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	<title>D.B. Weiss - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Game of Thrones &#8211; Quando un fenomeno di massa si conclude</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/05/26/game-of-thrones-quando-un-fenomeno-di-massa-si-conclude/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 12:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/Game-of-Thrones.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30517" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/Game-of-Thrones.jpg" alt="Game of Thrones" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/Game-of-Thrones.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/Game-of-Thrones-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/Game-of-Thrones-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/Game-of-Thrones-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Game of Thrones</h2>
<p>Ci siamo. Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato ma non eravamo davvero pronti e mai avremmo potuto esserlo, d&#8217;altra parte. <strong>Game of Thrones si è conclusa</strong>, la serie che ha saputo più di ogni altra imporsi ben oltre il confine televisivo e condizionare la nostra vita a tutto tondo, la serie che ha saputo diventare un vero e proprio fenomeno di massa ha scritto la parola fine.</p>
<p>Dopo ben otto stagioni, il cerchio si chiude, quindi. E -ma c&#8217;era da aspettarselo d&#8217;altra parte- sembra non lasciare soddisfatto proprio nessuno. La serie TV ispirata ai romanzi di <strong>George R.R. Martin</strong>, diventati negli anni degli autentici best seller capaci di rilanciare a nuova vita il genere fantasy a livello letterario, si era da tempo distaccata dai libri ma nelle ultime stagioni ha preso una strada completamente sua, che non sempre gli spettatori hanno apprezzato. A tenere le redini della sceneggiatura, fin dall&#8217;inizio, è stato il duo composto da <strong>David Benioff e D.B. Weiss</strong>: i due, con questo finale, si sono attirati definitivamente l&#8217;odio di gran parte del pubblico.</p>
<p>Io ho seguito l&#8217;ottava e conclusiva stagione in diretta e, lo devo ammettere, <strong>ho avuto bisogno di un po&#8217; di tempo per metabolizzare la conclusione</strong> che gli sceneggiatori hanno deciso di dare a Game of Thrones. Mi ha soddisfatto? Mi ha lasciata indifferente? Ho voluto pensarci un po&#8217; su e, alla fine, buttare giù queste righe di commento, secondo il mio personalissimo punto di vista. Non una recensione alla stagione, quindi, ma <strong>una riflessione sul finale</strong>.<br />
Sarebbe superfluo dirlo, visto che si parla appunto dell&#8217;episodio finale, ma lo specifico: <strong>da qui in avanti troverete una marea di spoiler</strong>. Se non avete ancora concluso la visione, vi consiglio di fermarvi qui e tornare a leggere solo dopo aver guardato l&#8217;episodio in questione.</p>
<h2>Episodio conclusivo: Il Trono di Spade</h2>
<p>Dopo cinque episodi che hanno alternato fasi riflessive ad altre concitate e ricche di eventi, <strong>siamo arrivati alla resa dei conti</strong>. Le carte in tavola sono cambiate molto rapidamente, in questa stagione, e la situazione che ci troviamo davanti alla vigilia della puntata intitolata <strong>Il Trono di Spade</strong>, è molto diversa da quella che ci saremmo potuti aspettare.</p>
<p><strong>Approdo del Re</strong> è presa. O meglio, rasa al suolo. Durante la battaglia, infatti, la vena di follia che funesta da generazioni la stirpe Targaryen è esplosa in <strong>Daenerys</strong>, colpita nel profondo da più di un evento traumatico negli ultimi tempi. Molti di noi sfogano la tensione andando a correre, la Regina dei Draghi, invece, distrugge una città inerme che si è ormai arresa, abbattendo edifici e carbonizzando i cittadini terrorizzati. Una svolta che non ha convinto tutti ma che, se guardiamo con attenzione, non è così inaspettata: già nelle stagioni precedenti Daenerys aveva avuto esplosioni di rabbia incontrollata e reazioni crudeli e talvolta spropositate ai colpi che le sono arrivati. L&#8217;evoluzione del personaggio, per me, è coerente con la sua storia e con quanto ci è stato sempre mostrato di lei, per quanto posso concordare sul fatto che, in quest&#8217;ultima stagione, le tappe siano state un po&#8217; forzate.</p>
<p>Sconfitti i propri nemici e conquistata definitivamente <strong>Westeros</strong>, a Daenerys non resterebbe che regnare su quel poco che resta di Approdo del Re e su tutto il Continente Occidentale. Peccato che la sete di distruzione della nuova regina non sembri affatto placata e che i suoi alleati continuino ad abbandonarla. Il primo a farlo è <strong>Tyrion</strong>, il suo Primo Cavaliere, che vede una volta per tutte deluse le speranze che aveva sempre riposto nella giovane Targaryen e decide di abbandonare il suo ruolo di consigliere. Ma anche <strong>Jon</strong> <strong>Snow</strong> (che in realtà è Aegon Targaryen, legittimo erede al Trono) sembra nutrire preoccupazioni sul comportamento della sua Regina, nonostante l&#8217;amore sincero che prova per lei.</p>
<p>Ed è a questo punto che le cose precipitano: Jon decide di anteporre ciò che è giusto a ciò che prova e uccide Daenerys. Si prepara ad affrontare poi la fine per mano (o per meglio dire per bocca) di <strong>Drogon</strong>. Il drago è straziato dalla morte di sua Madre ma non riesce a uccidere Jon, nelle cui vene scorre sangue di drago. Indirizza quindi il potente getto di fuoco verso il Trono di Spade, fondendolo completamente, e poi vola via con il corpo senza vita di Daenerys. Gli Immacolati, guardia della Regina, fanno dunque prigioniero Jon e, dopo un salto temporale, assistiamo al <strong>concilio dei potenti di Westeros</strong>, per stabilire il da farsi.</p>
<p>Tyrion sfrutta le sue abilità oratorie per convincere il concilio a scegliere un nuovo Re, che viene individuato in <strong>Bran</strong>. Lo stesso Tyrion sarà il suo Primo Cavaliere, mentre il Nord tornerà ad essere un regno a sé stante. Jon espierà la sua colpa tornando tra i <strong>Guardiani della Notte</strong>. Una fine, quindi, che è un po&#8217; un ritorno all&#8217;inizio, anche se con un nuovo spirito: il nuovo Re ed i suoi consigliere, memori di quanto accaduto, daranno vita ad un regno più giusto e volto al bene del popolo.</p>
<p>Ammettiamolo: non è certo il finale che ci saremmo aspettati. <strong>Bran</strong>, che ha passato le ultime stagioni a ricordare a tutti quanto fosse distaccato dal mondo terreno e quanto fosse poco interessato al comando, accetta immediatamente di diventare <strong>Re di Westeros</strong>, pur mantenendo quella sua aria impenetrabile e disinteressata. Avevo fatto varie ipotesi su chi alla fine si sarebbe seduto sul Trono di Spade ma devo ammettere che mai e poi mai avrei preso in considerazione Bran, proprio per via della storyline che lo aveva visto protagonista. Ho visto questa scelta come un modo per ribadire il <strong>concetto di destino</strong>, che tanta parte aveva avuto nelle convinzioni di Daenerys, interpretato però in una chiave non di predestinazione ma di ciclicità. <strong>Quello che deve accadere, in un modo o nell&#8217;altro, finirà per accadere</strong>. Ed è proprio il personaggio di Bran a rafforzare questa interpretazione, quando dice a Jon &#8220;<em>eri esattamente dove dovevi</em>&#8220;.</p>
<h2>Jon e Daenerys</h2>
<p>A lasciarmi meno soddisfatta, comunque, è stato il percorso scelto per i due personaggi di <strong>Jon e Daenerys</strong>. Il ciclo di romanzi si intitola &#8220;<strong>Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco</strong>&#8220;, per cui non mi sembra azzardato definire i due come i protagonisti (di quello che comunque si configura come un racconto corale) e anche nella serie sono loro ad essere emersi come personaggi principali.</p>
<p>Avevo già storto il naso, lo devo ammettere, nella scorsa stagione, alla scelta di farli innamorare. A visione ultimata, comunque, capisco il significato di quella decisione: rende tutto più drammatico. E, in fondo, i due si delineano perfettamente come <strong>personaggi tragici</strong>, in tutto e per tutto, con questa conclusione. Prendiamo <strong>Daenerys</strong>: l&#8217;abbiamo seguita in un percorso di crescita fenomenale,  che l&#8217;ha vista maturare profondamente e diventare una donna coraggiosa e motivata, pronta a schierarsi in prima linea nelle sue battaglie, incurante dei rischi, e a farsi carico del destino del mondo e del suo benessere. In tante traversie a sorreggerla c&#8217;è sempre stato un obiettivo: il Trono di Spade. Anche in questa stagione Daenerys ha dovuto assorbire duri colpi, prendere decisioni difficili, affrontare sfide complesse. E alla fine è arrivata a un passo dal suo sogno, ha potuto perfino sfiorarlo con le dita. Ma tutto si è tramutato in cenere per mano dell&#8217;uomo che amava. Non riesco a immaginare una parabola più tragica, nel senso classico del termine.</p>
<p>Anche <strong>Jon</strong> ha subito una metamorfosi profonda nel corso delle stagioni e ha dovuto fronteggiare situazioni che avrebbero fatto impazzire chiunque. Cresciuto nei saldi principi di <strong>Ned Stark</strong>, comunque, il Lupo Bianco è riuscito sempre a mettere il dovere prima di tutto e a sacrificare addirittura se stesso per il bene comune. Tutte doti che ne farebbero un ottimo regnante, ora che è stata resa pubblica la sua vera origine. Jon non è interessato al potere e anche questo è un aspetto che lo renderebbe il pretendente perfetto per il trono. Sarebbe un sacrificio per lui, ma gliene viene chiesto uno ancora più grande: uccidere il tiranno a cui non solo ha giurato fedeltà ma che è anche la donna che ama. È una decisione pesantissima, ma ancora una volta Jon mette prima di tutto il dovere e porta a termine il terribile compito.<br />
E poi? E poi per lui c&#8217;è <strong>la fine più ingrata</strong>: condannato all&#8217;anonimato, all&#8217;esilio e all&#8217;oblio per aver fatto quello che tutti speravano facesse.</p>
<p>Personalmente non ho amato un epilogo così privo di spiragli per i personaggi che ho imparato a conoscere ed apprezzare nel corso di 8 stagioni. Poi ci ho pensato su e ho capito che, <strong>forse, un finale del genere è in linea con lo spirito di fondo di Game of Thrones</strong>: la vita non è giusta e i buoni, spesso, perdono. Lo avevamo visto con  Ned Stark, il personaggio più integerrimo che si possa immaginare, già nella prima stagione ma lo abbiamo visto accadere più volte nel corso degli anni. Jon è un giusto e, alla fine, è lui a rimetterci. Daenerys ha più sfumature, non è pienamente né bianco né nero, ma alla fine viene travolta e condannata da un sentimento puro e positivo: l&#8217;amore. Non c&#8217;è speranza per i singoli ma c&#8217;è un futuro roseo per il Regno all&#8217;orizzonte. In fondo, Game of Thrones è questo e non ha mai cercato di nascondere la sua natura.</p>
<p>Un finale, quindi, che non mi soddisfa, anche per la marea di questioni non risolte, ma che comprendo se mi pongo nell&#8217;ottica di fondo della serie.<br />
<strong>E adesso?</strong> Adesso non resta che aspettare i libri, per scoprire anche quell&#8217;epilogo. Ma, ne sono sicura, la parola fine è ancora lontana dal mondo di Westeros e, presto, avremo modo di tornare nel fantastico Continente con nuove avventure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/05/26/game-of-thrones-quando-un-fenomeno-di-massa-si-conclude/">Game of Thrones &#8211; Quando un fenomeno di massa si conclude</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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