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#NerdandoConsiglia: Bound

Bound

Dopo aver acquistato una PlayStation 4 durante il Lucca Comics & Games di quest’anno, non potevo non lanciarmi alla scoperta della console e dei suoi giochi. Perciò, quando ho visto che Bound era tra i giochi gratuiti del mese di novembre per gli abbonati PlayStation Plus, ho fatto un sorrisone e ho cliccato su “prova gratuita per 14 giorni”.

Di Bound avevo provato una demo tempo fa e ne ero rimasta affascinata. Dopo aver giocato l’intera avventura, non posso che confermare la mia impressione iniziale. È un viaggio onirico, delicato e incisivo allo stesso tempo.

Platform 3D sviluppato dal team polacco Plastic, Bound parla di paure infantili e del loro superamento, e lo fa con la grazia di una ballerina. Letteralmente.

Una donna incinta cammina sulla spiaggia, riguardando un vecchio quaderno pieno di disegni infantili. Ogni disegno ci porta in un luogo lontano, dove una Principessa ballerina riceve da sua madre il compito di salvare il regno da un mostro.

Il regno è inquietante e surreale: è formato interamente da figure geometriche, costantemente in movimento, pieno di colori e di sfaccettature. La Principessa si muove danzando in questo mondo composto di strutture sospese nel vuoto, tra scale, nastri e ampie piattaforme, alla ricerca della salvezza.

Ovviamente, il simbolismo è preponderante. Il gioco è volutamente criptico e non dà spiegazioni precise, lasciando molto all’interpretazione del giocatore, e sapete che c’è? Va benissimo così. D’altra parte, il punto di forza di Bound è la sua capacità di suscitare emozioni, e ci riesce egregiamente, specialmente grazie alla resa grafica, che è davvero stupenda. A partire dal regno, sempre in movimento sull’onda della colonna sonora, ai passi di danza della Principessa ballerina, quasi ipnotici nella loro fluidità, è impossibile non notare la cura dei dettagli.

Insieme al pregio della grande attenzione alla grafica, tuttavia, c’è la pecca di un gameplay davvero molto scarno. Le parti platform sono semplicissime e, se questo va più che bene a chi vuole godersi il gioco senza pensarci troppo come me, un giocatore più esigente potrebbe restarne deluso.

L’esperienza di gioco dura poco più di due ore e consiglio di farla tutta d’un fiato, per meglio immergersi nell’atmosfera.

Insomma, Bound è un videogame elegante e ben costruito, dall’impeccabile resa grafica e dai temi complessi e sempre attuali. Consigliatissimo agli appassionati di danza.

Trailer

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