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It – E tu di cosa hai paura?

Stephen King

Recensione

A me i film horror non piacciono. Sono una fifona e finisco per guardarli attraverso gli stretti spiragli tra le mie dita mentre affogo nell’ansia.

Eppure qui parliamo di It, ed amando le opere di Stephen King non posso perdermi nulla che nasca dalle sue idee, anche se ciò significa morire di paura in una sala buia piena di sconosciuti terrorizzati quanto me che potrebbero urlare da un momento all’altro e causarmi l’infarto definitivo.

Così eccomi qua, di ritorno dall’evento “Stephen King’s Night“, una serata in cui The Space Cinema ci ha fatto ritrovare una sala pullulante di palloncini rossi (uno per ogni sedile) in cui era possibile vedere non solo il nuovo “It” ma, prima di quello, anche “Carrie – lo sguardo di Satana“, pellicola del 1976 con un giovanissimo John Travolta nel cast, ispirata al romanzo di Stephen King “Carrie“.

Trama

La trama di It a grandi linee la conosciamo quasi tutti, ma come nella maggior parte degli adattamenti non è perfettamente fedele a quella del romanzo: gli appassionati del noto scrittore conosceranno sicuramente la cara Derry, ambientazione di molte delle sue opere.

In questa città vive una spaventosa creatura che ogni 27 anni si risveglia dal suo sonno per nutrirsi delle paure delle persone (prevalentemente bambini e ragazzi) per poi tornare al suo lungo riposo (piccola curiosità: la conosciutissima miniserie ispirata sempre a questo romanzo è uscita nel 1990, ossia proprio 27 anni fa).

Una delle vittime di questa entità, personificata nel clown Pennywise, è il piccolo Georgie Denbrough, che finisce nelle grinfie della crudele creatura nel tentativo di recuperare la sua barchetta di carta, ma non è che uno fra i tanti scomparsi misteriosamente in città.

Durante l’estate seguente anche Bill (il fratello maggiore di Georgie) e i suoi amici verranno a contatto con quello che chiamano “It” e decidono di provare a fermarlo, visto che nessun altro sembra intenzionato a farlo.

Bill e i suoi amici formano “il Club dei Perdenti“, difatti hanno in comune il fatto di essere un po’ i classici emarginati che spesso vediamo nei film, bullizzati da Henry Bowers e la sua banda.

Non si tratta solo di paura

L’idea alla base di It è davvero inquietante: una creatura che ti combatte con le tue peggiori paure, nutrendosi di esse.

Alla fine ognuno di noi ha un proprio It personale, con la piccolissima differenza che non prova materialmente ad ucciderci, si limita a divorare la nostra serenità e si manifesta più forte che mai negli anni giovanili, diradandosi nell’età adulta senza sparire mai del tutto.

Questa pellicola non si limita a mostrare le fobie dei protagonisti, bensì si occupa di spiegarle e motivarle, fornendo un breve ma esauriente background ad ognuno di loro.

Il percorso di crescita che compiono i personaggi li porta a vedere la paura per quella che è: un limite esistente dentro di noi, irrazionale, che non può ferirci per davvero.

Fatte queste premesse, penso che il punto di forza di questa pellicola sia il fatto che il suo scopo principale non sembri essere quello di far paura, come la maggior parte degli horror. La paura è sì l’ingrediente più importante, ma un film concentrato su quella rischia di diventare scontato o noioso.

Difatti non è sempre presente quella atmosfera cupa e ansiogena che pervade i film del genere, questi momenti si alternano ad altri colorati e spensierati, in cui ci viene addirittura strappato qualche sorriso dagli scambi di battute dei simpatici protagonisti.

Questi spazietti felici permettono di tirare un sospiro di sollievo tra uno spavento e l’altro, alleggerendo la visione ma rendendo anche i momenti di paura più inquietanti ancora, essendoci ormai rilassati grazie all’atmosfera serena e venendo presi più alla sprovvista.

Non dimentichiamoci poi dell’elemento “nostalgia“: l’atmosfera anni ’80 è così piacevole da far sentire la mancanza di quegli anni perfino a chi come me non li ha vissuti.

Un abito nuovo per Pennywise

Il nuovo Pennywise non mi ha delusa: conservo ancora il trauma di quello precedente che ho incontrato negli anni infantili e vederlo in questa nuova veste ha rispolverato l’inquietudine che ormai mi suscitavano i clown del circo.

Gli enormi e crudeli occhi verdi, la quantità spropositata di denti affilati e le ghignanti labbra rosse grondanti di bava rendono il suo nuovo volto più inquietante che mai.

Gli anni di progresso tecnologico fatti in ambito cinematografico si sentono tutti, questa nuova veste è fresca e per nulla banale, piacevole da vedere anche conoscendo bene o male tutto il susseguirsi degli eventi della trama.

Personaggi

I protagonisti di questo nuovo It mi sono piaciuti tantissimo. Si trovano in un’età particolare, quella dello sviluppo, in cui ancora ti ritrovi a fare le battutine sulla sventurata mamma di turno ma allo stesso tempo ti devi affacciare al mondo e al suo lato peggiore.

Il contrasto tra i due mondi in cui vivono i ragazzini di quell’età è reso benissimo, ci vengono mostrati entrambi i lati della medaglia, come l’infantilità che può esserci in una gara di sputi e d’altra parte la confusione e la presa di consapevolezza di una ragazza davanti alle sue prime mestruazioni.

Ognuno di questi personaggi ha una sua storia, queste vengono tutte brevemente esposte permettendoci di sbirciare nelle loro vite e vedere le diverse situazioni familiari che si trovano ad affrontare alla loro età, come madri soffocanti, padri un po’ troppo amorevoli o il peso di essere all’altezza delle alte aspettative dei rigidi genitori.

Sequel

Il romanzo è ambientato in due diversi periodi temporali, una prima parte in cui i ragazzi affrontano It da giovanissimi e una seconda in cui tornano a Derry da adulti ad avere a che fare di nuovo con la creatura.

Saggiamente in questo primo film si affronta solamente questo primo periodo in cui i ragazzi sono giovani; dedicare tutto il film a questa parte ha permesso di approfondire la storia di ognuno dei piccoli protagonisti, rendendoli più ben caratterizzati di quanto già non fossero e permettendo a noi di conoscerli meglio e creare una maggiore empatia con loro.

Il sequel che dovrebbe trattare del ritorno a Derry dei protagonisti in età adulta è già stato annunciato e dovrebbe arrivare nelle sale nel 2019.

Nerdando in breve

It” è il nuovo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo horror di Stephen King ad opera di Andrès Muschietti.

Trailer

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