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	<title>Cyanide Studio - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Cyanide Studio - Nerdando</title>
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		<title>Blood Bowl: Death Zone &#8211; Il light non è mai stato così corposo</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/07/blood-bowl-death-zone-il-light-non-e-mai-stato-cosi-corposo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blood Bowl]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per scoprire il mio (mai nascosto) amore per Blood Bowl basta dare un&#8217;occhiata, anche distratta, alla libreria che ospita i giochi da tavolo che possiedo: ci sono varie edizioni del Football Fantasy che ha riempito tante ore della mia adolescenza e dell&#8217;età adulta. Ovviamente, ho giocato anche ai due capitoli della controparte videoludica ma, ahimè, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31686" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone.jpg" alt="Death Zone" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Per scoprire il mio (mai nascosto) amore per <strong>Blood Bowl</strong> basta dare un&#8217;occhiata, anche distratta, alla libreria che ospita i giochi da tavolo che possiedo: ci sono varie edizioni del <strong>Football Fantasy</strong> che ha riempito tante ore della mia adolescenza e dell&#8217;età adulta.</p>
<p>Ovviamente, ho giocato anche ai due capitoli della controparte videoludica ma, ahimè, mancava <strong>Blood Bowl: Death Zone</strong>. Nel corso di questi caldi giorni ho colmato questa lacuna ed eccomi qui a farvi leggere i miei pensieri.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Cos&#8217;è <strong>Blood Bowl</strong>? È semplicemente uno dei board game più belli del mondo che porta il football americano in un mondo fantasy estremamente violento e spietato.<br />
<strong>Blood Bowl: Death Zone</strong> arriva sui nostri <strong>PC</strong> tramite <strong>Steam</strong>, sviluppato da <strong>Cyanide Studio</strong> ed edito da <strong>Bigben Interactive</strong>.</p>
<p>Le parecchie differenze rispetto a Blood Bowl, rendono Death Zone un titolo <strong>più leggero e compatto</strong> ma non per questo meno divertente. La squadra a nostra disposizione è composta da <strong>quattro giocatori</strong> che si affronteranno in un campo da football ridotto per <strong>cinque minuti effettivi</strong>: non ci sono dadi da tirare o pause da chiamare, l&#8217;intera partita è in <strong>tempo reale</strong> e gli scontri sono più frenetici che mai.</p>
<p>Come Cyanide Studio ci ha abituati, il campo è disposto in <strong>verticale</strong> rispetto alla telecamera che, posta in alto, fornisce, con un veloce colpo d&#8217;occhio, una visuale completa dell&#8217;area di gioco. Su ogni giocatore è presente una barra dell&#8217;energia e un simbolo che ne identifica il ruolo, mentre cliccando sugli atleti sarà visibile l&#8217;intera scheda. Ovviamente sono sempre presenti a schermo sia il punteggio, che il tempo residuo del match e, infine, in basso, gli incantesimi e le skill da utilizzare.</p>
<p>Con un rapido click del tasto sinistro del mouse si <strong>seleziona un giocatore</strong> per fargli effettuare un&#8217;azione ed è anche possibile concatenarne più di una, per programmare, ad esempio, un attacco contro un avversario e un successivo scatto verso la zona di meta per proteggere un compagno con la palla.</p>
<p>Ognuno dei quattordici team selezionabili ha una <strong>star diversa</strong> che presenta punti di forza e debolezze che si integrano nell&#8217;interessantissimo sistema di skill e incantesimi che possono ribaltare un&#8217;azione in nostro favore ma che non sono <em>spammabili</em> all&#8217;infinito, poiché possiedono un tempo di cooldown durante il quale non saranno disponibile.</p>
<p>La modalità <strong>single player</strong> presenta sei campionati differenti, mentre con il <strong>multiplayer</strong> &#8211; che da sempre ritengo più interessante e stimolante &#8211; si possono organizzare match singoli o intere leghe. Devo ammettere che, in fase di test, è stato complicato trovare qualcuno per giocare una semplice partita amichevole.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31687" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone1.jpg" alt="Death Zone" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/death-zone1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Comparto Tecnico</h2>
<p>Il <strong>motore grafico</strong> di <strong>Blood Bowl: Death Zone</strong> si attesta sui livelli degli altri titoli Cyanide, con una buona realizzazione degli atleti, degli stadi e di tutti gli elementi di contorno a cui i giocatori di BB sono abituati.</p>
<p>Ho testato il gioco su una macchina performante e su una più datata senza riscontrare problematiche in nessuno dei casi, e con un<strong> frame rate solido</strong> e soddisfacente.</p>
<p>Il <strong>comparto sonoro</strong> è <strong>buono</strong>: una nota positiva è data dai rumori dello stadio e del campo che sono stati creati in maniera coerente con ciò che vediamo nel corso della partita.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Dopo la fase di test, ho trovato Blood Bowl: Death Zone <strong>divertente, frenetico e fresco</strong>: sta a Blood Bowl come il futsal sta al calcio.</p>
<p>Chi, come me, è abituato al fratello maggiore Blood Bowl penserà che questo titolo sia <strong>molto veloce</strong> ma, ve lo garantisco, è solo questione di abitudine: prendetevi il vostro tempo e lo apprezzerete; chi non conosce proprio codesto genere di giochi, d&#8217;altro canto, non incontrerà fortunatamente questa problematica.</p>
<p>Per gli amanti del single player ci sono <strong>parecchie ore di gioco</strong> grazie alle sei leghe presenti, mentre gli appassionati del lato competitivo multiplayer avranno a disposizione sia i match singoli che le leghe online private o pubbliche.</p>
<p>Le squadre sono<strong> 14</strong>, ben equilibrate e forniscono una <strong>discreta varietà</strong> ai vari match: forse avrei preferito costruirla manualmente, al posto di avere i giocatori già in rosa, ma è una questione sulla quale posso chiudere un occhio.</p>
<p>Grazie all&#8217;early access durato quasi un anno, Cyanide Studio è riuscito a confezionare un buon prodotto, ascoltando con attenzione i vari <strong>feedback della community</strong>.</p>
<p>Che siate esperti di <strong>Blood Bowl</strong> o no, se vi sentite attratti dall&#8217;ambientazione del gioco, date una possibilità a questa versione più light ma assolutamente soddisfacente del popolare board game di Games Workshop, d&#8217;altronde il prezzo di <strong>9,99 €</strong> è più che onesto.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Blood Bowl: Death Zone</strong> è una versione più compatta del famoso board game edito da Games Workshop ma non per questo meno divertente.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,5/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/CsjbkcucHMo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Call of Cthulhu &#8211; Un orrore a metà</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/11/03/call-of-cthulhu-un-orrore-a-meta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 14:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Cyanide Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Home Interactive]]></category>
		<category><![CDATA[Howard Phillips Lovecraft]]></category>
		<category><![CDATA[Il Richiamo di Cthulhu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete visto l&#8217;inquietante trailer e volete sapere tutto quanto si nasconde sotto l&#8217;orrore di Call of Cthulhu? Tenete salda la sanità mentale, iniziamo una lunga discesa verso l&#8217;abisso senza nome. Recensione Per chi, come me, ha passato la propria adolescenza tra gli orrori indicibili del maestro Lovecraft, e quelli psicologici di Poe, il solo sentir [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27485" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_cover.jpg" alt="Call of Cthulhu" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_cover.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_cover-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_cover-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_cover-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Avete visto l&#8217;inquietante <a href="https://nerdando.com/2018/10/26/call-of-cthulhu-tutto-pronto-per-il-30-ottobre/">trailer</a> e volete sapere tutto quanto si nasconde sotto l&#8217;orrore di <strong>Call of Cthulhu</strong>? Tenete salda la sanità mentale, iniziamo una lunga discesa verso l&#8217;abisso senza nome.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Per chi, come me, ha passato la propria adolescenza tra gli orrori indicibili del maestro Lovecraft, e quelli psicologici di Poe, il solo sentir nominare Cthulhu genera lunghi brividi di emozione lungo la schiena.<br />
Il fascino dei Grandi Antichi, del pseudobiblion <strong>Necronomicon</strong>, ma soprattutto dei riti pagani e blasfemi che permeano le pagine del grande autore, è qualcosa di atavico che avvince e lega a sé chiunque abbia avuto la fortuna di innamorarsi dell&#8217;opera dello scrittore di Providence.</p>
<p>Ma, soprattutto, è l&#8217;impulso tutto umano alla scoperta, allo svelare l&#8217;ignoto e a sviscerarne i segreti, che cela la magia di tutta l&#8217;opera di <strong>Lovecraft</strong>. Un videogame ispirato tanto alla letteratura quando al celebre GdR degli anni &#8217;80 <strong>Il richiamo di Cthulhu</strong>, non poteva che scatenare tutta la mia curiosità: l&#8217;idea di poter vedere finalmente con gli occhi quegli orrori solo immaginati per tanti anni, aveva un fascino irresistibile; così come mi affascinava l&#8217;idea che qualcuno avesse avuto il coraggio di dare vita a quegli incubi, mettendosi alla prova e correndo un rischio considerevole.</p>
<p>Il risultato? Riuscito a metà.<br />
Scopriamo insieme il perché.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27482" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_1.jpg" alt="Call of Cthulhu" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Trama</h2>
<p>Per chi non lo sapesse i protagonisti delle ambientazioni <em>lovecraftiane</em>, in genere, se non sono detective sono giornalisti o ricconi ficcanaso: in ogni caso, tutte persone con molta più curiosità che prudenza.<br />
Come da buona tradizione quindi, ci troviamo nei panni di un detective privato: <strong>Edward Pierce</strong>, un burbero veterano della prima guerra mondiale che lotta contro i propri incubi cercando sollievo sul fondo di una bottiglia di whisky scadente.</p>
<p>La nostra avventura ha inizio con la visita del signor Hawkins, disperato per la morte della giovane figlia Sarah, pittrice di successo ma dal gusto quanto meno visionario, del marito e del piccolo figlio. Un misterioso incendio sprigionato nella villa Hawkins, a <strong>Darkwater</strong>, ha portato via l&#8217;intera famiglia, lasciando dietro di sé solo tante domande prive di risposta.</p>
<p>Indebitato fino al collo e col rischio di vedersi ritirare la licenza, Pierce accetta il caso, raggiungendo così la &#8220;ridente&#8221; località indicata: è l&#8217;inizio dell&#8217;incubo.</p>
<p>Darkwater è l&#8217;emblema del disfacimento: una località marina in cui l&#8217;unica economia locale è data dalla caccia alla balena, miseramente terminata per mancanza di materia prima, e traffici illegali. Un luogo malsano, ricoperto da tinte verdastre, dove la puzza di pesce marcio si confonde col marciume dei suoi abitanti: rozzi, burberi, attaccabrighe e terribilmente restii a collaborare con noi.<br />
Sin dalle prime battute ci confronteremo con la chiusura di questo paesino del New England, con le sue malizie e i suoi misteri, dove scucire un&#8217;informazione è più difficile che aprire un&#8217;ostrica a mani nude, e dove persino la polizia locale è restia a sbottonarsi nei confronti di un collega.</p>
<p>Tra diffidenze, parole non dette, sotterfugi e una buona dose di malavita, ci faremo strada tra i meandri cupi e maleodoranti, fino a raggiungere villa Hawkins ed esplorarne i segreti.<br />
Non ci vorrà molto per scoprire che dietro la morte della famiglia si nasconde molto di più: sette segrete votate al culto degli Antichi; sacrifici ignobili per soddisfare i blasfemi appetiti di divinità extraterrestri immonde e perverse; ma soprattutto la folle e malata sete di conoscenza, quel bisogno immondo di esplorare anfratti proibiti del sapere che spinge gli umani a venir meno alla propria natura, lasciando che l&#8217;orrore strisciante si insinui nella loro mente, contorcendola, disturbandola, disgregandola dalle fondamenta di fronte a mostruosità troppo ignobili per essere raccontate alla luce del sole.</p>
<p>In questa lenta ed inesorabile discesa verso l&#8217;abisso, avremo molto di fare le nostre scelte, ed addentrarci a nostra volta verso gli abissi della conoscenza proibita. Potremo leggere tomi blasfemi e approfondire la conoscenza dell&#8217;occulto, oppure cercare di preservare la nostra sanità mentale, e rimanere saldi quale ultimo barlume di luce nelle oscurità dell&#8217;orrore che non dovrebbe essere svelato.<br />
Questo mentre scopriremo le verità dietro la famiglia Hawkins e ci instraderemo verso uno dei quattro finali del gioco.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><strong>Call of Cthulhu</strong> è un&#8217;avventura grafica in prima persona: ampi sprazzi da gioco di ruolo, con punti esperienza da collezionale e abilità da potenziare, arricchiscono un&#8217;esplorazione tutto sommato abbastanza lineare.<br />
La aree di gioco sono vaste solo in apparenza, ma capitolo dopo capitolo risulta abbastanza chiaro come in realtà le mappe siano piuttosto limitate sia nella loro estensione fisica, che nella quantità di interazioni possibili.</p>
<p>L&#8217;esplorazione, vero fulcro del gioco, è resa in modo piuttosto interessante, con indizi che ci aprono nuove possibilità di dialogo e nuove soluzioni per gli enigmi. Enigmi che, a loro volta, non offrono un livello di sfida eccessivo, ma risulta molto piacevole la scelta di mettere a disposizione diverse strade da percorrere (alcune più brutali, altre più raffinate) per aggirare gli ostacoli e procedere oltre.<br />
Stesso dicasi per i dialoghi con le persone: esplorare in lungo e in largo consente di conoscere maggiori dettagli da usare per far leva contro le reticenze degli NPG.</p>
<p>Come detto, siamo davanti ad un&#8217;avventura con componente <em>ruolistica</em>: le abilità Forza, Investigazione, Medicina, Occultismo, ed Eloquenza vengono stabilite ad inizio partita e poi potenziate con libri da trovare lungo l&#8217;avventura o semplicemente spendendo i punti esperienza ottenuti durante la nostra esplorazione. Le abilità consistono fondamentalmente in punti di probabilità con cui superare le diverse prove che affronteremo (come trovare oggetti nascosti, convincere gli interlocutori, comprendere e decifrare le prove, e così via).</p>
<p>Man mano che ci addentreremo nella nostra avventura, andremo ad arricchire il nostro taccuino, in cui vengono riportate le evidenze della nostra indagine e un riassunto degli avvenimenti. Questo aiuta molto a seguire la trama che, mi duole dirlo, talvolta presenta qualche buco del tutto privo di spiegazione. Per non spoilerare eviterò dettagli, ma mi è capitato di saltare da un capitolo all&#8217;altro trovandomi in una situazione completamente diversa senza che mi venisse spiegato come e perché mi sia ritrovato là.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27483" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_2.jpg" alt="Call of Cthulhu" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Molto interessante, invece, la fase di &#8220;ricostruzione&#8221; delle scene del &#8220;crimine&#8221;. Entrando in modalità investigatore, in momenti precisi dell&#8217;avventura, ed analizzando gli indizi, è possibile arricchire la nostra esperienza, andando a ricostruire gli avvenimenti che sono occorsi in quella zona. Una sorta di deduzione alla Sherlock Holmes che regala grandi soddisfazioni.</p>
<p>Una delle cose più riuscite, a mio avviso, è però la gestione della &#8220;follia&#8221;, elemento cruciale anche del gioco di ruolo. Durante la nostra esplorazione ci imbatteremo in avvenimenti incredibili, al limite del comprensibile; e ci troveremo di fronte alla possibilità di leggere alcuni dei libri proibiti, andando ad intaccare la nostra sanità mentale.<br />
Saremo noi a dover decidere quanto indugiare nell&#8217;esplorazione di ciò che non dovrebbe essere rivelato, scegliendo se soddisfare la nostra curiosità o salvaguardare il nostro raziocinio.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Sviluppato da <strong>Cyanide Studio</strong> (già autori del buon <strong>Styx: Master of Shadows</strong>) e pubblicato da <strong>Focus Home Interactive</strong>, <strong>Call of Cthulhu</strong> si presenta come un prodotto dalle due facce.<br />
Da un lato è innegabile lo sforzo creativo fatto dagli sviluppatori per dare vita ad una cosmologia, quella di Lovecraft, di sicuro fascino ma davvero difficile da realizzare graficamente. Dopotutto quando la maggior parte delle volte una situazione ci viene presentata come &#8220;indicibile&#8221;, &#8220;non descrivibile&#8221; e &#8220;non comprensibile&#8221;, sfido chiunque a dire che il lavoro di ricostruzione sia agevole.</p>
<p>Da questo punto di vista posso dire di essere piuttosto soddisfatto: la paletta usata, forzatamente a tinte verdi, richiama non solo l&#8217;iconografia classica di <strong>Cthulhu</strong>, ma dà all&#8217;intero titolo un aspetto malsano e perverso: proprio quello che mi aspettavo da un racconto del genere. In un&#8217;avventura simile, priva di componenti sandbox e in cui l&#8217;open world è solo accennato, in cui l&#8217;esplorazione è fortemente lineare e guidata per mano, a farla da padrone è necessariamente la narrazione.</p>
<p>Narrazione che ho trovato affascinante, ma non abbastanza conturbante: la storia si lascia seguire molto piacevolmente, al netto dei <em>plot hole</em> di cui vi ho accennato prima, ma è priva di enormi colpi di scena, di twist che lasciano senza fiato o di quella sensazione di disagio, di ansia e di sbagliato che da sempre accompagnano gli scritti di Lovecraft. C&#8217;è tutto il citazionismo atteso, per cui i fan non resteranno assolutamente delusi, dai sacerdoti ai libri al disturbante R&#8217;lyehian; tuttavia non posso dire di aver vissuto un&#8217;esperienza di quelle indelebili, che ti restano attaccate alla pelle e ti accompagnano a lungo, dopo aver terminato il gioco.<br />
Se c&#8217;è una cosa che è davvero mancata, è stata la <strong>paura</strong>. Sentimento principe della saga.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27484" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_3.jpg" alt="Call of Cthulhu" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/call_of_cthulhu_3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Oltre a questo devo mio malgrado segnalare una spiacevole mancanza di cura nei dettagli dal punto di vista tecnico: la colonna sonora è appena accennata, fa capolino di tanto in tanto ma senza risultare incisiva; i caricamenti sono al limite dell&#8217;estenuante nei (rari) casi di game over o nel passaggio tra un capitolo e quello successivo; i personaggi sembrano stati modellati per la generazione precedente di console, con ben poca varietà nei volti e nei modelli e animazioni davvero poco curate.<br />
Un vero peccato, che però una forte ed indelebile componente narrativa avrebbe consentito di trascurare. Ma, come avete appena letto, non si eccelle nemmeno lì.</p>
<p>Intendiamoci: <strong>Call of Cthulhu</strong> non è un brutto prodotto, tutt&#8217;altro. Mi ha intrattenuto e appassionato per la decina di ore necessarie a completarlo; non ha lasciato un segno indelebile come avevo sperato, ma ha assolto al suo scopo in modo soddisfacente e mi ha spinto ad iniziare una seconda run per esplorare scelte differenti.<br />
Mi sento pertanto di promuoverlo con un&#8217;ampia sufficienza e di consigliarlo ai veri appassionati di Lovecraft, magari aspettando qualche offerta per aggiudicarselo a prezzo più contenuto.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Call of Cthulhu</strong> è un&#8217;avventura grafica in prima persona che ci fa vivere sulla pelle gli orrori generati dalla mente del grande Howard Phillips Lovecraft.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,4/5</h2>
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		<title>Pro Cycling Manager 2017 &#8211; Tutti in sella</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/07/17/pro-cycling-manager-2017-tutti-in-sella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 12:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cyanide Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[PCM]]></category>
		<category><![CDATA[PCM 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di videogiochi sportivi ne escono centinaia e ogni anno, di solito in autunno, spuntano come funghi le nuove edizioni dei titoli più attesi, sia simulatori tout-court come FIFA sia manageriali infiniti tipo Football Manager. Eppure c’è uno sport il cui unico videogioco esce adesso. Lo sport è il ciclismo e il gioco è Pro Cycling [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16612 size-full" title="Pro Cycling Manager 2017" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/PCM_05_logo.jpg" alt="Pro Cycling Manager 2017" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/PCM_05_logo.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/PCM_05_logo-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/PCM_05_logo-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/PCM_05_logo-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Di videogiochi sportivi ne escono <strong>centinaia</strong> e ogni anno, di solito in autunno, spuntano come funghi le nuove edizioni dei titoli più attesi, sia <strong>simulatori</strong> <em>tout-court</em> come FIFA sia <strong>manageriali</strong> infiniti tipo Football Manager. Eppure c’è uno sport il cui unico videogioco esce adesso. Lo sport è il ciclismo e il gioco è <strong>Pro Cycling Manager 2017</strong>.</p>
<h2><strong>Recensione</strong></h2>
<p>Ora, sono sicuro che dopo aver visto il titolo e l’argomento, questo articolo lo leggeranno tre persone, due delle quali dello staff di Nerdando, però io ci provo speranzoso visto che il ciclismo è uno sport che mi piace molto.</p>
<p>Innanzitutto un po’ di dati: <strong>Pro Cycling Manager 2017</strong> è parte di una serie che va avanti dal lontano 2001, ed è un titolo di <strong>Cyanide Studio</strong> (famoso per il videogioco di <a href="https://nerdando.com/2016/11/25/blood-bowl-nuova-edizione-mazzate-sul-campo-da-football/">Blood Bowl</a>). È disponibile su <strong>Steam</strong> e per <strong>PS4</strong> con il nome <strong>Tour de France</strong>. Occhio però che la versione per PS4 dovrebbe avrebbe meno contenuti rispetto alla versione per PC. Il motivo per cui esce adesso è perché la stagione ciclistica è adesso al suo picco, con il <strong>Giro d’Italia</strong> finito da poco e il <strong>Tour de France</strong> iniziato il primo luglio.</p>
<h2>Pedali diversi</h2>
<p>Dunque, come si può immaginare dal titolo, PCM è un gioco manageriale. Le modalità principali sono di fatto due, con delle leggere differenze.</p>
<p>La prima è la modalità <strong>Carriera</strong>. Probabilmente è la parte più nota e facile da comprendere. Si prende il controllo di <strong>una squadra professionistica</strong> (reale o creata) e si cerca di portarla alla gloria. Si gestiscono gli allenamenti, le partecipazioni alle corse, i ritiri, le composizioni delle squadre, gli sponsor, l’equipaggiamento, la campagna acquisti (c’è anche nel ciclismo). Insomma tutti gli aspetti manageriali della squadra.</p>
<p>La seconda modalità è <strong>Diventa un Pro</strong>. La maggiore differenza è che qui non si controlla tutta una squadra ma <strong>solo un ciclista</strong> ideato da zero. Potete dunque creare il vostro campioncino e farlo crescere fino a farlo diventare il nuovo Pantani o il nuovo Cipollini (a seconda del vostro tipo di atleta preferito).</p>
<p>A seconda della nazionalità e delle aspettative s’inizia con un contratto in una squadra minore e da lì dovrebbe partire la scalata (<em>ah-ah</em>) verso il successo. Una scalata fatta di <strong>allenamenti</strong> (che si possono personalizzare) e <strong>di ordini</strong> da eseguire per ogni corsa. Scordatevi quindi di partire e vincere tutto da soli, un po’ perché contro i numeri uno al mondo è difficile vincere in volata, un po’ perché nelle prime gare ci chiederanno di proteggere il capitano o di tirare la volata (quindi correre per km e sfiancarci). Questa modalità è l’ideale per chi magari <strong>non conosce benissimo</strong> le dinamiche del ciclismo professionista e non è ancora sicurissimo di gestire al meglio un’intera squadra.</p>
<p>In aggiunta a queste due modalità principali, è possibile correre <strong>delle gare specifiche</strong>, sempre prendendo il controllo di tutta una squadra. Ad esempio si può provare a partecipare al Tour de France (o anche solo ad una tappa), per non dover stare a simulare tutto il circuito World Tour (ci sono una marea di gare l’anno, tra giri e corse di un giorno) e anche per impratichirsi nella gestione di gara di una squadra.</p>
<p>Infine, è presente una sezione per <strong>le gare su pista</strong>, che è una disciplina molto diversa e ha specialità ben precise. Siccome il sistema è molto diverso, lo sono anche le tipologie di gara. Si tratta sostanzialmente di un aggiunta di poco che diverte per fare una gara di cinque minuti, ma non è proprio la parte migliore del gioco (e a me il ciclismo su pista piace da morire).</p>
<p>Le ultime due modalità sono disponibili <strong>anche online</strong>, per giocare in multiplayer. Non ho ancora avuto modo di provarci, anche perché al momento non sono così bravo e non ho voglia di farmi battere sonoramente.</p>
<h2>Come pedalare?</h2>
<p>Il gioco ovviamente non si esaurisce nell&#8217;aspetto manageriale, ma ci sono anche <strong>le gare vere e proprie</strong>, come accennato. Nella modalità Gara Singolo o durante le gare in Carriera è possibile controllare tutti i corridori (di solito sono otto) contemporaneamente o quasi dando loro dei compiti da seguire.</p>
<p>Si può cambiare <strong>la strategia in corso di gara</strong> e si deve decidere se e quando attaccare per una gara a punti o per un Gran Premio della Montagna. Ogni ciclista ha una specialità, dunque in squadra troverete sempre qualche sprinter, un paio di scalatori o di specialisti delle classiche o dei Grandi Giri e starà a voi bilanciare il vostro team a seconda delle corse o delle tappe. Per esempio, non vi conviene puntare su <strong>Vincenzo Nibali</strong> durante la Parigi-Roubaix o durante una tappa da sprinter del Tour.</p>
<p>Durante le corse bisogna sempre tenere d’occhio<strong> le barre dell’energia</strong>, per far arrivare il proprio corridore di punta fresco al momento decisivo. Per evitare sorprese, si può farlo seguire costantemente da un gregario, per proteggerlo dal vento o da attacchi di avversari. Inoltre bisogna controllare la quantità d’acqua disponibile e mandare un gregario a prendere le borracce da distribuire ai compagni. Insomma occorre osservare tutti gli aspetti cruciali e normali di una gara di ciclismo, che presuppongono un minimo di conoscenza dello sport e delle sue dinamiche. Per questo, come specificato sopra, consiglio ai non esperti di partire prima con le Gare Singole o la modalità Diventa un Pro (dove si controlla solo un ciclista e viene detto cosa fare).</p>
<p>Le magagne sono dovute all&#8217;AI che finora mi è parsa <strong>sostanzialmente basica</strong>. Le gare sono un po&#8217; troppo simili, con l’AI che fa quasi sempre le stesse cose, soprattutto nella modalità Diventa un Pro. Probabilmente è un aspetto che verrà limato in patch successive (una situazione abbastanza normale in giochi manageriali sportivi. Ricordo alcuni capitoli di Football Manager ingiocabili fino alla prima patch).</p>
<p>La simulazione grafica è di buon livello, con i ciclisti abbastanza differenziati in gara e con molti dettagli. Ho riscontrato due difetti principali. Innanzitutto, <strong>i fondali sono tutti uguali</strong>, per cui lo sfondo di una qualsiasi tappa del Tour è identico ad una corsa in Australia (i percorsi sono ovviamente diversi e fedeli alla realtà), ma d&#8217;altronde sarebbe stato complicato inserire tutti gli sfondi reali, visto che ci sono centinaia di gare diverse sparse per tutto il mondo. Il secondo problema è che ci sono <strong>parecchi glitch</strong>, involontari e non, del tipo che in gara le macchine e le moto vengono attraversate dai ciclisti come se fossero trasparenti. Nonostante questo, il motore grafico è molto più dettagliato di quanto mi aspettassi e non me la sento di criticarlo più di tanto.</p>
<h2><strong>Scegliere il telaio</strong></h2>
<p>Capitolo <strong>licenze</strong>: un gioco del genere ha senso solo se ha delle licenze di livello e direi che non ci si può lamentare. La maggior parte delle gare maggiori sono presenti con loghi e nomi originali, unica eccezione rilevante (per noi) il Giro che diventa il <strong>Supergiro d’Italia</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>le squadre</strong>, sono presenti tutte le 17 squadre del <strong>World Tour</strong> (che è il livello più alto di ciclismo professionale), più tutte le squadre<strong> Continental-Pro</strong> e <strong>Continental</strong> (cioè gli altri due livelli di professionismo), tutte con le uniformi originali e il roster originale, almeno per quanto mi è sembrato a me (onestamente non conosco le squadre professioniste colombiane).</p>
<p>Quindi tutti nomi originali, tranne che per 4 squadre del World Tour (<strong>Team Sky, BMC, Quick-Step</strong> e <strong>Dimension Data</strong>). In questi 4 team denominazione e divisa sono quelli reali, ma i ciclisti non hanno il loro vero nome. Per cui niente <strong>Chris Froome</strong>, ma <strong>Kris Run</strong>, secondo una pratica ben nota a chiunque abbia giocato ai primi capitoli di PES.</p>
<p>Non disperate: tramite lo <strong>Steam Workshop</strong> è possibile accedere a database modificati da altri utenti o creare direttamente il proprio db. Potrete quindi non solo cambiare i nomi originali, ma se siete abbastanza matti potete anche ricreare squadre e campioni del passato, per vedere chi vincerebbe tra Coppi e Merckx o replicare la stagione ciclistica del 1956.</p>
<h2>Nerdando in Breve</h2>
<p>Di giochi sportivi manageriali non ne esistono poi molti, di giochi sul ciclismo ancora meno. <strong>Pro Cycling Manager 2017</strong> non è un gioco perfetto, ma chiunque abbia un minimo interesse per le due ruote dovrebbe provarlo.</p>
<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/07/17/pro-cycling-manager-2017-tutti-in-sella/">Pro Cycling Manager 2017 &#8211; Tutti in sella</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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