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Friends: The Reunion – L’amicizia è per sempre

Friends The Reunion

17 anni fa…

17 anni fa avevo 17 anni. Ed è una frase che nella vita capita molto molto raramente di scrivere, quindi non potevo lasciarmela scappare.
Ecco, 17 anni fa, quando io avevo 17 anni, andava in onda l’ultima puntata di Friends. Una serie che, come è facile immaginare considerata l’età che avevo all’epoca, aveva accompagnato la mia adolescenza, diventando una presenza costante e imprescindibile.

Quando ho assistito all’episodio finale, insieme ad altri 52 milioni di persone, è stato un po’ come se si chiudesse definitivamente anche un capitolo della mia vita, così come è stato per milioni di spettatori sparsi in tutto il mondo.

Questo perché Friends è riuscita ad essere molto più di una serie TV: è diventata un vero e proprio fenomeno di culto, ha attraversato barriere linguistiche, spaziali, temporali conquistando tutti e superando ogni aspettativa. Come? Grazie ad un aspetto semplicissimo quanto fondamentale: la genuinità. Chiunque di noi può rispecchiarsi in uno dei protagonisti, chiunque può rivedersi nelle situazioni che coinvolgono i personaggi. Perché in fondo Friends parla di amicizia, quella che tutti noi abbiamo vissuto e che colora le nostre vite.

Friends è iniziata nel 1994 ed è venuta fuori dalle menti creative di David Crane e Marta Kauffman. L’idea, che i due avevano mutuato dalle proprie esperienze di vita, era quella di dare vita ad una sitcom divertente e coinvolgente che seguisse le vite di sei amici a Manhattan, raccontando “quel periodo della vita in cui i tuoi amici sono la tua famiglia”.

Per dare vita ai protagonisti vennero scelti sei attori che all’epoca erano in parte delle scommesse e che oggi ci risulta impossibile separare dal loro alter ego in Friends: Jennifer Aniston, Courtney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer.

Iniziata come quella che poteva diventare una delle tante sitcom americane, Friends si è rivelata un incredibile successo planetario, andando avanti per ben 10 stagioni una più seguita dell’altra.
Da quell’ormai lontano 2004, il mito si è solo amplificato e da anni si richiedeva a gran voce una ripresa in qualunque forma di Friends e dei suoi personaggi.

Finalmente, nel 2021, possiamo assistere a Friends: The Reunion: un “episodio” lungo senza sceneggiatura in cui i sei protagonisti si raccontano, si perdono nei ricordi e celebrano insieme a fan illustri un pezzo di vita che non può essere dimenticato.

Oggi

Friends: The Reunion è andato in onda negli Stati Uniti il 27 maggio 2021 e, in contemporanea in Italia, su Sky Atlantic. Inutile dire che la aspettavo con un misto di emozione e apprensione: riprendere in mano qualcosa come Friends, dopo 17 anni, è sempre rischioso. In generale, le reunion troppo spesso si trasformano in qualcosa di vagamente imbarazzante: il tempo è passato, le cose sono cambiate e non si può fingere di no, riprendendo in mano situazioni e stili che appartengono appunto al passato.

Temevo moltissimo, quindi, eppure non mi sarei persa lo speciale per niente al mondo. Per fortuna è andata bene perché Friends: The Reunion è emozione allo stato puro. Il format scelto è perfettamente equilibrato tra effetto nostalgia e celebrazione, riuscendo a non scadere mai nel grottesco.

Non si tratta di un vero e proprio episodio, quanto più di uno speciale, una lunga intervista ai sei protagonisti ricordando i momenti della lavorazione, gli inizi e le tappe che hanno dato vita a una leggenda.
Nel corso della chiacchierata, trovano spazio i creatori e i comprimari più celebri della serie oltre che ospiti d’eccezione, apparsi a suo tempo nello show oppure suoi grandissimi fan.

Friends: The Reunion è stato pubblicizzato come “unscripted“, senza copione: in realtà la sceneggiatura c’è e si vede ma è la scelta perfetta.
La lunga chiacchierata segue un filo conduttore chiaramente prestabilito che le permette di esprimere al meglio lo spirito del progetto e ripercorrere e approfondire i momenti più iconici e rimasti nell’immaginario.
L’intervista si svolge sullo sfondo familiare della fontana della sigla ma, nel corso della puntata, ritroviamo i set a cui ci siamo affezionati negli anni, come la caffetteria o gli appartamenti.

Lo devo dire: rivedere quei set così iconici e assistere all’emozione sincera dei protagonisti nel ritornare in quei luoghi dopo così tanto tempo mi ha fatto scendere la lacrimuccia. Proprio “emozione” è la parola che racchiude perfettamente Friends: The Reunion, quella, visibile e autentica, che provano gli attori ma che in realtà proviamo anche noi spettatori, che in qualche modo ci sentiamo protagonisti dell’incredibile fenomeno Friends.

Personalmente, ho apprezzato moltissimo poter riguardare il dietro le quinte e assistere alla rilettura odierna dei copioni di allora. Ma più di tutto mi ha colpito la carica emozionale e la grandissima commozione che lo show ha creato, tanto in chi lo viveva quanto in chi assisteva.

E domani?

Ci saranno ancora eventi legati alla serie dopo Friends: The Reunion? Difficile dirlo e, personalmente, sono d’accordo con gli autori quando affermano che la serie è legata a un periodo della vita che si è concluso ed è giusto che sia così.
Ciò non toglie che questa reunion sia stata gestita benissimo e abbia saputo regalare sensazioni uniche che mi hanno fatta precipitare irrimediabilmente nel tunnel dei ricordi, ai 17 anni e a tutto quello che portano con sé.

In poche parole, mi ha fatto stare bene: perché è questo che Friends sa fare meglio fin dal 1994 ed è per questo che è ancora così amata nonostante il trascorrere del tempo.
Se amavate la serie, se ci siete cresciuti insieme, se ha significato una parte fondamentale della vostra vita guardate Friends: The Reunion. Non ve ne pentirete.
E poi, inevitabilmente, fate partire l’ennesimo rewatch. Io sicuramente lo farò.

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