Abiura di Nerd – Una nuova rubrica tra musica e videogiochi
Musica e videogiochi sono senza ombra di dubbio due mie grandi passioni e da un po’ volevo dedicarmi a un progetto che si discostasse dalle recensioni ed è così che, ascoltando la canzone Abiura di Me di Caparezza, nasce questa idea: giocare tutti i giochi citati nella canzone e raccontarvi un po’ la loro storia e la mia esperienza di gioco.
Caparezza nei suoi pezzi dà sfogo al suo essere un nerd e condivide con l’ascoltatore le sue passioni, come l’arte nell’album Museica o i fumetti nel recentissimo Orbit Orbit. In Abiura di Me, il “Capa” cita numerosi giochi e console ormai considerati del passato, ma in molti casi si tratta di veri e propri classici come Crash Bandicoot, Super Mario e Metal Gear Solid; tuttavia, tra i titoli citati mi sono accorta che molti non li ho giocati e altri vorrei rigiocarli per vedere se con gli anni è cambiato qualcosa.
Quindi con quale gioco partiamo per quest’avventura?
Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande.
È già tanto se mi cambio le mutande
Voglio solo darti un’emicrania lancinante
Fino a che non salti nel vuoto come uno stunt man
Pensavi che sparassi balle? Bravo!
Io sono il drago di Puzzle Bobble
Il primo gioco che troviamo nel testo è un titolo che appartiene alla mia infanzia videoludica e di cui ho spesso parlato durante le live de Il Cabinato delle Curiosità: Puzzle Bobble.
E allora sei pronto a fare questo viaggio nel passato insieme a me?
La storia di Puzzle Bobble
Puzzle Bobble è un titolo arcade rompicapo di Taito, nato nel 1994 come spin-off di Bubble Bobble, da cui provengono i due draghetti protagonisti, Bob e Bub. Un altro nome con cui potreste averlo conosciuto è Bust-a-Move, in quanto questo è il nome con cui è noto negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei.
Il concetto alla base del gioco è abbastanza semplice ed è probabilmente grazie al suo essere così intuitivo che ha avuto successo e ha dato vita a un vero e proprio genere: i bubble shooter.

Puzzle Bobble rimarrà iconico per tanti motivi e tra questi sicuramente la sua musichetta che entra in testa e difficilmente ne esce.
Nell’area di gioco, tipicamente rettangolare, troviamo predisposte delle bolle colorate e per superare il livello dovremo farle scoppiare tutte. Per riuscirci dobbiamo sparare con un cannone le bolle, le quali esploderanno solo una volta che avranno formato gruppi da tre o più bolle dello stesso colore. La difficoltà del gioco è data dalla traiettoria delle bolle, per cui bisogna prendere bene la mira e usare con astuzia i rimbalzi sulle pareti, e soprattutto dal tempo, poiché ogni tot la nostra area di gioco si ridurrà e farà avvicinare le bolle alla base dell’area di gioco causando così il game over.
Una delle particolarità di Puzzle Bobble era che, oltre a sfidare la CPU, era possibile giocare con e/o contro un amico (o un bambino random incontrato in sala giochi), rendendolo ancora più divertente.
Il gioco ha avuto subito successo tra i cabinati e anche in Italia è diventato presto popolare, tanto da essere ricordato da tanti come uno dei primi giochi provati da bambini. Con l’arrivo e la maggiore diffusione delle console casalinghe come Super Nintendo o Game Gear e dei primi PC domestici, Puzzle Bobble è un titolo che non poteva assolutamente mancare, pertanto, Taito decise di puntare anche su questo tipo di mercato.
Il successo del primo capitolo spinge Taito a far uscire l’anno dopo, nel 1995, Puzzle Bobble 2, un altro successo che approda, prima sempre tra i giochi arcade, e in seguito pure su PlayStation, Nintendo 64 e Game Boy.
La meccanica di gioco rimane la stessa, ma vengono introdotti nuovi personaggi giocabili oltre ai due draghetti. Nel ’96 e poi nel ’97 escono rispettivamente Puzzle Bobble 3 e Puzzle Bobble 4, che è il capitolo a cui io sono maggiormente legata. Insomma, squadra che vince non si cambia e Taito continua ancora oggi a pubblicare ogni tanto nuovi capitoli con i due celebri draghetti, anche dopo l’acquisizione da parte di Square Enix, avvenuta nel 2005.

Puzzle Bobble 4 permetteva di scegliere tra diversi personaggi, ognuno proveniente da un regno diverso. Il mio preferito era il bimbo rana e il tuo?
In Italia, tuttavia, molti di questi giochi non sono mai arrivati, e la scomparsa dei cabinati nei bar e nelle sale giochi ha contribuito a rendere Puzzle Bobble un lontano ricordo del passato.
Per sopperire a questa mancanza ci siamo dovuti accontentare delle “brutte copie” e di altri bubble shooter come Bubble Witch Saga, diventato celebre come mobile game.
Sebbene questi giochi propongano una sfida simile, negli anni non sono riuscita a trovare qualcosa che mi desse le stesse emozioni di Puzzle Bobble.
Quindi perché non approfittare di questa nuova rubrica per riprovarlo e vedere come rigiocarlo dopo quasi vent’anni?
La mia esperienza
Ho deciso di partire con il primo capitolo della serie e già all’avvio, sentendo la vocina che dice “Taito”, mi sono un po’ emozionata.
Il primo round è sempre il più facile, poi passi ai successivi e quando riesci a terminarli in pochi secondi grazie al tiro giusto, sale in te un senso di invincibilità. Tuttavia, questa sensazione è destinata a terminare immediatamente quando la sequenza di bolle non gira a tuo favore, sbagli la traiettoria del lancio e, come un effetto a catena, tutto improvvisamente sembra crollarti addosso come la parete che pian piano scende con il tempo.
Round dopo round, la sfida cresce e diventa sempre più difficile la mia sopravvivenza. Purtroppo non sono riuscita ad arrivare al livello finale, ma magari più in là ci riproverò.
Dopo aver rigiocato il primo capitolo, non potevo però non riprovare il mio Puzzle Bobble preferito, ovvero il 4. Lo avevo per la prima PlayStation e lo avevo conosciuto come Bust-a-Move 4, il che da piccola creò un po’ di confusione perché non sapevo più quale fosse il nome vero del gioco.
Da bambina lo adoravo alla follia perché era il gioco che giocavo più spesso con il mio migliore amico, e tuttora, quando ci sentiamo, capita di riparlarne e ripensare ai ricordi legati a esso; quindi riavviarlo dopo anni sulla Play è stato come un fiume in piena di emozioni e nostalgia.
Oltre alla modalità Arcade di sopravvivenza, il gioco presenta una modalità storia in cui superare i livelli permette di proseguire con la trama (abbastanza semplice e lineare) e di sbloccare nuovi personaggi. Parlando dei personaggi, li trovo ancora oggi iconici sia per il loro design sia per le loro catchphrase.
Insomma, direi che nonostante gli anni, Puzzle Bobble riesce ancora a trasmettermi le stesse emozioni di quando ero piccola e sembra non essere invecchiato per nulla. Il gioco funziona ancora bene oggi e mantiene la sua capacità di creare dipendenza, soprattutto se non si ha più bisogno delle monetine per giocare come negli anni ’90.
E tu hai mai giocato a Puzzle Bobble? Se sì, che ricordi hai di questo grande classico? Ma soprattutto accetti la mia sfida a raggiungere il livello più alto?
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