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G.I.A.D.A. – Come si fa a diventare grandi?

Recensione

Crescere, che fatica!” Così recitava la famosa sitcom statunitense che andava in onda, nell’ormai lontano 1996, durante gli appuntamenti pomeridiani firmati Domenica Disney.
Già, perchè tutti noi portiamo dentro quelle esperienze, proprie dell’adolescenza, in grado di cambiarci dentro.

Amianto Comics, per mezzo delle doti di Mordecai e di Leonardo Cino, cerca di ricreare la magia e l’atmosfera che caratterizzano la delicata transizione tra età dell’innocenza ed età adulta, fondendo una narrazione dall’indiscutibile fascino ad uno stile delicato e realistico, in grado di ritrarre alla perfezione le esitazioni, gli amori e le problematiche che chiunque ha sperimentato sul finire del periodo scolastico.
Ma di cosa parla realmente G.i.a.d.a., il volume disponibile su www.amiantocomics.com?

Trama

Il titolo (Guida Insolita Al Diventare Adulti) non è soltanto un acronimo, bensì un voluto richiamo ad uno degli elementi portanti di tutta la narrazione: Giada è il nome della ragazza segretamente amata dal protagonista.

La tormentata passione è troppo travolgente per poter essere ignorata ed il giovane, accettato passivamente lo scomodo ruolo di “migliore amico“, non può privarsi della speranza di essere finalmente visto come qualcosa di più di una semplice spalla su cui piangere nei momenti di sconforto.

Al di là di questa indomita passione, il personaggio, da poco privo della figura materna, si trova a dover affrontare la necessità di instaurare una forma comunicativa nuova nell’ambiente familiare e a convivere con la depressione del padre, che, burbero e sempre critico, nasconde un dolore acuto per la  perdita subita.

Queste due colonne costituiscono le basi su cui si poggia l’intera narrazione e contribuiscono a creare una dualità di fondo che permette di vedere il personaggio principale a tutto tondo, con tutte le sue sfaccettature; alla prima esperienza amorosa, alla politica, alla società ed al sesso, vissuti in modo decisamente giovanile, si contrappone un lato profondamente adulto, travagliato e profondo.

Disegni

Lo stile adottato dal disegnatore è perfetto per la storia.

Cini si descrive come un disegnatore fresco di diploma, ma si dimostra tutt’altro che inesperto. Attraverso una perfetta sintesi operata mediante immagini, lo spettatore è semplicemente travolto da quanto sta leggendo.

Se molto del merito è attribuibile all’ottima sceneggiatura, il responsabile delle matite si dimostra pienamente all’altezza del compito e le tavole, sempre chiare e leggibili, mostrano una gran cura al particolare nell’uso delle inquadrature e nella dinamicità impressa alle diverse situazioni.

Certo, ad una prima occhiata, il disegno sembrerebbe sottintendere ad un’iniziale previsione del colore (data la scarsità del chiaro scuro adottato per gran parte delle tavole), ma si può anche facilmente immaginare che la scelta sia stata dettata dalla necessità di una maggiore chiarezza del disegno.

In conclusione

Sono rimasto colpito dal lavoro che i due autori sono riusciti a realizzare.

Regista e sceneggiatore, Mordecai sembra non aver avuto alcuna difficoltà a rifunzionalizzare la propria storia in una veste nuova come quella del fumetto che, pur raccontando tramite immagini, ha tempi e mezzi decisamente diversi da quelli cinematografici.

Il racconto risulta ben bilanciato e calibrato, i toscanismi (frequenti nel testo) sono perfettamente integrati nell’andamento dei dialoghi e rappresentano un elemento molto gradevole.
Unica pecca può essere costituita dalla poca originalità che traspare, in principio, dalla trama.
Nonostante questo, continuando nella lettura, il lettore non ha alcuna difficoltà ad immedesimarsi e il tutto riesce a prendere forza e personalità.
La narrazione sembra crescere in intensità e pathos mano a mano che si approfondisce la conoscenza dei personaggi, tutti ottimamente scritti e realistici (il padre di Francesco, ad esempio, risulta vivo e tangibile, così come la stessa Giada, personaggio quasi stereotipato ma che, a suo modo, riesce a distinguersi e ad acquisire vividezza).

Nerdando in breve

Una narrazione che, a discapito della sua contestualizzazione, si dimostra universale e senza tempo.

Nerdandometro: 3/5

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