Il Signore degli Anelli: Viaggi nella Terra di Mezzo - Una campagna epica - Nerdando.com
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Il Signore degli Anelli: Viaggi nella Terra di Mezzo – Una campagna epica

Preparate gli zaini; affilate le armi; assicurate le armature; controllate i vostri abbigliamenti, che siano da viaggio.
Stiamo per partire per un’avventura pericolosa ed emozionante, tra le immortali suggestioni della Terra di Mezzo, il mondo immaginato da J.R.R. Tolkien.

Recensione

E lo facciamo grazie a Fantasy Flight Games, ormai sinonimo di garanzia di questi giochi di tavolo, e Asmodee Italia che lo hanno portato in Italia.

La prima cosa da dire è che se vi state aspettando una versione de Le case della follia in salsa tokienianta, beh: è esattamente quello che avrete tra le mani.
Le avventure che compongono la campagna vengono infatti gestite da una app scaricabile gratuitamente dai vari store (Steam, Google e Apple) e che ci aiuterà nella formazione del party, nello svolgimento degli incontri/scontri e nella fase esplorativa.

A nostra disposizione fino a sei avventurieri, tra cui spiccano nomi ben noti: Aragorn, Legolas, Gimli, Bilbo, Beravor ed Elena. Ognuno di loro ha una scheda personaggio che ne identifica pregi e virtù, storia e predisposizione, abilità ed equipaggiamento. Con questi potremo affrontare le nostre missioni che si snoderanno su una mappa creata proceduralmente dalla app, così che anche rigiocando la medesima avventura, pur non cambiando l’obiettivo finale, sicuramente cambierà l’approccio. Un’ottima soluzione per garantire tante ore in compagnia delle atmosfere della Terra di Mezzo.

La scatola, davvero molto corposa, contiene oltre 500 pezzi, tra miniature, tessere mappa e carte. Tantissime carte. Spicca l’assenza dei dadi che in questo gioco vengono sostituiti da un sistema di simil deck building per gestire i combattimenti e le prove di abilità.
Una volta preparato il setup (abbastanza rapido a dirla tutta), è tempo di immergersi nelle meccaniche di gioco.

Dinamiche

Come detto, sarà l’app il nostro Master per queste missioni. Dopo un primo insieme di decisioni importanti, come il numero di giocatori della compagnia e il loro ruolo, inizieremo a posare tessere sul tavolo e a muoverci su di esse esplorandone i misteri.
Le dinamiche sono molto simili a Le case della follia, sulle quali quindi non mi dilungherò più di tanto: per i neofiti, però, possiamo semplicemente dire che si tratta di muovere le miniature sulla mappa, scoprire possibilità di incontro, missioni secondarie e soprattutto combattimenti. Il tutto in concerto con obiettivi comuni: perdere un solo elemento della Compagnia, vuol dire far fallire l’intero gruppo.

Ogni personaggio, infatti, ha a disposizione un limitato ammontare di ferite (fisiche e psicologiche) che può sopportare prima di soccombere all’oscurità. Fortunatamente esistono molti metodi per sopravvivere e recuperare le forze. Anche in questo caso grazie al nostro federe mazzo di carte.

Ad ogni cambio turno, infatti, la notte si farà sempre più vicina e le forze dell’oscurità di risveglieranno dandoci occasione di mettere alla prova le nostre capacità di combattimento. Lo scopo della Compagnia, quindi, è di completare la missione entro un determinato lasso di tempo. Terminato il quale si proseguirà comunque nella campagna, ma senza tutti i bonus che si potrebbero ottenere; cosa che ci esporrà al rischio di presentarci con personaggi non all’altezza della situazione.

Le prove, come accennavo, possono essere incentrate sulle abilità individuali (forza, saggezza, agilità, spirito, ingegno) che per essere superate dovremo confrontare i relativi punteggi con gli elementi “successo” presenti nel nostro mazzo personaggio. Questo viene composto da una serie di carte che contengono diverse abilità: alcune in comune con gli altri, altre relative al ruolo (cacciatore, cantore, guardiano, capitano, apripista e scassinatore), altre infine legate al personaggio.

Ad inizio turno estrarremo delle carte dal mazzo, che formeranno poco per volta, poteri e abilità spendibili durante il turno. Le altre formeranno appunto il mazzo da cui estrarremo carte ad ogni prova. Tutto ciò riduce enormemente il fattore fortuna, che invece risultava predominante nel predecessore.

A fine missione, poi, avremo modo di mettere a frutto l’esperienza accumulata sconfiggendo nemici, superando prove, risolvendo quest secondarie. Questo ci darà la possibilità di potenziare il nostro equipaggiamento, in modo da essere meglio preparati per le missioni successive.

Da notare che, sebbene sia possibile seguire più campagne contemporaneamente, grazie ai diversi slot di salvataggio della App, il party non può essere modificato nel numero: impossibile quindi integrare nuovi personaggi per singole missioni.

Componenti

Lo scatolone de Il Signore degli Anelli: Viaggi nella Terra di Mezzo è davvero imponente. Una volta defustellato l’intero contenuto, tutto si ripone comodamente nella scatola, seppur priva di divisori.
Forse mi sarei aspettato un numero maggiore di miniature, ma in effetti nelle mie partite non mi è mai capitato che ne mancassero.
E a proposito di queste, poi, da rimarcare l’eccellente qualità delle stesse: se siete appassionati, sono davvero ottime per essere dipinte, grazie all’abbondanza di particolari.

Le tessere dalla mappa sono illustrate magnificamente, e grazie alla loro sagoma esagonale possono essere ricombinate per dare vita a scenari sempre diversi. Anche grazie al fatto che essendo stampate fronte e retro, possiamo aumentare esponenzialmente le combinazioni.
Inoltre sono presenti due tabelloni non componibili che rappresentano una sorta di zoom in cui andremo a vivere missioni concentrate nello spazio (come dentro una roccaforte), arricchite da altri elementi ambientali con cui potremo interagire come barili, cespugli, pozzi e così via.

Veniamo ora al tasto dolente: la dimensione delle carte.
Lasciatevelo dire subito: abbiamo oltre 300 carte di dimensione ridottissima (come Blood Rage, per intenderci) per le quali è assolutamente d’obbligo l’acquisto delle bustine protettive. Maneggeremo mazzi di carte in continuazione e vi assicuro che non vorrete correre il rischio di rovinarle.

Ma la dimensione, di per sé, non sarebbe un problema se non fosse che le scritte e le icone sono di dimensioni incredibilmente ridotte cosa che ad un vecchio giocatore come me ha creato non pochi problemi per la fase di consultazione.
Intendiamoci: niente che rovini l’esperienza di gioco, ma onestamente avrei preferito che questo formato fosse sostituito da uno più corposo.

L’app, infine, che è il motore di gioco, è semplicemente fantastica. Accompagna con musiche perfette, gestisce il party in modo intuitivo ed efficace; consente zoom e rotazioni per una ottimale consultazione della mappa. Insomma: davvero non saprei cosa altro chiedere di più.

Per un approfondimento sui componenti, vi rimando al nostro unboxing su Facebook.

Conclusioni

Il Signore degli Anelli: Viaggi nella Terra di Mezzo è davvero un ottimo gioco da tavolo. Ammetto di non impazzire per i giochi guidati da App o per quelli fortemente legati ad una licenza. Tuttavia è davvero incredibile il lavoro fatto per regalare ambientazione e dinamiche a questo titolo di cui difficilmente riuscirò a stancarmi.

Ringrazio Asmodee Italia per il materiale.

Nerdando in breve

Il Signore degli Anelli: Viaggi nella Terra di Mezzo è il gioco da tavolo collaborativo che ci fa vivere epiche avventure nel mondo di Tolkien.

Nerdandometro:
4.8 out of 5 stars (4,8 / 5)

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