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Metal Gear Solid: Master Collection Vol.1 – Serpenti e make-up

metal gear solid collection

Credo che Metal Gear Solid, su PlayStation 1, sia stato uno dei giochi che mi ha “cambiato la vita” dal punto di vista videoludico. Storia, ambientazione, musica, personaggi e un gameplay “incredibile” e fluidissimo mi conquistarono dalla prima demo – ma che belli erano i demo CD? Ma ora rischio di divagare.

Dopo la remaster del 2011 targata Bluepoint, Konami ha deciso di portare questi giochi su console di ultima generazione, sempre avvalendosi di Bluepoint e forse regalandoci più un’emulazione che un vero e proprio remaster, assieme ad un bonus di tutto rispetto, ossia i primi veri due capitoli della saga, “Metal Gear”. Andiamo subito a vedere di che si tratta, ma occhio a non farvi scoprire!

Recensione

Se volessi parlare della saga di Metal Gear ci sarebbe da iniziare oggi e finire domani, per farvi capire la complessità della saga del geniale Hideo Kojima – papà anche del contestato Death Stranding. Per farla in breve, la storia segue l’evoluzione di una spia, quella che prenderà il nome di Big Boss, e dei suoi “figli”, con un particolare focus su Solid Snake, “l’uomo con una missione”. Il sottotitolo ufficiale della saga recita “Tactical – Espionage – Action“, e devo dire che ci hanno preso.

La storia parte dai lontani anni ’70 (anche un po’ prima in realtà) con le gesta di Big Boss, la sua ascesa come spia “governativa” d’elite (MGS3) e il suo successivo distacco da quegli ideali che lo ha portato a diventare un rivoluzionario che ha creato degli stati militari volti a rovesciare governi e stati. A quel punto entra in gioco Solid Snake, suo “figlio“, che combatte contro Big Boss e lo sconfigge 2 volte (MG e MG2, rilasciati ai tempi su MSX).

Solid si ritira ma viene richiamato all’azione quando il fratello Liquid decide di assaltare la base di Shadow Moses in Alaska, dove si nasconde il Metal Gear Rex, carro armato semovente dotato di testate nucleari – insomma, niente di serio. Solid sconfigge Liquid e i suoi scagnozzi (MGS) e qualche anno dopo lo ritroviamo infiltrato su una nave che dovrebbe trasportare un nuovo modello di Metal Gear. Ed è qui che succede il patatrac, perdiamo le tracce di Solid e… continuiamo a giocare nei panni di Raiden, un nuovo personaggio che si trova, due anni dopo, ad infiltrarsi su un impianto di “depurazione” che è stato assaltato da parte di un pittoresco gruppo di terroristi, capitanato da una vecchia conoscenza di Snake che potremo definire “semi-rediviva”. Raiden risolve il tutto (non da solo!) e qui si chiude MGS2, non senza sorprese.

Pensate sia finita qui? Eh no, mancano ancora due capitoli della saga, ma questa è un’altra remaster!

Andrò ora ad esaminare i tre giochi singolarmente.

No, non è spixellata l’immagine… ma qui è dove tutto ha avuto inizio!

Metal Gear Solid

Forse, per me, questa è stata la “delusione” maggiore. Perché? Beh, ad essere sinceri, questa non è stata una remaster ma quasi una semplice emulazione del classico PS One. Ora, parliamoci chiaro, è la prima volta che si può giocare (legalmente) MGS su Xbox, e questo è già un gran risultato. Però, questo è uno di quei giochi che merita remaster degne di tale nome, per non dire remake veri e propri, e quindi trovarsi di fronte un gioco di più di 20 anni fa sfiora davvero i lembi del retrogaming, con tutto ciò che ne deriva non solo lato grafica ma anche controlli.

Ripeto: è incredibile rigiocare a Metal Gear Solid, l’atmosfera di questo gioco è una delle migliori e ritrovare tutti i colpi di genio che hanno plasmato il mondo videoludico negli anni a venire è come fare un’immersione in un museo interattivo. Inoltre ci si rende conto del fatto che il gioco era davvero ben ottimizzato su PS One! Se riuscite a tuffarvi in un mondo diverso, allora l’esperienza sarà ottimale, però dentro di me continuo a sperare in un remake (o una remaster) next-gen per questo gioco!

Raiden cerca di ripulire un po’ di casino…

Metal Gear Solid 2

Qui il risultato è già più soddisfacente nonché visibile, anche se c’è stata un po’ una furbata da parte di Bluepoint che ha preso la sua vecchia remaster Hd Collection e l’ha portata sulle nuove console. La grafica è ferma ai 720p: perché?

MGS2, lato grafico, eleva MGS e gli fa fare un salto quantico nel futuro, non permettendo ancora di spostare la telecamera se non durante le sbirciate, ma la differenza è notevole. Per quanto riguarda il gioco vero e proprio, la storia inizia a fare un po’ di giri su sé stessa in alcuni momenti, cosa che anni dopo mi ha ricordato alcuni dei momenti più complessi di Death Stranding, dove alcune cose sono un po’ tirate. Insomma, Kojima being Kojima.

Dov’è Snake?

Metal Gear Solid 3

Fermo restando l’approccio tecnico di Bluepoint – dannati 720p – MGS3 è a detta di molti il miglior capitolo della saga, cosa che non so se condivido perché per me è veramente difficile scegliere un solo capitolo! La storia di MGS3 è incredibile, come incredibili sono alcuni dei boss che affronterete. Non vi ho ancora detto che in MGS c’è un po’ di sovrannaturale qua e là, di quello dove non capisci se lo è davvero o se sono solo abilità portate all’estremo dell’umana natura.

MGS3 prende la saga, la porta indietro nel tempo e così facendo rigenera il gameplay, diverso dai predecessori grazie ad esempio all’assenza del radar, la necessità di preocurarsi cibo e risorse – ehi, siamo nella giungla – e tutto il discorso della mimetizzazione, necessaria per la sopravvivenza. Un grande salto in avanti anche tecnicamente parlando, con la telecamera finalmente controllabile con la levetta destra e una grafica per l’epoca sorprendente.

Concludendo

Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 è un esperimento secondo me riuscito a metà. Il 50% riuscito è il fatto di aver portato questi tre giochi (più i primi due Metal Gear per MSX) sulle console attuali. dando la possibilità alle nuove generazioni di scoprire perché ci piace nasconderci nelle scatole di arance e alle vecchie di nascondercisi di nuovo. Ma l’altro 50% è dato dalle scelte tecniche di Bluepoint, che sostanzialmente emula o ricicla quanto già fatto in passato, pur vendendo il prodotto ad un prezzo intero.

Metal Gear Solid è una saga che necessita di un vero remake o di una vera remaster, dove la differenza si vede e si sente. Ripeto ancora che ciò non intacca l’anima in sé dei giochi, che rimangono tre pietre miliari della storia videoludica degli ultimi 20 anni, non ho dubbi. Il mio sincero suggerimento è di prenderlo ma con la consapevolezza che state letteralmente facendo un salto temporale di qualche anno indietro. Chissà cosa ci proporranno per gli ultimi due capitoli della saga!

Nerdando in breve

Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 ci riporta indietro alla scoperta della saga che ha reso Hideo Kojima famoso in tutto il mondo videoludico, a metà tra emulazione e “deja-vu”.

Trailer

Ringraziamo Konami per averci fornito una copia di Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 per questa recensione.

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