Puntuale come le tasse, la road to WrestleMania porta con sé anche il titolo annuale sviluppato da Visual Concepts e pubblicato da 2K. E se da un lato gli appassionati di wrestling sono alle prese con una delle stagioni pre-WrestleMania più deludenti degli ultimi anni, dall’altro sperano di poter mettere le mani su un videogame finalmente perfetto. Beh, se sei tra questi, ti prego di rivedere le tue aspettative al ribasso perché, in linea con la qualità degli show imbastiti dalla compagnia di Stamford, la controparte videoludica ha oramai già dato, chiaramente, il meglio di sé in passato. Non ti sto dicendo che WWE 2K26 è un brutto gioco, anzi, ma inizia a sentire l’inesorabile scorrere del tempo e la drammatica assenza di innovazioni sorprendenti.
Recensione
Ho testato a lungo WWE 2K26 sulla mia fidata Xbox Series X, come già fatto in passato con i titoli precedenti. Non ho mai riscontrato alcun rallentamento o bug durante le fasi di gameplay ma fin troppe volte ho dovuto riavviare il gioco per via di crash presenti nei menu di gioco. Mi duole inoltre ammettere che anche quest’anno il gioco fa a pugni con il sistema di Quick Resume di Microsoft. Che delusione!
Quella che stai leggendo è la recensione della versione ribattezzata “King of Kings Edition”. Per capirci, è quella col nostro amato Triple H in copertina, con un bel paio di pettorali ritoccati su Photoshop così da donargli il volume necessario. Ringrazio il publisher per avermi fornito una copia per la recensione.
Cosa c’è di nuovo
Chiaramente l’edizione 2026 attinge a piene mani da quanto costruito negli ultimi anni da Visual Concepts, praticamente da WWE 2K22 in poi. D’altronde, perché non avvalersi di una tale profondità nel gameplay? Il problema, a mio parere, però, risiede nella limitata quantità e incisività delle novità che accompagnano quest’uscita. Sicuramente questo non rappresenterà un problema per chi è a digiuno di videogiochi di wrestling da qualche anno. Ma se anche tu, come me, possiedi una copia di WWE 2K25, potresti rimanere deluso dall’aderenza di 2K26 alle iterazioni precedenti.
Piccole novità ci sono e vale comunque la pena elencarle. Partirei dai nuovi tipi di match che sicuramente faranno la gioia degli appassionati. Tra questi il migliore e più divertente, per me, è stato l’iconico I Quit Match che, non solo presenta un minigame diverso dal solito, ma permette di ricreare incontri storici. Sono inoltre presenti il Dumpster match (con tanto di obiettivo allegato che coinvolge Chelsea Green e Michin), l’Inferno Match e il temuto Three Stages of Hell. Non sono di certo novità che ti faranno correre al negozio, ad accaparrarti una copia di WWE 2K26 ma svolgono bene il loro compito di ampliare l’offerta ludica.
Del rinnovato motore fisico parlerò nel prossimo paragrafo, mentre ora mi soffermerò sull’introduzione di una nuova forma di affaticamento chiamata “Winded”. In poche parole, una volta che la vostra superstar sarà completamente stremata, mostrerà un cerchio della stamina viola. Finché questa non si ricaricherà, non sarete in grado di eseguire contromosse. Il sistema di per sé funziona anche se, devo ammettere, non ha cambiato radicalmente il mio modo di approcciare gli incontri.
Fanno il loro ritorno le modalità storiche 2K Showcase (dedicata a CM Punk), MyUniverse, MyGM, MyRise e The Island. Piccoli aggiornamenti investono queste sezioni senza però reinventare la ruota.
Cosa va
Devo ammettere che potrei sembrarti piuttosto negativo nel corso della recensione, per questo voglio chiarire subito le cose. WWE 2K26 è un buon gioco sportivo e, limitatamente al suo gameplay, sa eccellere in più parti. La mia massiccia dose di critiche arriva in seguito alla constatazione che troppo poco è cambiato rispetto al passato, che la monetizzazione ormai governa le modalità e che il passaggio current-gen only è stato meno rilevante del previsto. Ma c’è comunque tanto da apprezzare nel lavoro di Visual Concepts.
Sono, ad esempio, entusiasta del Collision Physics 2.0, il rinnovato motore fisico che, partendo dalle fondamenta degli anni scorsi, restituisce interazioni con il contesto e con gli oggetti ancora più realistiche. Uno slam sulle barricate o, peggio ancora, sulle scalinate ora contorce il corpo del malcapitato in maniera visibile e fisica, a tutto vantaggio dell’immedesimazione. I nuovi strumenti utilizzabili (star assoluta di questa edizione sono le puntine, anche chiamate Thumbtacks) sono pertanto ancora più divertenti da usare.
Ho notato che diversi wrestler hanno subito un netto restyling dei loro modelli, raggiungendo livelli di fotorealismo a volte sorprendenti. C’è stata un’occasione in particolare, in cui, durante l’ingresso di Giulia (una delle mie atlete preferite), per un attimo mi sono confuso credendo fosse un video e non una ricostruzione 3D. Purtroppo non ancora tutti i combattenti possono vantare questa maniacalità, ma il numero (soprattutto nel roster femminile) è in continua crescita e mi fa molto piacere notare questo miglioramento.
In ultimo, accennerei al fatto che le mie modalità preferite, MyGM e MyUniverse, hanno subito una serie di piccoli ritocchi in grado di mantenerle ancora fresche e interessanti per gli appassionati.
Cosa non va
Per farla breve potrei dirti che WWE 2K26 è vittima di quella che io ho sempre chiamato ‘la sindrome dei titoli sportivi annuali’. Parlo di quelle serie di videogame che, una volta raggiunto il proprio apice qualitativo (che per me è avvenuto a cavallo tra WWE 2K23 e 2K24), sanno solo rifinire la formula rischiando però di renderla stantia. Detto ciò, sono diversi i problemi che affliggono questo video game, tra cui la monetizzazione a cui dedico addirittura un paragrafo a parte.
Partiamo con la 2K Showcase Mode, una volta cavallo di battaglia della serie, e oggi, semplice checklist di compiti più o meno noiosi da completare. Star dell’anno è CM Punk, wrestler dal passato complicato e, a mio parere, protagonista di match non sempre leggendari. La modalità sente chiaramente il peso degli anni, per come è strutturata e il suo valore archivistico inizia a perdere importanza, viste le tante autocensure imposte dalla WWE. Per un appassionato di wrestling è un’assoluta follia, ad esempio, l’assenza di un match fondamentale come CM Punk Vs John Cena al MITB del 2011. Ma sapendo quanto fu importante l’influenza di Vince McMahon sul match, Visual Concepts ha probabilmente preferito evitare contraccolpi ed escludere l’incontro del tutto. Scelta che sa di presa in giro bella e buona per chi, invece, in una modalità come questa cerca soprattutto accuratezza storica.
Per non parlare del fatto che la Showcase mode non prova neanche a toccare l’argomento dell’assenza di CM Punk per più di 10 anni dalla WWE. Ci sono inoltre così tante inaccuratezze negli ingressi (vedi lo stesso ingresso di Punk a WrestleMania 41), nelle musiche e nei movimenti che mi fanno chiedere per chi sia pensata questa tipologia di modalità. Come fa Alicia Taylor a essere la ring announcer di JBL Vs CM Punk nel 2008? E come faccio io ad immedesimarmi in una modalità storica con questo tipo di sviste?
Altri piccoli e grandi problemi attanagliano l’edizione 2026, alcuni dei quali storici e ereditati (non capisco come) dal passato, come il fatto che i ring announcer abbiano un volume quasi impercettibile o che il quick resume non funzioni. Direi anche, ma qui è più una questione di gusti personali, che la modalità MyRise sia sottotono rispetto al passato. Trovo inoltre fastidiosissimo che la schermata di selezione degli atleti offra un mix di modelli 3D e fotografie, il che denota una scarsissima cura del dettaglio.
Monetizzazione aggressiva
A questo punto dovrebbe esserti chiara la mia opinione di WWE 2K26 che, pur rivelandosi profondo nel gameplay, presta il fianco a diverse critiche. Ma ho deciso di trattare separatamente l’aspetto forse più esplicativo della direzione che il franchise sta prendendo: l’assurda e aggressivissima monetizzazione. Facendo felice praticamente nessuno (immagino), WWE 2K26 ora prevede un sistema di season pass alla Fortnite, chiamato Ringside Pass, per sbloccare contenuti in-game. A rendere ancora più deprimente la situazione, concorrono altri fattori. Ad esempio, ti basti sapere che il titolo precedente WWE 2K25 aveva, già sbloccati, diversi elementi che invece quest’anno richiedono ore di grinding.
E se invece non hai tanto tempo a tua disposizione? Non preoccuparti, potrai comodamente saltare le stagioni di Ringside Pass utilizzando i preziosi euro, così da sbloccare i contenuti più velocemente. Il tutto in un videogame AAA che costa 80 euro! Ricordo, inoltre, che WWE 2K26 già prevede ben due modalità dense di microtransazioni e grinding (MyFaction e The Island). Francamente trovo tutto ciò inaccettabile; una politica anti-consumatore che mi porta a evidenziare i difetti presenti nel gioco e su cui, magari, in passato avrei chiuso un occhio volontariamente.
Grafica e sonoro
WWE 2K26 è, quasi in ogni occasione, davvero un bel vedere. Peccato però che l’abbandono delle console old-gen non abbia comportato lo sperato salto grafico. La qualità dell’immagine è leggermente superiore, ma niente che faccia cadere la mandibola rispetto a WWE 2K25. Non c’è molto da segnalare sul fronte del sonoro, che rimane su standard conosciuti.
Versioni e prezzi
Qui le cose si fanno complicate, più che in passato. Quest’anno WWE 2K26 presenta ben quattro versioni differenti. Si parte con quella base, venduta a 79.99 € fino ad arrivare alla mastodontica “Monday Night War Edition” da ben 149.99 €. In mezzo troverai l’edizione King of Kings, da me recensita, a 99.99 € e la “Attitude Era Edition” a 129.99 €. Ognuna di queste, come lecito aspettarsi, include componenti aggiuntivi via via più preziosi. WWE 2K26 è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC via Steam e Nintendo Switch 2.
Concludendo
In linea con quanto offerto dagli show televisivi negli ultimi mesi, WWE 2K26 offre uno spettacolo buono… e basta! L’assenza di idee innovative e la monetizzazione diventata oramai onnipresente e imperante nel gioco iniziano a minare pesantemente la serie. È davvero un peccato perché, come sempre, l’oliato e funzionale gameplay che ha caratterizzato il franchise negli ultimi anni è ancora lì, divertente e dinamico. Un acquisto che quindi potrei consigliarti se tu fossi a digiuno di video game di wrestling, vista la sua completezza quasi enciclopedica. Ma se possiedi già WWE 2K25 (o magari anche 2K24) ci penserei due volte prima di accaparrarmi l’edizione 2026 a prezzo pieno.
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Nerdando in breve
WWE 2K26, sviluppato da Visual Concepts e pubblicato da 2K, è l’edizione 2026 dell’annuale titolo di wrestling per eccellenza.
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