Fire Emblem: Three Houses - Vivere un anime, da protagonista - Nerdando.com
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Fire Emblem: Three Houses – Vivere un anime, da protagonista

Fire Emblem: Three Houses

Recensione

Lo ammetto, sono sempre stata una persona fantasiosa, legata al mondo dell’animazione giapponese e a quello di Fire Emblem e questo dannato gioco ha tirato fuori dalla mia testa l’essenza di tutte queste passioni.

Intelligent Systems e Koey Tecmo Games hanno creato un titolo che ha dell’incredibile, ha unito le meccaniche dei soliti vecchi Fire Emblem (ovviamente migliorandone il gameplay, lo scoprirete dopo) con quelle di un semi – open world e quelle di un gestionale.

Gameplay

La nostra avventura comincerà nei panni del protagonista, che avrà come nome di default Byleth (modificabile a nostro piacimento), un mercenario molto forte, figlio di un rinomato personaggio nel mondo del Fódlan (ambientazione di questo gioco).

Una delle prime cose che mi ha lasciato perplesso è stata la rimozione di qualsiasi tipo di customizzazione del personaggio in termini di aspetto e statistiche preferite, feature che era presente nei titoli precedenti nella saga.

Appena iniziato il gioco faremo la conoscenza di una ragazza misteriosa che vive all’interno della nostra mente, ella ci introdurrà alle meccaniche base di dialogo e interazione peculiari di questo titolo.

L’impostazione è molto simile a quella di un visual novel, come i vecchi episodi della saga, ma ora ci sarà la possibilità di affrontare dialoghi occasionali, al di fuori della storia, che potrebbero aumentare il rapporto di amicizia con il destinatario della conversazione.

Dopo i primi atti faremo la conoscenza dei tre “capocasa“, personaggi fondamentali di questo titolo: Eldegard (casa dell’aquila rossa), Dimitri (casa del leone blu) e Claude (casa del cervo dorato). Ogni casa avrà i suoi punti di forza e debolezza e, inoltre, garantirà una route diversa (anche se Eldegard potrebbe riservarci qualche sorpresa, sta a voi scoprirla).

Lo scorrere del tempo di gioco è molto realistico, infatti i capitoli di gioco coincidono con i mesi che passano, per ogni settimana avremo la domenica libera (in cui potremmo decidere se esplorare il Garreg Mach, se organizzare un seminario o se andare a combattere) e il lunedì, in cui dovremo dare lezioni.

Durante la prima metà di gioco, comune per tutte le case, diventeremo professori degli studenti della “fazione” che avremo scelto, lavorando per l’accademia Ufficiali, locata nel convento di Garreg Mach e gestita dalla chiesa di Seiros.

Questo luogo e questo ruolo mi regalano la possibilità di parlare a fondo di due delle meccaniche nuove di questo titolo.

Insegnamento

Il lavoro da professore sarà estremamente utile per migliorare le competenze di ogni unità, di modo da poter far diventare qualsiasi personaggio di qualunque classe, senza doversi attenere per forza agli schemi definiti dal gioco.

A proposito di classi, ne è stata aggiunta una completamente nuova, quella del lottatore, che utilizza i guanti d’arme.

Ogni settimana avremo la possibilità di dare lezioni ad un certo numero di personaggi della nostra squadra.

Queste lezioni specifiche potranno essere impartite da zero a quattro volte, dipendentemente dal livello di morale dell’unità, innalzabile in diversi modi diversi.

Inoltre sarà possibile impostare, per ogni personaggio, un obiettivo specifico di competenze da seguire, per esempio, se volessimo far diventare un’unità un cavaliere, potremmo settare l’obiettivo in equitazione e lancia, ogni fine settimana questa unità guadagnerà punti competenza in quei due ambiti.

Ovviamente, ogni personaggio avrà dei punti di forza, in cui apprenderà più velocemente, oppure dei talenti nascosti da coltivare.

Ogni tanto, le unità stesse verranno a chiedere al professore la possibilità di seguire una determinata strada, che avrà a che fare con la loro lore in game.

Esplorazione

La fase di esplorazione/open world è cruciale, ci permetterà di fare due chiacchiere con tutti i personaggi e scoprire le loro personalità, ma non solo.

Ogni volta che parleremo con un personaggio, ci si potrà interagire in diversi modi: avremo la possibilità di fargli un regalo (che alzerà morale e rapporto), potremo invitarlo a bere un tè oppure, se di una casa diversa rispetto alla nostra, invitarlo ad unirsi a noi.

Amanti della lore unitevi, esplorando la biblioteca avrete la possibilità di informarvi sulla complessissima storia del  regno del Fódlan, imparando sempre di più sui personaggi che ci  circondano.

Ascoltare i personaggi e le loro riflessioni dopo ogni mese e nella seconda parte di gioco (dal tredicesimo capitolo in poi) sarà sempre interessantissimo, sono rimasto veramente stupito dalla profondità e dallo sviluppo mentale di alcune unità.

Longevità

Il gioco in sé, io sono riuscito a finirlo in una quarantina di ore per route, a parte quella nascosta che dura un po’ di meno, infatti le tre principali hanno tutte 22 capitoli, mentre quella nascosta ne ha solamente 18.

Ma tutto dipende dalla vostra mania di completamento, in quanto le fasi di esplorazione e le battaglie secondarie non saranno corte.

Difficoltà

Per quanto riguarda la difficoltà, diciamo che mi ha leggermente deluso, l’ho giocato a difficile (difficoltà massima al primo avvio) e in modalità esperto, quindi con morte permanente dei personaggi. Non ho trovato grosse difficoltà nel completare il gioco, se non per la battaglia finale, un’impennata clamorosa.

A mio modesto parere, non vale la pena di giocare in normale, in quanto ci sono alcune battaglie che possono essere ripetute all’infinito, quindi si avrà la possibilità di farmare livelli e punti competenze.

Ciò che invece mi ha intrigato all’inizio, ma che poi mi ha letteralmente asfaltato (tutt’ora non sono in grado di vincere la battaglia finale), è stato il new game plus, decisamente tutto un altro livello, nel quale ogni singola mossa va ponderata e pensata per almeno dieci volte, sembra quasi di giocare a scacchi!

Il new game plus è stato programmato magistralmente, con l’opportunità di comprare, con la moneta in game, competenze nelle armi e livelli di rapporto.

Sonoro

La colonna sonora di questo gioco è magistrale, due gradini sopra a qualsiasi altro titolo della saga, veramente incredibile.

Grafica

Per quanto riguarda la grafica c’è qualcosina da dire invece, nel complesso la grafica è migliorata tantissimo, parliamo, finalmente, di modelli 3D ovunque, sia nelle battaglie che nei momenti di esplorazione, parliamo di possibilità di passare dalla terza alla prima persona, in tutti i momenti del gioco, parliamo anche della possibilità di vedere un combattimento perlomeno leggermente realistico.

Però c’è qualcosa che non mi ha convinto, quel qualcosa sono le grafiche dell’overworld. Le texture approssimate e in bassa definizione si vedono chiaramente, soprattutto nella visuale in prima persona.

Purtroppo, non posso nemmeno dire che sia un dettaglio trascurabile, questo perché i modelli 3D dei personaggi e simili sono troppo ben fatti e a confronto, il mondo circostante stona veramente.

Conclusione

Sono assolutamente certo che questo titolo sia il meglio che ad ora Fire Emblem possa offrire.

Questo titolo mi ha offerto un’immersione così profonda che mi ha lasciato senza parole (anche grazie al fatto che tutti, e sottolineo, TUTTI i dialoghi sono doppiati, sia in inglese che in giapponese).

Inoltre parliamo di un minimo di 40 ore di puro gioco, fino ad un massimo di circa 250.

Nerdando in breve

Fire Emblem: Three Houses è un RPG strategico incredibile, sviluppato da Intelligent Systems e Koey Tecmo Games e distribuito da Nintendo. Offre un gameplay longevo e una storyline intrigante. Un gioco assolutamente da comprare per Nintendo Switch.

Nerdandometro:
4.7 out of 5 stars (4,7 / 5)

Trailer

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