Capitan Napoli - Il tuo amichevole supereroe di quartiere - Nerdando.com
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Capitan Napoli – Il tuo amichevole supereroe di quartiere

Recensione

Curre curre guagliò è il primo episodio di Capitan Napoli, futuro membro dei Capitani Italiani, nato da un’idea di Fabrizio Capigatti ma scritto e sceneggiato da Antonio Sepe. Il fumetto, edito da Venezia Comix, è frutto di una solida collaborazione a più mani: quattro illustratori (Pasquale QualanoClaudio AvellaVincenzo CarratùAlessandro Miracolo) e due coloristi (Adele MateraAlessandra Baccaglini), oltre ai sopracitati Fabrizio e Antonio.

In 80 pagine cariche di emozioni e colori, potrete stringere fra le mani il sogno di un bambino che non ha mai smesso di credere nei supereroi, e che ci crede fortissimo anche ora che è diventato adulto.

Una campagna mediatica ben studiata

Tempo fa (verso la fine di febbraio) stavo sperperando il mio tempo libero sui social network, e fra un video di corgi e uno di bricolage, sono incappata per caso in un post che ha subito catturato la mia attenzione:

Era tempo di agguerrite campagne elettorali: il 4 marzo si sarebbero tenute le elezioni politiche per rinnovare Camera e Senato e per questo, ovunque mi girassi, c’erano banner e manifesti, tutti ricchi di foto ritoccate o slogan sdoganati. Tuttavia, non mi era ancora capitato di vederne uno illustrato.
A quanto pare, un certo Pasquale De Andrea aveva deciso di puntare su una caricatura anziché su una fotografia accuratamente modificata, con un motto concreto e diretto: “Napoli non ha bisogno di supereroi. Napoli ha bisogno di te.”  Colpita dall’originalità della cosa, e incuriosita dal fatto che a condividere i manifesti fosse stata una pagina di fumetti e non di politica, ho iniziato a seguire la vicenda quasi ogni giorno per trovare il bandolo della matassa.

Io, chiusa nella mia cameretta a Milano, mi immaginavo gli abitanti di Napoli che, girando per la città e imbattendosi nei cartelloni, si mettevano a fotografarli e a segnalarli alla pagina dei Capitani Italiani così da collaborare alla “caccia ai manifesti”. Invece ero semplicemente cascata nell’astuta campagna mediatica ideata da quel genio di Antonio Sepe e dal suo team di collaboratori.

Ho poi scoperto infatti che Pasquale De Andrea altri non è che l’antagonista di Capitan Napoli, il supereroe partenopeo col Vesuvio nelle mani, pronto a unirsi al team dei Capitani Italiani di Fabrizio Capigatti. Soprattutto, ho scoperto che nessuno di quei manifesti è mai davvero comparso fra le vie del capoluogo campano, ma gli scatti condivisi sui social sono solo scorci caratteristici della città, accuratamente ritoccati. Una trovata indubbiamente degna di nota.

Trama

“Curre curre guagliò” è la storia di Nino, un giovane ragazzo napoletano scosso dalla recente perdita del caro amico Filù. Nino ama la boxe, un po’ meno la scuola, ma soprattutto ama avvolgersi le mani in strette bende e iniziare a sferrare cazzotti a punchingball appesi, sfogando tutta quella rabbia repressa dovuta al tragico destino del suo migliore amico.

Una sera, tornando dagli allenamenti, si imbatte in due loschi figuri che lavorano per la Nuova Oasi, la società di smaltimento rifiuti del neo-eletto presidente regionale Pasquale De Andrea. Dopo aver ripulito e smaltito tutti i rifiuti presenti in città, al signorotto dal ghigno malefico è risultato quasi banale stracciare gli altri candidati, vincendo con una maggioranza schiacciante. Purtroppo per lui però, quando Nino incappa nei netturbini, entra anche in contatto con le sostanze tossiche che stavano illegalmente immettendo nel sottosuolo, acquistando così quei superpoteri che daranno il via all’intera vicenda.

Ovviamente, Nino non è il solo a cui capita qualcosa del genere. Durante l’avventura incontrerà un intero clan di giustizieri mascherati, il Clan della Pizza, coeso gruppo di eroi che lotta contro le ingiustizie da oltre 200 anni sotto la guida di un sensei noto come Il Pizzaiolo.

Fra rapimenti, lotte, incontri fortuiti e riflessioni introspettive, le vicende narrate nel volume non potranno lasciarvi indifferenti.

Stile

L’amichevole supereroe di un quartiere partenopeo

Partiamo dal presupposto che l’intera vicenda mi ha ricordato a più riprese la storia di Spiderman, supereroe al quale sono particolarmente affezionata. In entrambe le vicende c’è un ragazzo qualunque che entra a contatto con una sostanza radioattiva, che innesca una mutazione genetica, la quale anziché ucciderlo lo fortifica lasciandogli prodigiosi superpoteri. Se nel fumetto dell’immortale Stan abbiamo un Peter giornalista, in Capitan Napoli c’è l’acuta Assunta, reporter a caccia di uno scoop sensazionale che insegue il suo istinto a ogni costo, affrontando a testa alta le minacce di censura e di licenziamento. Altro elemento comune è un anziano parente tanto caro al protagonista, che farebbe di tutto per difenderlo. Se nelle avventure dell’Uomo Ragno troviamo una buona e fragile zia May, in Curre curre guagliò c’è la mamma di Nino, l’unica che davvero comprenda cosa stia accadendo al nostro eroe e che lo sostenga fortemente in ogni sua scelta.

Eppure, se tutti questi parallelismi potrebbero indurvi a pensare che Capitan Napoli sia solo una scopiazzatura riadattata con pizze e mandolini, sappiate che vi stareste sbagliando di grosso. Antonio Sepe è infatti riuscito a trarre dal patrimonio comico-supereroistico i migliori dettagli e le scene più significative, implementandole a una storia accuratamente strutturata e sviluppata, che lascia ben sperare per un seguito altrettanto coinvolgente.

Colori contrastanti ed emozioni concretizzate

A Nino non interessa nulla che non sia la giustizia, e mosso dal desiderio di trovare l’assassino del caro Filù, eccolo che scende a patti con sé stesso e con gli altri pur di rendersi utile alla propria comunità. Nino combatte e non si arrende, e tutto lo spettro emotivo che attraversa è perfettamente immortalato sulle pagine inchiostrate. Complici le nuance che accomunano gran parte del volume, Capitan Napoli – Curre curre guagliò è uno spettacolo per la vista, non solo per la lettura.

Come vi ho scritto qualche riga più su, al fumetto ha messo mano un team di disegnatori e coloristi, i quali però riescono a mischiare le loro tecniche con estrema cura. Senza saperlo a priori, è praticamente impossibile determinare con certezza in quali vignette sia stato passato il testimone, matita o pennello che fosse.

Spesso e volentieri incapperete in illustrazioni perfettamente simmetriche il cui forte dinamismo è reso dal connubio fra linee cinetiche accuratamente posizionate, e colori contrastanti minuziosamente collocati. Il pugno arancione di Nino, caratteristico del nostro Capitan Napoli, spicca sempre sui nemici che vengono dipinti con tonalità fredde e palette grigiastre. La prorompente voce della suadente Kate si propaga concentricamente come un’onda sonora che non trova ostacoli lungo il suo cammino, di nessun tipo: nemmeno altre vignette. Essa infatti sovrasta tutto con estrema maestria, senza confondere il lettore ma ben facendo intuire la potenza del suono. Dettagli sparsi fra un’immagine e l’altra mostrano tutta la cura che ciascun membro del team ha investito nel volume, e proprio per questa ragione vi invito caldamente a osservare con attenzione ogni singolo passaggio.

Concludendo

Che cos’è un supereroe? Qualcuno mascherato che combatte per rabbia? O solamente un buon samaritano che difende i più deboli? Io non lo so come ci siano arrivati i superpoteri in questa città, non ci sono anelli del potere sulle loro dita, né costumi ipertecnologici; non ho visto uno stemma reale sul loro petto. Tutto quello che so è che le loro lacrime erano vere.”

Capitan Napoli – Curre curre guagliò è un fumetto che merita di essere letto, assolutamente. Porta in trionfo tematiche universali e sempre più spesso denigrate, quali l’accettazione del diverso e, soprattutto, di sé stessi. Sapere quando chiedere aiuto, quando prendere a pugni l’orgoglio per vincere battaglie di rilevanza ben maggiore, sono soltanto due dei tanti insegnamenti che Nino dovrà saper trarre dalla vicenda per poter raggiungere il suo obiettivo: fare giustizia. E che cos’è un supereroe, se non una persona vera che combatte per la giustizia?

La battuta conclusiva è quella che più di tutte esprime il messaggio dell’intera opera: “La gente non conosce il dolore che hai dentro, ne perché combatti. Ma tu hai la possibilità di cambiare le cose. Devi resistere, anche se non ti vorranno, tu aiutali. Perché in questo momento buio tu sarai la loro speranza.

Un augurio che vale per Nino, per il Cavaliere Oscuro, per ogni supereroe o, più semplicemente, per tutti quanti. Non servono i superpoteri per essere supereroi, basta crederci fino in fondo e resistere sempre, nonostante tutto.

Nerdando in breve

Un fumetto eccellente, dai grandi contenuti artistici e con una forte morale di speranza. Si legge velocemente, lo si assapora con calma. Capitan Napoli – Curre curre guagliò è una storia innovativa e italianissima, che incuriosisce, appassiona, intrattiene e coinvolge, spronando il lettore a non arrendersi davanti alle difficoltà, qualunque esse siano. Con un ottimo rapporto qualità/prezzo, il fumetto sembra pensato sia per gli adolescenti, sia per un pubblico un po’ più cresciuto. Assolutamente consigliato, soprattutto se non avete mai smesso di credere nei supereroi.

Nerdandometro:
4.9 out of 5 stars (4,9 / 5)

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