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	<title>Jay Fotos - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>&#8217;68 &#8211; L&#8217;orrore della guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2018 10:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Image Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Jay Fotos]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Kidwell]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ridendo e scherzando sono passati 50 anni dal 1968. E non c’erano solo rivoluzioni e musica nel 1968. No, nel 1968 c’era anche la guerra in Vietnam. E ‘68 ci butta dentro quella guerra per noi (fortunatamente) lontana nel tempo e nello spazio, ma lo fa con un twist horror. Recensione ‘68 è una serie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-25129" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/68fumetto.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/68fumetto.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/68fumetto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/68fumetto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/68fumetto-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Ridendo e scherzando sono passati <strong>50 anni</strong> dal <strong>1968</strong>. E non c’erano solo <strong>rivoluzioni e musica</strong> nel 1968. No, nel 1968 c’era anche <strong>la guerra in Vietnam</strong>. E<em><strong> ‘68</strong></em> ci butta <strong>dentro quella guerra</strong> per noi (fortunatamente)<strong> lontana</strong> nel tempo e nello spazio, ma lo fa con un <strong>twist horror</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>‘68</strong></em> è una serie ideata da <strong>Mark Kidwell</strong> nel <strong>2011</strong> e sviluppata attraverso<strong> svariate miniserie e albi singoli</strong> per<strong> Image Comics</strong> e che adesso sbarca in Italia in versione <strong>integrale</strong> e da edicola per <strong>SaldaPress</strong>.</p>
<p>Questo <strong>primo numero</strong> racchiude la <strong>primissima storia</strong>, pensata come<strong> albo singolo</strong>, e la sua continuazione, legata alla prima storia ma che fa parte di un&#8217;altra <strong>miniserie</strong>. Infatti la storia all’inizio doveva durare <strong>solo un numero</strong>, ma il successo di quella prima storia spinse gli autori ad ampliarla e farla diventare <strong>una mini di quattro</strong> e l’inizio di una <strong>fortunata serie</strong>.</p>
<p>Dunque <strong><em>‘68</em></strong> ci porta in <strong>Vietnam</strong>, durante la guerra che definì <strong>un’intera generazione</strong> e che lasciò<strong> profonde tracce</strong> nella società americana. Nel <strong>1968</strong> c’era anche <strong>un altro fenomeno</strong> che lasciò profonde tracce nell’immaginario collettivo. Usciva infatti <strong>La Notte dei Morti Viventi</strong>, il film di <strong>George Romero</strong> che inventò <strong>gli zombie</strong> per come li conosciamo oggi.</p>
<p>Dunque<strong> l’idea di Kiwell</strong> è persino banale a pensarci bene: se <strong>l’epidemia di zombie</strong> del film di Romero accadde in tutto il mondo, cosa poteva accadere in Vietnam, durante la guerra?</p>
<h2>The night of the living apocalypse now</h2>
<p>Da questa premessa,<strong> la storia ci mostra un gruppo di soldati</strong> in missione nella <strong>giungla vietnamita</strong>. L’obiettivo è raggiungere un <strong>remoto villaggio</strong> dove un’altra pattuglia è scomparsa.</p>
<p><strong>La pattuglia protagonista</strong> della storia è un concentrato di <em><strong>cliché</strong> </em>dei <strong>soldati americani</strong> del periodo. Sono tutti<strong> disillusi</strong>, c’è il nero incacchiato, il marconista silenzioso, la recluta, l’esaltato. Si vede diciamo la patina “superficiale”, in mancanza di un termine migliore, della <strong>sceneggiatura di Kidwell</strong>.</p>
<p>In effetti <strong>non ci sono scossoni e novità</strong> rispetto ad <strong>una normale storia sulla guerra</strong>, sopratutto per chi come me ha visto una ventina di film sulla guerra del Vietnam. <strong>Il senso di oppressione</strong> è lo stesso visto da altre parti e<strong> la presenza sovrannaturale</strong> arriva nella seconda metà della storia per <strong>deflagrare nel finale</strong>.</p>
<p>Nonostante questa mancanza di originalità nella <strong>parte bellica</strong>, la storia funziona. Forse proprio perché decide di <strong>giocare con gli stereotipi</strong> e aggiungerci semplicemente <strong>una variabile impazzita</strong>, gli zombie. E dunque sia la storia iniziale che la seconda storia sono delle <strong>&#8220;normali&#8221; storie di guerra</strong> ma con quel <em>twist</em> che spiazza ed eleva la storia.</p>
<p>Chi scrive <strong>non è appassionato di zombie</strong>, tutt&#8217;altro, quindi onestamente non ho gli strumenti per <strong>fare paragoni</strong> con altri morti viventi apparsi recentemente. Qui mi sembrano nella loro versione diciamo <strong>più classica possibile</strong>, sono solo delle <strong>orde affamate senza cervello</strong>. Però funzionano nell&#8217;ambiente della giungla. <strong>L&#8217;aria malsana e opprimente</strong> che è presente di base nella location viene amplificata dalla minaccia dei morti viventi.</p>
<p>Ai disegni <strong>Nat Jones</strong> sembra un po&#8217; acerbo in alcune situazioni ed ha uno stile più <strong>supereroistico anni &#8217;90</strong> che da storia horror. Consegna tavole<strong> senza infamia e senza lode</strong>, ma che amplificano la generale sensazione di amatoriale e la natura indipendente delle storie. I colori di <strong>Jay Fotos</strong> aiutano molto a creare la giusta atmosfera.</p>
<p>In sostanza, <strong><em>&#8217;68</em></strong> parte da un&#8217;idea semplice ed è realizzato con <strong>onestà e passione</strong> che rende la storia <strong>classica e piacevole</strong>, lasciando l&#8217;interesse per il<strong> secondo numero</strong> che concluderà la prima saga dell&#8217;<strong>universo narrativo</strong> creato da Kidwell e Jones. Sicuramente sia un <strong>fan degli zombie</strong> che un <strong>fan del genere bellico</strong> possono trovarci qualcosa d&#8217;interessante. Personalmente adoro <strong>i fumetti di guerra</strong>, ma non ho grossa passione per gli zombie e mi sono divertito, quindi se siete<strong> amanti degli zombie</strong> potete divertirvi pure voi, anche se per motivi diversi dai miei.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Mix di generi piacevole e che ha dato inizio ad un suo universo narrativo.</p>
<h2>Nerdandometro 3,3/5</h2>
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