Lovecraft e altre storie, di Dino Battaglia - Horror d'autore - Nerdando.com
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Lovecraft e altre storie, di Dino Battaglia – Horror d’autore

Recensione

Dino Battaglia è stato un fumettista italiano di quella grande generazione che ci ha regalato, giusto per fare due nomi, anche Hugo Pratt e Sergio Toppi.

Vi butto immediatamente una confessione qui, su due piedi: di Battaglia (mea culpa, mea culpa) non avevo ancora letto mai nulla, ma per fortuna NPE – Nicola Pesce Editore è corsa in soccorso alla mia arroganza da sapientone fumettistico e mi ha dato l’opportunità di iniziare a rimediare a questa grave mancanza, permettendomi di parlare del loro nuovo bel volume della serie dedicata al maestro veneziano.

Nei volumi precedenti, sempre pubblicati da NPE, erano state ristampate alcune mitiche storie dell’autore come Maupassant e L’uomo della legione, mentre in questo, intitolato appunto “Lovecraft e altre storie“, lo vedremo alle prese con atmosfere decisamente horror.

Ci ho messo un po’ di tempo a scrivere questo articolo perché non sia mai che vi lasci il classico articoletto descrittivo ed arido: i lettori di Nerdando.com meritano l’approfondimento.

Sono perciò andato a cercare la fonte dell’ispirazione di Battaglia per ciascuna delle storie presenti nel volume e ho cercato di fornirvi qualche riferimento per goderne al meglio.

Storie

Non vi tragga in inganno quel “Lovecraft” del titolo, poiché una soltanto delle storie rappresenta un omaggio al grande autore di Providence.

Le altre presentano ispirazioni di differente provenienza e suggestione ed effettivamente vanno analizzate ciascuna per conto proprio, poiché non sono legate tra loro se non dalla tematica horror.

Omaggio a Lovecraft

La prima del gruppo, è l’omaggio a quel Howard Phillips Lovecraft a cui il mondo nerd deve tantissimo.

La storia è originale, ma sono le atmosfere quelle che rappresentano l’omaggio vero e proprio: un incipit forse non originalissimo ma sempre di grande effetto quello che vede un commesso viaggiatore sbagliare strada durante una notte di tempesta per poi ritrovarsi in un paesino da incubo.

A seguire, incubi malsani, inquietudine, senso di spaesamento e il meraviglioso bianco e nero di Battaglia che vale più di mille necronomicon.

La malizia del diavolo… cronaca medievale illustrata.

La chicca di questa storia sono decisamente i disegni, dato che qui Battaglia utilizza uno stile grafico che riecheggia quello delle miniature medievali, permettendo così di calarci pienamente in una vicenda le cui basi sono certamente da ritrovarsi nell’alveo della tradizione dei secoli bui, intrise di superstizione, misticismo e timore dell’ultraterreno.

Il diavolo vuole convincere un soldato a vendergli la sua anima: la storia ha sicuramente dell’inquietante, accentuato dal connubio tra i disegni e il particolare lettering che evocano antiche credenze che mi mettono sempre un po’ di brividi.

Al subconscio non si comanda.

Il particolare stile che ricorda le miniature medievali

Totentanz

Il titolo è lo stesso di una composizione, precisamente una danza macabra, del compositore ungherese Franz Liszt, che significa letteralmente “Danza della morte“.

La storia imbastita da Battaglia ha come cardine una ossessione d’amore destinata a finire in tragedia.

Ma anche in questo frangente il maestro veneziano ci stupisce con uno stile grafico splendido che sfocia, nel finale, in un richiamo artistico e testuale al tema iconografico della Danza Macabra medievale; precisamente il riferimento sarebbe ad un affresco di Simone II Baschenis, un pittore italiano del XVI secolo, ammirabile nella chiesa di San Virgilio a Pinzolo in Trentino Alto Adige.

Tale riferimento lo si può cogliere nel testo delle didascalie, che riportano esattamente i versi dipinti sotto l’affresco:

Io sont la morte che porto corona/ Sonte signora de ogni persona/ Et cossì son fiera forte e dura/ Che trapasso le porte e ultra le mura…

Per permettervi di godere meglio della storia, vi lascio qui e qui due link a due bellissime esecuzioni della Totentanz di Liszt, che sicuramente potrà aiutarvi a creare la giusta atmosfera durante la lettura del volume.

Il Patto

L’ispirazione per questa storia è la leggenda di Lucida Mansi, una nobildonna lucchese del XVII secolo, molto famosa per la sua bellezza e per i suoi costumi lascivi, che divenne simbolo dell’esser vanitosi.

In virtù di questo suo controverso vivere, sulla morte di Lucida furono imbastite storie oscure dal fascino gotico, tra le quali quella narrata da Battaglia, un patto con il diavolo per mantenere una bellezza immutata nel tempo.

Leggetevi la leggenda qui, poi la storia raccontata da Battaglia e infine, quando vi recherete alla consueta edizione del Lucca Comics & Games di questo autunno prossimo, fatevi correre un brivido lungo la schiena visitando l’Orto botanico comunale di Lucca…

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

La storia cui Battaglia si è ispirato non penso abbia bisogno di presentazioni: il romanzo di Robert Louis Stevenson è qui ridotto a fumetti in modo magistrale dal maestro di Venezia e a mio avviso rappresenta il piatto forte del volume.

Infatti, grazie al suo tratto così particolare, Dino Battaglia riesce perfettamente a farci immergere nelle strade oscure della Londra vittoriana, a farci sentire l’odore e l’umidità malsana di quella nebbia che tanti delitti e storture sembra aver nascosto e coperto.

Lo strano caso è un classico della letteratura che vi consiglio assolutamente di recuperare, seguito da questa splendida versione a fumetti, così da apprezzarla maggiormente.

Il Golem

La storia è ispirata a due film del regista tedesco Paul Wegener, il primo chiamato “Der Golem” del  1915, andato perduto, ed il secondo del 1920, “Der Golem, wie er in die welt kam“, ovvero “Il Golem – Come venne al mondo, più famoso, non fosse altro perché la pellicola è sopravvissuta e ancora visionabile (e vi lascio qui il link, casomai vi venisse la curiosità. Qui invece la versione restaurata dei frammenti ritrovati della prima pellicola).

Piccola buffa curiosità: il secondo film è un prequel del primo. Quindi anche cento anni fa non scherzavano su questa cosa…

Quello del Golem è un antico mito ebraico, molto diffuso anche nel folklore medievale, legato ai misteri della Cabala.

Il protagonista è un rabbino nella Praga del XVI secolo (non è specificato, ma il film è ambientato in quel periodo) che, grazie alle sue immense conoscenze di teologia, filosofia e appunto Cabala, riesce ad infondere la vita in un costrutto umanoide di fango e creta.

Ovviamente sappiamo tutti come il voler sostituirsi a Dio non ha mai portato conseguenze serene e positive…

Anche in questo caso Battaglia ci regala un racconto tenebroso e colto, nel quale inserisce i versi del poema di Jorge Luis Borges intitolato “El Golem” che narra, guarda caso, proprio della storia di Judah Loew ben Bezalel, proprio il nostro protagonista. 

La prima tavola de “Il Golem”.

Edizione

L’edizione imbastita da NPE – Nicola Pesce Editore per questo Lovecraft e altre storie è veramente di pregio: un meraviglioso cartonato con una carta che esalta il tratteggiato di Battaglia, ma soprattutto una graditissima nonché corposa parte editoriale, ben fatta e indubbiamente il valore aggiunto che rende questa riedizione la definitiva.

Come era accaduto nel caso del volume che conteneva Sharaz-De di Sergio Toppi di cui parlammo tempo fa, la parte di analisi e spiegazione è dunque eccellente e imprescindibile per chiunque cerchi l’approfondimento e il modo di apprezzare l’opera a 360 gradi.

Conclusione

Lovecraft e altre storie è un’edizione di gran pregio, che permette di conoscere nel modo migliore alcune storie a tema horror di  Dino Battaglia.

Grazie ad una parte redazionale molto approfondita, ci viene data la possibilità di apprezzare queste opere in modo completo.

Le storie in sé sono molto belle e potranno interessare sicuramente anche tutti i non avvezzi alla tematica horror, che comunque è approcciata in modo piuttosto colto: non pensiate che siano splatter e altre cafonate simili a farla da padrone, poiché qui l’ispirazione è piuttosto da ricercare nel folklore medievale, nelle leggende antiche, nella letteratura e nelle antiche arti visive.

Se tutto ciò vi incuriosisce un minimo, comprate questo volume e fatevi una cultura.


Nerdando in breve

Lovecraft e altre storie è una bellissima riedizione di alcune storie a tema horror del maestro veneziano Dino Battaglia, che continua l’ottimo lavoro di Nicola Pesce Editore nel proporci le opere dei maestri italiani del fumetto in edizioni di pregio.

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