GRIS - Un'opera d'arte sulla vita e sul dolore - Nerdando.com
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GRIS – Un’opera d’arte sulla vita e sul dolore

Nel mondo attuale ancora si fatica a riconoscere il videogioco come arte. Purtroppo, spesso si dimentica che l’arte è un tramite, un modo per esprimere e comunicare sentimenti grazie alla creatività. Pittura, musica e recitazione, ma anche cinema o performance sono accettate comunemente come forme di espressione.

Quando il gameplay di un videogioco viene utilizzato, insieme alla rappresentazione narrativa e audiovisiva, per comunicare un sentimento o un concetto, non è forse arte? GRIS è un esempio perfetto di questo connubio artistico e il risultato è un’opera semplicemente bellissima, che ci ricorda come il videogioco possa essere visto e realizzato come un’arte di tutto rispetto.

Recensione

Chiudete tutto e andate a giocare a GRIS.

Una parte di me vorrebbe chiudere così. Vorrei permettere a tutti di entrare in questa esperienza completamente vergini del gioco, ma sarebbe irrispettoso. Questo è un titolo particolare, che merita di essere giocato con la giusta aspettativa.

Partiamo dalle cose semplici: GRIS è un platform con elementi puzzle. Non è complesso e nemmeno difficile. Vi sono alcuni collezionabili opzionali da raggiungere tramite piccole sfide che richiedono un poco di abilità in più. Avanzando nei livelli si sbloccano nuovi poteri che aumentano la propria mobilità e l’interazione con il mondo di gioco.

Ovviamente, non è l’originalità del gameplay il punto di forza del gioco, ma anzi, il fatto che sia così facile rende molto più fruibile e godibile la storia. Le vicende sono narrate interamente in modo non verbale e tutto è indipendente dalla lingua. Ciò lo rende un titolo estremamente accessibile che va dritto al cuore del giocatore.

Ciò che rende GRIS così speciale sono la poesia e la profondità che traspaiono da ogni singolo momento di gioco. I meravigliosi fondali ad acquerello, le oniriche strutture su cui la protagonista si inerpica, le meravigliose musiche e il modo in cui questi elementi si mescolano con le sfide da affrontare, per raccontare una storia e per comunicare un messaggio.

Senza svelarvi troppo, voglio raccontarvi meglio cosa potrete incontrare in questa meravigliosa esperienza.

Trama

L’avventura di GRIS, che è anche il nome della ragazza protagonista, inizia con una tragedia. Il suo canto si ferma, la statua femminile che la sorreggeva si sgretola e lei precipita al suolo, ritrovandosi ferita e senza forze. In un mondo bianco e desolato, punteggiato da rovine, ci iniziamo a muovere a tentoni, acquistando sempre più forza.

Di lì a poco, arriva il primo cambiamento sostanziale. Ritrovata la mano di pietra che ci sosteneva, ormai precipitata, entra nel mondo il primo colore. Tutto si tinge di rosso e il panorama diventa più aggressivo, tagliente e la saturazione cromatica aumenta man mano che si prosegue. Man mano che si avanza nel gioco si scopriranno nuovi colori, che faranno da sfondo a visuali sempre più elaborate e vive, con atmosfere musicali coerenti al momento.

Lo scopo finale è volutamente poco chiaro a livello narrativo. GRIS non può morire o farsi male e può solo proseguire nel superare le difficoltà che le vengono poste. Di quando in quando, il suo vestito acquisirà nuove abilità, che le permetteranno di oltrepassare ostacoli e di raggiungere punti prima inaccessibili.

Il gameplay stesso è metafora della storia e del messaggio: la ragazza che abbiamo incontrato piena di dolore si rinforza e ciò che prima le impediva di andare avanti non solo viene sconfitto, ma addirittura diventa una risorsa da sfruttare. Ovviamente non vi posso dire cosa succede con precisione. Vivere l’esperienza di Gris insieme a lei è fondamentale e ognuno di noi deve leggere in essa qualcosa di significativo e di personale.

Significato

Nonostante questo, sono pur sempre un nerd! E che nerd saremmo noi tutti, senza un po’ di voglia di approfondire e di interessarsi ai significati nascosti?

Per quanto sia vero che è più interessante trovare la propria lettura di GRIS, i ragazzi di Nomada Studio hanno comunque seguito un tema per creare il gioco. Ho accennato al fatto che la protagonista sia afflitta dal dolore, che potrebbe essere quello per la perdita della voce, ma la struttura dei livelli, come colori, composizione e atmosfere in generale porta alla tematica dell’elaborazione del lutto.

Una delle letture, assolutamente non univoca, è quella di una ragazza che ha perso la madre, rappresentata dalla statua andata in pezzi nei primi istanti di gioco, che deve superare il trauma. Ogni stadio dell’elaborazione viene mostrato stratificando i colori che li rappresentano. Ad esempio, il rosso viene usato per la rabbia. Nella sezione corrispondente, furiose tempeste vi travolgeranno, ma dopo aver trovato il modo di rendersi inamovibili si riuscirà a proseguire senza farsi soffiare via da esse. Il blu viene usato nella fase corrispondente alla depressione, blue in inglese, appunto. Qui ci troveremo a vagare per enormi masse d’acqua, che ci renderanno sordi ai suoni e agli stimoli esterni.

Di quando in quando, temibili ombre nere ci impediranno con violenza di proseguire e non sempre sarà facile o possibile fuggire da esse. Queste forme oscure di animali simboleggiano le paure più interiori, quelle forze che noi stessi ci creiamo e che ci impediscono di interiorizzare in modo sano e tranquillo le nostre emozioni.

Quello di GRIS è un mosaico di elementi naturali e di antiche rovine che una volta composto ci mostra la storia di un percorso. Come dicevo, le letture sono molte, perché altrettanti sono i viaggi e le esperienze che una persona può intraprendere e vivere. In questo gioco si parla sicuramente di dolore, di perdita e di sconfitta, ma anche di gioia trovata nel vincere le difficoltà e nel raggiungere degli obiettivi. Per questo, un videogioco è il medium perfetto per questa storia.

Cercare il percorso giusto per finire un livello, scoprire la soluzione di un enigma, testare i propri limiti e le proprie abilità. Sono i princìpi di un gioco, ma anche di un percorso di crescita o di guarigione. La nostra Gris, che significa grigio in spagnolo e francese, scopre i suoi colori e li esplora fino ad arrivare alla risoluzione finale, più forte e più abile rispetto all’inizio del gioco. Sarebbe stato impossibile ottenere la stessa profondità con un qualsiasi altro mezzo di espressione e ognuno di noi può trovare la sua interpretazione, soprattutto a seconda delle emozioni e che faremo rispecchiare nel gioco.

Grafica e sonoro

Non credo ci sia modo migliore di definire l’aspetto audiovisivo di GRIS che il termine “perfetto“.

Sarà che gli acquerelli mi fanno impazzire, che le musiche dei Berlinist sono sublimi, ma cavolo… non c’è un singolo momento in cui occhi e orecchie non siano completamente appagate. Ho finito il gioco in due o tre sessioni e subito dopo averlo chiuso per la prima volta mi sono reso conto di quanto mi sentissi rilassato e ispirato. In poche parole, stavo bene. Prima di continuare l’avventura ho sentito come desiderassi, quasi fisicamente, tornare a provare le stesse sensazioni.

Questo è uno dei pochissimi titoli che mi ha fatto provare queste emozioni e una grandissima parte di questo merito va al lato artistico, senza se e senza ma. La progettazione del mondo di gioco, delle forme e dei vari livelli di profondità è stata fatta con cura maniacale e niente è lasciato al caso. Ogni singola scena sarebbe da incorniciare e mettere in un museo.

Prezzo

GRIS è disponibile su Steam per PC e Mac OS X e su Nintendo Switch al prezzo di 16,99€

In conclusione

Se non si era capito, GRIS è un capolavoro. Pochi titoli si meritano questo appellativo e finora l’ho attribuito a pochissimi giochi. Non sono riuscito a trovare un singolo difetto, più ci penso e più realizzo che questo è un gioco che andrebbe portato nelle scuole come esempio di perfetta coesione fra narrazione, espressione visiva e musicale e gameplay.

È chiaro che non si può entrare in questo gioco sperando di trovare una narrativa lineare o una sfida che metta alla prova le nostre abilità, ma si è chiamati più a “toccare con mano” la strada percorsa da Gris, a viverla insieme a lei e a scoprire cosa può comunicarci questa esperienza.

Fatevi un regalo, di quelli belli, e giocate a GRIS. Fatelo a mente aperta, desiderosi di interpretare e di raccogliere il messaggio di questa perla videoludica.

Nerdando in breve

GRIS è un’opera d’arte mascherata da platform, fra le più soddisfacenti e complete, con un forte messaggio sul dolore e sulle emozioni. Un’esperienza più che un videogioco.

Nerdandometro:
5 out of 5 stars (5 / 5)

Trailer

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