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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Il Grande Cocomero &#8211; I Peanuts e l&#8217;infinita attesa di una zucca magica</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/10/27/il-grande-cocomero-i-peanuts-e-linfinita-attesa-di-una-zucca-magica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 12:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/Il-grande-cocomero-1024x576.jpeg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/Il-grande-cocomero-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Il grande cocomero" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/Il-grande-cocomero-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/Il-grande-cocomero-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/Il-grande-cocomero-768x432.jpeg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/Il-grande-cocomero.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>I Peanuts Hanno da poco compiuto 71 anni, eppure conservano inalterata tutta la magia che contraddistingue l&#8217;infanzia: i Peanuts, la più celebre creazione di Charles M. Schulz, hanno stregato il mondo fin da quella prima striscia apparsa il 2 ottobre 1950 e ancora oggi, a distanza di decenni, mantengono inalterato quel fascino magnetico che ha [&#8230;]</p>
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<h2>I Peanuts</h2>
<p>Hanno da poco compiuto 71 anni, eppure conservano inalterata tutta la magia che contraddistingue l&#8217;infanzia: i <strong>Peanuts</strong>, la più celebre creazione di <strong>Charles M. Schulz</strong>, hanno stregato il mondo fin da quella prima striscia apparsa il 2 ottobre 1950 e ancora oggi, a distanza di decenni, mantengono inalterato quel fascino magnetico che ha permesso loro di trasformarsi in un fenomeno indelebile.</p>
<p>Sì, perché non credo esista al mondo qualcuno che non conosca, anche solo per averli visti su una maglietta, <strong>Snoopy</strong> e compagnia. Nati come strisce domenicali, i Peanuts hanno fatto rapidamente il giro del mondo (e dei media), diventando protagonisti di albi a fumetti, cartoni animati, film, videogiochi e merchandising di ogni tipo.<br />
Alla base del loro successo, una semplicità disarmante che sa racchiudere però una profondità fuori dal comune, in grado di veicolare con grazia riflessioni e ragionamenti di grande portata. Come quelli dietro la metafora del <strong>Grande Cocomero</strong>.</p>
<h2>La magia di Halloween</h2>
<p><strong>Halloween è la mia festa preferita</strong> e, da brava ossessivo-compulsiva, mi piace esplorarne ogni aspetto e scoprirne sempre nuovi risvolti e curiosità. È così che mi sono imbattuta nelle strisce di Schulz sul Grande Cocomero.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro: <strong>cosa c&#8217;entra un cocomero con Halloween?</strong> Beh, l&#8217;insolita associazione è dovuta alla traduzione italiana (e ci arriveremo tra poco) ma la festa di Halloween è grande protagonista delle strisce di Schulz.<br />
E proprio in una striscia che ha la festività per protagonista appare per la prima volta il Grande Cocomero, il 26 ottobre 1959.<br />
<strong>Linus</strong>, il fratellino di Lucy, trascorre infatti la sera di Halloween nel campo di cocomeri in fiduciosa attesa del Grande Cocomero, che elargirà doni ai bambini che credono in lui e che si comportano bene. Una sorta di Babbo Natale (ma guai a definirlo così con Linus!), che appare solo a chi lo merita davvero e per una notte soltanto.</p>
<p>Inutile sottolineare che il Grande Cocomero non si presenta, ma ciò non intacca la fede di Linus: non solo il bambino continua a piazzarsi nell&#8217;orto ogni anno, attendendo l&#8217;avvento prodigioso, ma tenta di convertire i suoi amici e di convincerli che la leggenda è vera. <strong>Restando immancabilmente deluso ogni volta</strong>.</p>
<p>Dietro la metafora del Grande Cocomero si nasconde, neanche troppo velatamente, <strong>la speranza che sta dietro la figura di Babbo Natale</strong>, che appare ogni anno solo per una specifica notte, portando doni ai bambini buoni.<br />
Ma non solo: la fede incrollabile di Linus è una perfetta metafora del concetto di religione e di proselitismo, oltre che delle riflessioni esistenziali insite nell&#8217;essere umano.<br />
Attraverso Linus e la sua &#8220;crociata&#8221;, Schulz ci dimostra, quindi, che non sempre le nostre aspettative e i nostri desideri vengono soddisfatti ma che va bene così, possiamo sopravvivere lo stesso e, anzi, uscirne ancora più rafforzati nelle nostre convinzioni. Allo stesso tempo, però, ci mette in guardia dal fanatismo e dalle esagerazioni perché, come ci dimostra il povero Linus, è facilissimo cadere nel ridicolo e nell&#8217;intolleranza. Tanto che una delle frasi più famose di Linus è proprio &#8220;<strong>Ci sono tre cose di cui ho imparato a non discutere con la gente: la religione, la politica e il Grande Cocomero</strong>&#8220;.</p>
<h2>Come una zucca si fece cocomero</h2>
<p>Che parliamo di Halloween è fuor di dubbio e siamo anche altrettanto sicuri che il simbolo per eccellenza della festa sia la zucca. E allora perché il Grande Cocomero? Beh, è presto detto: il frutto tipico della stagione estiva è protagonista solo nella traduzione italiana delle strisce sull&#8217;argomento, che <strong>in lingua originale si riferiscono ad una Great Pumpkin</strong> (Grande Zucca, quindi). Il che, rende tutto molto molto più sensato in effetti.</p>
<p>Quando le prime strisce sull&#8217;argomento sono arrivate in Italia, eravamo negli anni Sessanta: <strong>un periodo in cui la festa di Halloween non era assolutamente conosciuta nel nostro Paese</strong>. Molto prima che ci abituassimo (con mia somma gioia) a mascherarci da mostri per il 31 ottobre e familiarizzassimo con la frase &#8220;dolcetto o scherzetto?&#8221;, infatti, dalle nostre parti c&#8217;era solo la festa di Ognissanti, che aveva un&#8217;aura per lo più religiosa e ben poco a vedere con le zucche intagliate.</p>
<p>Proprio per questo, cercando di avvicinare al sentire italiano qualcosa di sconosciuto, gli adattatori scelsero di tradurre &#8220;zucca&#8221; con &#8220;cocomero&#8221;, <strong>un frutto mediterraneo</strong>, decisamente conosciuto nel nostro Paese e con una forma e una dimensione simile alle zucche che disseminavano i campi disegnati da Schulz. Certo, letto oggi, sembra tutto senza senso ma personalmente ormai <strong>mi sono affezionata al Grande Cocomero e non mi dispiace la patina di nonsense che sa regalare all&#8217;insieme</strong>.</p>
<p>Grande Cocomero o Grande Zucca, che dir si voglia, non si può negare che il fascino che emana la creatura di Schulz è irresistibile: se volete immergervi nel mondo dei Peanuts per Halloween vi consiglio, oltre che di rileggere le strisce, di guardare il film animato <strong><em>È il Grande Cocomero, Charlie Brown</em></strong>, del 1966 e disponibile in Italia su Apple TV+.</p>
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		<title>Il fumetto più importante dell&#8217;adolescenza</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/06/22/fumetto-piu-importante-delladolescenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 10:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/pk5.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/pk5-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Fumetto più importante" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/pk5-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/pk5-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/pk5-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/pk5.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h3>Penny</h3>
<p>Il campo fra cui scegliere è molto ristretto, visto che fino a un paio di anni fa leggevo solo <strong>Topolino</strong> e <strong>Paperino</strong>. Tuttavia, nonostante il mio incondizionato amore verso quest&#8217;ultimo, la scelta ricade su <strong>Wizards of Mickey</strong>! La prima saga fantasy (a fumetti) che abbia letto: tutte le puntate uscite nel <strong>2006</strong> raccolte in un unico volume, così da non perdere il filo del discorso. Ho apprezzato molto come le caratteristiche specifiche di ciascun personaggio siano state adattate alle loro controparti magiche, oltre ovviamente alla storia e ai disegni e, soprattutto, al miglior personaggio che la saga abbia prodotto: <strong>Fafnir, il Paperino dei draghi</strong>.</p>
<h3>Giando</h3>
<p>Probabilmente il fumetto più importante della mia adolescenza, anzi più che importante direi determinante, è<strong> Ranma 1/2</strong> di <strong>Rumiko Takahashi</strong>.<br />
Correva il lontano 1998 (o era 199X, chissà) e iniziavo a veder girare in classe qualcosa che recava la scritta &#8220;<strong>Dragon Ball</strong>&#8221; sulla copertina, un fumettucolo da niente insomma &#8211; occhio all&#8217;ironia please.</p>
<p>Bello, divertente, muscolare, però per quanto ne diventai assiduo lettore, non aveva innescato in me quella scintilla tipica delle mie passioni. Poco tempo dopo, grazie allo zapping e ad una rete locale che passava anime fantastici (grazie <strong>Italia 7</strong>, senza di te nessuno avrebbe conosciuto <strong>Kenshiro</strong>), vengo a conoscenza di Ranma 1/2, anime con personaggi e situazioni paradossali che mi facevano divertire come poche altre volte era successo. Ne parlo con un compagno di classe e, putacaso, mi dice che un suo amico vuole rivendere l&#8217;intera serie ad un ottimo prezzo. Nonostante le mie finanze pressoché inesistenti, decido di comprare i volumetti (era la serie da 52 volumi della <strong>Kappa Edizioni</strong>) in piccoli pacchetti da 10 manga l&#8217;uno.</p>
<p>E che dire? Mi innamoro follemente dell&#8217;universo creato dall&#8217;esperta Takahashi, che fa della situation comedy il suo punto di forza in gran parte delle sue opere (<strong>Maison Ikkoku</strong> ne rappresenta il culmine) e la unisce ad un&#8217;azione legata ai combattimenti che rende il tutto più dinamico e a volte anche drammatico; una grande spolverata di situazioni sentimentali e il contributo sempre apprezzato di un po&#8217; di tette al vento completano questa divertente saga che, nonostante la lunghezza, mi ha appassionato tantissimo e ha aperto definitivamente la strada per la mia sconfinata passione per la terra nipponica che ancora oggi è parte di me.</p>
<h3>Morgana</h3>
<p>Tra i tanti, il mio preferito era in assoluto <a href="https://nerdando.com/2017/03/12/nerdandoconsiglia-pkna/"><strong>PKNA</strong></a>. Ho cominciato a leggerlo dal primo numero, e non me ne sono fatto scappare nessuno per molti anni! Lo leggevo e rileggevo, disegnavo i personaggi, mi divertivo anche a leggere la divertentissima posta.</p>
<p>Aneddoto: ero l&#8217;unica (ovviamente) tra le mie amiche a leggerlo, e anzi mi prendevano in giro perché mi piaceva; una volta sono stata selezionata con altre ragazze per fare una specie di intervista sugli adolescenti, e alla preparazione preliminare l&#8217;organizzatrice ci ha mostrato delle riviste tra cui PK e ci ha chiesto quali leggevamo, tutte hanno scelto i vari top girl e cioè tranne me che ho scelto PK, e mi è stato detto &#8220;all&#8217;intervista non dirlo, scegli una cosa per ragazze&#8221;. E io che ho fatto? Ho scelto PK, beccandomi un&#8217;occhiataccia fulminante da parte di tutti.</p>
<p>I regret nothing.</p>
<h3>Giakimo</h3>
<p>Come faccio a rispondere ad una domanda del genere? Il fumetto più vecchio che possiedo è un <strong>Topolino</strong> uscito sei mesi dopo che ero nato, compravo fumetti di vario genere prima ancora di saper leggere, non ho praticamente mai smesso di leggerne né di comprarli. Quindi ho difficoltà a selezionare un titolo. Ma ci proverò evitando di fare ragionamenti filosofici su cosa significa &#8216;più importante&#8217; o &#8216;migliore&#8217;.</p>
<p>Ma prima faccio un po&#8217; di menzioni d&#8217;onore. <strong>Topolino</strong> è stato (come un po&#8217; per tutti) il primo fumetto comprato e collezionato, <strong>PKNA</strong> fu una rivoluzione per quelli della mia generazione e <strong>L&#8217;Uomo Ragno </strong>è stato il primo supereroe e la chiave di volta verso l&#8217;Universo Marvel e sono quindi stati importantissimi per me. Però per certi versi non sono il fumetto più importante. Credo che la risposta a questa domanda per me è <strong>Lupo Alberto</strong>. Ora spiego perché.</p>
<p><strong>Lupo Alberto </strong>è stato tra i primissimi fumetti che ho letto (insieme ai fumetti Disney, all&#8217;Uomo Ragno e ad Asterix), ed è l&#8217;unico tra questi per cui non ricordo particolari input esterni o dei miei genitori. Non era un fumetto che avevamo per casa né esisteva un cartone animato a cui ispirarsi (lo fecero dopo e faceva cagare). Ad un certo punto,<strong> semplicemente</strong>, leggevo Lupo Alberto. Mi facevo comprare l&#8217;omonima rivista e le ristampe delle tavole e delle storie vecchie. Lo leggevo e mi faceva ridere. Mi faceva molto ridere. Non sempre. capivo tutte le battute. Perché, e qui sta anche la grandezza della serie, molte battute erano semplicemente <em>troppo adulte </em>per me. Tipo quando<strong> Enrico La Talpa </strong>diventa omosessuale e fonda i Bravi Ragazzi (abbreviato in BR). Ovviamente non capivo perché facesse ridere, né perché le BR fossero una cosa minacciosa. Ma non importava, tanto c&#8217;era la striscia o tavola successiva che mi faceva ridere.</p>
<p>Di Lupo Alberto mi piace(va) che sembrasse disneyano o comunque cartoonesco, ma che allo stesso tempo era più divertente e graffiante. C&#8217;erano gli animali antropomorfi come su Topolino, ma<strong> Alberto </strong>con <strong>Marta</strong> non si limitava agli sguardi languidi. Come <strong>Snoopy</strong>, Enrico s&#8217;inventava i personaggi da interpretare, ma in maniera un po&#8217; meno sognante (per dire, in una tavola fa l&#8217;alpino ubriaco). Come i fumetti Disney italiani c&#8217;erano riferimenti chiari all&#8217;Italia, eppure sembravano più veri e genuini, sopratutto per chi viveva nella provincia (questo l&#8217;ho capito molto dopo, sia chiaro). Inoltre, Lupo Alberto mi ha portato a leggere altri fumetti italiani simili, come <strong>Cattivik</strong>, ma sopratutto come le <strong>Sturmtruppen</strong>.</p>
<p>In sostanza,<strong> Lupo Alberto </strong>era un microcosmo nel quale era facile entrare e in cui era molto difficile non ridere. Come molti altri grandi fumetti umoristici non ha un vero personaggio principale e parla di moltissime cose diverse. Lo fa con meno grazia dei <strong>Peanuts</strong> e di <strong>Calvin &amp; Hobbes</strong>, con spirito più italiano, ma sopratutto più adulto, tant&#8217;è che negli anni Novanta era protagonista di campagne contro le malattie veneree (tra le altre cose). Conservo ancora gelosamente le raccolte comprate a 7 anni e le rileggo spesso, ridendo come al solito, sia alle stesse battute ma anche a quelle che non capivo quando avevo 7 anni.</p>
<h3>Clack</h3>
<p>Scegliere il fumetto più importante della mia adolescenza non è un&#8217;impresa semplice, perché ce ne sono almeno due che mi hanno accompagnata costantemente durante quel periodo della mia vita.</p>
<p>Dovendo necessariamente indicarne solo uno, comunque, la mia scelta ricade su <a href="https://nerdando.com/2017/03/19/nerdandoconsiglia-w-t-c-h/"><strong>W.I.T.C.H.</strong></a>, serie <strong>Disney</strong> pensata per il pubblico delle teenager, che strizza l&#8217;occhio a<strong> Sailor Moon</strong> e alle serie tv americane in stile <strong>Buffy</strong>. Le avventure delle cinque Guardiane sono state il mio appuntamento fisso dell&#8217;adolescenza e ancora oggi conservo con cura i primi 12 numeri della serie.</p>
<h3>LC</h3>
<p>Non è una domanda semplice, dato che sin da piccolo ho letto una quantità enorme di fumetti ed è difficile quindi deciderne uno solo per un singolo periodo della mia miserrima vita. Sono però orientato con lo scegliere <strong>Death Note</strong>: lo lessi per la prima volta a 16 anni e fu la prima opera più &#8220;matura&#8221; che lessi sottoforma di fumetto. Per qualche anno fu al pari di un altro il mio fumetto preferito di sempre e mi sconvolse un po&#8217; la vita, tant&#8217;è che mi comprai svariati poster, gli dedicai nome ed immagine su <strong>MSN</strong> e robe così.</p>
<h3>Zeno2k</h3>
<p>Difficile sceglierne uno solo. Nella mia infanzia ho letto davvero molti, molti fumetti di tantissimi generi diversi: da <strong>Topolino</strong> a <strong>BC</strong>, da <strong>Blondie</strong> <strong>&amp; Dagoberto</strong> a <strong>Beetle Bailey</strong>.</p>
<p>Sicuramente le avventure di <strong>Paperino</strong>, ma sopratutto di <strong>Paperinik</strong> (bada bene: ho detto <strong>Paperinik</strong>, non quella zozzeria di <strong>PKNA</strong>) hanno un posto speciale nel mio cuore: ho letto e riletto milioni di volte le avventure delle Giovani Marmotte, del saccente <strong>Topolino</strong>, dello stralunato <strong>Pippo</strong>, dell&#8217;insopportabile <strong>Paperone</strong>; eppure devo ammettere che è un altro il fumetto per eccellenza della mia gioventù: parlo degli unici inimitabili <strong>Peanuts</strong>. Poesia, arte, gioia di vivere e la capacità di regalare storie con tantissimi piani di lettura e comprensioni diversi.Leggere le avventure di <strong>Charlie Brown</strong> e compagnia, è come fare un viaggio attraverso la società, la vita, l&#8217;amore e tutte quelle altre cose con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno.Se c&#8217;è una cosa che ho imparato leggendo i <strong>Peanuts</strong> è che non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni: ce lo insegna <strong>Snoopy</strong>, striscia dopo striscia.<br />
Non è un caso se è proprio a <strong>Snoopy</strong> che <strong>Schulz</strong> ha dato l’onere di congedarsi dai suoi lettori: il suo personaggio più iconico, che meglio racchiude il suo pensiero sulla vita.<br />
Non importa quante volte abbia tentato di avere la meglio sul maledetto <strong>Barone Rosso</strong> senza riuscirci: lui non si dà mai per vinto, non si arrende alle difficoltà, non cede un passo di fronte ad una sfida che comunque sa in partenza essere già persa.<br />
Ogni volta che mi trovo in difficoltà, che la vita mi mette i bastoni tra le ruote e tenta di spezzarmi, non faccio che alzare gli occhi al cielo e ricordare che lassù, da qualche parte, c’è un bracchetto a bordo di una cuccia scassata che non si arrenderà mai.<br />
E se non si arrende lui, perché mai dovrei farlo io?</p>
<h3>jedi.lord</h3>
<p>Le domande del Discutendo sono sempre sfiziose, ma questa per ora le batte tutte: i fumetti mi accompagnano da tutta una vita, lo fanno tuttora e penso lo faranno per sempre.</p>
<p>Perciò scegliere un singolo fumetto per una finestra di tempo limitata non è mica semplice, anche perché quello era il periodo in cui mi aprivo alla conoscenza di mille altri mondi oltre a quello <strong>Disney</strong>.</p>
<p>Nonostante ciò, non posso far altro che scegliere <strong>PKNA</strong>, la rilettura in chiave supereroistica moderna del mito di <strong>Paperinik</strong>, una scelta talmente azzeccata da parte di <strong>Disney Italia</strong> da aver creato schiere di proseliti che dopo decenni ancora ricordano le avventure del Papero mascherato e fremono al pensiero delle nuove uscite.</p>
<p><strong>PK</strong> in mezzo a tanti altri perché fu un fumetto per me illuminante, geniale e semplicemente indimenticabile.</p>
<p>No, non possiamo metterci a parlare di PK ora perché non c&#8217;è abbastanza tempo ma starei ore a discuterne.</p>
<p>Piccola nota per <strong>Zeno2k</strong>: anche io adoro il <strong>Paperinik</strong> originale di <strong>Elisa Penna</strong>, <strong>Guido Martina</strong> e <strong>GB Carpi</strong>, è sempre stato il mio personaggio preferito. Poi sono passato a PK ne è la giusta rilettura di fine millennio, due anime dello stesso mito.</p>
<h3>Tencar</h3>
<p>Come per molti della mia generazione, il fumetto che ha segnato la mia adolescenza è stato <strong>Dylan Dog</strong> e più precisamente il <strong>numero 17</strong> &#8211; rigorosamente prima ristampa &#8211; <strong>La Dama in Nero</strong>; pensate, sono riuscito a partire malissimo, con la prima storia divisa in due albi, ed ho iniziato con la seconda parte, non capendo molto della trama.</p>
<p>Nonostante questo approccio non felicissimo, rimasi sconvolto dalla dose di sangue presente in quelle pagine e, da allora, ho recuperato tutte le uscite diventando un fedelissimo lettore di Dylan Dog fino al numero 241: dopo quello, ci sono stati solo acquisti sporadici.</p>
<p><em><strong>Anche questa settimana, i membri del <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">nostro gruppo Facebook</a> hanno preso parte al Discutendo, ecco cosa hanno detto!</strong></em></p>
<h3>Aligiu Giafogli</h3>
<p><strong>W.I.T.C.H.</strong>, senza dubbio!<br />
Mi ha insegnato il senso dell&#8217;amicizia, l&#8217;importanza della fantasia ed a credere in me stessa. E poi anche il senso del tempo, perché se mi bruciavo il fumetto in mezz&#8217;ora poi per il resto del mese ero senza&#8230;</p>
<h3>Marco Gallo</h3>
<p>I fumetti &#8220;della svolta&#8221; furono due in particolare: <strong>Dylan Dog</strong> e <strong>Diabolik</strong>. Probabilmente perché ho una morbosa attrazione verso la lettera &#8220;D&#8221; oppure perché li ho vissuti come un passaggio a qualcosa di più adulto, una sorta di ribellione con l&#8217;edicola come covo segreto di cospirazione. Ho smesso di leggere entrambi (o almeno non li seguo più così assiduamente) ma continuo ad amarli e ad amare quello che hanno significato per me!</p>
<h3>Luca Sulfureo Bonora</h3>
<p>Ok, allora rispondo seriamente. <strong>Dylan Dog</strong>. Mi ha insegnato che avere una fidanzata nuova ogni mese era non solo possibile, ma anche auspicabile.</p>
<h3>Solo David</h3>
<p>Senza dubbio alcuno&#8230; I <strong>PEANUTS</strong>! qualcosa di straordinario. Anche oggi ad anni di distanza. Più che fumetto, un&#8217;opera d&#8217;arte.</p>
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		<title>4 Kidz #2 &#8211; La grande avventura di Snoopy</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/11/11/4-kidz-2-la-grande-avventura-di-snoopy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 13:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[4 Kidz]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Activision]]></category>
		<category><![CDATA[Behavior Interactive]]></category>
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		<category><![CDATA[Peanuts]]></category>
		<category><![CDATA[Snoopy]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>In concomitanza con l&#8217;attesissimo film 3D dei Peanuts, Behavior Interactive ed Activision confezionano un platform game dedicato al bracchetto più famoso del mondo: Snoopy. Aspettavo da mesi il momento di giocarci, vuoi perché i Peanuts hanno fatto parte della mia infanzia, vuoi per la curiosità di scoprire se e in che modo questo genere avesse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/11/4-kidz-2-la-grande-avventura-di-snoopy/">4 Kidz #2 &#8211; La grande avventura di Snoopy</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><div style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh4.googleusercontent.com/-GacBz-TEoRE/VkBaJRm80TI/AAAAAAAAJQA/hBFOs9bcZzk/w944-h531-no/.jpg" width="944" height="531" alt="Snoopy!" class /><p class="wp-caption-text">Snoopy!</p></div>In concomitanza con l&#8217;attesissimo film 3D dei Peanuts, Behavior Interactive ed Activision confezionano un platform game dedicato al bracchetto più famoso del mondo: Snoopy.<br />
Aspettavo da mesi il momento di giocarci, vuoi perché i Peanuts hanno fatto parte della mia infanzia, vuoi per la curiosità di scoprire se e in che modo questo genere avesse ancora il fascino di un tempo.  </p>
<p>La prima cosa da dire è che siamo di fronte ad un titolo classico, che ricorda molto da vicino i vecchi giochi per Atari o SNes: Snoopy ha a disposizione una serie di mondi a tema (giungla, spazio, castello) e all&#8217;interno di questi ci sono diversi livelli da affrontare e completare prima di sbloccare quelli successivi.<br />
Il gameplay è molto semplice: fondamentalmente ci si sposta in orizzontale con un qualche accenno di verticalità, e si utilizza un unico pulsante che serve a saltare. Nei livelli, Snoopy deve raccogliere caramelle, salvare passerotti scout ed evitare i nemici (o stordirli saltandoci sopra). Questa semplicità di gioco fa sì che il titolo sia adatto ai gamer più giovani, ma anche i papà avranno modo di partecipare alle partite dei figli: prendendo un secondo controller, infatti, si può muovere il piccolo Woodstock e partecipare attivamente alla soluzione degli enigmi.  </p>
<p>Detta così, ovviamente, sembra un gioco povero di contenuti e originalità. Sul secondo punto non discuto, tuttavia siamo di fronte ad un piccolo gioiellino che mi ha fatto emozionare: lo Snoopy in 3D è assolutamente rispettoso del tratto originale e vederlo muovere nelle sue pose classiche (dalla risata, all&#8217;alzata di occhi, al ballo) è molto più che spassoso, è un vero tuffo nel passato.<br />
Per qualche ragione arcana il 3D si sposa ai Peanuts in un modo che non mi sarei aspettato e rende il gameplay godibilissimo. Una vera occasione per far conoscere questo incredibile personaggio ai bambini e per far tornare bimbi i genitori.  </p>
<p>Chicca ulteriore, e che da al titolo un livello di rigiocabilità inatteso, c&#8217;è la possibilità per Snoopy di sbloccare alcuni dei suoi costumi più celebri: dal capo scout a Joe Falchetto, all&#8217;astronauta e così via. Questo fa sì che Snoopy possa usare &#8220;poteri&#8221; diversi (come arrampicarsi sulle liane) ed accedere ad aree precedentemente precluse. Per completare il gioco, quindi, occorrerà tornare a visitare mondi precedentemente esplorati alla ricerca dell&#8217;ultimo scout da salvare o dell&#8217;ultima caramella da raccogliere.  </p>
<p>Infine una nota, doverosa. Tutti conoscono i Peanuts e tutti sanno come il protagonista sia Charlie Brown. E allora perché dedicare un intero gioco al celebre beagle? Il motivo è molto semplice: Snoopy è da sempre il personaggio più iconico del fumetto. In un mondo fatto di bambini con problematiche adulte, Snoopy mantiene inalterata la propria capacità di astrazione, le proprie filosofie di vita che si rimpallano tra gli oltre 150 alter ego creati per lui. Possiamo partecipare al dolore di Charlie Brown, alla disperazione scolastica di Piperita Patty, alle lusinghe di Lucy per Schroeder, intenerirci per la coperta di Linus o rassegnarci per la mai venuta del Grande Cocomero. Ma quando si deve fare sul serio, allora è Snoopy quello che scende in campo. È lui quello capace di guardare le cose da un&#8217;altra prospettiva, di riportare alla realtà gli amici persi nei loro drammi esistenziali, distruggere con una semplice battuta le elucubrazioni di Charlie Brown (un esempio su tutti: gli scacchi, col bimbo intento a immaginare quali strategie stanno prendendo campo nella mente del cane, e lui che cerca di ricordare se ha i pezzi bianchi o neri).<br />
È a Snoopy che Schulz ha dato l&#8217;onere di congedarsi dai suoi lettori&#8230; E non importa che abbia tentato per decenni di avere la meglio sul maledetto Barone Rosso senza mai riuscirci: lui non si da mai per vinto, non si arrende alle difficoltà, non cede un passo di fronte ad una sfida che sa essere persa in partenza.<br />
Ogni volta che anche noi ci troviamo nei pasticci, che la vita ci mette alla prova e cerca di piegarci, dovremmo ricordarci che lassù, nel cielo della Francia, c&#8217;è un bracchetto a bordo di una cuccia che non si arrenderà mai.<br />
E se non si arrende lui, perché mai dovremmo farlo noi? </p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/11/4-kidz-2-la-grande-avventura-di-snoopy/">4 Kidz #2 &#8211; La grande avventura di Snoopy</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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