Il fenomeno dilagante dell'E-Sports - Nerdando.com
Videogames

Il fenomeno dilagante dell’E-Sports

Una marea di gente riunita per vedere gente che giuoca ai videogiochi

È incredibile pensare come, fino a qualche anno fa, quando pronunciavamo la parola “Sport”, essa indirizzasse la nostra mente ad attività sportive come il calcio, il tennis ed il basket e mai e poi mai avremmo collegato tale parola a qualcosa di “fisicamente statico”, per meglio dire ad un videogioco.

Quale pazzo scriteriato userebbe mai la parola “Atleta” per definire un ragazzo, che gioca per 10 ore al giorno seduto al computer su una sedia? Sei forse tu lettore che, incuriosito del titolo, ti sei ritrovato ingabbiato in questa domanda trabocchetto? Se la tua risposta è “Io no”, ti consiglio di non strizzare il naso davanti a questo apparente ossimoro, bensì di proseguire oltre e di leggere l’articolo per intero. Se la tua risposta è “Io sì”, allora questa è la tua occasione per venire a sapere degli avvenimenti che hanno fatto la storia dell’e-sports, facendolo passare da genere di nicchia a vero e proprio fenomeno globale.

In the 70/80’s – Vi siete mai chiesti quale fosse il primo torneo di videogiochi mai fatto nella storia? Volendo tralasciare le serate a casa tra amici, dobbiamo spostarci all’Università di Stanford dove, il 19 Ottobre del 1972, vennero invitati gli studenti ad una battaglia di “Spacewar”, gioco dove i due sfidanti controllano un’astronave ciascuno e devono cercare di colpirsi a vicenda ed il primo che viene colpito perde. Il montepremi allora in palio era un preziosissimo abbonamento per un anno alla rivista “Rolling Stones”.
Cavalcando l’onda di un movimento, quello dei videogiocatori, che proprio in quegli anni stava ponendo le basi per quella capillare diffusione che abbiamo oggi, la Atari, 9 anni dopo quel torneo, nel 1981, istituisce il primo torneo in larga scala di videogiochi facendo scontrare più di 10000 persone provenienti da tutti gli Stati Uniti d’America al famosissimo Space Invaders.

In the 90/00’s –  Per avere l’e-sports come noi lo conosciamo, dobbiamo aspettare quell’internet alla portata di tutti che permise non più esclusivamente ai giocatori di una sola nazione di partecipare ai numerosissimi tornei che negli anni ’90 e nei primi anni del 2000 stavano spuntando come funghi, bensì di allargare il bacino d’utenza ai giocatori di tutto il globo. Internet era ciò che mancava ai videogiochi per istituirsi come sport elettronico perchè, fino a prima del suo avvento, tutti i tornei creati in quegli anni si giocavano in LAN (Local Area Network) ovvero una rete locale tra giocatori che fisicamente erano arrivati fino a lì per partecipare, con l’avvento di Internet tutto il globo era divenuto una gigantesca LAN.

La maturazione dello sport elettronico è dovuta però passare attraverso una fase di stasi durante la quale l’avvento di Internet portò sì milioni di partecipanti che si contendevano le prime coppe ed i primi montepremi in denaro ad essere messi in palio, ma dall’altro lato non vi era “pubblico”, non vi erano spettatori paganti che riempissero stadi e facessero sembrare il confronto una vera e propria sfida ma che soprattutto attirasse sponsor importanti.

Quindi quale sarebbe stata la soluzione? LAN o Online?

La soluzione sta nel mezzo – Dapprima in Korea con i World Cyber Games (WCG), poi in America con la Major League Gaming (MLG) ed in Europa con il Dreamhack prima e l’Intel Extreme Masters (l’IEM) poi si era arrivati alla soluzione, al modo per far decollare definitivamente l’e-sports e far vedere quanti soldi e quanta audience potessero far girare usando Internet per la capillare diffusione del matchmaking online e delle sfide tra ragazzi in tutto il mondo che, una volta qualificati, si sarebbero scontrati in delle LAN create appositamente per quell’evento, tenute in stadi ed arene colme di pubblico ansioso di vedere i primi videogiocatori professionisti scontrarsi.

Quake, Warcraft & Spectator Mode – Potrebbe però risultare strano, ai più giovani ed ai meno avvezzi al genere, non sentir parlare di MOBA quando cerchiamo il genere di titoli che venivano giocati durante questi primi grandi tornei; trovarsi davanti a FPS (First-Person Shooter) come Quake ed Unreal Tournament o RTS (Real-Time Strategy) come Warcraft ed il primo Starcraft non deve affatto sorprendere visto che, sostanzialmente, il Massive Online Battle Arena (appunto MOBA) sia una parziale “evoluzione” di entrambi i generi sopra elencati.
Inoltre, con il passare degli anni, si è andati sempre più alla ricerca della spettacolarità delle azioni e, complice il crescente genere dei MOBA, si è iniziato ad andare alla ricerca, al sentir bisogno di quella “Spectator Mode”, feature fino a qualche anno prima ignorata ed ora quasi essenziale per ogni produzione degna di questo nome, feature che permette a queste arene colme di pubblico di avere ogni singolo dato e/o statistica sul match in corso.

Twich.tv & 2014 – Ed infine arriviamo al giorno d’oggi. I dati sotto gli occhi di tutti sono impressionanti: Twich.tv (il maggiore e più grande sito di trasmissione di eventi legati all’e-sports e non solo) genera più traffico dati rispetto a colossi come MTV e CNN, recentissima è stata la loro acquisizione da parte di Amazon per poco meno di 1 miliardo, si avete letto bene, di dollari. I giochi che ora dominano il palcoscenico dell’e-sports , sono DOTA2 che smuove circa 11 milioni di dollari come prize pool dei World Championship e League of Legends che è il gioco più giocato al mondo con circa 100 milioni di giocatori diversi collegati all’anno, 32 milioni circa al mese, numeri che hanno attirato major sponsor del calibro di Coca-Cola, American Express ed HBO.

In conclusione che dire, questo excursus sulla storia passata e recente dell’e-sports è un mero sunto, le cose da scrivere sarebbero tante, tantissime: gli avvenimenti importanti, le figure autorevoli, le location incredibili e tanto altro ancora, chissà probabilmente ci ritroveremo tutti per un altro articolo; spero solo di avervi fatto spendere questi minuti preziosi con qualche nozione in più sulla storia dello sport elettronico e magari insinuare in voi la voglia di entrare a far parte di questa famiglia allargata che è il gaming competitivo e provare a cimentarvi per sfidare i più grandi giocatori del mondo e vincere migliaia di dollari: il gioco da scegliere? Questa ardua scelta la lasciamo a voi.



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