Pac-Man Day 2019: 5 curiosità che (forse) non sapevi - Nerdando.com
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Pac-Man Day 2019: 5 curiosità che (forse) non sapevi

Pac-Man Day

Pac-Man Day

Oggi è il Pac-Man Day! Proprio il 22 maggio del 1980, infatti, il pallino giallo più famoso del mondo entrava nelle nostre vite.
Ideato da Toru Iwatani e prodotto dalla Namco, il videogioco iniziò la sua storia nel formato arcade da sala giochi e, da allora, non si è più fermato.
Non credo esistano, infatti, persone che non conoscano Pac-Man: il videogame ha avuto un successo immediato e, nonostante le candeline spente siano ormai 39, non solo non sembra risentire del peso degli anni ma è anche stato declinato in innumerevoli versioni ed è approdato su praticamente ogni console esistente.

Il Pac-Man Day, giornata di celebrazione del personaggio ormai parte integrante della cultura di massa, è stato istituito nel 1983 negli Stati Uniti e oggi abbiamo pensato di festeggiarlo con voi raccontandovi 5 curiosità che, forse, non sapete sull’amatissimo cerchietto giallo!

Le origini

Dietro ogni grande icona dei videogiochi c’è una grande donna, potremmo dire. Sì, perché Toru Iwatani, che all’epoca aveva 22 anni, creò Pac-Man con l’obiettivo di avvicinare il pubblico femminile ai videogiochi. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, infatti, le sale giochi erano principalmente appannaggio del genere maschile, che si dilettava con gli shooting games. Iwatani, allora, volle creare qualcosa di diverso, che potesse divertire e coinvolgere davvero tutti, comprese le donne. Effettivamente, possiamo dire che sia riuscito nel suo intento: Pac-Man ha un sistema di gioco intuitivo, che può essere compreso velocemente da chiunque, motivo alla base della sua popolarità che non conosce momenti di declino.

Secondo una leggenda, alimentata dallo stesso Iwatani, inoltre, l’idea per il personaggio gli venne mangiando una pizza: successivamente l’autore di videogiochi ha ammesso che la realtà sia un po’ più complessa di così, ma che quella della pizza restava comunque una bella origine per la sua creazione.

Il nome

Ok, se avete visto Scott Pilgrim vs. The World, questa la sapete già.
Inizialmente Pac-Man doveva chiamarsi Puck-Man, nome che derivava dal suono onomatopeico giapponese “paku-paku“, che deriva dal rumore della masticazione. Dovendo esportare però il gioco anche nel mercato americano, però, si decise di cambiare il nome: sarebbe stato molto probabile, infatti, che molti avrebbero cancellato parte della P per trasformarla in una F. Così, dal rischioso Puck-Man si è passati a Pac-Man.

In alcuni paesi, comunque il titolo venne tradotto: in Italia, per esempio, inizialmente si chiamava Gabo-Gabo. In Brasile, invece, venne chiamato Come-Come (traducibile in “mangia-mangia”) mentre in Spagna venne utilizzato il nome di Comecocos (mangiatore di cocco).

I nemici

I quattro fantasmini che cercano di ostacolare Pac-Man sono famosi tanto quanto il protagonista, tanto che hanno addirittura dei nomi: Inky, Blinky, Pinky e Clyde. Ognuno, inoltre, si comporta secondo uno schema prefissato: il fantasma rosso insegue Pac-Man facendo il percorso più breve, quello rosa tende ad aggirare il nemico, il blu segue uno schema random per essere il più imprevedibile possibile. L’unico ad avere uno schema fisso è quello arancione. Ed infatti è anche il nemico meno pericoloso.

Inizialmente, però, i fantasmi non erano previsti: Pac-Man doveva fronteggiare dei veri e propri mostri. Successivamente la forma di fantasmi è stata preferita, ma dovevano essere tutti rossi ed avere lo stesso schema di comportamento. In un secondo momento, si pensò però che avere colori e percorsi diversi avrebbe reso il gioco meno noioso.

L’idea del power up di Pac-Man, che dopo aver mangiato i frutti si potenzia e può sconfiggere i suoi nemici, è mutuata da Popeye. Prima di scegliere la frutta, però, Pac-Man doveva nutrirsi di grossi biscotti disseminati sul terreno di gioco.

Pac-Man negli altri media

La lunga carriera di Pac-Man non lo ha visto solo protagonista di videogiochi ma lo ha portato ad apparire spesso in altri media come cinema, televisione, musica.
Non tutti sanno, comunque, che esiste anche una serie animata dedicata al personaggio: nel 1982, infatti, ABC produsse un cartone animato dal titolo The Pac-Man Show, portato avanti per ben due anni, che vedeva Pac-Man difendere Pac-Land dalle mire del malvagio Mezmaron.
Gli episodi sono stati trasmessi anche in Italia tra il 1982 e il 1983.

Questione di primati

Pac-Man è il gioco dei primati: rappresenta infatti il gioco più venduto della storia, con più di 100.000 macchine Pac-Man costruite e vendute in tutto il mondo nell’anno del debutto.
La stima vuole che il titolo originale sia stato giocato più di dieci miliardi di volte nell’arco di 20 anni e che i ricavi totali di Namco per quanto riguarda Pac-Man ammontino a 100 miliardi di dollari.

L’uomo dei record per quanto riguarda Pac-Man, comunque, è l’americano Billy Mitchell: è lui, infatti, il detentore del punteggio perfetto di 3.333.360 punti in sei ore di gioco. Quello conquistato da Billy è il punteggio massimo raggiungibile in Pac-Man, raccogliendo ogni puntino, frutto o fantasma nei 255 livelli. Il videogioco era stato pensato per essere infinito, infatti, ma un bug fa scomparire il labirinto al 256° livello. Billy, tra l’altro, ha battuto questo record usando una sola delle vite a disposizione.

Tra i tanti record battuti da Pac-Man, comunque, vale la pena ricordare quello che lo vede protagonista del primo Doodle mai realizzato: nel 2010, infatti, Google ha festeggiato i 30 anni di Pac-Man creando un Doodle animato dedicato al personaggio e inaugurando così una fortunata quanto apprezzata consuetudine.

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