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Dragon Quest Heroes II – Il secondo capitolo è sempre il più difficile

Recensione

Ci sono dei titoli che apprezzo perché leggeri ed ottimali per poter passare del tempo senza troppi impegni: Dragon Quest Heroes II ha tutte le qualità per essere protagonista delle mie ore pre-cena, nonostante pensassi inizialmente che non fosse per me.

Dragon Quest Heroes II arriva in Italia due anni dopo il primo capitolo e riesce ad unire elementi hack ‘n’ slash, JRPG ed inquadrarli perfettamente nel mondo di Dragon Quest.

Trama

Dragon Quest Heroes II è affrontabile anche da chi non conosce alcunché della storia dell’universo creato nel 1986 da Yūji Horiie e dal suo studio Armor Project.

All’interno dei Sette Regni c’è una pace millenaria grazie ad una patto di non belligeranza che sembrava essere solido fino a quando un evento (che non vi renderò noto per non colpirvi con un doloroso spoiler) non sconvolge queste terre: starà ai due cugini – chiamati Lasaar e Theresa a meno che non vogliate cambiare loro nome – mettere su un gruppo per poter scongiurare la guerra e riportare la tranquillità.

Gameplay

Dopo una breve introduzione, saremo subito gettati sul campo di battaglia dove i primi minuti fungeranno da tutorial per poter imparare i comandi di gioco e padroneggiare sin da subito i personaggi.

L’interfaccia di gioco è minimale, con una piccola mappa posta in alto a destra dello schermo e le statistiche del personaggio messe in maniera speculare in basso sulla sinistra; sono visibili gli attributi ovvero i Punti Vita che indicano quanti danni è possibile subire prima di perire, i Punti Magia che vengono consumati dopo aver lanciato una spell ma che vengono ricaricati in poco tempo ed è presente una barra di Tensione che si caricherà man mano che riusciremo a colpire gli avversari: una volta al massimo, potremo scaricare una salva di colpi devastanti che termineranno con un colpo di grazia micidiale che infliggerà parecchi danni al malcapitato di turno.

Come accennato nel cappello introduttivo, le main e side quest non presentano nulla di particolarmente originale o complicato ma danno modo di visitare l’ampio open-world a nostra disposizione diviso in macro zone; l’esplorazione è incentivata dalla possibilità di salvare dei personaggi in difficoltà, dal trovare scrigni e altri materiali nascosti e soprattutto dal poter trovare nuovi boss da affrontare.

Già, i boss sono fondamentali poiché gli scontri con i classici mob si risolvono piuttosto semplicemente premendo i tasti di attacco forsennatamente mentre le boss fight risultano impegnative e sfidanti e rendono Dragon Quest Heroes II interessante.

Se, all’inizio, i personaggi del party sono solo due, arriveranno ad essere quattro in poco tempo e sarà importante cambiare quello da interpretare al tempo giusto poiché l’intelligenza artificiale dei nostri compagni di viaggio (così come quella della maggior parte dei mob) non è proprio brillantissima; gli elementi da JRPG che citavo inizialmente permettono di scegliere una particolare classe verso cui indirizzare i protagonisti tra guerriero, ladro, lottatore, mago o sacerdote. Un altro fattore intrigante è portato dalle medaglie che, droppate dai mostri, forniranno particolari benefit: Attivista evoca un nemico sconfitto per aiutarci in battaglia, Sentinella richiamerà un mostro che interverrà con una mossa particolare e la novità Sostituto che ci trasformerà in una creatura battuta.

In tutto questo, se non si è soddisfatti dell’IA dei membri del party, potremo sfruttare la componente multiplayer per giocare in coop con amici o sconosciuti, affrontando le sfide in cui ci imbatteremo.

dragon quest heroes ii

Comparto tecnico

Dragon Quest Heroes II ha una grafica gradevole che ricorda, come per gli altri capitoli di questa serie, le atmosfere di Dragon Ball con i personaggi che richiamano le fattezze di Goku e soci. Nonostante alcuni leggerissimi cali di frame rate durante le situazioni con molti nemici a schermo, tutto risulta fluido e ben realizzato: se nella creazione dei personaggi e dei nemici sembra essere stata posta molta cura, non si può dire lo stesso degli elementi del paesaggio che si rivelano in alcuni casi un po’ approssimativi (ed è un fastidio non poterli distruggere, soprattutto per me che amo spaccare tutto in questo genere di giochi).

La musica ed il sonoro sono apprezzabili ed è tutto localizzato in italiano tranne i dialoghi che però, grazie alla possibilità di selezionare la lingua giapponese, sono una gioia per le orecchie: preferisco affrontare i titoli nipponici con le voci originali, aiutano tantissimo nell’immedesimazione.

In conclusione

Dragon Quest Heroes II è un musou e, come tutti i titoli del genere, è soggetto ad un grado di ripetitività che potrebbe stancare i non amanti del genere: se siete consci di questo, allora vi consiglio di prenderlo perché la realizzazione tecnica è ottima e l’universo di Dragon Quest è sempre immersivo ed accattivante.

L’evoluzione dei personaggi, le boss fight e la modalità cooperativa multiplayer sono i punti di forza di un titolo che sì non è particolarmente innovativo ma che pone delle giuste basi per poter essere protagonista delle vostre sessioni di gioco per una buona quantità di ore (ottima quantità, se vorrete anche finire tutte le missioni secondarie).

La missione è dunque riuscita, Dragon Quest Heroes II riesce a bissare il successo del suo predecessore: complimenti, Omega Force!

Nerdando in breve

Dragon Quest Heroes II è un ottimo prodotto per chi ama i musou o per chi vuole avvicinarsi a questa saga senza troppi problemi.

Trailer



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