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Samuel Stern – Un nuovo horror in edicola!

Recensione

L’horror non è il mio genere preferito, e di questo non ho mai fatto mistero.

Tuttavia, non mi tiro indietro e non nascondo il mio vivo interesse per le opere che raccontino una bella storia, e questo di certo non esclude a prescindere il genere horror, non sia mai. I pregiudizi, per fortuna, non riescono a farmi perdere ciò che di meritevole viene pubblicato.

Samuel Stern, nuova serie a fumetti di Bugs Comics ideata da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, rientra esattamente in uno di questi casi: se mi fossi fermato a vedere soltanto “di cosa parla”, probabilmente non l’avrei letto.

Ho fatto bene, invece, a farmi convincere da Tencar a volervi raccontare perché Samuel Stern è un bel fumetto che merita il vostro tempo.

Nel presente articolo vi parlo dei primi due numeri di Samuel Stern, “Il nuovo incubo” e “Il mausoleo nero“, e ringrazio Bug Comics per il materiale utilizzato per questa recensione.

Il progetto

Ci vuole coraggio, di questi tempi, a voler gettare la propria nuova serie sul mercato specificatamente ed esclusivamente in edicola. Soprattutto se non sei la Bonelli, o un qualche altro grande editore.

Bugs Comics ha fatto una scommessa, e a mio avviso le potenzialità per vincerla ci sono tutte: il formato degli albi è classico, il tema è interessante (e richiama, senza ombra di dubbio, un certo Dylan Dog), il team artistico valido.

Il tam tam mediatico, sopratutto sul web, è stato importante e Samuel Stern ha suscitato vivo interesse, a dispetto della scelta sulla carta controcorrente, grazie anche al fatto di essere un prodotto di qualità (ma di questo ne parleremo tra poco).

Solo il tempo potrà dargli ragione, e io ne sarò felice se ciò dovesse accadere: una casa editrice abbastanza di nicchia che compie questo passo è quantomeno da tifare, no?

Chi è Samuel Stern?

Alzi la mano chi ha pensato al nemico di Hulk? Bene, levatevelo dalla testa, il nome è simile, ma il personaggio non c’entra molto.

Il protagonista della serie omonima, appunto chiamato Samuel Stern, è scozzese, vive ad Edimburgo, dove le vicende sono finora ambientate, ha i capelli e la barba rossi (tanto da essere soprannominato il Rosso), fa il libraio ma è anche particolarmente dotato come demonologo.

Che fa il demonologo? In sostanza, studia i demoni; nello specifico, il nostro ne sa parecchio in proposito (anche grazie ai numerosi tomi che vediamo nella sua libreria?) ed è anche in grado di scacciarli da questo mondo.

Ha un amico, Padre Duncan, che fa il prete e l’esorcista (ed era un pugile), che convoca in caso ci sia qualche caso su cui intervenire e ha un passato che lo tormenta, con una figlia piccola che non può incontrare e tutte le caratteristiche che fanno da preludio ad un personaggio interessante, la cui trama orizzontale possa svilupparsi nel tempo in modo soddisfacente.

Padre Duncan è il numero uno.

Trama

Con queste premesse, di cosa parla Samuel Stern?

Questa recensione verte sui primi due numeri della serie, e secondo me è meglio così.

Come mai, vi chiederete.

Ebbene, confesso di aver gradito abbastanza il primo numero, ma con il secondo ho deciso che Samuel Stern è una serie che mi piacerebbe seguire, perché ho la sensazione che sia proprio lì che la serie decolli.

Il primo numero (“Un nuovo incubo“), uscito il 29 novembre scorso, è una bella storia, introduttiva quanto basta per farvi capire i personaggi e le tematiche, ma mi ha dato la sensazione che Samuel Stern fosse una serie composta di one-shot fatti bene, interessanti e basta così.

Il secondo numero ha questa stessa impostazione, con alcuni riferimenti al primo, ma è perfettamente fruibile anche senza aver letto il primo; ciò detto, però, dà la sensazione che da qui in avanti avremo alcune vicende di sottofondo che andranno a formare la famosa trama orizzontale di cui vi parlavo poc’anzi, grazie all’introduzione di nuovi comprimari e di nuove rivelazioni sul conto della vita privata del protagonista.

La prima vignetta de “Il mausoleo nero”.

In “Un nuovo incubo” Samuel e Duncan hanno a che fare con una possessione demoniaca, sullo sfondo di una storia che parla di un disagio familiare: un’ottimo avvio per mostrarci come per scrivere una buona storia horror non servano mostri o luoghi dimenticati, ma possa esser sufficiente il male che si annida tra le pareti domestiche. Ho apprezzato parecchio l’ambientazione urbana di questo primo numero, così come la scelta del tema, sempre d’attualità.

Non è un caso, quindi, che mi abbia colpito in particolar modo una delle citazioni condivise dagli account social di Samuel Stern. È di Nietzsche e recita così: “Il peggior nemico che puoi incontrare sarai sempre tu. Ti tenderai l’agguato in caverne e foreste. La via che porta a te stesso passa davanti ai tuoi sette demoni!”. Molto, molto calzante per far capire come questa serie affronti la tematica horror.

Il mausoleo nero“, invece, parte con una introduzione di tipo storico e la vicenda è legata più profondamente alla storia di Edimburgo, la città dove sono ambientate le vicende narrate in Samuel Stern: si parla del cimitero dei Greyfriars, da sempre ammantato di oscura reputazione e scenario di vicende quantomeno inquietanti. Giusto come esempio: qui c’era gente che di notte dissotterrava i cadaveri per venderli a scopo scientifico: per questo, alcune tombe sono chiuse da grate di ferro. Ed è soltanto una delle storie che circolano su questo posto estremamente suggestivo. Un’altra molto famosa è quella che trovate raccontata in questa storia.

Io nel Greyfriars Kirkyard ci sono stato qualche mese fa, e mi fece impressione come questo posto fosse pubblicizzato come scenario di parecchi ghost tour, attività riguardanti la caccia a fantasmi et similia: proprio da uno di questi ghost tour prende il via la vicenda raccontata nell’episodio, molto suggestiva proprio perché basata su fatti storici realmente accaduti e ben inseriti come fondamenta della trama.

Ho particolarmente gradito lo spunto dato da un luogo molto famoso e carico di una particolare energia, che si può percepire semplicemente passeggiando tra le lapidi e gli alberi; è plausibile che l’esserci stato mi abbia fatto gustare meglio la storia, anche solo per una sorta di immedesimazione.

Il team creativo di Samuel Stern, però, oltre alla leggenda, ha voluto richiamare nell’episodio un altro fatto molto più attuale, che lascio scoprire a voi che leggerete la storia; comunque sia, il messaggio che ho percepito è che il male ha radici nel nostro animo da umani, più che in antri oscuri.

Il finale dei due episodi mi ha colpito in particolar modo: un tono di amarezza che non stona affatto con le tematiche affrontate.

Non abbiamo bisogno di finali allegri appiccicati senza senso, grazie.

Disegni

La parte grafica di Samuel Stern mi è davvero piaciuta: in modo particolare il secondo episodio, illustrato dall’ottimo Luca Lamberti, che dona differente consistenza grafica tra scene ambientate nel passato e parti nel presente e  la ricchezza di particolari, l’ho trovato veramente degno di una produzione di alto livello, grazie anche ad un elegante bianco e nero da classico italiano da edicola.

Nota di merito, dunque, perché un bel fumetto non è solo sceneggiatura, ma l’occhio deve avere decisamente la sua parte.

Molto belle anche le copertine di Maurizio di Vincenzo, che impreziosiscono senza ombra di dubbio i due volumi finora usciti.

In conclusione

Samuel Stern è una scommessa, in tutto e per tutto.

Esce esclusivamente in edicola, in un periodo in cui le edicole stanno scomparendo come in prede ad una implacabile piaga.

È un horror, e come tale ha il fardello di confrontarsi con mostri sacri come il classico Dylan Dog o l’Outcast di Kirkman.

È il progetto di una casa editrice di nicchia, che non ha di certo il peso che può avere, ad esempio, la Bonelli.

Ma Samuel Stern è, sopratutto, un bel fumetto.

E io vi invito a leggerlo, a farvi una vostra opinione e ad aspettare, insieme a me, il terzo volume per scoprire se l’attesa sarà ben ripagata!

Nerdando in breve

Samuel Stern è una nuova serie a fumetti dalle tematiche horrror, una scommessa per la quale tifiamo parecchio!

Nerdandometro:
3.8 out of 5 stars (3,8 / 5)

 

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