Non puoi non averlo visto: Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004) - Nerdando.com
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Non puoi non averlo visto: Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004)

Di ritorno da Lucca Comics & Games (nelle quattro simpatiche ore di treno in cui internet va a intermittenza), vi ho chiesto quale film dovessi recuperare assolutamente fra American Beauty ed Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Come avrete intuito dal titolo, ha vinto il secondo dei due e sinceramente ne sono abbastanza felice. La pellicola in questione mi ha infatti dato modo di trarre parecchi spunti di riflessione, che spero possano interessare anche a voi, e che adesso vi racconto un po’ (tanto già lo sapete che sono logorroica, è inutile fingere il contrario).

Mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate voi, che la parte migliore di ‘sta rubrica è proprio il confronto. Potete scrivermi sia commentando l’articolo, sia scrivendo un messaggio su Facebook o su Instagram (per quanto mi riguarda potete anche mandare una mail, una lettera o un piccione viaggiatore, basta che alla fine se ne parli).

Prima dei commenti, però, vediamo di accennare la trama.

Trama

Joel Barish (Jim Carrey) è un omino solitario, timido e introverso che un giorno per caso conosce Clementine Kruczynski (Kate Winslet) durante un viaggio per Montauk. Lei è il suo opposto: colorata, frizzante, energica e spigliata; iniziano a parlare e nel giro di poco si innamorano.

Solo che pochi giorni dopo Joel s’imbatte prima in Clem, che sembra non riconoscerlo minimamente, e poi in una cartolina che dice così: “Clementine Kruczynski has had Joel Barish erased from her memory. Please never mention their relationship to her again. Thank you.” mandato dalla Lacuna INC. L’azienda in questione si occupa di cancellare alcuni ricordi specifici dalla testa delle persone, pertanto il caro Joel, appreso che l’amata Clem l’ha rimosso completamente, decide di fare la stessa cosa su se stesso dimenticandola per sempre.

Tuttavia, mentre la procedura è in atto, ne succedono di tutti i colori:

  • Joel si rende conto che l’annullamento del ricordo non è davvero ciò che desidera, pertanto inizia una fuga semi consapevole all’interno della sua memoria, portando con sé l’immagine di Clem;
  • Patrick (Elijah Wood), uno dei dipendenti della Lacuna INC, sfrutta la situazione a suo vantaggio cercando di conquistare Clem con le informazioni sottratte a Joel;
  • Stan Fink (Mark Ruffalo), l’altro dipendente della Lacuna INC, cerca disperatamente di conquistare Mary (Kirsten Dunst), ossia l’assistente del capo dell’azienda;
  • Mary Svevo, l’assistente del capo dell’azienda, cerca di conquistare il dottor Howard Mierzwiak che è proprio il capo dell’azienda (e che però è un uomo sposato).

Il tutto accade nell’arco di una notte, e direi che questo, come riassunto della trama, è più che sufficiente.

Immagina, puoi

“Immagina se un giorno ti arrivasse un biglietto che dice che qualcuno ti ha appena cancellato dalla memoria”.

Avrebbe benissimo potuto restare un discorso a bischero intavolato da due amici qualunque al tavolino di un bar, di quelli che inizi quando sei un po’ stanco e alticcio, che ti lasciano fare viaggi mentali assurdi e fini a loro stessi e che di solito si concludono con qualche commento tremendamente superficiale e concreto. Invece, stando a quanto riporta IMDb, a pronunciare una frase tipo questa è stato Pierre Bismuth, lo scrittore di Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Caso vuole che Pierre non ne stesse parlando con un tizio qualunque, ma con nientemeno che Michel Gondry (il regista del film).

Pensateci: finisce (male) una storia d’amore, vi accade qualcosa di veramente spiacevole, subite un trauma che vi condizionerebbe per il resto della vita E INVECE, andando alla Lacuna INC e sottoponendovi alle loro terapie, potreste continuare a vivere serenamente nella più totale ignoranza. Se fosse possibile, probabilmente ci sarebbero dibattiti etici e legislativi che vanificherebbero l’idea di fondo del progetto: far star meglio le persone.

Già mi immagino i film ambientati in un futuro distopico in cui la lobotomizzazione sfugge di mano, tutti si continuano a dimenticare ogni cosa, ritrovandosi a commettere sempre gli stessi sbagli, in un eterno loop che andrebbe lentamente a bloccare il progresso e l’evoluzione della razza umana. Oppure, un film in cui la cancellazione dei ricordi viene usata come pena per punire i peggiori criminali, condannati a rivivere sempre lo stesso, inquietante, episodio, manipolato da un pubblico di sadici spettatori.

Se avete visto Black Mirror, è facile che vi sia venuta in mente la seconda puntata della seconda stagione, White Bear, nella quale accade praticamente la stessa cosa. Solo che Eternal Sunshine of the Spotless Mind è del 2004, Black Mirror del 2011 e quella puntata del 2013.

Forse se a distanza di anni l’argomento viene ancora trattato, ma in un’ottica molto più pessimista e catastrofista, un motivo c’è. Secondo me dipende dal fatto che l’idea di rimuovere alcuni ricordi (accuratamente selezionati) ci attrae tanto quanto ci spaventa, e quindi facciamo come con la robotica, il nucleare, l’esplorazione spaziale e le altre grosse novità: ne parliamo, ma evidenziando tantissimo i risvolti pessimi che potrebbe avere.

Magari non avremmo più modo di imparare dai nostri errori, però potremmo apprendere in modi differenti! Magari si creerebbe un nuovo tipo di società, con un’altra morale collettiva e un diverso approccio alle esperienze. Non saremmo più portati a vagliare ogni ipotesi possibile ma seguiremmo solo l’istinto, senza troppi ragionamenti.

Ma infondo, forse, queste sono solo elucubrazioni mentali che potrei fare con un amico qualunque seduta al tavolino di un bar.

Conclusione

L’unica certezza è che Eternal Sunshine of the Spotless Mind è un film caotico che si offre come base a tantissimi dibattiti potenzialmente utili. Non sono sicura che mi sia piaciuto, perché i due protagonisti non mi sono stati troppo simpatici. Entrambi hanno un carattere che me li ha resi altamente insopportabili: lui tanto timido e facile all’ansia, lei molto imprevedibile e suscettibile.

Eppure la storia che viene raccontata, in particolare nella seconda metà del film, ha dei risvolti interessanti. Il finale, soprattutto, mi ha lasciata soddisfatta e per questo posso dire che è valsa la pena di guardarlo tutto. Sicuramente non sta invecchiando male e quindi se vi piacciono i film un po’ caotici, onirici e leggermente psichedelici, avventurosi in parte e con qualche colpo di scena, ve lo consiglio caldamente.

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