Due chiacchiere con Lorenzo La Neve (Pinguini Tattici Nucleari a fumetti) - Nerdando.com
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Due chiacchiere con Lorenzo La Neve (Pinguini Tattici Nucleari a fumetti)

Lorenzo La Neve Pinguini Tattici Nucleari a fumetti

Introduzione

Grazie all’immensa cortesia di Beccogiallo Editore e Morning Bell ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Lorenzo La Neve, fumettista, nonché la mente dietro a “Pinguini Tattici Nucleari a fumetti“.

Sono rimasto veramente colpito dalla sua disponibilità e gentilezza, anche se il caos e la gente presente alla fiera di Lucca, dove l’ho intervistato, erano veramente pressanti.

In fondo all’intervista scritta, che è un po’ più discorsiva e corretta grammaticalmente, troverete (in pessima qualità) anche l’intervista raw ossia senza tagli ed aggiustamenti e in solo audio.

Ultima cosa, ringrazio tantissimo Giorgio, di Star Wars Libri e Comics, per avermi accompagnato e supportato tecnicamente durante l’intervista!

Intervista

Fedrizzi: Ciao Lorenzo, benvenuto su Nerdando.com, innanzitutto, siamo qui per parlare del, diciamo tuo, fumetto sui Pinguini Tattici Nucleari e la prima domanda che volevo farti è a chi è venuta in mente l’idea, se è venuta a te e nel caso non sia così, quando sei entrato in scena.
Lorenzo: Ciao! I Pinguini li conosco da un po’, siamo amici da circa 3-4 anni. Ho conosciuto prima Riccardo Zanotti ad un concerto acustico a Roma e poi col tempo sono diventato molto amico di Elio Biffi, è venuto a dormire a casa mia più volte, quando fa le trasferte Bergamo-Roma. L’idea in realtà non è nuova, avevamo già fatto un fumetto, se uno va a scavare su internet lo trova. È brutto, è veramente brutto, perché è antico, erano anche poco conosciuti loro, quando stava uscendo “Test D’ingresso di Medicina”. Sconosciutissimi noi, avevamo fatto questo Webcomic così, poi col tempo loro sono esplosi, a noi è andata molto bene coi fumetti, quindi ci siamo detti: “facciamo le cose in grande” e abbiamo cacciato questo fumetto qua. Però l’idea, diciamo, il primissimo stimolo è stato mio, però la risposta è stata positiva ed immediata.

F. : Come abbiamo già visto nell’articolo scritto da me precedentemente, avete deciso di suddividere il libro in dieci capitoli ed ogni capitolo è una canzone, in ognuna di queste c’è un protagonista diverso dei Pinguini, con quale criterio avete assegnato ogni pinguino ad una determinata storia? è stato casuale o è perché è parte di lui, magari?
L. : No, è una bella domanda, non me la avevano ancora fatta, in realtà la storia è a capitoli, ma è una storia unica, tipo un Graphic Novel, quindi la storia disegnata da un disegnatore spesso è direttamente collegata alla storia dopo, la trama del libro, in breve, è che loro si trovano costretti in questo volume coi testi delle loro canzoni e devono uscirne, però siccome far disegnare sempre tutti i pinguini era complicato e riempiva troppo gli spazi (in sette pagine, metterci sei pinguini, rischi di non dare spazio a nessuno) abbiamo deciso di dividerli in coppie o al massimo in tre per storia. Non è stato per affinità personaggio-canzone, ma proprio per dare un giusto spazio a tutti quanti. Poi ci sono delle situazioni, per esempio quando vanno nel passato, in cui c’è Riccardo da piccolo, ecco io ho pensato che facesse più ridere mettere un determinato personaggio ad interagire con lui rispetto ad un altro, quindi ecco, il criterio è stato questo.

F. : Bene, la domanda che ti faccio ora è strettamente legata alle canzoni, come mai avete deciso di escludere pezzi famosissimi, per esempio, come mai avete lasciato fuori Irene, che io mi aspettavo di trovare, oppure anche Bagatelle?
L. : Ecco, Bagatelle l’ho lasciata fuori perché io spero di riuscire a fare, in futuro, un altro fumetto, non prendetela come un’indiscrezione, (spoiler) anche perché non ho parlato ancora né con loro, né con l’editore è solo un mio vezzo. Quindi, siccome Bagatelle è una delle mie preferite, ho pensato di lasciarla per il prossimo. Invece Irene perché, molto semplicemente, famosa o non famosa è quella che a livello di contenuto mi sembrava meno adattabile, né più, né meno.

F. : Ottimo, prima mi hai detto che c’è questa storia di fondo che lega tutte e dieci le canzoni, ha un significato particolare? o è semplicemente un mero filo conduttore per collegare tutto?
L. : Intendi significato a livello morale o a livello di narrativa? È proprio una storia, io non l’ho scritta pensando a: “devo fare l’adattamento dei Pinguini”, perché loro hanno una quantità di materiale infinito, quindi di base la storia è proprio una storia, come puoi leggere una saga su Topolino in otto puntate, il principio è quello.
Se devo trovarti un significato di fondo, è che non bisogna disdegnare la frivolezza, in questi casi, cioè che anche i fumetti frizzantelli, scemelli, divertenti funzionano.

F. : Adesso passiamo a parlare degli artisti: come hai scelto, se li hai scelti tu, gli artisti, perché e come hai abbinato il fumettista ad una determinata canzone?
L. : Il lavoro di accoppiamento è stato più qua *prende un fumetto per non dimenticarsi nessun artista*, buona parte sono della scuderia di BMR Production che è la mia etichetta, quella con cui lavoro e sono Matilde Simoni, che è quella che ha fatto più tavole: tutta l’intro, tutta l’outro, Le Gentile e la copertina, ma anche il character design per tutti, quindi buona parte è sua. Poi c’è Federico Gaddi, che lavora con il Manifesto, Roberto D’Agnano che è l’autore di Trap Kid (non so se lo conoscete, è spettacolare), Leonardo Mazzoli e questi sono di BMR. Poi era divertente mettere qualche nome abbastanza famoso insieme ai Pinguini, quindi tipo: Fumettibrutti (che si è decisa lei la canzone), poi ci sono QuasiRosso, Ernesto Anderle (che è l’autore di Vincent Van Love), Elisa 2B, Giangioff (pazzo scatenato), Guarnaccia (che ha fatto un capitolo tipo in stile manga, che è uno dei miei preferiti, Sashimi). L’associazione canzone-artista viene dal fatto che le canzoni dei Pinguini hanno tutte vibes un po’ diverse l’una dall’altra come i disegnatori sono completamente diversi l’uno dall’altro, quindi per esempio la canzone più triste l’ho assegnata al disegnatore più malinconico oppure quella più “Caciarona pop assoluta” l’ho data a Guarnaccia e via discorrendo.

F. : Ora arriviamo ad una domanda molto importante per me, perché io sono un musicista, come è stato, visto che le indicazioni ai disegnatori le hai date tu, trasformare una canzone, un tipo di musica in un’immagine? Perché io l’ho letto più volte il fumetto e secondo me l’hai fatto in maniera molto molto buona.
L. : Diciamo che con i Pinguini è stato un po’ più “facile”, tra virgolette perché è stato comunque difficile, però rispetto a tante altre band ambient o menate simili è stato più semplice, perché i Pinguini comunque danno un bell’imprinting e poi evocano un sacco di immagini è pieno di cameo, di personaggi e di nerdate, quindi questo contribuisce ad avere un setting mentale, poi si tratta di non disegnare, secondo me, esattamente quello che la canzone descrive, voi li conoscete i Pinguini? Li avete ascoltati? evocano immagini abbastanza concrete, ma alla fine ognuno si immagina quello che vuole, se replichi esattamente il contenuto della canzone, non sarà mai soddisfatto nessuno, perché non sarà mai come se lo immagina lui. E invece, prendere la sensazione che la canzone trasmette e farne altro è la parte migliore.

F. : Ecco, infatti per Verdura mi aspettavo una cosa molto simile al testo originale, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso. Siamo giunti all’ultima domanda, visto che, oltretutto, mi hai detto che sei così in contatto con i Pinguini e che hai l’idea di fare un secondo fumetto, c’è stato un feedback molto positivo da parte della band? E dalla parte del pubblico?
L. : Da parte della band la risposta è stata estremamente positiva, l’hanno tutti letto, mentre per il pubblico è stata una cosa allucinante sono le 11 di sabato ed è quasi finito, ne avevamo 900 copie circa.

F. : Complimenti, bene, grazie di essere stato con noi!
L. : Grazie a voi!

Intervista solo audio

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