della plancia e degli elementi di gioco, l’immediatezza delle partite mi hanno conquistata e, una volta iniziato a provarlo, non sono più riuscita a smettere. In più (il che non guasta mai) mi sono dimostrata anche particolarmente portata! Il mio vincitore è lui!

Videogame: Worms Reloaded
Il 2014, per me, non è stato un anno particolarmente videoludico. Per una serie di ragioni, mi sono ritrovata a giocare veramente pochissimo e, principalmente, solo su PC ed in particolare grazie a Steam. La mia scelta, quindi, non riguarda un titolo nuovo ma è, se vogliamo, una riscoperta di un grande classico che merita di non essere dimenticato: Worms. Ebbene sì, gli improbabili eserciti di vermicelli rosa non stancano mai e non passano mai di moda. Sono loro i vincitori della categoria videogioco del 2014 per me perché, avendo pochissimo tempo a disposizione per videogiocare, mi sono ritrovata spessissimo a connettermi a Steam per una partita in Worms: Reloaded.


Falconero

Serie TV: Boardwalk Empire
La conclusione della serie mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca, ma la qualità del lavoro svolto con l’ultima season è indiscutibile. Poche serie mi hanno emozionato a questi livelli, e ancor meno mi hanno tenuto incollato allo schermo con una tale regolarità. E poi con un Buscemi così…

Film: Lucy
All’apparenza può sembrare il classico film di fantascienza tutto effetti speciali e poca sostanza, ma la realtà è che Luc Besson questa volta si è davvero superato. Spunti di riflessione continui, un’introspezione psicologica insperata e un cast di attori che riescono a dare spessore a ogni secondo della pellicola, lo rendono uno dei film più intensi e stimolanti degli ultimi anni.

Videogame: Dragon Age: Inquisition
Semplicemente meraviglioso. Sono rimasto rapito dalla qualità del prodotto, non solo in termini di direzione artistica ma soprattutto per la consistenza di una progressione davvero ben strutturata e ricchissima di possibilità. Pochi titoli possono vantare una tale completezza, ma ormai BioWare non sembra sbagliare un colpo.


Falloppa

Fumetto: Saga
Nonostante la fortissima concorrenza (Orfani, Hammer e l’attesissima ristampa di Sandman), il titolo della Bao si aggiudica il premio. Merito di una storia davvero avvincente resa ancora più magica dalle illustrazioni di una Fiona Staples strepitosa.

Serie TV: True Detective
Banale ma dovuta. Nonostante l’altissimo livello qualitativo delle serie TV sfornate nell’ultimo anno, True Detective riesce ad avere quel qualcosa in più che lo fa brillare. Il personaggio di Rust è uno dei più belli e interessanti mai visti in una serie televisiva.

Film: Sound City
Uscito nel 2013 ma arrivato ai miei occhi solo quest’anno, il documentario di Dave Grohl si aggiudica il titolo a mani basse. È la storia dello storico studio di registrazione e della sua strumentazione che ha fatto parte della storia della musica americana e mondiale; una dichiarazione d’amore sconfinata verso la musica.

Boardgame: Zombicide
Nonostante non sia il mio genere di gioco da tavola preferito, Zombicide merita il titolo di miglior gioco di quest’anno. È molto immediato, intuitivo e semplice da giocare con un ritmo frenetico adatto a dipingere ottimamente una apocalisse zombie. Merita una menzione d’onore anche come esempio perfettamente riuscito di un ottimo progetto premiato da una campagna di crowdfunding.

Videogame: Dragon Age: Inquisition
L’unica categoria su cui non ho nessun dubbio. Questo titolo mi ha fatto tornare l’amore verso il genere GdR; è un’esperienza di gioco rilassata atta a far godere di una storia avvincente e un’ambientazione realizzata davvero alla grande. Un titolo che riscrive gli standard per futuri GdR di stampo occidentale.


Jack

Serie TV: Person of Interest
Essendo un malato di fantascienza, la decisione della migliore Serie Tv di questo 2014 è stata ardua, mi è stato non poco facile scegliere tra “Game of Thrones” e “Person of Interest”.
La mia scelta alla fine è andata a ricadere sul gioiello di Jonathan Nolan.
Person of Interest è una serie che, credo, sia passata troppo in sordina rispetto ai suoi standard qualitativi, nonostante qualcuno possa pensare che l’essere spalmata sulle canoniche 23 puntate stagionali ne diminuisca la sua qualità, sbagliando di grosso. Un drama poliziesco fantascientifico che mi ha attirato sin da quando mi venne consigliata da un caro amico e che mi ha tenuto incollato allo schermo fino ad oggi.
La scelta deriva da diversi fattori, dalla trama orizzontale innanzitutto, affatto banale e scontata, dalle varie sottotrame verticali, che spesso si sono susseguite nelle varie puntate, le quali lasciavano sempre un segno sui protagonisti e che quindi non sono risultate mai fini a sé stesse e, per finire, una scelta degli attori molto azzeccata: da Jim Caviziel a Michael Emerson, tutto il cast incarna perfettamente lo spirito e lo stile della serie. Magnifica!

Film: Interstellar
Risulterò scontato per alcuni e banale per altri ma sinceramente poco importa, il film che merita il premio è sicuramente uno ed uno solo: Interstellar.
Potremmo rimanere qui a discutere per ore sul fatto che Interstellar possa essere un bel film o meno, sta di fatto che l’ultima fatica di Christopher Nolan merita non solo il mio premio, ma si prende un posto nella mia personale Top 5 dei film di fantascienza, già, perchè molti si sono dimenticati che questo è un film di fantascienza.
Mi mancava vedere un film del genere: profondo, maestoso dal punto di vista tecnico (visivo ed uditivo), ho apprezzato tantissimo la consulenza di Kip Thorne che ha pesato moltissimo sulla credibilità della pellicola, finalmente un film discretamente lungo (perchè 90 minuti, per questo genere di film, non sono nulla). La cosa che ho apprezzato di più è stata l’idea di trasformare quel “Deus Ex Machina”, che troppo sta dilagando nei vari film di fantascienza moderni, in un “Deus Ex Hŏmo”: siamo noi i fautori del nostro destino e del nostro futuro.

Videogame: League of Legends
In questo 2014, il titolo che sicuramente di più mi ha portato via tanto amore quante ore di tempo, è League of Legends. Sono conscio di come il gioco non sia affatto uscito quest’anno, anzi siamo ben lontani dalla sua uscita datata 27 Ottobre 2009. Il mio voto è un simbolo di riconoscimento ad un titolo che ha fatto tanto per la storia videoludica e non per la sua grafica, per il suo gameplay o per il suo contesto narrativo, ma per ciò che ha portato al panorama dell’e-sports, sdoganandolo dai limiti e dai pregiudizi che limitavano questo mondo, portandolo finalmente al grande pubblico.
Un plauso alla Riot Games, che in questi 5 anni non si è minimamente adagiata sugli allori ma che, anzi, ha continuato a perfezionare e migliorare sempre di più il suo prodotto, tanto da divenire un fenomeno di massa, producendo numeri da capogiro! Parlo di quasi 1 milione di dollari di entrate da gennaio ad Oottobre 2014, più di 30 milioni di giocatori attivi al mese, dai 7 ai 12 milioni online contemporaneamente, il tutto contorniato da un circuito professionistico che produce milioni di visualizzazioni in un mercato digitale sempre crescente!


JayJay

Fumetto: PK
Quest’anno ci son state molte novità degne di nota, ma essendo io poco più di un seienne, non potevo non mettere il ritorno del superpapero dark. È stata quasi una sorpresa per me vederlo in fumetteria e ammetto di essermi sinceramente commosso. Intramontabile.

Serie TV: Fargo
Davvero non sapevo cosa scegliere: True Detective? Dai l’avranno scelta tutti… House of Cards? Se ne è già parlato troppo… Gotham? Sì, interessante il piccolo Batman, ma del commissario Gordon/Ryan-di-OC mi interessa relativamente… E invece scelgo Fargo. Finalmente questo capolavoro è arrivato anche in Italia! Un trionfo di neve, freddo, vita noiosa di provincia, sangue e soprattutto Billy Bob Thornton.
(Piccola menzione a Utopia: la serie inglese, manifesto del cospirazionismo, nella seconda stagione ha guadagnato moltissimo a livello visivo con una fotografia ai limiti del lisergico. Davvero ansiogena).

Film: Interstellar
Film normale, ma ho sentito la necessità di inserirlo per la sua morale. Io penso che Nolan abbia avuto il merito di sottolineare l’importanza della scienza e della ricerca, a scapito della pura sussistenza. Insomma è doveroso alimentare le discussioni.

Boardgame: Puerto Rico
Non una novità ma una ristampa. Uno dei migliori giochi da tavolo di sempre, ora ritorna a un prezzo umano (hanno tentato in passato di propinarlo in un’edizione speciale a più di 80 euro: b.b.t.t.) dopo mesi e mesi di attesa e di rinvii. Finalmente.

Videogame: Madden NFL 15
Semplicemente il miglior Madden di sempre, è uno dei pochissimi titoli dell’ultima generazione di console che ha stupito in positivo. Fifa culo!


jedi.lord

Fumetto: Tre ombre
Il contatore del mio profilo aNobii mi dice che nel 2014 ho letto, freddi numeri alla mano, il doppio rispetto all’anno scorso contando libri, graphic novels e fumetti. Ho conosciuto parecchi autori interessanti e affinato tanto i miei gusti e questo non aiuta certo la cernita, ma dovendo scegliere penso che “Tre ombre” di Cyril Pedrosa (opera del 2008 vincitrice ad Angoulême) possa essere annoverato tra le migliori graphic novel degli ultimi anni: un racconto intimo, emozionante ed avventuroso che ha come vero protagonista l’amore paterno, fiamma che guiderà un uomo lungo un viaggio pericolosissimo e disperato, all’inseguimento della speranza di salvezza per il beneamato figlioletto. Il lato grafico, un bianco e nero da antologia, esalta ancor di più le emozioni scaturite dalle vicende dei protagonisti. Se volete convincere un vostro amico ancor scettico della potenza espressiva delle graphic novel, questo è un ottimo regalo di Natale. Così come lo sono i diari reportage di Guy Delisle, fumettista/cartoonist canadese che ci racconta le sue esperienze di vita in luoghi difficili e controversi come la Corea del Nord (“Pyongyang”) e il Medio Oriente (“Cronache di Gerusalemme”) con uno stile semplice ma molto d’impatto, in grado di raccontare quei posti meglio di un qualsiasi articolo di giornale proprio grazie alla semplicità con la quale ci si riesce ad immedesimare nei suoi panni e a guardare quei posti dalla cultura così diversa con gli stessi occhi da occidentale.

Serie TV: Breaking Bad
Di serie TV non sono un gran consumatore, e quando ne scelgo una lo faccio con cura certosina. Ma anche se ne vedessi mille, sono certo che sceglierei ancora “Breaking Bad” come mia serie preferita del 2014 (e non solo). Che dire, l’opera di Vince Gillighan è un dannato capolavoro che parte lento, lentissimo e poi deflagra in un affresco violento, terribile e meraviglioso. Attori clamorosi, cura certosina della regia e della sceneggiatura, sino ad arrivare alla colonna sonora pazzesca. Chiunque non l’abbia visto leggendo la trama non ne è attratto; chiunque finisca la prima stagione non se ne stacca più né lo dimentica.

Film: Si alza il vento
Il mio 2014 cinematografico è stato molto più modesto rispetto a quello degli anni passati, avendo drasticamente ridotto la mia presenza nei cinema purtroppo. Questo non mi ha impedito però di riuscire a vedere quasi tutti i film che mi ero prefissato, tra grandi attese e piccole scoperte inaspettate. Il mio primo gradino del podio va ad un’opera che mi ha commosso ed emozionato, in misura ancor maggiore se penso che si tratta dell’opera conclusiva del maestro Hayao Miyazaki: “Si alza il vento” è un vero gioiello, culmine e summa di un’intera carriera strepitosa. Delicato, potente, struggente e poetico, un manifesto della visione di un mito della nostra epoca che saluta il suo pubblico nel modo più adeguato. Grazie maestro.

Videogame: Dark Souls
Il mio 2014 videoludico è stato dominato da due titoli del recente passato. Non che non abbia anche giocato ad altro ma “Dark Souls” (2011) e “Sid Meier’s Civilization V” (2010-2013) sono stati quelli sui quali ho speso più ore ed impegno.
Il capolavoro di From Software mi ha regalato un’esperienza unica, fatta di sudore, imprecazioni, scoperte e una delle sensazioni di appagamento migliori che abbia mai provato in un videogioco. Se poi ci si unisce una particolarissima lore che va ricercata come fossimo dei veri e propri archeologi gettati in un mondo che sta marcendo, si ottiene un monumento al game design.
Inoltre ho ripreso Civ V in mano che grazie all’ultima espansione Brave New World è finalmente diventato “grande” e degno del nome che porta. Ho diffuso il virus, e scoperto che anche in multi può essere spassoso: il dado è tratto, centinaia di ore sul counter di Steam.
Menzione d’onore a “The Walking Dead Season 2” e “The Wolf Among Us”, gran bei pezzi di interactive graphic novels, e al piccolo gioiellino “Endless Legend”, che fa tremare i giganti della strategia (ma ne parleremo presto).


Ogariad

Serie TV: True Detective
Travolto dall’atmosfera e dalla magistrale interpretazione della coppia McConaughey-Harrelson.
Non un semplice poliziesco ma qualcosa in cui le vite di due detective si intrecciano profondamente nella lunga caccia ad un serial killer.

Film: Interstellar
Aspettavo Nolan al varco. Non ha deluso.
Interstellar è un masterpiece come pochi.
Non date retta ai coglioni che lo hanno definito noioso o scientificamente non accurato. Bullshit.
Accantonate le teorie scientifiche e lasciatevi trasportare dalla musica di Hans Zimmer, scoprendo come i sentimenti umani possano andare oltre ogni dimensione.

Boardgame: Smash up
Facile da capire. Caciarone. Ironico. SUPER DIVERTENTE!
Feedback positivi da tutti. Anche da quelli che al massimo si dilettavano a giocare a briscola.

Videogame: GTA V
Perché se lo merita. Perché è un capolavoro.
Perché nonostante fossi prevenuto (colpa di GTA IV), svogliato e avessi perso ogni genere di attrazione verso quel tipo di gioco, questo titolo mi ha lasciato a bocca aperta! MUST HAVE!


Tencar

Fumetto: Hammer
La mia adolescenza è stata segnata da questo fumetto che, negli ultimi mesi, è stato ristampato, riportando alla mia mente tanti bei ricordi.
È, secondo il mio modestissimo parere, un must have imperdibile per tutti gli amanti della fantascienza. I tre protagonisti sono degli antieroi, per nulla simili ai soliti eroi a cui siamo abituati e, tralasciando alcuni numeri scritti a forza per concludere una serie che stava per chiudere, la storia è avvolgente e coinvolgente.
Menzione d’onore per Orfani e la nuova stagione di Dylan Dog.

Serie TV: Game of Thrones
Ma come ho fatto ad aspettare così tanto per vedermi tutte le stagioni di GoT?
George R. R. Martin è un genio e la serie mi ha fatto godere da pazzi, facendomi salire tantissimo la voglia di leggere i libri, nella speranza di trovare, prima o poi, del tempo.
I continui colpi di scena, la mancanza di un protagonista e la certezza che ogni personaggio possa morire da un momento all’altro, anche per un futile motivo, mi hanno tenuto attaccato alla TV, durante le lunghe notti della scorsa estate.
Menzione d’onore per True Detective, The League e House of Cards.

Film: Guardiani della Galassia
La Marvel, finora, ha proposto solo film seriosi: qui si salva il mondo, ma in maniera simpatica, facendo divertire lo spettatore.
Guardiani della Galassia è anticonvenzionale e rompe i soliti schemi: pur non prendendosi troppo sul serio, è riuscito a catturare la mia attenzione per tutti i 121 minuti, con i suoi protagonisti e, soprattutto, grazie ad una colonna sonora di tutto rispetto.
Menzione d’onore per Ghostbusters, visto al cinema per festeggiare il trentesimo compleanno.

Boardgame: Twilight Struggle
Ok, è un gioco per due, ma è un’esperienza di cui ho potuto godere con la giusta tensione, dall’inizio alla fine: una partita a scacchi con il mio avversario, giocata sul filo di lana.
Ho sempre amato i boardgames tattici e Twilight Struggle riesce ad essere complesso, nonostante un regolamento snello e relativamente semplice.

Videogame: Dragon Age: Inquisition
È uscito da poco più di un mese, ma mi ha assorbito completamente, scalzando NBA 2K15 e FIFA 15 dalla lista delle preferenze, grazie ad un multiplayer simpatico e ad una campagna praticamente infinita: vincitore per distacco.
Se il singleplayer è riuscito a conquistarmi solamente negli ultimi giorni, la modalità cooperativa riempie quel buco enorme che era dentro di me, da quando ho smesso di giocare a Guild Wars: arruolare tre amici, buttarmi con loro dentro ad un dungeon e picchiare selvaggiamente tutto ciò che si muove è ciò che mi serve per sfogarmi, durante le fredde notti invernali.
Menzione d’onore per Hearthstone e The Last of Us.




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