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Tutti gli easter egg di Spider-Man: Homecoming

Spider-Man: Homecoming easter eggs

Durante la visione di Spider-Man: Homecoming probabilmente avrete notato numerosissimi riferimenti ai fumetti da cui è tratto, soprattutto se li conoscete bene. Questo film ne nasconde davvero tanti, più della media degli ultimi film Marvel usciti al cinema.

Ho voluto raccogliere i più nascosti, dal momento che ormai ha poco senso elencare ogni singolo riferimento ai film del Marvel Cinematic Universe, tanto sono integrati nelle scene.

Ovviamente, lo spoiler è praticamente assicurato e quindi vi raccomando caldamente di proseguire solo se avete già visto Spider-Man: Homecoming!

Giusto nel caso vi siano sfuggiti, posso menzionare la testa di Ultron nella borsa rubata dall’Avvoltoio, l’armatura di Iron Man 3 nell’aereo del Damage Control o ancora le bombe “Buco nero” utilizzate dagli Elfi Oscuri di Thor: The Dark World.

Innumerevoli le citazioni delle battaglie di Avengers e Captain America: The Winter Soldier, così come quelle di elementi dell’universo condiviso, come le vicende degli accordi di Sokovia che vengono insegnati a scuola o l’arrivo di alieni sulla terra. Abbiamo diversi personaggi presi dalle storie cartacee, come Anne Marie Hoag, direttrice del Department of Damage Control, che vediamo nelle primissime scene del film, mentre blocca i lavori di recupero di materiali alieni.

Molti ammiccamenti sono invece più sottili e, quando non rimandano ad elementi concreti delle trame future, sono tributi più o meno nascosti ad autori e storie dei vari personaggi. Vediamo insieme quali sono!

The Final Chapter

Iniziamo con una delle scene che sicuramente resterà più impressa nella mente di tutti, ispirata da una storia che da sempre è nell’immaginario collettivo della serie a fumetti. Parlo del momento in cui Spider-Man rimane bloccato sotto le macerie del capannone, disperato e senza forze deve fare leva sul suo eroe interiore e riuscire così a liberarsi prima di soccombere. Vi ricorda nulla? Dovrebbe balzarvi alla mente Amazing Spider-Man #33 “The Final Chapter” in cui Peter Parker si trova in una situazione analoga. Più che di ispirazione dovremmo parlare di adattamento!

Miles Morales

Passiamo ad uno dei personaggi più traboccanti di easter egg: Aaron Davis, interpretato da Donald Glover. Questo personaggio nei fumetti è lo zio di Miles Morales (l’Ultimate Spider-Man afro-americano). Se avete visto il film, beh, lo sapete. Lui stesso dice di avere un nipote nel quartiere. Vedremo quindi Miles più avanti? Ancora non si sa.

Prowler

Aaron Davis è però anche l’alter-ego di Prowler un villain che diventa poi un eroe (e infatti nel film lo vediamo caratterizzato sì come un criminale, ma con una certa etica) che utilizza anche dei rampini, articoli a cui si mostra decisamente interessato. Inoltre, nei fumetti ha molti trascorsi con tutti i cattivi del film: l’Avvoltoio, il Riparatore e Scorpione. L’altro alias da lui usato compare sull’interfaccia della tuta di Spider-Man ed è “Brian Pichelli“.

Brian Pichelli

Sapete chi ha creato Miles Morales e Aaron Davis? Lo sceneggiatore Brian Micheal Bendis e la disegnatrice Sara Pichelli. Devo aggiungere altro? Questi personaggi sono stati introdotti in “Ultimate Comics Spider-Man #1” che potremmo abbreviare come UCS-M01 che è anche, guarda un po’, il numero di targa di Aaron Davis!

Scorpione

Ho appena detto che uno dei personaggi malvagi del film è Scorpione. Lo avete scovato? È Mac Gargan, il trafficante d’armi che ha tatuato sul collo… sì, proprio uno scorpione e come vediamo nella prima scena post-credits ha parecchio rancore in serbo verso il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere.

Rapine e Avengers

Continuando a parlare di criminali, ripensiamo a quella scena che si vede anche nel trailer, dove una banda di ladruncoli cerca di svaligiare una banca utilizzando le armi di Toomes e indossando maschere dei Vendicatori. Ecco, in Ultimate Spider-Man ci sono proprio dei rapinatori, senza armi particolari però, che rapinano una piccola banca e si fanno sorprendere alle spalle da Spider-Man.

Shocker e Crossbones

I guanti di Shocker, anzi degli Shocker del film, inoltre, ricordano molto quelli di Crossbones, che vediamo nel prologo di Captain America: Civil War. Dal momento che quando lo vediamo sembra essere ormai un criminale indipendente, è del tutto plausibile che abbia acquistato il suo esoscheletro proprio da Adrian Toomes, e che i suoi siano versioni precedenti dei guanti utilizzati in Homecoming.

Targa

Le targhe sono un punto abbastanza interessante su cui soffermarsi, infatti se osserviamo una delle targhe delle auto sul traghetto, possiamo leggere “SM2-0563“. Cosa significa? Beh, in “Spider-Man #2” del maggio 1963, compare per la prima volta l’Avvoltoio.

L’armadietto di Peter

Vi siete appassionati alla numerologia? Spero di sì perché c’è un’altra chicca in arrivo! Avete presente il famoso cortometraggio di George Lucas, THX-1138? Quel numero è apparso in innumerevoli opere ed è un po’ il “42” della cinematografia. Ebbene, sapete qual è il numero dell’armadietto di Peter Parker? (che fra l’altro viene mostrato mentre Ned lo infastidisce con un Imperatore Palpatine di LEGO) Eh sì. Proprio 1138.

E pensare che in Civil War non sembrava nemmeno conoscere L’Impero Colpisce Ancora!

Scienziati famosi

Restiamo a scuola e diamo un’occhiata ai muri. Quella di Peter Parker è una scuola per ragazzi dotati e non è quindi strano vedere dei tributi ai grandi scienziati della storia. Fra un Einstein e un Tesla vediamo i visi di Howard Stark (nella versione di John Slattery), Abraham Erskine e addirittura Bruce Banner.

Il Preside Morita

Uno degli easter egg invece più nascosti e allo stesso tempo ben riusciti è quello che riguarda il preside Morita, interpretato da Kenneth Choi. Se questa associazione di nomi vi dice qualcosa è perché Choi ha già interpretato il nonno (si suppone) del preside, Jim Morita, in Captain America: The First Avenger. Era uno degli Howling Commandos che ha combattuto a fianco di Steve Rogers (che guarda caso vediamo nei video motivazionali trasmessi a scuola) e di lui vediamo una foto proprio nell’ufficio del preside.

MJ o Mary Jane?

Restando in ambito scolastico, soffermiamoci su uno dei punti più discussi degli ultimi mesi: chi diamine è questa Michelle? Si vociferava che questo nome le fosse stato dato solo per sviare i sospetti che la volevano come la nuova Mary Jane Watson, ma il film ci lascia in un limbo. Nelle ultime scene, lei stessa dice di volersi far chiamare “MJ” ma non smentisce mai il fatto di chiamarsi davvero Michelle. I casi sono due: o si tratta di un semplice easter egg, magari inserito proprio in risposta a tutti i rumour, oppure è un modo per dirci “Ecco, questa è la nuova Mary Jane!”

Fatto sta che, proprio nella scena in cui si “rivela”, sullo sfondo vediamo passare una tigre. La frase tipica di MJ? “Falli secchi, tigre!”

Salvataggio e bacio

Una scena che potremmo definire “meta” è quella che si svolge all’interno dell’obelisco di Washington e che è un doppio riferimento ai passati film di Spider-Man. Il primo ammiccamento è quello più visibile: Spidey a testa in giù davanti a Liz, che viene incitata a baciarlo, è un riferimento nemmeno troppo velato al famosissimo bacio del primissimo film di Sam Raimi. La seconda citazione è più nascosta ed è riferita ad Amazing Spider-Man 2. Subito prima del bacio mancato, Liz precipita nel pozzo dell’ascensore ma Peter riesce ad acchiapparla in tempo, diversamente da come succede con Gwen nel film precedente. La struttura della scena mi ha rimandato subito a quel momento, così come probabilmente è successo a tutti coloro che ricordano anche solo il terribile “SNAP!” del fumetto, quando Gwen Stacy viene gettata dal ponte dal Green Goblin.

Betty Brant e Gwen Stacy

In molti, fra l’altro, erano stati ingannati dall’aspetto di Betty Brant, segretaria di Jonah J. Jameson nei fumetti, che in Spider-Man: Homecoming è la presentatrice del telegiornale della scuola, che viene presentata con i tratti estetici propri di Gwen Stacy. In molti, dal trailer, l’hanno scambiata per lei. Versione modificata o fusione dei due personaggi?

Il branzino

Un altro collegamento ai due film della saga precedente a questa, forse un po’ stiracchiato, si vede quando Flash Thompson sta tornando dal ristorante con la sua auto e dice di non aver apprezzato il branzino. Magari è un caso, ma è esattamente lo stesso piatto che la madre di Gwen cucina a Peter nel primo Amazing Spider-Man. Magari è un caso, ma fra tutti i piatti proprio quello? Coincidenza? Illuminati? Alieni?

Lady costume

Chiudiamo il capitolo sulla dieta dei personaggi passando ai costumi del nostro eroe! Nel film si vedono ben tre costumi: il primo è quello che vediamo anche in Captain America: Civil War, ispirato come concetto all’armatura Iron Spider del fumetto. Un dettaglio divertente è che la voce di Karen (o Lady Costume) è quella di Jennifer Connelly, moglie di Paul Bettany, che ha interpretato J.A.R.V.I.S. e adesso veste i panni di Visione. Quindi, volendo stiracchiare una certa interpretazione di ciò, possiamo dire che la moglie di J.A.R.V.I.S. interpreta… la moglie di J.A.R.V.I.S.!

Scarlet Spider

Al momento del “downgrade”, vediamo finalmente il costume fatto in casa di Peter, che ricorda molto quello di Scarlet Spider (o Ragno Rosso), alter-ego di Ben Reilly, uno dei cloni di Peter Parker (è una lunga storia…). L’unica differenza è che i colori sono invertiti per farli combaciare con quelli della classica tuta di Spider-Man.

Il nuovo costume

Uno dei migliori momenti del film è quello che riguarda il terzo e ultimo costume che vediamo, anche se per pochi secondi. Quella che sembra essere la “divisa da Avenger” di Peter è ancora più ispirata alla Iron Spider e ci possiamo vedere, volendo, anche delle influenze dalla versione di Spider-Man 2099, dal costume dello Spectacular Spider-Man (usato da Ben Reilly) o della tuta Stealth soprattutto per via del simbolo molto esteso sul petto.

La conferenza stampa

Il momento in cui viene rivelata, ricorda anche un altro importante momento dai fumetti: Stark ha preparato una conferenza stampa per annunciare Spider-Man come nuovo membro dei Vendicatori. Peter sceglie poi di rinunciare e di restare un Vendicatore “di riserva”, se vogliamo vederla così, proprio come nella maggior parte dei fumetti antecedenti alla saga di Civil War, ma la possibilità che si era profilata sembrava portare ad un momento molto simile a quello in cui rivela la sua identità segreta davanti alle telecamere, come previsto dall’atto di registrazione dei superumani.

La maglia di Pepper Potts

Collegandoci alla scena finale, c’è un legame fra la maglietta che Peter indossa e il gradito ritorno a cui assistiamo. Pepper Potts, infatti, ha usato la stessa maglietta come pigiama in Iron Man 3. Che sia un ennesimo capo di vestiario regalato da Tony al ragazzo o è solo una T-shirt davvero di moda?

Una pazza giornata di vacanza

Una delle citazioni più esplicite del film, invece, è quella al film “Una pazza giornata di vacanza” (Ferris Bueller’s Day Off) con Matthew Broderick. Quando Peter insegue il furgone dei malviventi, la scena in cui corre all’interno di numerosi giardini è direttamente ispirata ad una scena molto simile del film di John Hughes, in cui il protagonista corre per arrivare a casa prima del padre. Ebbene, un frammento di quella scena si vede proprio su una televisione di uno dei giardini che Spider-Man attraversa… più esplicito di così!

Megingjord

Fra tutte le “cianfrusaglie” che vengono portate via dalla Avengers Tower, vi è un oggetto in particolare che però non viene mostrato: è la Megingjord, la cintura magica di Thor che nei fumetti (e nella mitologia norrena) è un oggetto che permette di potenziare ulteriormente la forza del Dio del Tuono. La vedremo utilizzare contro Thanos?

Ultimate Iron Man

A proposito di Avengers, l’armatura di Iron Man che vediamo utilizzare in questo film è direttamente ispirata a quella della serie Ultimates, solo che lì veniva immerso in un liquido verde particolarmente viscido e puzzolente. Direi che è un bel passo in avanti!

Homecoming nei fumetti

Per concludere, una curiosità sul titolo del film. “Homecoming” non è solo un riferimento al fatto che Testa di ragnatela sia tornato a casa Marvel, o al fatto che nel film si veda il ballo di fine anno, ma c’è anche una storia molto importante con questo titolo. Si tratta di un arco che comincia in Amazing Spider-Man #252 e in esso compaiono Iron Man e Capitan America, come nel film d’altronde, ma è anche la storia in cui Peter utilizza per la prima volta il costume-simbionte che diventerà poi… Venom!

Chissà se fra tutte le diavolerie aliene recuperate da Toomes c’è anche una melma nera apparentemente innocua…

Il finale

Una piccola osservazione sul finale: Peter rinuncia ad unirsi agli Avengers, mantenendo nascosta la sua identità. Chi ha visto il film sa che questa cosa non dura molto, in quanto l’ultimissima scena mostra Zia May che vede il nipote con il costume indosso. Un’analogia con il primo film di Iron Man, se vogliamo, che porta Spider-Man a seguire (involontariamente) le orme del suo mentore, che ha rivelato la sua identità proprio nell’ultimo momento della sua prima pellicola.

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