Recensione
Il mio rapporto con Assassination Classroom parte dalla carta. Il manga di Yūsei Matsui l’ho amato, ed è uno di quei titoli che ti fregano: lo apri aspettandoti una commedia demenziale su una classe di ragazzini che deve ammazzare un polpo giallo sorridente e lo chiudi con il groppo in gola. Anche il live action di qualche anno fa mi era piaciuto, per quanto l’abbia visto nelle condizioni meno cinematografiche possibili, ossia sullo schermetto di un aereo durante un volo intercontinentale. Dieci anni dopo la fine della serie, la 3-E torna al cinema con L’ora di tutti noi, lungometraggio inedito diretto da Masaki Kitamura, scritto da Makoto Uezu e animato ancora una volta dallo studio Lerche, che Eagle Pictures e Yamato Video portano in Italia come evento speciale il 14, 15 e 16 settembre. Ringrazio Eagle Pictures che ci ha invitato all’anteprima di questa nuova serie di avventure della 3-E.
Trama
Partiamo dalla domanda che si fanno tutti: che cos’è questo film? Un riassunto della serie? Un sequel? Dunque, L’ora di tutti noi prende gli episodi del manga che l’anime televisivo aveva dovuto saltare per questioni di minutaggio e li anima da zero, montandoli dentro una cornice ambientata a quindici giorni dalla scadenza, quando il conto alla rovescia verso il diploma e verso la fine di Korosensei è ormai una presenza fissa nella testa di tutti gli alunni. Matsui in persona ha tenuto a precisare che non si tratta di un’operazione celebrativa per il decennale ma di materiale che appartiene alla storia principale, che infatti abbiamo potuto leggere nel corso della serie.
Il risultato è un film costruito a blocchi. C’è la parte più smaccatamente comica, quella in cui la classe si accanisce sul professore con l’entusiasmo suicida che ben conosciamo e in cui Sugaya e Kataoka trovano finalmente lo spazio che la serie non aveva potuto concedergli e ci sono le vacanze invernali con un segmento più lungo e più costruito centrato su Korosensei, con un vero arco narrativo e un finale che chiude il cerchio. In mezzo, il collante: la 3-E che parla, si prende in giro, si organizza, e intanto conta i giorni.
Una cosa la si può dire già adesso: il film presuppone che tu sappia chi sono queste persone. Non c’è una riproposizione delle premesse, non c’è un ripasso, si entra in classe come se non ne fossimo mai usciti. È una scelta coerente e per chi il manga l’ha letto è quasi un regalo, ma pone un problema di accessibilità che non si può totalmente ignorare.
Cast
Il primo motivo per cui L’ora di tutti noi funziona è che nessuno ha cambiato voce. In Italia il doppiaggio è diretto da Luca Ghignone, con Paolo De Santis su Korosensei e con tutte le altre voci dei personaggi che continuano sulla traccia iniziata tanti anni fa. Come al solito, in Italia siamo davvero bravi col doppiaggio, e il buon De Santis fa davvero tantissimo per l’ottima riuscita di Korosensei, a volte anche un po’ sopra le righe, ma è il giusto tributo a un personaggio folle e profondo come il nostro professore preferito.
Sul fronte tecnico, la regia di Kitamura e il character design di Aya Higami mantengono la continuità visiva con la serie televisiva, e qui c’è un discorso da fare. È una scelta che protegge l’identità dell’opera, perché un restyling avrebbe spezzato l’illusione del ritorno in classe, ma è anche una scelta che rinuncia a qualsiasi ambizione propriamente cinematografica: chi si aspetta il salto di qualità produttivo che di solito accompagna il passaggio al lungometraggio non lo troverà. Ma alla fine, non è che era così necessario, viste le premesse.
Anche in questo caso, quindi, è tutto “al proprio posto“: l’aula, i comprimari (fra tutti la mitica Bitch-sensei, protagonista di un momento molto simpatico), gli alunni della 3-E e anche altri studenti e “professionisti” che gravitano attorno al mondo di Korosensei.
Concludendo
Assassination Classroom: L’ora di tutti noi è un gradito ritorno tra i banchi della 3-E. Alto tasso di comicità, quella tipica di quest’opera, con un po’ di nostalgia e un po’ di “buoni sentimenti” che in fondo non guastano. Il film è realizzato bene, doppiato benissimo, e sono certo che sarà apprezzato dal fandom della serie.
Resta il fatto che questo è un film per chi c’era. Se hai letto il manga o seguito le due stagioni animate, L’ora di tutti noi è esattamente quello che promette, un’ora e mezza passata di nuovo dentro quell’aula sulla collina con gente a cui hai voluto bene, con l’aggiunta non trascurabile di pagine che non avevi mai visto in movimento. Se invece Assassination Classroom non l’hai mai frequentato, questo non è il posto da cui cominciare: il film non spiega niente, non ripassa niente e dà per scontato un decennio di affetto accumulato. Bene, ma non per tutti: se sei un fan, allora il mio bollino diventa dorato all’istante.
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Nerdando in breve
Assassination Classroom: L’ora di tutti noi ci riporta dopo tanti anni all’interno della 3-E, mostrandoci dei momenti che la serie animata non aveva potuto raccontare sul piccolo schermo, ma rivolgendosi esclusivamente a chi sa già tutto.










