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Crimson Capes – Un ispirato sword and sorcery 2D

crimson capes

Che bell’elmo!

Purtroppo, sono una persona semplice da convincere. Prima mi arriva una mail che ha come oggetto “New Soulslike Game is like Blasphemous X The Witcher but with Online co-op and Invasions”, poi vedo una storia di Lorenzo Fantoni che ne parla e, così, eccomi qui a scrivere di Crimson Capes.

Ringrazio POOR LOCKE per avermi spedito una copia del gioco.

Recensione

Ho citato lo sword and sorcery nel titolo: per chi non lo conoscesse, si tratta di un sottogenere del fantasy che unisce duelli all’arma bianca ed elementi magici.

Crimson Capes è stato sviluppato e distribuito dalla già citata POOR LOCKE ed è disponibile su Steam; approderà anche su console successivamente.

Ti do un piccolo accenno alla storia evitando spoiler: vestirai i panni di quattro cacciatori di streghe che gireranno, in lungo e largo, il regno di Amvros alla ricerca di alcuni maghi che stanno cospirando contro il regno.

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Ho sempre amato le navi in bottiglia

Gameplay e comparto tecnico

Fin dai primi minuti della mia esperienza, ho avuto sensazioni familiari. Da un lato, ho riscontrato un’esplorazione libera, alla Dark Souls; dall’altro, un combattimento basato sull’imparare le mosse dell’avversario e, successivamente, sullo schivare e colpire, controllando la salute e non la stamina, in modo simile a Sekiro: Shadows Die Twice; infine, il 2D mi ha riportato alla mente i giochi della mia infanzia e adolescenza, dandomi l’impressione di “essere a casa“. Ecco perché Crimson Capes è riuscito a conquistarmi immediatamente.

Il gameplay, per quanto semplice, è sorretto da una storia intrattenente, che ben si integra con l’esplorazione e con il fulcro del gioco che è il combattimento: i duelli sono divertenti e, se hai già esperienza con i souls, non li troverai troppo sfidanti ma alcuni ti metteranno in difficoltà. È una prova di nervi, nella quale occorre schivare finché l’avversario non lascia spazio per colpire, oppure – ma qui sono una vera frana – potrai deflettere i suoi colpi e affondare i tuoi mentre rimane stordito dalle tue prodezze.

C’è spazio anche per costruire la propria build, spendendo i punti esperienza accumulati in abilità e combinando i giusti oggetti tra i quattro personaggi utilizzabili: all’interno delle aree sicure (non ci sono falò, bensì aiuole di fiori di colore turchese) potrai selezionare una delle quattro cappe rosse della gilda con cui proseguire la run.

Le decine di ore di gioco aumentano grazie alla componente online che non ho potuto provare nel periodo di anteprima (ma mi riprometto di farlo in seguito): c’è la possibilità di giocare in cooperativa e di invadere il mondo di altri player.

È presente anche un endgame composto da tre aree generate casualmente, ognuna con il suo boss di fine dungeon.

La grafica è particolare, in 2D, ed è tutto magnificamente disegnato a mano, ho spesso speso tempo per ammirare i paesaggi e la mappa (utile per saltare rapidamente da un posto all’altro). Ogni personaggio, mostro e location è peculiare e ha delle caratteristiche proprie facilmente riconoscibili. Purtroppo, di tanto in tanto, ho avuto dei rallentamenti nella prova su Steam Deck mentre, su PC, questa spiacevole situazione si è presentata, ma in maniera molto sporadica. Il comparto sonoro è di buon livello e presenta un’OST orecchiabile.

L’interfaccia è estremamente pulita, è tutta sulla sinistra dello schermo e mostra, in alto, le due barre dedicate all’energia e alla carica, lo stato del multiplayer e la disciplina in uso: in basso, ci sono gli oggetti rapidi equipaggiati.

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Lavarsi è molto importante

Impressioni

Avevo aspettative altine su Crimson Capes e non sono state disattese.

Come spesso mi capita con questo genere, l’inizio è stata una vera e propria corsa alla scoperta, sia dei luoghi, che delle meccaniche e, infine, degli avversari. Ho camminato tantissimo, per tutta la mappa, spingendomi fin dove mi è stato concesso, accumulando punti esperienza per sbloccare skill per affrontare più semplicemente i combattimenti.

L’impatto iniziale è incredibile: un comparto artistico ispiratissimo si amalgama ottimamente a un gameplay che non propone meccaniche innovative, non stravolge un genere già conosciuto, ma che funziona e riesce a intrattenere. Se poi ami condividere le tue sessioni, la modalità multiplayer casca proprio a fagiolo. Ogni tanto, ci sono dei rallentamenti, ma confido nelle patch post uscita per risolvere questo problemino che non va comunque a inficiare l’esperienza.

Alla luce delle tante ore di gioco, del costo contenuto, di una storia coinvolgente e dell’ottima resa grafica, mi sento di consigliare fortemente Crimson Capes a chi vuole provare un eccellente souls disegnato a mano.

Piccola informazione: le immagini che trovi nell’articolo sono state prese dal press kit perché, purtroppo, gli screen realizzati con Steam Deck non sono della giusta dimensione.

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Nerdando in breve

Crimson Capes è un ottimo gioco, che non reinventa un genere ma propone una nuova accattivante veste.

Trailer

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