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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Blair Witch &#8211; Il bosco stregato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 12:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bloober Team]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[mockumentary]]></category>
		<category><![CDATA[Survival horror]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Sono passati davvero tanti anni da quel lontano 1999, quando il mondo cambiò per sempre e divenne chiaro a tutti che si poteva fare un film milionario con una videocamera da pochi dollari. The Blair Witch Project costò appena 60 mila dollari. Ne fruttò quasi 250 milioni. Quest&#8217;anno ricorrono i vent&#8217;anni e quella che [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Sono passati davvero tanti anni da quel lontano 1999, quando il mondo cambiò per sempre e divenne chiaro a tutti che si poteva fare un film milionario con una videocamera da pochi dollari.</p>
<p><strong>The Blair Witch Project</strong> costò appena 60 mila dollari. Ne fruttò quasi 250 milioni. Quest&#8217;anno ricorrono i vent&#8217;anni e quella che sembrava una saga ormai persa nel tempo, torna alla ribalta su un nuovo medium: il videogioco.</p>
<p>A farla da padrona: l&#8217;ansia, il mistero, l&#8217;esplorazione claustrofobica e le sequenze oniriche. Il tutto condito da una generosa dose di <em>jumpscare</em>. Tutto questo vi fa venire in mente qualcosa? A noi sì, e non solo a noi, se la produzione del titolo è stata affidata proprio ai ragazzi di <strong>Bloober Team</strong>, quelli di <strong>Layers of Fear</strong> (<a href="https://nerdando.com/2015/11/12/layers-of-fear-have-a-good-scare/">uno</a> e <a href="https://nerdando.com/2019/06/01/layers-of-fear-2-orrore-su-cellulosa/">due</a>) e dell&#8217;interessante <strong>&gt;Observer_</strong>.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Meccanica che vince non si cambia. O quasi.<br />
Come fare però a tradurre l&#8217;esplorazione di corridoi nel cieco vagare di una foresta interminabile?<br />
La sfida non era banale e la soluzione è riuscita a metà (forse un po&#8217; di più di metà ad essere sinceri).</p>
<p>Fatto sta che all&#8217;inizio dell&#8217;avventura ci troviamo a guidare i panni di un reduce di guerra, un veterano la cui abbondante dose di stress post traumatico torna a farci vivere sessioni oniriche condite e condizionate dall&#8217;inquietante presenza della strega, in un escamotage davvero ispirato.</p>
<p>Anche se all&#8217;inizio sembra una &#8220;normale&#8221; ricerca di un bimbo scomparso, faremo presto la conoscenza di una dimensione molto più sofisticata e decisamente più atterrente.<br />
A farci compagnia il fido <strong>Bullet</strong>, un pastore tedesco dal grande fiuto che farà di tutto per aiutarci nella ricerca.<br />
Il cane, però, non si muove del tutto da solo: dovremo impartire ordini, mandarlo alla ricerca o tenercelo vicino, rimproverarlo se si caccia nei pasticci e consolarlo se una delle creature del bosco lo terrorizza.</p>
<p>Sì, perché oltre agli incubi della mente, il bosco di Burkittsville è popolato dai lacchè della strega, creature immonde che potremo scacciare con la nostra torcia (Alan Wake, batti un colpo) o aggirare grazie all&#8217;uso della telecamera con visione notturna.<br />
Dopotutto, senza quella, che franchise di Blair sarebbe?</p>
<p>A tal proposito bisogna rimarcare una delle meccaniche più interessanti:<strong> la telecamera</strong>, oltre a fungere da elemento di esplorazione al buio per le creature malvagie, ci aiuta anche a manipolare la realtà. Troveremo infatti delle videocassette con registrazioni che ci aiuteranno a far luce sul mistero della foresta, ma non solo: mandando avanti e indietro il nastro potremo distorcere la realtà e accedere ad oggetti o luoghi altrimenti irraggiungibili.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32070" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_3.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_3-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Nonostante io abbia più e più volte lodato il lavoro di <strong>Bloober Team</strong>, dobbiamo riconoscere che questo titolo non è esente da pecche e imprecisioni, forse dovute al poco tempo a disposizione per realizzarlo.</p>
<p>Le texture non fanno gridare al miracolo, certo, e a volte le interazioni col cane, sul quale è stata spesa davvero molta cura, lasciano un po&#8217; a desiderare; ma il vero problema è molto più profondo ed è insito nella natura stessa del titolo.<br />
Siamo in una foresta e teoricamente dovremmo essere totalmente liberi di esplorarla alla ricerca degli indizi che ci occorrono, fuggire dalle creature e così via. In realtà <strong>l&#8217;open world è solo apparente</strong>: siamo ancora bloccati in una serie enorme di corridoi tutti simili tra loro, uno dopo l&#8217;altro, popolati da <em>jumpscare</em>, collezionabili ed enigmi ambientali. Quando dobbiamo girare a vuoto attorno ad un punto, perché non abbiamo ancora risolto quello che c&#8217;è da risolvere, ecco che appare il celebre effetto &#8220;pac-man&#8221;, col protagonista che viene teletrasportato da una parte all&#8217;altra della minimappa con un effetto non sempre correttamente mimetizzato.</p>
<p>Certo lo sforzo per dare l&#8217;illusione di trovarci in un ambiente aperto è stato notevole, ma tra psuedoteletrasporti e confini invisibili, sembra di essere tornati indietro di parecchi anni.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32069" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/blair_witch_2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il punto di forza, invece, è sicuramente quello narrativo che da sempre permea i titoli di Bloober Team e che costituisce il marchio di fabbrica. <strong>Ellis</strong>, il protagonista, con la sua storia tormentata, è credibile e concreto; ad accompagnarlo, oltre al cane di cui sopra, anche un vecchio cellulare Nokia, che sarà utile per ricostruire il background del personaggio tramite messaggi e telefonate: un espediente già visto, ma che funziona alla grande per dare il giusto spessore in un tempo ridottissimo (soprattutto per un gioco che si completa comodamente in 5 ore).</p>
<p>Un minimo di rigiocabilità è garantita dai <strong>finali multipli</strong> e dagli obiettivi opzionali, che richiedono più run. Ma già durante la prima gli enigmi risulteranno alla lunga abbastanza scontati.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>A conti fatti mi sento di promuovere, anche se con riserva, questo <strong>Blair Witch</strong>: il comparto tecnico è purtroppo non all&#8217;altezza, ma la <em>lore</em> e la costruzione della narrativa, grazie anche ad un doppiaggio inglese ispirato, è di primissimo livello.</p>
<p><strong>Blair Witch</strong> è (al momento) disponibile per PC ed Xbox One (incluso anche nel Game Pass) al prezzo di 29,99 €. In futuro sarà disponibile anche per Nintendo Switch e PlayStation 4.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Blair Witch</strong> è l&#8217;horror psicologico che ci fa rivivere le emozioni del mitico mockumentary.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,5/5</h2>
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