Due chiacchiere con: Lorenzo Balocco (Sortisia) - Nerdando.com
Interviste

Due chiacchiere con: Lorenzo Balocco (Sortisia)

Lorenco Balocco

Passeggiando per la Fiera del Fumetto di Novegro, io e le mie fide compagne, Penny e Solidea, abbiamo avuto l’occasione di fermarci allo stand di Cronaca di Topolinia, dove abbiamo incontrato un giovane artista, Lorenzo Balocco, che ci ha parlato della sua opera prima: Sortisia, di cui sono stati pubblicati due numeri, mentre il terzo è già in arrivo. Per conoscere i dettagli del suo fumetto, vi rimando al bell’articolo di Penny; mentre ecco cosa ci ha raccontato l’autore.

Maurizio: Ciao e benvenuto su Nerdando.com! Chi sei e cosa fai nella vita?
Lorenzo: Io sono Lorenzo Balocco, nella vita vorrei dire che faccio il fumettista, in realtà purtroppo non è esattamente così.

Maurizio: Va bene, allora parlaci di questo volume: Sortisia.
Lorenzo: “Sortisia” è una storia che è nata parecchio tempo fa, io sono sempre stato abbastanza fan di mitologia e di folklore, magia, leggende. Sortisia incarna un po’ il tutto, lei è un’incantatrice e nel terzo volume si scoprirà quali sono le sue origini. Già dai primi due volumi si evince che ha dei poteri magici, lei ha l’obiettivo di riconquistare un trono che è suo di diritto, quello della Strega Madre (si capirà in seguito che cos’è). Lei è un personaggio grigio, nel senso che non è prettamente positivo, è un “trister” come di direbbe in mitologia, uno di quei personaggi che fanno un po’ il buono e il cattivo tempo. È tutto sviluppato pensando al folklore e alla mitologia mid-europea soprattutto.

Maurizio: Quindi con contaminazioni da varie mitologie, dalla nordica a quella ellenica?
Lorenzo: Sì, siccome io sono di Torino, in un punto in cui sono arrivati i romani che erano tutti presi dai greci, sono passati anche i celti per esempio. Quindi ci sono molte cose, poi Torino è la città magica per eccellenza, quindi ho giocato molto su questa cosa, e soprattutto volevo arrivare ad una specie di trama folkloristica di base che non fosse necessariamente di tipo anglosassone (che non hanno oltretutto, ma spacciano come propria).

Maurizio: Parlaci un po’ del tuo stile.
Lorenzo: Ovviamente ho degli autori di riferimento, come il mio Maestro che è stato Marco Natale, l’autore di “Bacon”, ho conosciuto diverse personalità. Gli autori a cui mi sono ispirato di più sono stati: Marcucci, come idea, perché mi piace molto il suo segno anche se lui è molto lontano, molto barocco, molto pregno. Dall’altra parte Mignola, che invece è scarnissimo e quindi gioca tutto con una linea. Penso che alla fine la media dei due autori mi abbia dato il nome di quello che mi ha formato anche abbastanza, ovvero Chris Barlow, che è una buona via di mezzo fra i due, è un autore che mi piace moltissimo e a cui mi ispiro molto, soprattutto perché io e lui abbiamo questa idea di dover assolutamente riempire le tavole in qualsiasi caso, nessun punto bianco, deve essere piena. È uno stile che dà qualcosa di Disney, qualcosa dei manga, qualcosa di americano, qualcosa di autoriale francese. La storia è abbastanza seria ma ha dei tratti comici e quindi gioca molto sul sarcasmo della protagonista che diventa a volte insopportabile, a volte invece fa delle battute. Poi volevo che lei fosse una viva nel contesto, non il classico personaggio che chissà dov’è, lei ha delle battute che la mettono in rapporto con la modernità e con la vita reale, le battute che potemmo fare anche noi.

Penny: Come leggo qui, “10 punti a Grifondoro”!
Lorenzo: Esatto, proprio così!

Penny: Il bestiario a cui fai riferimento durante tutto il fumetto è di tua invenzione o prima quando facevi riferimento ad una sfera folkloristica hai preso da lì anche le creature che la protagonista affronta?
Lorenzo: Qualcosa ho preso indubbiamente. La bestia dello gévaudan me la sono inventata, anche se molti hanno detto che somiglia al pupazzo Alf. Io non ci avevo pensato, lo ammetto. Lo avevo fatto furbo perché la bestia dello gévaudan è furba, teoricamente.

Maurizio: Parlando del tuo piano editoriale, hai già prefissato qualcosa come quantità di numeri o potenzialmente potrebbe andare avanti all’infinito?
Lorenzo: Potenzialmente può andare avanti all’infinito. Con Sortisia come protagonista possono essere inventate tantissime storie. Il nostro piano editoriale per ora, come lancio, era quello di fare una mini-serie da 3, che poi sarà seguita da un’altra mini-serie da 3 fino a che la cosa catturerà interesse. Il terzo numero è già stato disegnato, è in colorazione ed uscirà al Genova Comics, poi a Lucca, che sarà il banco di prova definitivo. Il quarto teoricamente dovrebbe essere già una certezza però non è ancora detto, bisogna anche vedere quale sarà il successo di Sortisia, per ora mi sembra abbastanza buono quindi diciamo che può funzionare.

Penny: Ho visto che è molto presente la figura dell’occhio. È sempre riferito alla mitologia o c’è un fatto particolare che scopriremo durante la storia legato a questo?
Lorenzo: gli occhi di base non sono nulla di particolare, gli occhi bianchi che le vengono quando combatte ad esempio sono un effetto puramente scenico, volevo farle uscire fulmini dagli occhi e se ci sono le pupille non rende un effetto che mi piace, li preferisco vuoti e bianchi. Invece riguardo all’occhio che ha sul petto ho preso l’idea da una collana egizia con l’occhio di Ra vista ad una bancarella, era a quell’altezza e mi piaceva. Poi sulla fronte ha la frangetta quindi se lo avessi fatto lì non si sarebbe visto. L’occhio che guarda attraverso una spaccatura del muro l’ho messo semplicemente perché è una cosa sempre inquietante e mi piace. Le macchie sotto agli occhi invece sono un segno distintivo che sta a significare che lei è Atlantidea, e ciò sarà la sua condanna.

Maurizio: Grazie mille per il tuo tempo, e buona fortuna con Sortisia!
Lorenzo: Grazie a voi!

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